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  • 01/11/2006 Notiziario Investire Informati. Informazione sulla gestione del risparmio (Alessandro Pedone, pianificatore finanziario, www.aduc.it)

    Ricerca personalizzata










    Archivio dal 18-10-2006 al 31-10-2006
    n.22/2006 (Anno V)


    EDITORIALI
    - Class Action: liberalizzazioni o statalizzazione?


    ARTICOLI
    - L'importanza del Benchmark


    FLASH
    - Giornata del risparmio. Di chi?
    - MyWay-4You. La Corte di Appello di Lecce annulla le sanzioni per errori
    procedurali. Complimenti alla Consob e al ministero dell'Economia! E' urgente
    l'approvazione della Class Action
    - Legge comunitaria e consulenza finanziaria. Presentato al Senato l'emendamento
    per salvare la consulenza finanziaria indipendente


    DOMANDE
    - Piano previdenziale: recesso entro 30 giorni
    - Uscire da Europension prima della scadenza
    - Parte civile Parmalat anche se si sono vendute le azioni e le obbligazioni
    - Obbligazione Cirio Finanziaria 2004
    - Ho segnalato ad un quotidiano il vostro articolo su Alfio Bardolla
    - Articolo fuorviante sui rendimenti dei fondi pensione
    - Piano Previdenziale Ergo Previdenza
    - Class action USA per le obbligazioni argentine
    - Giacomelli: silenzio totale
    - Titoli 'PIL' argentini: modalita' di tassazione
    - Buoni Postali legati all'indice Eurostoxx
    - Insoddisfatto di una polizza con Generali
    - Un ex promotore Mediolanum chiede aiuto ad altri ex
    - Fondo Cometa
    - Polizza Allecapital
    - Investimenti in Etf: attenzione alla tassazione
    - Le troppe autorita' di controllo
    - Trasferimento di quote di fondi e sicav da una banca all'altra
    - Imposta sostitutiva sugli interessi delle obbligazioni
    - Dopo due anni il c/c e' ancora aperto e la banca reclama i soldi
    - Il rendimento minimo garantito non e' mai gratis
    - Ho appena sottoscritto una polizza: meglio recedere
    - Parere su un portafoglio finanziario
    - Acquisto di fondi e sicav
    - Argentina: so che ci sono tante sentenze
    - Fip o fondo pensione aperto?
    - Cessione azioni di societa' fallite: come si fa?
    - La rendita pensionistica nei prodotti previdenziali
    - Polizze vita finanziarie: ne' previdenza, ne' investimento
    - Guadagni del 20% all'anno con le polizze Ergo!
    - Negoziazione fuori mercato: e' conflitto di interesse?
    - Capitale di riferimento nell'operativita' in derivati
    - Insoddisfatto del FIP con Fineco
    - Quando si dialoga con gli intermediari, farlo sempre per iscritto
    - Ho una polizza FIP e voglio riscattare: posso farlo?
    - La nuova campagna di vendita dei venditori Ergo ed Aspecta della Assconsult
    - Fondo pensione aperto
    - Certificati proposti da Fineco
    - Deducibilita' dei premi versati in una polizza FIP in presenza o assenza del
    fondo di categoria
    - Obbligazioni BEI
    - Legge Bersani non vale per fondi e polizze
    - I FIP non si possono riscattare sempre
    - Nuova Parmalat: a chi andranno gli eventuali risarcimenti e revocatorie?
    - Polizze: come posso controllare se l'importo che mi spetta e' quello giusto?
    - Scelta CCT
    - Dove trovo le caratteristiche delle polizze in vendita?
    - Brutte scoperte riguardo i costi della polizza unit-linked
    - Argentina: Icsid, class action e prescrizione del credito
    - Vecchie azioni Gerolimich e cessione
    - Quasi nessun costo e grandi guadagni qualsiasi cosa accada...
    - Prezzo di carico fiscale dei titoli posseduti al 1 luglio 1998
    - Le Casse rurali del Trentino lavorano gratis!


    EDITORIALI

    31-10-2006 Class Action: liberalizzazioni o statalizzazione?
    La settimana passata il Ministro per lo Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani,
    si e' augurato che il progetto di legge sulla class action, che dovrebbe presto
    essere calendarizzato alla Camera, venga approvato rapidamente.
    Si tratta di un provvedimento annunciato a seguito del cosi' detto decreto legge
    sulle "liberalizzazioni".
    In seguito, abbiamo visto che di liberalizzazioni, in quel decreto legge c'era
    veramente poco...
    Sulla class action, se possibile, le cose sono andate anche peggio.
    La proposta di legge del ministro Bersani, infatti, non ha niente a che vedere
    con una vera class action.
    Ci sono due problemi fondamentali nel progetto Bersani:
    1) il diritto ad avviare un'azione collettiva e' riservato alle quindici
    associazioni riconosciute dallo stesso ministero di Bersani, cioe' le 15
    associazioni “di Stato” che ricevono contributi pubblici.
    2) dopo un'eventuale azione collettiva vinta, il singolo danneggiato dovra'
    comunque avviare un'azione giudiziaria individuale per veder riconosciuto il
    risarcimento che gli spetta.

