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11/11/2009 Il presunto potere dell'informazione. Il caso H1N1 (Vincenzo Donvito, http://www.aduc.it)

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“Positiva all'H1N1 partorisce un bimbo sano”. Cosi' un titolo della cronaca fiorentina del quotidiano “Il Giornale” che, nell'occhiello, riporta: “La donna, una trentenne, alcuni anni fa aveva avuto un trapianto di cuore”. Poi una foto con immagine indefinita, che riporta: “la neomamma e il bambino sono a Careggi [ospedale fiorentino] in buone condizioni di salute”. Un titolo, un occhiello e una didascalia che sono sintesi di cosa sia e di cosa possa essere l'informazione.

Dell'uso che se ne possa fare e dell'importanza della stessa per la vita quotidiana. Quanti, leggendo questo articolo, avranno tirato un sospiro di sollievo e avranno pensato “...ah, ce l'ha fatta, meno male...”, senza riflettere piu' di tanto sulla questione e passando ad altri titoli sul medesimo giornale; dentro di loro, pero', la convinzione che questa donna ce l'avesse fatta, il bimbo era nato sano... senza l'infezione della mamma. Sicuramente medesima attenzione non sarebbe stata prestata se il titolo fosse stato del tipo: “donna con leggera influenza partorisce bimbo sano”... ma probabilmente un titolo del genere non solo non sarebbe mai stato fatto, ma la notizia in se' non sarebbe mai stata data.

Entrambe le titolazioni della notizia -quella reale e quella da noi supposta- corrispondono a verita'. La differenza e' nel modo di darla rispetto ad un contesto e alle intenzioni di chi -giornalista, titolista e direttore del giornale- ha deciso di pubblicarla in quel modo.

Un piccolo fatto di cronaca (sarebbe meglio chiamarlo non-fatto) che ha dato il suo contributo a chi ha deciso che attirare l'attenzione sull'influenza H1N1: inventare uno scoop diventa cosi' piu' importante di tutto il resto, lo scopo e' di tentare di vendere piu' copie. Ignorando quello che il viceministro della Salute va dicendo ogni giorno (e' un'influenza leggera e molto meno pericolosa di quelle di tutti gli inverni, incluso questo) e quello che ripetono medici e loro associazioni (vaccinazioni solo in casi limite di soggetti a rischio).

Ma la stampa e' come l'organizzazione del nostro Stato: incosciente. Si fa solo i fatti propri, in una sorta di delirio di potere che la fa auto-convincere di essere al centro del mondo. In era Internet e' ridicolo, ce ne rendiamo conto, ma e' cosi'.

http://www.aduc.it

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