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21/09/2005 Antonio Fazio e Bankitalia fuori dalla bufera? (Renato Forlani, Tratto da www.reportonline.it)

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    Ricorderete tutti che poco prima che la Banca popolare italiana (ex popolare di Lodi) lanciasse la sua offerta di acquisto su Antonveneta in contrapposizione agli olandesi di ABN AMRO, una situazione più o meno analoga si era verificata ed era anzi ancora in itinere, le ultimissime però dicono che l'operazione avrebbe avuto il via libera di Bankitalia, con protagonisti questa volta la Banca Nazionale del Lavoro, cui aspiravano gli spagnoli del Banco di Bilbao, contrastati all' uopo dal gruppo UNIPOL Assicurazioni.
    Ebbene, anche in questo caso, il comportamento della Banca d'Italia, sembra aver protetto e favorito il gruppo Unipol, nonostante che alcuni politici di area della maggioranza abbiano cercato di impedire che UNIPOL acquisisse Banca Nazionale del Lavoro.
    In questo caso però le resistenze politiche contrarie all'Unipol, sono durate poco ed anzi si sono improvvisamente quietate come per via di un ordine di scuderia venuto dall'alto.
    E' verosimile una tale interpretazione dei fatti? Ovviamente non è possibile affermarlo, ma se si considera che l'atteggiamento di contrarietà poteva probabilmente derivare dal fatto che la Unipol Assicurazioni è un' impresa notoriamente di area diessina e se si considera specialmente che la Banca Nazionale del Lavoro era proprietaria del 2,83% di Bankitalia, allora la cosa comincia a diventare più che verosimile.
    Ed è proprio l'esser proprietaria di una quota della (nostra ?) Banca Centrale, cioè titolare dei diritti di signoraggio, che ha determinato l'atteggiamento di Bankitalia a favore dell'offerta di acquisto Unipol contro l'offerta degli spagnoli del Banco di Bilbao.
    Proprio così, infatti la quota di proprietà della BNL del 2,83% di Bankitalia significa detenere diritti di signoraggio, centinaia e centinaia di milioni di euro, che sono e devono essere considerati come un privilegio parassitario che lo stato italiano ha concesso a pochi privilegiati (tutti i proprietari di quote di banche proprietarie di Bankitalia) e che è pari alla quota posseduta e in definitiva un diritto agli interessi annui (che sono pari al tasso ufficiale di sconto detratte le spese) sull'intera massa monetaria circolante in Italia, che è bene ricordare trattarsi di danaro che la Banca centrale crea e che di volta in volta mette in circolazione sotto forma di prestito da cui trae interessi al tasso di sconto, il signoraggio, appunto.

    Di qui il benevolo atteggiamento di Antonio Fazio nei confronti dell'offerta di acquisto Unipol e contro l'offerta Banco Bilbao, atteggiamento che si può ragionevolmente ritenere come tacitamente, se non addirittura nascostamente, ma realmente, appoggiato dal governo, che vedeva prendere la via della Spagna ad una fetta non trascurabile dei diritti di signoraggio, per non aver saputo o comunque voluto prendere per tempo i provvedimenti che una tale situazione richiedeva ed alla quale oggi tenta di porre rimedio con il proposito espresso di "nazionalizzare la Banca d'Italia.
    Il diritto di signoraggio, un vero e proprio regalo che tutti gli italiani "normali" pagano ai pochi semidei proprietari di quote delle banche a loro volta azioniste della Banca d'Italia ed ora, con lo stesso meccanismo, della Banca Centrale Europea.
    Un paradosso che nel corso degli anni ha determinato l'enorme debito pubblico accumulato dallo stato (cioè dai cittadini che lo devono pagare, direttamente come quota degli interessi su qualsiasi debito debbano contrarre; oppure indirettamente con le tasse, buona parte delle quali servono a pagare gli interessi sul debito, anziché essere usate per fornire i servizi per cui vengono ufficialmente richieste).
    Altra storia invece, quella relativa all'acquisto di Antonveneta da parte degli olandesi di ABN AMRO.
    Qui ci troviamo di fronte ad un atteggiamento, quello di Fazio, che definire benevolo nei confronti di Banca Popolare Italiana è dire veramente poco.
    Qui Fazio ha esercitato il suo potere con l'arroganza che la sua posizione, ma non l'etica o la morale, gli consente, esprimendosi a favore del suo amico Gianpiero Fiorani, presidente della Popolare Italiana (ex Lodi) e dunque contro ABN AMRO, anche in mancanza dei requisiti minimi necessari per la Popolare Italiana di poter acquisire il controllo di Antonveneta.
    Un comportamento quindi che se non ha violato le leggi, come le notizie dell'ultima ora dicono, ha certamente violato l'etica che per un Governatore di Banca Centrale, non è meno importante della legge.

    Stando così le cose, come ci si poteva aspettare una dichiarazione risolutiva da parte del Presidente del Consiglio?
    Una dichiarazione che avrebbe risparmiato all'Italia critiche e danni reali, ma che pare non sarà mai espressa.
    E' per questi motivi che Berlusconi nicchiava ed è sulla base di queste considerazioni sui fatti che Fazio ha subito gli attacchi senza reagire, ma nella consapevolezza che nessuno, se non il consiglio di amministrazione della Banca d'Italia, poteva sfiduciarlo e costringerlo alle dimissioni.
    E' per questo motivo che proprio in queste ore sta venendo a soluzione anche la vicenda ABN AMRO - Antonveneta.
    E' per questo motivo che la Banca Centrale Europea, evidentemente appagata per la piega positiva a favore degli olandesi verso cui la vicenda Antonveneta si sta avviano, contrariamente all'atteggiamento stizzito dei primi giorni nei riguardi di Berlusconi, ora ha aggiustato il tiro dichiarando la propria incompetenza a giudicare sull'operato di Fazio, ma soprattutto dichiarando che lo stesso non avrebbe violato alcuna norma.
    Queste le considerazioni sul caso, ma la cosa avrà un seguito perché la vicenda è stata l'occasione per mettere alla luce e portare quindi all'attenzione della gente (sempre che l'informazione decida in tal senso, cosa che finora non ha fatto) su quella che forse è la più grande e la più perniciosa delle innumerevoli iniquità che gli italiani devono sopportare:
    Il signoraggio a favore di pochi eletti.
    Vedremo come il signor Berlusconi vorrà decidere di risolvere la questione signoraggio.
    Dal comportamento della informazione di rendere o meno di dominio pubblico il problema evidenziato, con la forza e l'entusiasmo che una causa giusta richiede, dipenderanno senz'altro le decisioni di Berlusconi.
    Da tali sviluppi potrebbe dipendere l'esito della prossima campagna elettorale


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