    Grazie al primo punto, le azioni collettive saranno indirettamente controllate
    dallo Stato.
    Ad un'associazione “poco conciliante” o troppo sorda alle pressioni del Governo,
    potrebbe essere ventilata l'ipotesi di una esclusione dal novero delle 15
    "privilegiate".
    In ogni caso, si tratta di un evidente indebolimento di una delle funzioni
    principali della class action: la prevenzione degli illeciti plurioffensivi. Se
    vi sono miglia di soggetti che potenzialmente hanno interesse ad attivare
    un'azione collettiva, si sviluppa un naturale controllo relativo ai
    comportamenti dei soggetti economici; controllo che costituisce un potentissimo
    deterrente al compimento di illeciti plurioffensivi.
    Il modello del ministro Bersani ci sembra ispirato dalla solita logica "da
    sindacato" che vede i singoli cittadini come incapaci che debbano essere guidati
    e protetti da qualche struttura la quale opera in nome e per conto dei presunti
    incapaci.
    Noi crediamo che sia diritto di ogni singolo cittadino che ha subito un illecito
    plurioffensivo tentare di rappresentare l'intera classe. Sara' poi il giudice a
    scegliere il progetto piu' meritevole in base alle argomentazioni portate, agli
    eventuali conflitti d'interesse ed alla rappresentativita'.
    In Parlamento, gia' oggi, sono state presentate almeno altre due proposte di
    legge che vanno in questa direzione.
    Speriamo che il presidente della Commissione Giustizia alla Camera, nel
    calendarizzare il progetto di legge Bersani, tenga conto di questi provvedimenti
    e contribuisca alla definizione di un testo unificato che elimini i problemi del
    DDL Bersani.
    La questione e' di straordinaria importanza per gli investitori. Un mercato
    finanziario nel quale sia prevista una vera class action, e' certamente un
    mercato piu' sicuro e nel quale i comportamenti scorretti degli intermediari,
    progressivamente, tendono a ridursi.
    Siamo certi che, per fare un esempio recente, il Gruppo Monte dei Paschi di
    Siena non si sarebbe mai permesso di mettere sul mercato i famigerati piani
    finanziari MyWay-4You, se all'epoca fosse stata operante una vera class action
    all'americana.





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    ARTICOLI

    L'importanza del Benchmark
     
    La parola Benchmark ha molteplici definizioni, puo' essere utilizzata nei sistemi produttivi, in quelli industriali, nell'ambito informatico ecc.
    In ambito finanziario il Benchmark e' semplicemente un indice sul quale si possono confrontare i rendimenti degli operatori che operano sul quel mercato.
    Curiosamente, a molti gestori di fondi il Benchmark proprio non piace, sostengono che valutare le loro performance rispetto ad un Benchmark non ha alcun senso, in questo breve articolo cercheremo di spiegare perche', invece, di senso ne ha molto.
    Partiamo con un esempio: il proprietario di un hotel affida la conduzione della sua impresa ad un gestore. Valutera' a fine anno come la sua attivita' e' stata gestita in base agli utili prodotti.
    Il direttore mostra compiaciuto i bilanci per dimostrare come l'attivita' sia cresciuta quell'anno del 20%. Possiamo dedurre che il direttore e' stato molto bravo. O forse no? Per sapere se ha gestito veramente bene l'attivita' possiamo utilizzare un Benchmark, in questo caso l'incremento medio di utili che hanno avuto gli hotel della zona. Scopriamo cosi' che in quella citta' si sono svolte le Olimpiadi e che, mediamente, gli utili degli hotel della zona sono cresciuti del 50%. Con queste nuove informazioni possiamo dire senza ombra di dubbio che il direttore del nostro hotel ha fatto un pessimo lavoro. Valuteremo quindi un suo pronto licenziamento.

