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23/10/2008 GOVERNO. Forze dell'ordine contro le scuole, oggi riunione al Viminale (BS, http://www.helpconsumatori.it)

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Dopo le parole del premier Silvio Berlusconi che ha minacciato di inviare le forze dell'ordine contro l'occupazione nelle scuole che contestano i provvedimento del decreto Gelmini, si terrà oggi pomeriggio al ministero dell'Interno una riunione tecnica presieduta dal sottosegretario Alfredo Mantovano cui parteciperanno i vertici della Polizia "per effettuare - si legge in una nota del Viminale - una completa ricognizione dei rischi per la sicurezza e per l'ordine pubblico derivanti da eventuali forme violente di protesta contro il provvedimento del Governo in tema di scuola".

Proprio ieri, rispondendo a una lettera consegnata da una delegazione di studenti all'Università "La Sapienza" di Roma, è intervenuto il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. "È indispensabile - ha detto Napolitano - che su questi temi non si cristallizzi un clima di pura contrapposizione, ma ci si apra all'ascolto reciproco, a una seria considerazione delle rispettive ragioni".

In particolare, il Presidente Napolitanoche "al Capo dello Stato non sono attribuiti poteri esecutivi". "Io non debbo dunque "decidere da che parte stare" : non posso stare dalla parte del governo e delle sue scelte, né dalla parte opposta - ha detto Napolitano - Le politiche relative a qualsiasi campo dell'azione dello Stato vengono definite dal Parlamento, in seno al quale la maggioranza e l'opposizione sono chiamate al confronto tra le rispettive proposte, che possono configurare soluzioni alternative ai problemi da affrontare. Al Presidente della Repubblica non spetta pronunciarsi nel merito dell'una o dell'altra soluzione in discussione, né suggerirne una propria , ma spetta solo richiamarsi ai principi e alle regole della Costituzione".

"Ciò non significa - sia chiaro - che io mi senta estraneo ("abbandonandole a se stesse", per usare la vostra espressione) alle esigenze della scuola, della ricerca, dell'Università - ha proseguito il Presidente - Al contrario : a queste esigenze, e alle problematiche connesse, ho dedicato, nello svolgimento delle mie attuali funzioni, da più di due anni, la più convinta e appassionata attenzione e iniziativa. E' davvero in giuoco il futuro del paese : se l'Italia vuole evitare un'emorragia di preziosi giovani talenti, che trovano riconoscimento all'estero, gli investimenti nella ricerca - soprattutto - dovrebbero costituire una priorità, anche nella allocazione delle risorse, pubbliche e private".

LINK: La lettera integrale del Presidente della Repubblica

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