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27/07/2005 Telecom-Associazioni, è Guerra per i Servizi non Richiesti (www.helpconsumatori.it)

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Il call center Telecom Italia

Battaglia delle associazioni dei consumatori per il marketing aggressivo che viola le norme sui contratti a distanza. Movimento Difesa del Cittadino, Cittadinanzattiva e Movimento Consumatori ricorreranno in tutti i casi al Giudice di Pace. Il Decalogo per difendersi (PDF)

"Ogni mese gli utenti Telecom pagano milioni di euro per servizi non richiesti: non è più accettabile andare avanti con questo marketing aggressivo che viola precise norme sui contratti a distanza. Abbiamo provato in tutti i modi in questi mesi a far comprendere ai dirigenti Telecom l'assoluta necessità di affrontare questa grave situazione. Tanto più che a maggio scorso c'era stato un preciso e formale impegno dell'Amministratore Delegato Riccardo Ruggero di far cessare queste pratiche illecite. Evidentemente le ragioni del marketing hanno prevalso anche sulle parole pronunciate da Ruggero davanti a tutte le associazioni.". Questo il commento di Antonio Longo Presidente del Movimento Difesa del Cittadino nel corso della conferenza stampa che si è tenuta oggi a Roma organizzata insieme a Adiconsum, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Lega Consumatori e Movimento Consumatori. Le 7 associazioni chiedono sanzioni per chi in modo vessatorio e illegale fornisce servizi non richiesti, come Teleconomy 24, videotelefoni, memotel e segreterie telefoniche.

Le associazioni hanno ricordato che la normativa sui contratti a distanza stabilisce che la mancata risposta ad un'offerta avanzata via telefono non può in nessun caso essere considerata consenso all'offerta stessa. Inoltre alla proposta deve sempre seguire l'invio del contratto scritto, che deve essere formalmente accettato per essere valido. Tutto questo non avviene per centinaia di migliaia di utenti Telecom. Questi si vedono addebitare in bolletta servizi non richiesti e sono quindi costretti a rivolgersi ripetutamente al 187 o alle associazioni dei consumatori per farsi restituire le somme pagate e non dovute e per farsi disattivare i servizi.

Le associazioni hanno affermato di non voler "contrastare la vendita dei nuovi servizi, ma far sì che le vendite avvengano in modo trasparente e non vessatorio". Inoltre hanno chiesto all'Autorità per le comunicazioni - che nella Relazione annuale del 21 luglio scorso ha richiamato questo problema - di applicare le sanzioni già previste, in modo da disincentivare sia Telecom che altri operatori dall'utilizzo di questi sistemi che rasentano la truffa.

Le organizzazioni hanno ricordato ai consumatori di esercitare i loro diritti contestando e rifiutando il pagamento di qualsiasi servizio non richiesto o che non abbia avuto il loro consenso esplicito. A tal proposito è stato redatto un "Decalogo contro le pratiche commerciali scorrette".

Secondo il Movimento Difesa del Cittadino il vero nodo da sciogliere è costituito dalle modalità dei contratti tra Telecom e i contact center che gestiscono le offerte commerciali. Essendo centrati su un compenso a cottimo sia per l'azienda nel suo complesso che per i singoli lavoratori (precari), l'obiettivo principale diventa quello di far risultare a tutti i costi migliaia di presunte "accettazioni" da parte degli utenti contattati. Quel che è peggio è che spesso non c'è neppure questo contatto e ignari utenti si vedono addebitati in bolletta servizi non richiesti come segreteria telefonica, Teleconomy 24, ADSL Alice, oppure si vedono recapitare prodotti come Aladino o il videotelefono.

Movimento Difesa del Cittadino, Cittadinanzattiva e Movimento Consumatori infine hanno diffuso una nota dove dichiarano che porteranno davanti al Giudice di Pace tutti i casi di servizi non richiesti che i consumatori segnaleranno, chiedendo non solo il rimborso di quanto indebitamente pagato ma anche un adeguato risarcimento danni

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