    Se avete capito questo esempio avete capito l'importanza del Benchmark. Un gestore di fondi puo' guadagnare in un anno il 10% ma questo e' una nota di merito solo se il mercato in cui opera ha perso il 10%. In caso contrario, se per esempio l'indice azionario ha incrementato il proprio valore del 25% possiamo dire senza alcun dubbio che il gestore ha fatto un pessimo lavoro. Valuteremo quindi il suo licenziamento.
    Dal Regolamento Consob degli intermediari finanziaria (Reg. 11522/98, articolo 50 comma 2) leggiamo che il Benchmark e':
    "un parametro oggettivo di riferimento costruito facendo riferimento ad indicatori finanziari elaborati da soggetti terzi e di comune utilizzo, coerente con i rischi connessi alla gestione dell'OICR (cioe' del fondo, nda), al quale confrontare il rendimento dell'OICR stesso".
    Trattandosi di un parametro oggettivo e' chiaro come piaccia a chi e' oggettivamente piu' bravo del mercato, mentre non piaccia a chi e' oggettivamente meno bravo.
    Guardando i rendimenti dei fondi scopriamo un'altra cosa interessante. La maggior parte delle gestioni e' sotto il Benchmark. Possiamo capire, da questo, come mai la maggior parte dei gestori non ama i paragoni con il Benchmark.
    Del resto, invece di confrontarsi con il mercato alcuni (molti) gestori decidono semplicemente di replicarne l'andamento. Facendo pero' pagare al cliente costi salatissimi (dal 2 al 4% l'anno).
    Questo per una gestione che non viene svolta.

    Come possiamo capire se un fondo di investimento sta semplicemente replicando l'andamento dell'indice? Ci sono alcuni indicatori finanziari, i piu' comuni sono:
    -Excess Return (ER)
    -Tracking Error (TE)
    -Information Ratio (IR)
    Non addentriamoci in complesse formule matematiche che certamente annoierebbero il lettore.
    Limitiamoci a dire che questi indicatori permettono di sapere se un fondo e' ben gestito, cioe' se "performa" piu' del sul Benchmark di riferimento e se il fondo ha una gestione attiva o una gestione passiva.
    Nel caso il fondo abbia una gestione passiva, replichi quindi il Benchmark, non si hanno motivazioni per richiedere al cliente alte commissioni di gestione.

    Voglio illustravi questo con un esempio: diciamo che il nostro ipotetico indice sia composto cosi':
    -20% di fiat
    -40% di eni
    -20% di enel
    -20% di telecom

    Come posso replicare questo indice? Molto semplicemente, ipotizzando che il fondo abbia una disponibilita' di 100 milioni di euro, il gestore acquista questi titoli nello stesso rapporto con il quale sono presenti dell'indice. Quindi: 20 milioni di fiat, 40 di eni, 20 di enel, 20 di telecom. In tal modo il gestore avra' creato un fondo indicizzato, che non superera' il Benchmark ma nemmeno lo sotto performera'.
    Per essere piu' precisi non lo sotto performerebbe se non avesse le commissioni ed i costi delle quali abbiamo parlato in precedenza. Avendole rende esattamente il 2, il 3 o il 4% meno dell'indice che tenta di replicare.
    Ad esempio: il nostro ipotetico indice cresce in un anno del 2% il fondo che abbiamo creato renderebbe percio' il 2% ma a seguito di costi di gestione del 3% il risparmiatore scopre di aver perso 1% del proprio capitale.
    Esistono vari fondi indicizzati e spesso si rivelano un'ottima scelta. Un fondo di questo genere, per le sue caratteristiche deve avere una commissione proporzionata al lavoro, quasi nullo, che richiede. Stiamo parlando di commissioni tra lo 0,1 e lo 0,5%. Una commissione del 3% e' chiaramente spropositata se la gestione non e' attiva.
    Le commissioni sono del resto inutili se la gestione pur essendo attiva non rende piu' della media di mercato, il nostro Benchmark.
    E' opportuno valutare sempre attentamente, se occorre con l'ausilio di un professionista, cio' su cui si sta per investire il proprio denaro. Non fidandosi mai delle promesse di "rendimenti attesi" o di "costi zero" fatte dai venditori solamente a voce.



    di Lorenzo Gussoni




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    FLASH

    31-10-2006 Giornata del risparmio. Di chi?
    Si svolgera' oggi la Giornata del risparmio. La "festa" e' organizzata dall'Acri
    (Associazione delle Casse di risparmio). Partecipera' il ministro dell'Economia,
    Governatore della Banca d'Italia e i banchieri. Ci chiediamo di chi e' la festa:
    dei banchieri o dei risparmiatori? Certo i banchieri sono felici, che'
    realizzano utili record. La stessa Commissione europea rileva che i ricavi medi
    per cliente sono superiori rispetto alla Ue del 53% per i privati e dell'81% per
    le piccole imprese. Vige tutt'ora un sistema bancario, chiuso, corporativo, non
    concorrenziale, con tariffe alte, responsabile di quella furbizia che e' stato
    l'anatocismo e degli scandali BiPop-Carire, Cirio, Parmalat e Argentina, con i
    prodotti MayWay-4you e riverse convertible. Miliardi di euro andati in fumo e
    800mila risparmiatori coinvolti! Nell'Unione europea la concorrenza fa
    riferimento all'Antitrust europeo oppure (Belgio, Francia, Portogallo)
    all'Autorita' per la concorrenza. Da noi invece permane una coabitazione tra la
    Banca d'Italia, con evidente conflitto di interessi, e l'Antitrust.
    Da noi si celebra il risparmiatore, cosi' come a Natale si festeggia il cappone!





