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19/08/2005 Che cosa è il Signoraggio (Da Wikipedia, l'enciclopedia libera)

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La parola signoraggio indica l'insieme delle entrate derivante dal battere moneta. Quindi si può anche definire come la differenza tra il valore nominale e il valore intrinseco. Il termine deriva dal francese "seigneur", che in italiano significa "signore". Nel Medio Evo infatti erano i signori feudali i titolari del diritto di battere moneta e quindi i beneficiari del guadagno che ne derivava. Per signoraggio, nell'ambito delle moderne scienze economiche, oggi si intendono i redditi che una banca centrale o uno stato ottiene grazie alla possibilità ricreare base monetaria in condizioni di monopolio.

Storia del signoraggio

Nell'antichità, quando la base monetaria consisteva di monete in metallo prezioso, chiunque disponesse di metallo prezioso poteva portarlo presso la zecca di stato, dove veniva trasformato in monete con l'effigie del sovrano. I diritti spettanti alla zecca e al sovrano erano esatti trattenendo una parte del metallo prezioso. Il signoraggio in tale contesto è dunque l'imposta sulla coniazione, noto anche come diritto di zecca. Il valore nominale della moneta e il valore intrinseco delle monete non coincidevano, a causa del signoraggio e dei costi di produzione delle monete. L'imposta sulla coniazione poi serviva a finanziare la spesa pubblica. Nel caso in cui lo stato possedesse miniere di metallo prezioso, il signoraggio coincideva con la differenza tra il valore nominale delle monete coniate e i costi per estrarre il metallo prezioso e coniare le monete. Già con i romani, da Settimio Severo si può parlare di signoraggio: questo imperatore dimezzò la quantità di metallo prezioso contenuto nelle monete, mentre lasciò invariato il valore nominale.

Con la rivoluzione industriale si assiste al graduale abbandono dei sistemi monetari fondati sui metalli preziosi e sulla convertibilità delle monete in metalli preziosi. La crescita degli scambi economici provocata dalla rivoluzione industriale rese necessario l'uso di monete la cui offerta potesse essere regolata a piacimento dalle banche centrali e non fosse vincolata dalla limitata disponibilità di metalli preziosi. Inoltre l'affermarsi di talune monete, sempre più diffuse e accettate negli scambi internazionali, rese obsoleto il ricorso ai metalli preziosi per regolare tali scambi. Infine l'affermazione del biglietto di banca e di altre forme di pagamento svincolate dall'uso di metalli preziosi si spiega con la praticità dei sistemi di pagamento che non obbligano a trasferire ingenti quantità di pesante metallo prezioso.


Durante il fascismo lo stato italiano emetteva la banconote da 500 lire, infatti sopra non c'era la scritta Banca d'Italia, ma “Biglietto di Stato a corso legale”. Anche John Fitzgerald Kennedy, nel 1963 aveva emesso una banconota da 2 dollari che era garantita con argento e recava la scritta «United State Note» invece che «Federal Reserve Note». Tuttavia JFK fu ucciso a Dallas 5 mesi più tardi e l'ordine esecutivo che aveva firmato non venne mai cancellato da nessun presidente quindi è ancora valido anche se non viene utilizzato.

 

Il signoraggio oggi

Nel caso dei paesi appartenenti all'area dell'euro, il diritto al signoraggio viene per la maggior parte detenuto e gestito dalla banca BCE che emette ogni singola banconota in euro. La BCE è formata dalle banche centrali di 12 stati europei, che a loro volta - come in Italia - sono formate da banche private che ne acquisiscono quindi i benefici. Infatti, secondo l'articolo 105 A del Trattato di Maastricht "La BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l'emissione di banconote all'interno della Comunità. La BCE e le Banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla BCE e dalle Banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nella Comunità."

Lo Stato Italiano mantiene tuttavia i diritti per le monete, i cui proventi sono però molto inferiori rispetto alle banconote.

