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02/08/2007 SANITA'. Ok della Camera a ddl "intramoenia", Turco: "Più garanzie per i cittadini" (LS, www.helpconsumatori.it)

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L' Assemblea della Camera ha approvato questa mattina, in via definitiva, il disegno di legge di iniziativa del Ministro della Salute Livia Turco, recante disposizioni urgenti in materia di attività libero professionale intramuraria e altre norme in materia sanitaria. Il provvedimento, in particolare, concede un'estensione di 18 mesi ai medici del servizio pubblico per esercitare la libera professione nell'ambito di studi privati. I sì sono stati 264, 14 i contrari, 166 gli astenuti.

"Con questa legge - ha dichiarato il Ministro Turco - la libera professione dei medici all'interno delle strutture pubbliche è finalmente regolamentata dopo quasi dieci anni di proroghe continue e inconcludenti. Oggi i medici hanno più certezze dei loro diritti all'esercizio dell'attività professionale intramoenia, con tempi certi per la realizzazione dei locali ove esercitarla, con la previsione di possibilità alternative ben definite e soprattutto con la fine dell'incertezza sulle modalità di esercizio di questa attività che ha caratterizzato gli ultimi dieci anni".

Secondo la Turco, i cittadini avranno invece più garanzie che quest'attività sia esercitata sempre per nome e per conto dell'azienda sanitaria pubblica e posta sotto il suo controllo. L'intramoenia sarà esclusivamente una possibilità in più offerta al cittadino dal servizio pubblico a garanzia della libertà di scelta del medico.

La legge si pone anche l'obiettivo di ridurre le liste d'attesa con norme precise che regolano la quantità delle prestazioni che si possono effettuare in libera professione. Nel dettaglio, prevede che:

  • le Regioni completino la realizzazione degli appositi locali per l'esercizio dell'intramoenia all'interno delle strutture pubbliche entro il 31 gennaio 2009;
  • fino alla realizzazione dei locali, e comunque non oltre il 31 gennaio 2009, le aziende sanitarie locali potranno anche convenzionarsi con strutture private in grado di fornire gli spazi idonei all'attività libero professionale;
  • in alternativa alla costruzione in proprio dei locali le aziende sanitarie potranno affittare o acquistare spazi ambulatoriali esterni pluridisciplinari;
  • le prenotazioni delle prestazioni in regime libero professionale saranno sempre e ovunque gestite da personale dell'azienda sanitaria, al fine di permettere il controllo dei volumi delle prestazioni che non dovranno superare quelli eseguiti durante l'orario di lavoro;
  • gli onorari per l'attività libero professionale saranno sempre riscossi sotto la responsabilità dell'azienda e saranno concordati tra azienda e medici;
  • saranno effettuati periodici controlli sulle liste d'attesa, al fine di assicurare il rispetto dei tempi medi che dovranno essere stabiliti con provvedimenti della Regione e con l'obbligo di erogare le prestazioni urgenti comunque non oltre 72 ore dalla richiesta;
  • le Regioni dovranno varare disposizioni specifiche per evitare conflitto d'interessi o concorrenza sleale tra medici e azienda sanitaria;
  • le Regioni avranno poi l'obbligo di adeguare progressivamente i tempi di erogazione delle prestazioni in regime ordinario a quelli in regime libero professionale, al fine di assicurare che il ricorso alla libera professione sia frutto solo di libera scelta del cittadino e non conseguenza di carenze nell'organizzazione dei servizi resi in attività istituzionale;
  • la riduzione dei tempi d'attesa sarà oggetto di un'apposita relazione annuale al Parlamento del Ministro della Salute;
  • ogni Asl dovrà pubblicizzare i volumi delle prestazione erogate in regime ordinario e libero professionale;
  • a garanzia della regolarizzazione dell'attività intramoenia si prevede: o la possibilità per le Regioni di destituire i direttori generali inadempienti; o la sospensione dei finanziamenti statali integrativi verso quelle Regioni che non attivino i piani di costruzione dei locali o attuino le altre possibilità previste dalla legge; o l'esercizio dei poteri sostitutivi del Governo nei confronti delle Regioni inadempienti.

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