    20-10-2006 MyWay-4You. La Corte di Appello di Lecce annulla le sanzioni per
    errori procedurali. Complimenti alla Consob e al ministero dell'Economia! E'
    urgente l'approvazione della Class Action
    Secondo indiscrezioni apparse sui giornali, la Corte di Appello di Lecce avrebbe
    annullato le sanzioni proposte dalla Consob, e comminate dal ministero
    dell'Economia e delle Finanza, per la nota vicenda dei casi MyWay-4You della
    banca Mps.
    Le ragioni sarebbero sempre le medesime: i tempi per l'erogazione della sentenza
    sarebbero stati troppo lunghi rispetto a quelli previsti dalla legge.
    Il 3 maggio 2005, scrivemmo un comunicato stampa dal titolo: “Caso MyWay/4You:
    le sanzioni nel porto delle nebbie del ministero dell'Economia…. ”
    (http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=112783). Purtroppo fummo facili
    profeti.
    E' ormai una cattiva prassi consolidata, sia della Consob che del ministero
    dell'Economia, quella di attendere sempre l'ultimo giorno utile (e talvolta
    qualcosa in piu') per compiere i relativi atti di competenza nei procedimenti
    sanzionatori degli intermediari finanziari, specialmente quando questi
    riguardano primari istituti bancari.
    I risultati sono questi: anche quando la Consob accerta le violazioni, non solo
    le relative sanzioni sono una frazione irrilevante del guadagno ottenuto dalla
    Banca con il comportamento scorretto, ma questa irrilevante sanzione non viene
    neppure pagata per errori procedurali della Consob e/o del ministero!
    Complimenti!
    Questa vicenda dimostra per l'ennesima volta, l'urgenza dell'approvazione da
    parte del Parlamento della Legge sulla Class Action presentata dall'on. Daniele
    Capezzone – presidente della Commissione Attivita' Produttive della Camera - e
    dall'on. Donatella Poretti, della Rosa nel Pugno, predisposta in collaborazione
    con l'Aduc, per l'introduzione in Italia di una Class Action sul modello
    americano: unico strumento realmente efficace per prevenire e sanzionare i
    comportamenti scorretti come quelli tenuti dal gruppo Monte di Paschi di Siena
    in questa vicenda.




    19-10-2006 Legge comunitaria e consulenza finanziaria. Presentato al Senato
    l'emendamento per salvare la consulenza finanziaria indipendente
    E' stato presentato dal Senatore Gianpaolo Silvestri (Verdi) l'emendamento alla
    Legge Comunitaria 2006, proposto dall'Aduc, che intende abolire l'obbligo di
    costituire una Societa' per Azioni per lo svolgimento dell'attivita' di
    consulenza finanziaria.
    Come e' noto, la direttiva comunitaria 2004/39/CEE (MIFID) inserisce il servizio
    di consulenza finanziaria fra i servizi d'investimento principali che richiedono
    quindi una specifica autorizzazione. La stessa direttiva prevede che i soggetti
    che esercitano esclusivamente l'attivita' di consulenza finanziaria possono
    essere persone fisiche (con specifica assicurazione professionale) o societa'
    con un capitale sociale minimo pari a 50.000 euro.
    I Paesi europei che stanno recependo la direttiva (Gran Bretagna, Germania,
    Francia, Svizzera e Belgio) prevedono l'autorizzazione alle persone fisiche ed
    alle piccole societa' di svolgere esclusivamente il servizio di consulenza
    finanziaria.
    Nella legge comunitaria 2006 che e' stata approvata alla Camera (ed e'
    attualmente in discussione al Senato), il Governo ha presentato un emendamento
    (approvato), per recepire la direttiva comunitaria MIFID. In quell'emendamento
    si riserva l'esercizio dei servizi d'investimento (senza alcuna distinzione,
    quindi comprendente la consulenza finanziaria) alle Banche ed alla soggetti
    autorizzati "costituiti in forma di societa' per azioni".
    Se questo testo passasse anche al Senato, la consulenza finanziaria
    indipendente, svolta da liberi professionisti e retribuita esclusivamente a
    parcella, di fatto non sarebbe piu' esercitabile.
    E' evidente che questo effetto, oltre ad essere contrario alla direttiva
    comunitaria, sarebbe un notevole regalo alle Banche ed in generale all'industria
    del risparmio gestito.
    Il senatore Silvestri ha immediatamente compreso la problematica ed ha
    predisposto un emendamento per cancellare le parole "costituiti in forma di
    societa' per azioni".
    La direttiva comunitaria MIFID, infatti, specifica molto bene i requisiti per i
    soggetti autorizzati. In una legge delega non e' necessario specificare
    ulteriormente, a meno che non si desideri imporre ulteriori paletti (cosa, fra
    l'alto, contraria ai principi della direttiva).