 

Proventi da signoraggio

  • La differenza tra i costi di produzione della carta moneta e il suo valore nominale. Gli stati dell'area euro utilizzano il signoraggio per finanziare la propria spesa pubblica (vedi lo schema qui sotto: lo stato italiano ha guadagnato circa 1 milardo di €). Anche microstati come la Repubblica di San Marino e la Città del Vaticano sfruttano il signoraggio come fonte di entrate per il bilancio dello stato, emettendo monete che vengono poi assorbite dal mercato dei collezionisti
  • Il diritto di emettere moneta: il guadagno da signoraggio della banche centrali nazionali private che compongono la BCE è l'8% di tutte le banconote circolanti. Il restante 92% delle banconote viene scambiato con titoli di stato. Per questo, oltre all'8%, la BCE guadagna anche il possesso di molti titoli di stato e del relativo interesse
  • Il guadagno ottenuto per il fatto che da un lato il denaro emesso dalla banca centrale viene conservato dai soggetti economici di un Paese (costituendo di fatto un titolo di debito a interesse negativo), dall'altro i titoli in valuta straniera detenuti come riserve dalla banca centrale fruttano interessi
  • Un altro ricavo da signoraggio si ottiene tramite l'inflazione che si genera con l'aumento dell'offerta di moneta

Il motivo può essere spiegato mediante l'equazione quantitativa della moneta MV = PY, dove M è la quantità di moneta, V la velocità di circolazione della moneta, P il deflatore del PIL e Y il prodotto interno lordo reale.

Poiché V è sostanzialmente costante e Y dipende solo dai fattori di produzione (per il principio di neutralità della moneta le variabili nominali - come i prezzi - non influenzano le variabili reali come il PIL), un aumento della quantità di moneta non può che causare un aumento del deflatore del PIL, ossia un fenomeno inflazionistico. Il fatto che tutti i fenomeni di iperinflazione (inflazione superiore al 50% mensile) si siano verificati in momenti di altissima emissione di moneta da parte dello Stato è particolarmente indicativo: esempi molto noti ed efficaci sono l'iperinflazione causata dai governi degli Stati Uniti durante la guerra d'indipendenza e della Repubblica di Weimar negli anni '20.

  • Alla fine degli anni '90 negli Stati Uniti venne emessa una nuova serie di monete da 25 centesimi (quarters). Qualche tempo dopo si scoprì che le nuove monete incontravano il favore di molti collezionisti, che le toglievano dalla circolazione. Poiché alla zecca statunitense ogni pezzo da 25 cent costava 5 cent, il Tesoro statunitense guadagnava ogni volta che una persona "comprava" una moneta e sceglieva di non spenderla. Il Dipartimento del Tesoro degli USA ha calcolato di aver guadagnato circa 5 miliardi di dollari in diritti di signoraggio (ad aprile 2005).

 

Signoraggio Statale

Lo Stato Italiano emette monete metalliche in euro anche se questa emissione è regolata direttamente dalle BCE, che decide, per ogni stato che ha l'euro, quante monete devono essere coniate. Secondo una ricerca stampare la monetina da 1 centesimo costa 3 centesimi. I dati sul costo della produzione delle monete sono tuttavia riservati e quindi è possibile solo fare delle stime su quanto effettivamente lo stato guadagni. La tabella seguente illustra, con approssimazione (viene considerando che stampare una moneta costa circa 0.20€), quanto lo Stato italiano abbia guadagnato con la produzione delle monete in euro. Si deduce che lo stato abbia guadagnato circa 1000 milioni di €, un miliardo di €, contro i circa 40 mld della banca centrale europea. I dati con cui è stata fatta la tabella sono disponibili qui. Tabella presa da questo sito.

