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  • 12/07/2006 Liberalizzazioni nel Settore Bancario: la Partenza e' Buona, adesso si introduca la Portabilita' del Conto (Giuseppe D'Orta, www.aduc.it)

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    Il decreto Bersani e' stato accolto con molta soddisfazione da tutti coloro che non appartengono a qualcuna delle "corporazioni" colpite nei loro privilegi (farmacisti, avvocati, notai, banche, assicurazioni, ecc.).

    Le categorie interessante, chi piu' chi meno, hanno reagito gridando allo scandalo, in particolare perche' non c'e' stata la famosa "concertazione". Eppure, a ben vedere, il decreto Bersani non ha fatto altro che porre rimedio ad alcune evidenti, vorremo dire macroscopiche, incrostazioni corporative e anticoncorrenziali per alcune delle quali rischiavamo di pagare salatissime sanzioni alla comunita' europea.

    Limitandoci ai temi di cui si occupa Aduc Investire Informati, il decreto Bersani ha riformulato l'art. 118 del Testo Unico Bancario che permetteva agli istituti di cambiare le condizioni dei contratti bancari con una semplice comunicazione impersonale (a cui doveva seguire, "alla prima occasione utile" una comunicazione diretta). Si trattava del cosi' detto "ius variandi" che moltissime volte abbiamo criticato (si veda l'editoriale del 30 Maggio scorso) e per il quale l'Aduc aveva presentato un progetto di legge che il decreto Bersani ha recepito in pieno.

    La partenza, quindi, e' indubbiamente molto buona, ma adesso sarebbe necessario spingersi molto piu' avanti verso la: portabilita' del conto corrente bancario e dei servizi collegati.

    E' necessario che si possa scegliere di cambiare banca senza per questo significhi essere massacrati di costi, ma anche – e soprattutto – di incombenze. Tecnicamente sarebbe possibilissimo creare un sistema per il quale una serie di servizi standard (fra i quali la negoziazione, custodia ed amministrazione di strumenti finanziari) vengano ricondotti ad un unico riferimento che segue il cliente qualora decida di cambiare banca.

    Questo provvedimento e' il naturale complemento della modifica fatta con il decreto Bersani e sarebbe lo strumento attraverso il quale introdurre, finalmente, una piena e completa concorrenza nei servizi bancari e finanziari. Pensiamo a cosa significherebbe, per tutto il sistema finanziario, poter minacciare, credibilmente, il proprio istituto di credito di cambiare banca. Oggi, di fatto, non e' possibile. Sarebbe una vera rivoluzione positiva di cui i cittadini si ricorderebbero per anni, come e' stato, in parte, per le telecomunicazioni mobili.

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