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    DOMANDE


    28-10-2006 Piano previdenziale: recesso entro 30 giorni

    Salve. Volevo chiedervi un informazione: ho stipulato un piano previdenziale
    bonus con la ergo da poco meno di un mese. leggendo i commenti nel vostro sito
    mi sto rendendo conto di non aver fatto un buon investimento. Ho letto sul sito
    che se recedo entro trenta giorni mi ritornano i soldi versati. Volevo chiedervi
    se questo e' veritiero ed eventualmente come fare la richiesta di recesso e che
    tipo di documentazione allegare. nell'attesa di una vostra risposta vi rigrazio
    per il servizio che offrite a noi poveri risparmiatori sempre presi di mira da
    truffatori.
    Cristiano, da Lignano Sabbiadoro

    Il diritto di recesso puo' essere esercitato entro 30 giorni dalla stipula. Se
    esercita il diritto di recesso, le verrà restituito quanto versato al netto
    delle spese iniziali, generalmente di poche decine di Euro. Tulle le
    informazioni sullo specifico contratto le trova sulla nota informativa del
    prodotto.Per esercitare il recesso e' necessario comunicarlo alla Compagnia
    assicurativa con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno. Altre risposte
    sullargomento le trova tramite il motore di ricerca, tra le quali:
    http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=112219
    http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=150677
    ----------------------
    Ha risposto Luca Tonel
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=4


    -------------------
    -------------------


    28-10-2006 Uscire da Europension prima della scadenza

    Chiedo se posso uscire dopo 13 anni di versamenti e prima della scadenza da
    europension Mediolanum e se per farlo ci sono dei motivi da permettere di non
    perdere il valore accumulato, grazie.
    Andrea, da Noventa Vicentina

    Le condizioni per uscire dalle polizze vita sono indicate nella nota informativa
    dei singoli prodotti. Per poterle dare una risposta sul caso specifico e'
    necessario visionare la nota informativa. Su Europension, comunque, potra'
    trovare numerose risposte utilizzando il motore di ricerca
    http://investire.aduc.it
    ----------------------
    Ha risposto Luca Tonel
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=4


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    -------------------


    28-10-2006 Parte civile Parmalat anche se si sono vendute le azioni e le
    obbligazioni

    Cara Aduc dalla stampa WEB ecco cosa dice dei vecchi azionisti e delle loro
    azioni che tutti(in primis l'ADUC)considerava "nulle" "carta straccia" e che era
    meglio vendere per recuperare almeno la minusvalenza. Leggete:... Alla fine ecco
    il botto: l’ordinanza dà il via libera all’iscrizione come parte civili di 35
    mila tra obbligazionisti, vecchi azionisti, creditori vari per cui si apre la
    possibilità di vedersi riconosciuto il risarcimento del danno. Il giudice decide
    però di escludere dalla costituzione di parte civile la nuova Parmalat Spa,
    quella guidata dall’amministratore delegato Enrico Bondi. Bondi ci sarà, ma in
    qualità di commissario straordinario della vecchia Parmalat, quella in
    amministrazione straordinaria, il cui concordato è stata però impugnato davanti
    al Tar da alcune banche. Sulla scelta del giudice, comunque, gli avvocati del
    gruppo di Collecchio, non trovano nulla da eccepire. Anzi, l’avvocato Marco De
    Luca si dice «molto soddisfatto. E’ un’ordinanza destinata a rimanere nella
    giurisprudenza, fatta con grande precisione»... Ora come la mettete con chi
    seguendo il Vostro consiglio ha venduto le propie azioni? Pubblicatela questa
    lettera,pubblicatela. Arrivederci.
    Marcello, da Grosseto

    Noto che continua a prendersela con noi anziche' con i responsabili del crack, e
    la sua foga non le fa piu' nemmeno vedere le cose come stanno: la costituzione
    di parte civile e' possibile anche se si sono vendute le azioni, perche' il
    danno c'e' comunque stato. Anche alla class action negli USA e' possibile
    partecipare pure se si sono vendute le azioni e/o le obbligazioni. Tutte cose che diciamo sin dal primo istante. Un conto e' il valore delle azioni, poi, altro conto il risarcimento del danno per via giudiziaria.
    -----------------------------------------
    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=2


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    -------------------


    28-10-2006 Obbligazione Cirio Finanziaria 2004

    Sono in possesso di Obbligazioni CIRIO F. LUX 6.25% 04. C’e' qualche speranza di
    rimorso entro l’anno ed in quale percentuale? Grazie.
    Angelo, da Torino

    Il titolo e' tra i peggio messi del gruppo, attualmente si puo' stimare
    ricevera' attorno al 10% in tutto. Per un nostro parere sul comportamento della
    banca puo' inviarci copia della documentazione:
    http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=76932 Le istruzioni si riferiscono
    all'Argentina ma sono valide per qualsiasi genere di titoli.
    -----------------------------------------
    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=2