Monete in euro prodotte al 31 dicembre 2001 (milioni di pezzi e milioni di euro)
tagli 0.01 0.02 0.05 0.10 0.20 0.50 1 2 TOT
pezzi 1000 900 1380 900 1400 1100 950 310 7940
valore nominale 10 18 69 90 280 550 950 620 2587
valore intrinseco 200 180 276 180 280 220 190 62 1588
guadagno (-190) (-162) (-207) (-90) (0) 330 760 558 999

Gli Stati che utilizzano il signoraggio per finanziare la propria spesa pubblica (monetizzazione) impongono la cosiddetta “tassa da inflazione”: battendo nuova moneta con la quale coprire le loro esigenze fanno diminuire il valore della moneta posseduta dai cittadini, da ciò il nome improprio di “tassa” al fenomeno in questione, similare ad una tassa sulla moneta detenuta in quanto la moneta posseduta, ad esempio dai cittadini, si svaluta perchè lo stato emette nuova moneta per coprire il proprio fabbrisogno. In Europa, tuttavia, la quantità di moneta che gli stati possono emettere sono molto piccole se confrontate con la quantità di moneta che le banche private possono emettere e quindi l'eventuale "tassa di inflazione" dipende in minima parte dallo stato.

 

Signoraggio delle banche

La Banca d'Italia definisce così il reddito da signoraggio:

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«È il reddito connesso alla funzione di emissione della moneta ed è definito, nell'ambito del SEBC, come reddito originato dagli attivi detenuti in contropartita della circolazione in euro. Il reddito da signoraggio della BCE è rappresentato dalla remunerazione dei crediti nei confronti delle BCN dell'Eurosistema, corrispondenti alla quota di banconote in euro convenzionalmente assegnata alla BCE (pari all'8 per cento della circolazione complessiva dell'Eurosistema). Tale reddito viene distribuito alle BCN in proporzione alla rispettiva quota di partecipazione al capitale della BCE.»
   

Questo significa che il guadagno da signoraggio delle banche centrali nazionali private che compongono la BCE è l'8% di tutte le banconote circolanti. Il restante 92% viene scambiato con titoli si stato per cui i loro guadagni sono anche l'interesse che esse guadagnano prestando questa moneta a stati, cittadini e aziende (interesse deciso dalla stessa BCE) e il possesso di ingenti quantità titoli di stato, per un valore che aumenta progressivamente. Questi guadagni vengono proporzionalmente divisi fra i membri della BCE come illustra il seguente schema.

Banca Centrale Nazionale % Capitale sottoscritto Capitale versato (€)
Banque Nationale de Belgique 2.55 141.910.195,14
Deutsche Bundesbank 21.14 1.176.170.750,76
Banca di Grecia 1.90 105.584.034,30
Banco de España 7.77 432.697.551,32
Banque de France 14.87 827.533.093,09
Central Bank of Ireland 0.92 51.300.685,79
Banca d'Italia 13.05 726.278.371,47
Banque centrale du Luxembourg 0.16 8.725.401,38
De Nederlandsche Bank 4.00 222.336.359,77
Oesterreichische Nationalbank 2.08 115.745.120,34
Banco de Portugal 1.77 98.233.106,22
Suomen Pankki - Finlands Bank 1.29 71.711.892,59
NON AREA EURO

Danmarks Nationalbank

1,5663 6.101.159,01
Sveriges Riksbank 2,4133 9.400.451,41
Bank of England 14,3822 56.022.530,23
Česká národní banka 1,4584 5.680.859,54
Eesti Pank 0,1784 694.915,90
Central Bank of Cyprus 0,1300 506.384,90
Latvijas Banka 0,2978 1.160.010,95
Lietuvos bankas 0,4425 1.723.656,30
Magyar Nemzeti Bank 1,3884 5.408.190,75
Bank Ċentrali ta' Malta / Central Bank of Malta 0,0647 252.023,87
Narodowy Bank Polski 5,1380 20.013.889,41
Banka Slovenije 0,3345 1.302.967,30
Národná banka Slovenska 0,7147 2.783.948,38
Totale ~100% 3.978.226.562,17 (71,4908% delle banche dell'area euro)
+111.050.987,95 (28,5092% delle banche dell'area NON euro)

NOTA BCE: Le BCN dei tredici paesi non aderenti all'area dell'euro sono tenute a versare una percentuale minima delle quote di capitale rispettivamente sottoscritte, a titolo di contributo ai costi operativi della BCE connessi alla partecipazione al Sistema europeo di banche centrali (SEBC). Dal 1° maggio 2004 tale contributo è pari al 7% delle quote di capitale sottoscritte, per un importo complessivo di 111.050.987,95 euro, ripartito nel seguente modo.


