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21/07/2008 La metastasi di Tangentopoli (http://www.antoniodipietro.com)

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metastasi_tangentopoli.jpg

Durante il mio incontro con la stampa estera, di martedì 15 luglio, ho affrontato diversi argomenti, tra i quali quello dello scandalo delle mazzette nella sanità evidenziandone le peculiarità e differenze rispetto a Tangentopoli.

Antonio Di Pietro: In Italia c'è una questione morale irrisolta dagli inizi degli anni 90.
La questione morale degli anni 90 fu chiamata con un termine che spiega bene il problema, Tangentopoli. All'epoca si voleva intendere una situazione ambientale in cui la corruzione era la merce di scambio negli affari e nella politica nella gestione delle istituzioni. Questa è una questione morale che ha creato un deficit enorme nel nostro Paese e anche una riduzione degli spazi di democrazia ed economia liberale.
La caratteristica di quell'ambientalità del fenomeno, o meglio, il treno vettore di quella ambientalità venne individuato nel sistema infrastrutturale, cioè negli appalti pubblici nell'ambito delle infrastrutture in genere, strade, ferrovie e quant'altro. A distanza di 15 anni quel sistema è rimasto intatto, il sistema cioè di una Tangentopoli diffusa e di un'azione ambientale, di una corruzione come merce di scambio, che tiene ancora bloccato il sistema liberale economico e la democrazia liberale istituzionale.
La differenza tra allora e adesso sta innanzitutto nel fatto che si è spostato il treno vettore dal settore infrastrutturale al settore sanitario. Questo comporta una maggiore difficoltà di percezione del fenomeno e una maggiore difficoltà di lotta allo stesso. All'epoca potevamo centralizzare le indagini in quanto le maggiori imprese nell'ambito del settore infrastrutturale avevano sede a Milano e indagando sul sistema imprenditoriale, sul falso in bilancio, sulle appropriazioni indebite, sui fallimenti e quant'altro, ci è stato possibile coordinare in modo unitario le indagini nei vari settori. La sanità è una di quelle materie che sono state sottoposte al cosiddetto federalismo regionale.
Al federalismo regionale tipico del sistema sanitario si è giustapposto il federalismo tangentizio, quello delle tangenti e della corruzione. Ogni regione ha il suo sistema e quindi sono nate tante piazze, tante tangentopoli. Non c'è più una Tangentopoli unitaria come negli anni 90, ma un infinità di tante piccole tangentopoli che rendono ancora più difficile la percezione del fenomeno nella sua gravità globale, e che rendono ancora più difficile il contrasto di questo tipo di criminalità perché appunto pur fermando un anello non si ferma la catena, perché ogni anello è fine a se stesso.
Nella Tangentopoli degli anni 90 indagando sul sistema dei finanziamenti ai partiti a livello nazionale dei partiti si è bloccata. Nella Tangentopoli degli anni 2010 se tu blocchi e individui i fatti che succedono in Abruzzo ti scappano quelli che succedono in Calabria.

Giornalista: Sono tanti soldi 110 miliardi di euro che volete spendere quest'anno nella sanità dello Stato. Ma bisogna cambiare il sistema della sanità?
Antonio Di Pietro: Più che cambiare il sistema della sanità bisognerebbe cambiare le persone. Sono sempre stato dell'idea che ogni volta che succede qualcosa cambiano le procedure, ma se non cambiano le persone non si cambia nulla. Il vero problema è che in Italia la classe dirigente che è rimasta compromessa è rimasta al suo posto, invece noi dell'Italia dei Valori abbiamo sempre sostenuto che ci vogliono quattro norme chiare che possono dare un segno di inversione: chi viene condannato non può essere più candidato, chi viene condannato deve essere espulso dalle istituzioni in qualsiasi ruolo abbia come impiegato pubblico, chi viene messo sotto processo deve essere sospeso dalle sue funzioni, e infine devono essere sequestrati non solo i proventi del reato di cui è stato sorpreso, ma anche i suoi beni per il pagamento dei risarcimenti dei danni. Se non si da l'idea che chi sbaglia paga non si va da nessuna parte. Io sono stato sempre accusato che mettevo dentro le persone, ma sono sempre dell'idea che menomale le mettevo dentro.

Giornalista: A proposito di Tangentopoli, se si tirano le somme non c'è una situazione paradossale per cui al posto di migliorare l'Italia ha creato i presupposti per l'affermazione di Berlusconi in politica?
Antonio Di Pietro: Anche lei, mi deve perdonare, incorre nell'errore in cui incorre sempre l'informazione, e cioè confondere Tangentopoli con Mani Pulite. Tangentopoli è una cosa, Mani Pulite è un'altra.
Tangentopoli è quel sistema di malaffare che ha corrotto la democrazia e l'economia liberale italiana. Mani Pulite è stata una potente inchiesta giudiziaria che ha fatto la radiografia del sistema. La colpa di quello che è successo dopo non è del medico che ha fatto la radiografia, ma della malattia.



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