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    -------------------


    28-10-2006 Ho segnalato ad un quotidiano il vostro articolo su Alfio Bardolla

    Stamattina nella pagina Locale di Riccione avete scritto un trafiletto
    segnalando un incontro-conferenza di Alfio Bardolla che ci sara' Sabato prossimo
    a Riccione. Immagino l'abbiate segnalato pensando che Alfio Bardolla sia una
    persona che cerca di aiutare le persone a districarsi nel mondo del Trading on
    Line o della Finanza in generale. In realta' e' soltanto una persona che
    organizza corsi a pagamento e lo fa con lo scopo di arricchirsi alle spalle dei
    poveri partecipanti ai suoi corsi. Voi pensate che una persona qualsiasi, priva
    di una cultura economica di base, possa mai essere in grado di imparare in 3
    giorni come arricchirsi in Borsa? Se fosse possibile Alfio Bardolla si
    arricchirebbe operando in Borsa e non vendendo corsi. Se non credete alle mie
    parole visitate il sito dell'ADUC (www.aduc.it), mettete Alfio Bardolla nel loro
    motore di ricerca e leggete domande e risposte. Distinti Saluti.
    Valentino, da Riccione

    Grazie per averci segnalato al quotidiano, facendo notare l'attivita' di Alfio
    Bardolla: http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=156175.
    -----------------------------------------
    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=2


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    28-10-2006 Articolo fuorviante sui rendimenti dei fondi pensione

    Salve, non vi scrivo per chiedervi un parere su un investimento ma per sapere
    cosa ne pensate di questo breve articolo (apparso oggi sul quotidiano free press
    'Leggo' a pagina 2 e che riporto alla lettera). FONDI PENSIONE, RENDITA DOPPIA
    IN 4 ANNI. I fondi pensione rendono il doppio. I dati comunicati a settembre
    dalla Covip sono eloquenti: dalla fine del 2002 a oggi il rendimento offerto dai
    fondi pensione in generale, siano essi quelli di categoria o quelli aperti, e'
    piu' che doppio di quello del trattamento di fine rapporto. In tre anni e nove
    mesi, i fondi pensione hanno garantito un ritorno del 22% contro il 10,5% della
    rivalutazione netta del tfr. I rendimenti dei fondi salgono al 25,5% nel caso di
    quelli aperti e addirittura al 35,7% con quelli azionari. Gli unici a segnare il
    passo sono gli 'aperti obbligazionari' che hanno reso solo l'8,1% dal 2003 al
    settembre scorso. Vi sembra attendibile la notizia riportata? Da lettore di
    Aduc.it temo che l'articolo sia stato scritto da qualche giornalista per
    compiacere il potere bancario/finanziario... Sono troppo diffidente? Inoltre
    ricordiamoci che la notizia compare casualmente? Il giorno dopo la conferma che
    la previdenza integrativa non solo partira' ufficialmente, ma partira' con 6
    mesi di anticipo. Che ne dite? Grazie.

    E' il tipico articolo che prende i rendimenti PASSATI e pretende di fornire
    indicazioni per il FUTURO. L'articolo dovrebbe dire che i fondi pensione "hanno
    reso" il doppio del TFR, non "rendono", perche' il futuro nessuno lo sa. In giro
    c'e' anche di peggio, addirittura tabelle con le performance settimanali dei
    fondi pensione! Il passato non e' mai indice di cosa accadra' in futuro, e questo concetto deve essere sempre tenuto in mente, non solo in tema di previdenza.
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    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
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    28-10-2006 Piano Previdenziale Ergo Previdenza

    Salve, proprio oggi ho parlato con un consulente di Ergo Previdenza il quale mi
    ha proposto un piano previdenziale "unico nel suo genere" che garantisce, nel
    caso di invalidità o simili durante il periodo di versamento, non solo il
    capitale che ho già versato ma anche il capitale che pensavo di versare fino
    alla fine del contratto. Mi spiego meglio: rata di euro 1.800 all'anno per 25
    anni, totale euro 45.000 se dovesse succedere che, ad esempio, dal terzo anno
    non verso più la rata a causa di invalidità/inabilità, a questo punto Ergo mi
    garantisce i 45.000 euro che io avrei versato in 25 anni. Cosa ne pensate?
    Grazie.
    Roberta, da Valguarnera

    Il nostro suggerimento e' molto chiaro: lasci perdere. Inserendo il nome Ergo
    Previdenza nel motore di ricerca (http://investire.aduc.it/php/cerca.php)
    trovera' decine di nostre indicazioni sul tema delle polizze finanziarie:
    http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=65866/#D15
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    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
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    28-10-2006 Class action USA per le obbligazioni argentine