Il valore delle banconote circolanti alla fine del 2004 era di circa 501 miliardi di Euro per cui il profitto da emissione di banconote nel 2004 è stato di circa 40 miliardi di Euro contro i circa 999 milioni di € dello stato italiano. Comunque la BCE specifica che L'ammontare del reddito da signoraggio della BCE può essere ridotto, con decisione del Consiglio direttivo della BCE, in relazione ai costi sostenuti dalla stessa per l'emissione e la gestione operativa delle banconote in euro. Inoltre il Consiglio direttivo può decidere di non dar luogo, in tutto o in parte, alla distribuzione del reddito da signoraggio al fine di assicurare che la ripartizione annuale complessiva degli utili non ecceda il profitto netto della BCE per l'esercizio.'

 

BCE e titoli di stato

Attualmente la banca centrale è l'unico ente, oltre alle banche che la compongono, sempre private, che può emettere moneta (ad eccezione delle monetine metalliche, di emissione statale) con la quale acquista i titoli di stato che coprono i deficit statali.

Tale pratica, diffusa fino ai primi anni ottanta del XX secolo, vale a dire fino a quando le banche centrali dei principali paesi occidentali sono dipese dai rispettivi governi, ha come controindicazione la creazione di inflazione. Oggi i redditi della banca centrale derivano prevalentemente dalle operazioni di compravendita di titoli pubblici attraverso i quali la banca centrale regola l'offerta di moneta nell'economia. La banca centrale può, in qualità di creditore di ultima istanza, emettere base monetaria a fronte dei titoli acquistati. Attraverso la cessione di titoli la banca centrale al contrario riduce la base monetaria.
Inoltre la banca centrale concede prestiti alle banche commerciali, attraverso il meccanismo dello sconto.
Tali operazioni, destinate a realizzare il compito primario della banca centrale di regolare la quantità di moneta in circolazione nell'economia e l'ammontare del credito concesso dalle banche ai loro clienti, generano reddito per la banca centrale.

Ad esse si aggiungono voci marginali, come i ricavi che derivano dall'emissione di moneta destinata a sostituire monete sottratte alla circolazione dai collezionisti o distrutte o dimenticate.

Il reddito netto da signoraggio viene direttamente o indirettamente versato nelle case statali attraverso le imposte, la distribuzione degli utili, la concessione di tassi agevolati.

Per aumentare la quantità di moneta in circolazione nell'economia la BCE, come ogni banca centrale sottoscrive titoli di stato come BOT, CCT, BTP. I buoni del tesoro sono titoli di debito per questo questo sistema rende gli stati aderenti all'euro indebitati verso la banca centrale, che è privata. I buoni, però, non sono un guadagno da signoraggio, perchè ogni volta che scadono lo stato li riemette e la banca centrale li riacquista (prevalentemente sono la BCE e le BCN ad acquistare titoli di stato, anche perchè fisicamente esistono in banconote in € per l'equivalente di circa 1/3 del debito pubblico -al 31/12/2001- , ovvero anche se un cittadino avesse tutte le bancote d'europa non potrebbe "comprare" neanche il debito pubblico italiano). Tuttavia questo sistema genera un aumento quasi costante del debito pubblico, per via degli interessi che lo stato da su ogni titolo, che deve essere bilanciato da una crescita del PIL parallela. Se ciò non accadesse il rapporto deficit/PIL sforerebbe il 3%, che è il tetto massimo di deficit che uno stato può avere, secondo il Trattato di Maastricht.

