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  • 02/10/2006 Manifestazione delle Vittime della Fibra. Francia, Amianto sotto Processo

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    L'Inchiesta della magistratura di Parigi: migliaia di documenti sequestrati nelle industrie. Accuse a dirigenti, medici e membri del ministero del lavoro: «omicidio, lesioni involontarie e mancata assistenza»

    In Francia le vittime dell’amianto ottengono il loro primo successo giudiziario. E a soli due giorni dalla manifestazione che hanno tenuto sabato scorso a Parigi per reclamare l’apertura di un processo penale. Il giudice Marie-Odile Bertella-Geffroy ha messo sotto inchiesta tre veccchi direttori dell’industria Ferodo-Valeo di Condé-sur-Noireau, (Calvados), per «omicidio e lesioni involontario» e «mancata assistenza a persone in pericolo». Dieci anni dopo i primi atti d’accusa, la giustizia transalpina comincia dunque a districare la matassa delle responsabilità industriali ed amministrative del dramma dell’amianto: non senza difficoltà, tanto che il dossier della salute pubblica, per il suo gigantismo e la sua complessità, difetta di logica penale ordinaria.

    Con 71 procedimtenti provenienti da tutta la Francia, (35 in fase d’istruttoria, 23 in quella d’inchiesta preliminare, e 13 in attesa d’esame), l’amianto è il dossier più importante del polo di Sanità pubblica del Tribunale di Parigi. Questo caso mobilita tre magistrati per l’istruttoria, assistiti da una decina di carabinieri, impiegati a tempo pieno nella “cellula amianto”. Hanno condotto perquisizioni nei siti industriali del Nord, della Normandia, dell’Aquitania e del Sud-Oves della Francia: alcuni documenti sequestrati non sono stati neanche spostati dal luogo del sequestro poichè integralmente d’amianto. I magistrati istruiranno separatamente ciascuno dei dossier locali, che concernono imprese che trasformano l’amianto o l’utilizzano in grande quantità.

    Nelle prime fasi l’inchiesta di Condé-sur-Noireau sarà condotta sui responsabili della fabbrica che si sono succeduti fino al divieto d’utilizzo della fibra nel 1997. In un secondo momento possono essere incriminati medici del laoro, spettori del lavoro e dirigenti delle assicurazioni sanitarie. Gli inquisitori applicheranno la stessa logica delle inchieste a livello nazionale. Nel quadro del dossier dell’Università di Jussieu, hanno sequestrato migliaia di documenti dall’Archivio Nazionale. Dalle loro indagini potrebbe scaturire la causa per gli idustriali del vecchio Comitato permanente Amianto (Cpa), la lobby che s’impegnò per ritardare al massimo la messa al bando della fibra. A ritroso, poi, potrebbero finire nel mirino degli inquisitori anche i responsabili sanitari e amministrativi degli anni ottanta e novanta, fra cui alcuni membri del ministero del lavoro che siedevano anche nel Comitato permanente Amianto.

    L’inchiesta si scontra tuttavia con importanti ostacoli giuridici. I fatti incriminati sono maggiormente anteriori agli anni 1990, la possibilità di perseguire la società, e non i suoi dirigenti, introdotta dalla riforma del codice penale del 1994 non può applicaresi a questo caso. L'infrazione di «messa in pericolo volontario», creata dalla stessa riforma, non può essere utilizzata ad avvenimenti posteriori al 94.
    Ed è proprio su questa base giuridica che il Tribunale di lile ha condannato la Alstom, il 4 settembre scorso, a 75mila euro di multa e 1,5milioni di euro di danni per aver esposto i suoi dipendenti all’amianto tra il 1998 e il 2001, a dispetto del divieto d’utlizzo del ’97.
    Per i fatti più remoti, la giustizia non ha altre possibilità che fare ricorso alle qualifiche d’omicidio e lesioni involontarie, che impongono di stabilire un legame di causa certa fra la colpa e il danno.

    Mentre le patologie da amianto, come il mesotelioma (cancro alla pleura), non si manifestano che dai venti ai trent’anni dopo l’esposizione alla fibra, rendendo così impossibile stabilire la data esatta della contaminazione. Il processo dovrà quindi stabilire che la malattia di un ricorrente è imputaqbile alla totalità del suo peridodo di esposizione professionale e pertanto a tutti i direttori di fabbrica che si sono succeduti in quel periodo. Se fosse ammessa dalla Corte di Cassazione, questa concezione più morbida del legame di casualità potrrebbe aprire una breccia nel diritto penale, e provocare una moltiplicazione delle cause nei casi di inquinamento ambientale.


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