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  • 09/07/2006 Abu Omar: Il Sismi ha preparato e partecipato al Sequestro (www.canisciolti.it)

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    Mancini e Pignero sono responsabili da titolo di diretta partecipazione e preparazione ed esecuzione del sequestro (di Abu Omar n.d.r. ) che hanno direttamente coordinato valendosi anche del concorso di persone da identificare e contro le quali si procederà, allo stato con invito a comparire". E' la valutazione del pm Armando Spataro riportata nell'ordinanza di richiesta di custodia cautelare a carico dei due alti funzionari del Sismi arrestati mercoledì.

     

    Per il pm infatti le indagini avrebbero provato "l'effettiva partecipazione di una struttura del Sismi alla preparazione e - verosimilmente - all'esecuzione del sequestro". Di questa struttura Pignero e Mancini erano "i principali responsabili fin qui individuati". E se la partecipazione diretta al sequestro da parte di Mancini e Pignero non venisse ritenuta certa, per il Pm le responsabilità dei due funzionari è comunque provata nella fase di studio delle abitudini di Abu Omar, utile poi a chi ha messo in atto il sequestro, configurando comunque per i due esponenti del Sismi gli estremi per "concorso nel reato di sequestro".

    E' questo in estrema sintesi l'impianto dell'argomentazione sostenuta dal Pm nella richiesta di custodia cautelare nei confronti dei due funzionari. Oggi l'interrogatorio di garanzia per Mancini si è protratto per quasi 5 ore nelle aule del palazzo di giustizia di Milano. L'interrogatorio dell'altro arrestato, Gustavo Pignero si svolgerà invece martedì. Il Pm nelle sua valutazione prende anche in considerazione il fatto che i due funzionari non avvessero informato il capo del Sismi, Niccolò Pollari. Nelle argomentazioni del pm si legge infatti che da alcuni sviluppi dell'indagine "si può agevolmente dedurre che mentre il Tenente Colonnello Stefano D'Ambrosio si é comportato in modo irreprensibile, il Mancini e il Pignero, in concorso tra loro, potrebbero avere taciuto al Direttore del Sismi quanto andavano tramando, organizzando e quanto hanno poi realizzato con uomini di loro fiducia allo stato ancora sconosciuti".

    "In alternativa - prosegue il documento - è possibile solo ipotizzare un concorso anche del Direttore del Servizio Generale Nicolò Pollari nei reati ascrivibili al Mancini ed al Pignero, per avere nascosto alla Polizia Giudiziaria e, di conseguenza, alla Autorità Giudiziaria, le notizie ricevute in ordine al progetto ed al sequestro di Abu Omar: tali notizie, infatti, non possono in alcun modo rientrare tra quelle coperte dal segreto di Stato, secondo quanto previsto dal citato art. 12 della Legge 24 ottobre 1977 n. 801. Alla luce della citata telefonata del 1 giugno 2006, tra loro intercorsa, infatti, é da escludere che la loro situazione sia assimilabile a quella del Colonnello D'Ambrosio che, rispettando la legge e le regole interne, riferì superiormente del progetto di sequestro di cui aveva appreso dal Lady: il Pignero ed il Mancini, invece, continuarono ad attivarsi ed a seguire l'evoluzione della vicenda anche dopo l'eventuale comunicazione della notizia al generale Pollari".

    Il Pm, ma solo "in via subordinata" contesta a Mancini e Pignero comunque la responsabilità di non aver impedito l'operazione, illegale, essendone venuti a conoscenza. E viene ipotizzato per i due anche il concorso morale per aver rafforzato la volontà dei gli uomini della Cia e dell'agente italiano "Ludwing" a commettere il reato lasciando loro nella convinzione che il Simsi e il governo italiano ne fosse a conoscenza. "Secondo il pm - si legge nell'ordinanza - tuttavia, a carico dei due indiziati si potrebbe ritenere la sussistenza del concorso morale 'diretto' (non omissivo) nel reato sotto il profilo del rafforzamento della volontà degli organizzatori ed esecutori del sequestro appartenenti alla Cia, derivante anche solo dalla mera consapevolezza che evidentemente costoro avevano circa la accondiscendenza del Sismi e dello stesso GovernoItaliano (al quale ben potevano far risalire la decisione ultima di non ostacolare o impedire l'azione)".

    "Sostiene il pm - prosegue il documento - che non é il caso di spendere molte parole, infatti, per dimostrare l'incidenza causale sulla condotta degli indagati statunitensi della conseguita convinzione di impunibilità derivante dal fatto che il Sismi (Mancini e Pignero innanzitutto) era a conoscenza del progetto di sequestro e che non lo avrebbe ostacolato (neppure quando al trasporto del sequestrato da Milano ad Aviano e quanto all'utilizzo dell'aeroporto per il trasferimento all'estero del sequestrato), né avrebbe in seguito rivelato i retroscena (la reticenza complice del Sismi è un altro dato inconfutabile in questa indagine)". "La conoscenza del progetto da parte del Sismi - si legge infine nelle valutazioni del Pm - ebbe addirittura notevole incidenza persino sulla condotta del maresciallo Pironi che più volte ha dichiarato di essersi indotto a partecipare materialmente al sequestro solo per avere saputo dal Lady che il Sismi (nelle cui fila desiderava transitare) era al corrente del progetto ed, anzi, partecipava alla sua messa a punto".

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