 

Signoraggio e riserva frazionaria

 

Controversie

Per approfondire, vedi la voce Signoraggio/Citazioni.
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«Meno male che la popolazione non capisce il nostro sistema bancario e monetario, perché se lo capisse, credo che prima di domani scoppierebbe una rivoluzione»
 
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«Dire che uno Stato non può perseguire i suoi scopi per mancanza di denaro è come dire che un ingegnere non può costruire strade per mancanza di chilometri»
 
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«Non faremo opere pubbliche se non ci sono i soldi»
 
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«Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà di quanto non lo siano gli eserciti permanenti... Se il popolo americano permetterà mai alle banche private di controllare l'emissione del denaro, dapprima attraverso l'inflazione e poi con la deflazione, le banche e le compagnie che nasceranno intorno... [alle banche] ...priveranno il popolo dei suoi beni finché i loro figli si ritroveranno senza neanche una casa sul continente che i loro padri hanno conquistato»
 

La banca centrale, solitamente privata, ha il potere esclusivo di emettere moneta. Questa moneta (che a loro costa il valore intrinseco, ~0,05€ per banconota) viene scambiata con titoli di stato, su cui lo stato deve pagare degli interessi. Esempio: lo stato ha bisogno di 100€ e per finanziarli emette un BOT con interesse al 3%. Ecco che lo stato si è indebitato di 103€ verso il privato che ha emesso quella moneta, che è costata pochi centesimi. Poichè i titoli emessi dallo stato, alla scadenza vanno rimborsati, lo stato emette nuovi titoli con un importo ancora maggiore. Nel nostro caso emetterebbe un nuovo titolo da 103€ con un altro interesse al 3%. Da notare che un debito con interesse al 2,5% raddoppia in 29 anni. Nell'esempio, dopo 29 anni lo stato si ritroverebbe indebitato di 228,79€. Alcuni professori come Maurice Allais, Giacinto Auriti e alcuni siti web ritengono che il sistema attuale in vigore da 311 anni sia una truffa che verrebbe operata sistematicamente dalla banche centrali. Ciò sarebbe motivo di arricchimento smisurato per la banca centrale che potrebbe così possedere ingenti quantità di titoli di stato (che comunque sono un valore facilmente rivendibile/risottoscrivibile) per un valore in continuo aumento (principalmente a causa degli interessi di cui il debito è gravato). Ritengono altresì che lo stato, per contenere l'inarrestabile aumento del debito pubblico (per il patto di stabilità il debito deve essere al massimo il 103% del PIL) sia costretto ad aumentare le tasse, a ricorrere a privatizzazioni o cartolarizzazioni. Ciò sarebbe anche causa di recessione, inflazione etc. Effettivamente col sistema attuale, in caso di crescita del PIL pari a 0, lo stato, per mantenere il debito ad un livello stabile deve trovare molti soldi, solo per coprire gli interessi. Oggi (2005) il debito pubblico italiano è 1.507.556 milioni di euro ed è il 106,4% del PIL. Con il 3% di interesse, fra un anno lo stato avrà accumulato 45.226 ca milioni di euro di solo di interessi sul debito.

 

Il mito della ricchezza da signoraggio

La tesi secondo cui le banche centrali creerebbero un enorme ricchezza da signoraggio può essere facilmente smentita osservando che essa è priva di fondamento micro e macroeconomico.

Da un punto di vista microeconomico:

1. Se l'emissione di moneta da parte delle banche centrali generasse una grande ricchezza, nella contabilità delle banche centrali l'emissione di moneta dovrebbe risultare come un ricavo. Sottratti i costi irrisori l'utile sarebbe enorme. Tuttavia i principi contabili universalmente accettati non prevedono che l'emissione di moneta sia considerata un ricavo e nei bilanci delle banche centrali non si trova traccia di ricavi generati direttamente dall'emisione di moneta.

2. Se tali principi contabili fossero errati, e sbagliati i bilanci delle banche centrali, e quindi se davvero l'emissione di moneta generasse ricavi, nell'attivo dello stato patrimoniale dei bilanci delle banche centrali non dovrebbe comparire l'importo dei titoli acquistati a fronte dell'emissione di moneta. Si dovrebbe invece trovare un grande liquidità.

Nella realtà le banche acquistano titoli a fronte dell'emissione di moneta, che, in base ai principi contabili, viene registrata nel passivo dello stato patrimoniale e non nel conto economico. L'emissione di moneta non genera quindi ricavi.