    Mi richiamo alla precedente mia del 20.12.05 alla quale rispondeste che il mio
    titolo rientrava tra quelli per i quali l'ADUC si era resa promotrice di una
    Class Action in USA. Non avendo avuto più notizie in merito (forse mi sono
    sfuggite?) ho aderito alla iniziativa TFA (ho letto la cortese Sua dell'8.05.06)
    e gradirei sapere come è la situazione oggi. Ringrazio ed invio i miei
    più cordiali saluti.
    Gilberto

    Ecco la situazione aggiornata: http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=156274
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    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=2


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    28-10-2006 Giacomelli: silenzio totale

    Leggo con attenzione Aduc e consiglio di fare altrettanto agli amici.
    Avvicinandosi fine anno mi permetto ricordare sarebbe utile rifaceste una
    piccola nota rammentando dove e come effettuare il contributo che permette
    l'esistenza dell'Associazione. Posseggo 19.000 obbligazioni Giacomelli 07
    comprate il 27.3.02 a 99,05 per un totale di euro18.818 (acquisto telefonico e
    senza nulla di firmato, ma ho finora scartato l'ipotesi di causa alla banca
    perche' nel mio deposito titoli ci sono azioni, ETF e, anche se successivamente
    all'acquisto Giacomelli, sono transitati Covered Warrants.). Per inciso, quegli
    strumenti debitamente seguiti mi hanno nel complesso dato dei guadagni, mentre
    le obbligazioni che fino a quel momento credevo 'tranquille' mi hanno dato la
    perdita. Ho conferito alla banca mandato per l'ammissione al passivo il 19.3.04
    ma non ho piu' saputo nulla. Sul portafoglio presso la mia agenzia vedo che il
    titolo e' indicato con valore 5 pari a ¤922,86. Alle mie ripetute richieste di
    venderle a quella quotazione o anche a una inferiore l'agenzia BPM mi ha sempre
    risposto (dopo aver verificato in sede, mi si dice) che non esiste mercato e
    quindi non puo' aderire alla mia richiesta. Qualora mi confermaste che per un
    recupero parziale, sarei tentata di venderle ad un congiunto, sempre cliente BPM
    titolare di deposito titoli presso un'altra agenzia, usufruendo quindi della
    minus valenza. Mi pare che in quel caso, per disporre dei titoli, dovrei
    preventivamente revocare il mandato con raccomandata a/r alla mia banca. Cosa ne
    pensate? Se siete di parere affermativo cosa debbo fare di fronte ai probabili
    ostacoli frapposti dalla banca? Qualora decidessi di agire in tal senso, mi
    converrebbe farlo subito o aspettare l'entrata in vigore della nuova aliquota
    20%? Grazie e molti auguri per il prezioso lavoro informativo che svolgete.

    Non si ha, infatti, alcuna informazione sullo stato della procedura. Anche delle
    inchieste non leggo nulla da oltre due anni, oramai. Appare chiaro che il
    rimborso agli obbligazionisti non ci sara', sul mercato non si trovano prezzi in
    acquisto per il titolo. Le obbligazioni, se sbloccate, si possono vendere senza
    ostacoli mentre se ancora non sono sbloccate occorre revocare il mandato per
    l'insinuazione al passivo, cederle e poi ripresentare l'istanza di ammissione
    per conto proprio. Purtroppo nemmeno si sa se lo stato passivo Giacomelli e'
    stato approvato o meno. Nel sito web della societa' era stata aperta una sezione
    apposita per l'amministrazione straordinaria, ma e' poi stata fatta eliminata.
    La nuova aliquota del capital gain non si applichera' al passato.
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    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=2


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    28-10-2006 Titoli 'PIL' argentini: modalita' di tassazione

    Ho aderito allo swap dei bond argentini. Mi ritrovo con ca. 30000 titoli legati
    al PIl argentino che adesso valgono ca 10 e quindi se li vendessi ricaverei ca
    3000 euro. Nel caso li vendessi adesso farei una plusvalenza per l'intero
    importo? Se non li vendo, a dicembre prendero' degli "interessi" su questo
    titolo? Si riesce a sapere piu' o meno quanto? Secondo voi e' il caso di tenerli
    o venderli questi titoli o almeno mi date per cortesia qualche elemento di
    valutazione per farmi la mia idea? Grazie.
    Lorenzo, da Genova

    I titoli "PIL" assegnati agli aderenti all'opas Argentina costituiscono una
    particolare categoria di strumenti che non rimborsa il capitale ma eroga
    annualmente, fino al 15 dicembre 2038, una cedola basata sul PIL della
    Repubblica Argentina confrontato con la stima governativa. Il totale delle
    cedole erogate nel tempo non potra' superare il 48%. Il metodo di calcolo e'
    parecchio complicato ed e' difficile fare stime, comunque il 1 novembre e' la
    data in cui sara' effettuato il calcolo della cedola erogata il prossimo 15
    dicembre. La banca ha correttamente caricato i titoli a prezzo zero, seguendo le
    disposizioni della Risoluzione delle Entrate 99/E del 25 luglio 2005. La vendita
    dei titoli sul mercato, quindi, e' considerata interamente guadagno da capital
    gain, mentre la cedola viene tassata, sotto forma di reddito di capitale, con la
    ritenuta del 12,5%.
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    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=2