3. Sempre nell'ipotesi che l'emissione di moneta sia da considerare un ricavo, con conseguente distribuzione di utili, si può osservare che una volta distribuiti gli utili, la banca centrale non disporrebbe più di risorse con cui comperare i titoli che invece sono presenti nel suo bilancio. L'ipotesi che l'emissione di moneta comporti dei ricavi è quindi incompatibile con la presenza nel bilancio di elevati importi di titoli.

4. Ancora, formulando l'ipotesi che l'emissione di moneta sia da considerare un ricavo, ci dovremmo aspettare bilanci delle banche centrali con utili elevati, a fronte di ricavi giganteschi e di costi esigui. Di tali ipotetici utili tuttavia non vi è traccia nei bilanci di tutte le banche centrali nel mondo e non risulta che tali bilanci siano falsi.

5. Se poi ipotizziamo che essi possano essere occultati, c'è da chiedersi come mai tali utili non lascino tracce nel sistema bancario, tracce tali da indicarne l'esistenza, dal momento che non si tratta di pochi biglietti di banca ma di somme molto grandi, impossibili da trasferire senza ricorrere al sistema bancario. Ancora una volta nella realtà non c'è alcuna traccia dell'esistenza di tali utili, ulteriore dato che ne smentisce l'esistenza.

Sul piano macroeconomico, si può osservare che:

6. Se esistessero grandi utili distribuiti, magari in modo occulto, si dovrebbero registrare forti effetti sull'inflazione. Ma i numerosissimi studi sull'inflazione non segnalano alcun dato che lasci pensare alla presenza di un'inflazione più alta, causata dagli utili da signoraggio.

7. Il denaro creato dal nulla dovrebbe poi rientrare nel sistema bancario. Dopo essere stato incassato dai beneficiari dell'utile da signoraggio, sarebbe speso e chiunque lo riceve in pagamento finirebbe prima o poi per versarlo in banca. L'enorme quantità di denaro che affluirebbe nelle casse delle banche verrebbe da queste offerto alla clientela a prezzi decrescenti. Il credito abbondante e a buon mercato segnalerebbe la presenza di tale enorme massa di denaro generata dal signoraggio. Nella realtà ancora una volta di tutto questo non vi è traccia nè prova.


Infine è utile segnalare che i fautori della tesi dell'esistenza della truffa del signoraggio mettono in evidenza che la massa monetaria creata dalla banca sarebbe un debito della banca centrale.

Tale affermazione serve per indurre il lettore a credere che la collettività, grazie all'emissione di moneta, finisca per indebitarsi due volte. La prima volta con spese superiori alle entrate statali, con l'effetto di rendere necessaria l'emissione di titoli di stato. La seconda volta con l'emissione di moneta.

Tale tesi è contraddittoria. Come segnalato al punto 3, se la banca emette moneta che dà luogo, secondo i sostenitori delle tesi sul signoraggio, a un ricavo e di conseguenza a utili elevati, e se gli utili vengono distribuiti, la banca centrale non ha le risorse per acquistare titoli. Se tali titoli venissero emessi, come qualcuno sostiene, solo per consentire alla banca centrale di emettere moneta, l'assenza di denaro con cui pagarli renderebbe impossibile l'indebitamento stesso.

Ma le contraddizioni non si fermano qui. Infatti se fosse vero che il debito viene creato solo per consentire alla banca di emettere moneta, si finirebbe col negare l'esistenza stessa del signoraggio. L'ipotesi su cui si fonda è che l'emissione di moneta costituisca un ricavo, a fronte del quale non ha senso che vengano acquistati titoli. L'enorme ricavo da signoraggio verrebbe infatti distribuito agli azionisti della banca centrale.

In attesa che i sostenitori delle tesi sul signoraggio chiariscano se l'emissione di moneta è da considerarsi o no un ricavo, non resta che avvertire che la preoccupazione per un doppio indebitamento serve a convincere che il sistema di emissione di titoli e di moneta sarebbe disastroso e che si potrebbe risolvere tale problema attraverso miracolosi sistemi monetari alternativi.

Inoltre gli autori di queste tesi non sanno dire verso chi sarebbe l'indebitamento generato dall'emissione di moneta e non sanno indicare un bilancio di una banca centrale nella quale si specifichi che si tratta di un debito verso qualcuno in particolare.

 

Dov'è l'errore

L'errore fondamentale delle tesi sul signoraggio è di ignorare che la moneta è semplicemente uno strumento che migliora l'efficienza del sistema economico. Ad esso si aggiunge una conoscenza modesta dell'economia e delle condizioni e delle conseguenze che dovrebbero verificarsi se certe tesi fossero corrette. Non basta infatti affermare che esiste il signoraggio e sostenere tesi complottistiche, naturalmente senza fornire alcuna prova, perchè creare dal nulla e intascare una gigantesca massa di denaro (in questo consiste la truffa del signoraggio) non è un operazione "neutra" ma produce effetti che, se accertarti, confermerebbero l'esistenza del denaro.

Si può poi considerare che se esistesse un debito nulla impedirebbe al creditore di chiederne la restituzione, e quindi il ritiro della moneta in circolazione.

Se ciò accadesse non si comprende come potrebbe funzionare senza moneta un'economia complessa. Gli effetti economici negativi sarebbero talmente pesanti da rendere di fatto assai preferibile che quel debito, se fosse un debito, non venisse mai rimborsato, mettendo in secondo piano la preoccupazione per l'esistenza di un presunto debito da emissione di moneta.

Un'ulteriore contraddizione delle tesi sulla truffa da signoraggio è di considerare il signoraggio appannaggio dei privati (a tal proposito i sostenitori della tesi della truffa pongono in evidenza il carattere privato delle banche centrali, cercando quasi ossessivamente i nomi dei soci e le percentuali da essi detenute) mentre il debito che la banca centrale (privata) creerebbe attraverso l'emissione di moneta viene considerato non un debito della banca (privata) ma un debito della collettività.

In conclusione quindi si può dire che le tesi sul signoraggio sono prima di tutto fantasiose, poi prive di qualsiasi fondamento micro e macroeconomico e infine prive di ogni utilità. Perchè abbandonare il sistema monetario esistente, per quanto possa essere imperfetto, non sarebbe possibile in quanto chi lo governa non condivide tali tesi prive di ogni fondamento, e perchè sarebbe impossibile rinunciare a usare una moneta senza produrre effetti drammatici sull'economia reale.

Tutto ciò non significa che una forma di signoraggio non esista. Il signoraggio è un reddito generato prevalentemente dai titoli che la banca centrale compera quando emette moneta.

 

Una definizione di signoraggio

Quanto segue è tratto da Bagliano e Marotta, Economia Monetaria, Il Mulino. Bagliano e Marotta sono due docenti di economia monetaria in università italiane.

A pag. 18 del loro testo si parla di signoraggio.

«In linea di principio, la creazione di base monetaria in condizioni di monopolio dà la possibilità alla banca centrale di ottenere redditi (il cosiddetto signoraggio) pari alla differenza tra i ricavi ottenibili dall'investimenti in attività finanziarie e reali e i (trascurabili) costi di produzione. Poiché questi redditi derivano dalla condizione di privilegio concessa dallo Stato, i profitti sono in genere incamerati in misura prevalente da quest'ultimo, sotto forma di imposte. Un limite alla produzione, potenzialmente illimitata di base monetaria è posto dall'obiettivo del mantenimento di un livello dei prezzi relativamente stabile, data la relazione diretta che storicamente si è osservata tra inflazione e offerta di moneta»

Come si può leggere il signoraggio ha a che fare con i ricavi ottenibili dall'investimento di attività finanziarie e reali. Non dipende dalla differenza di valore tra moneta creata e il costo per stamparla.

 

Testi di economisti autorevoli utili a comprendere i punti precedenti

  • Carlo M. Cipolla, Storia economica dell'europa pre-industriale, Il Mulino
  • Paul Samuelson, Economia, Zanichelli
  • Bagliano e Marotta, Economia Monetaria, Il Mulino
  • Eichengreen, La globalizzazione del capitale, Baldini&Castoldi
  • Garzantina Economia
  • Pierce e Shaw, Economia monetaria, Il Mulino
  • Bianchi, Dizionario di economia politica, voce Moneta, Boringhieri
  • Savona, Alla ricerca della sovranità monetaria, Libri Scheiwiller
  • Dornbusch e Fischer, Macroeconomia, Il Mulino
  • Onado, Banca come impresa, Il Mulino
  • http://www.dse.unibo.it/rovelli/EIE/EIE-3-Sig.pdf (Testi di riferimento proposti)

 

Nota della Banca d'Italia sul signoraggio

La sentenza di un giudice di pace il cui consulente tecnico ha dichiarato l'esistenza del signoraggio viene così commentato da un comunicato ufficiale della Banca d'Italia:

In relazione alle numerose richieste di pagamento, formulate rivendicando la proprietà collettiva della moneta unica europea e il relativo reddito da signoraggio, pervenute alla Banca d’Italia a seguito della diffusione data dai mezzi di informazione alla sentenza del Giudice di pace di Lecce n. 2978/05, l’Istituto informa che la sentenza, avente effetto solo tra le parti dell’originario giudizio, costituisce una pronuncia del tutto isolata, già disattesa dal Giudice di pace di Pizzo Calabro il quale, con sentenza depositata l’8 aprile c.a. e con altre 17 decisioni di analogo tenore, ha ritenuto i singoli componenti delle collettività nazionali privi del potere di agire in giudizio per contestare le pubbliche potestà di emissione della moneta e di gestione del valore monetario. La sentenza del Giudice di pace di Lecce è stata impugnata dalla Banca d’Italia presso la Suprema Corte di Cassazione, cui è rimessa la decisione definitiva della controversia, che sarà discussa prima dell’estate. Si informa, infine, che, già prima dell’adozione della moneta unica, la magistratura aveva ripetutamente respinto simili azioni di rivendica della proprietà collettiva della massa monetaria, coltivate nei confronti della Banca d’Italia, quale Istituto di emissione della lira talvolta condannando gli attori al risarcimento del danno per lite temeraria. In considerazione di quanto sopra, la Banca d’Italia continuerà a respingere le richieste di pagamento del reddito da signoraggio.

 

Signoraggio e falsari

Nel caso dei falsari si può parlare di vero e proprio guadagno da signoraggio perchè, una volta create le banconote o monete che siano, le utilizzano per scopi personali, ad esempio per acquistare beni di consumo. In questo caso si può dire che essi guadagnino tutta la differenza fra valore nominale e intrinseco, ovvero se per "produrre" una banconota da cento € spendono 1€, guadagnano 99€.

 

Signoraggio e dollarizzazione

Quando un paese adotta una moneta straniera come valuta con corso legale, rinuncia pertanto al diritto di signoraggio. La dollarizzazione, ovvero la sostituzione della moneta locale con il dollaro statunitense, comporta due tipi di perdite relative al signoraggio: da un lato a mano a mano che si ritira dalla circolazione la moneta nazionale cambiandola con la divisa straniera, le autorità monetarie devono ricomprare la massa di moneta di proprietà del pubblico e delle banche, restituendo i diritti di signoraggio che si erano accumulati con il tempo. Inoltre le autorità monetarie perdono i guadagni relativi al signoraggio nel futuro.

Nel contempo gli Stati Uniti aumentano le loro entrate relative al signoraggio ed è sorto un dibattito in merito alla possibilità che gli USA cedano parte di questi guadagni alle economie dollarizzate. A questo riguardo esiste un precedente negli accordi sottoscritti dal Sudafrica e altri tre stati africani che utilizzano il rand come valuta avente corso legale (Lesotho, Namibia e Swaziland).

Sebbene gli USA non abbiano sottoscritto fino ad oggi alcun accordo con Panama o con altri paesi in cui il dollaro ha corso legale, nel Senato degli Stati Uniti sono state presentate proposte legislative relative al rimborso dei diritti di signoraggio.



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