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    28-10-2006 Buoni Postali legati all'indice Eurostoxx

    Buongiorno, cosa ne pensate dei nuovi BUONI POSTALI INDICIZZATI A SCADENZA? Dal
    sito di CassaDepositiePrestiti: Dal 18 ottobre 2006 i Buoni indicizzati a
    scadenza sono stati ripensati per offrire all’investitore, che attraverso il
    risparmio postale vuole puntare sui mercati azionari europei, una remunerazione
    potenziale maggiore. E’ stato infatti aumentato al 30% il premio massimo
    aggiuntivo a scadenza, legato all'andamento dell'Indice Dow Jones Euro Stoxx 50,
    comprendente i 50 titoli azionari a maggior capitalizzazione scambiati sulle
    Borse dell’area euro. I buoni motivi per acquistarli opportunita' di scommettere
    sulla crescita dei mercati azionari dell’area euro; premio alla scadenza dei 7
    anni fino al 30% del capitale sottoscritto; rendimento potenziale
    significativamente superiore a quello di un analogo investimento privo di
    rischio; rendimento minimo crescente nel tempo; garanzia dello Stato; capitale
    garantito in qualunque momento, non solo alla scadenza. Premio massimo: 30% del
    valore nominale. Grazie.
    Stefano

    Siamo contrari a questo genere di prodotti, quando sottoscritti all'emissione:
    le rare volte in cui vi arrivano, le obbligazioni strutturate possono a volte
    diventare acquisti interessanti. Dei BPF indicizzati ce ne occupammo alla
    nascita: http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=70402 La struttura del
    prodotto e' rimasta uguale. Di sicuro, si tratta di un titolo sensibilmente
    migliore rispetto ad analoghe offerte di banche ed assicurazioni, ma ribadiamo
    il giudizio negativo sulla categoria.
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    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
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    28-10-2006 Insoddisfatto di una polizza con Generali

    Ho stipulato una assicurazione vita con Generali con decorrenza 04/01/06 per una
    durata di 16 anni per euro 1200 annui con una gestione geval/euro. Me ne sono
    gia' pentito. Come posso muovermi per avere la minor perdita possibile per
    interrompere o riscattare il denaro? Devo ancora versare per un anno, quanto
    vado a perdere ora? (sempre meglio che continuare a "spendere" ancora per altri
    15 anni).
    Edi, da Udine

    Il danno si compie nel momento in cui si firma, le assicurazioni giocano su
    questo aspetto. Quando si e' all'inizio non vi e' praticamente differenza tra
    riscattare o ridurre, vale a dire smettere di versare. La riduzione si puo' in
    genere fare dopo tre anni, e sempre nei primi tre anni accade che se si riscatta
    non si ottiene nulla. Deve verificare il contratto, se non lo ha puo' chiederlo
    alla compagnia. Sono clausole che servono a nascondere il fatto che all'inizio
    vengono prelevate enormi commissioni, in modo appunto da sistemarsi in anticipo
    e lasciare il cliente al proprio destino.
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    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=2


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    28-10-2006 Un ex promotore Mediolanum chiede aiuto ad altri ex

    Cara Aduc ho deciso di scrivervi per avere un sostegno ed un consiglio legale in
    relazione alla mia esperienza negativa di 11 anni presso la Pseudo Banca
    Mediolanum. Vedete il sottoscritto oggi sente il bisogno di far conoscere la
    propria storia a voi che assistete non solo i clienti ma anche gli ex promotori.
    Circa 2 anni e mezzo fa' sono uscito da mediolanum dopo aver capito che i
    servizi che offrivo alla mia clientela erano costosi e quindi danneggiavano solo
    il cliente( oggi mi pento di aver dato quei servizi ai miei clienti e mi fa
    sentire molto amareggiato di averli presi in giro compresi i miei parenti piu'
    stretti, pero' vorrei aggiungere che neanche noi promotori eravamo informati al
    100%dei costi e ci basavamo su quello che ci dicevano i ns managers). Ad oggi
    dopo 2 anni ancora non mi hanno liquidato il valore di portafoglio, vorrei
    chiedervi un aiuto per cercare di capire, visto che loro si nascondono dietro al
    fatto del patto di non concorrenza, io adesso svolgo la mia attivita' per
    un'altra sim, se ho diritto a qs cifra e se avete esperienza di ex miei colleghi
    che hanno avuto lo stesso problema e se sono riusciti a recuperare il valore di
    portafoglio (si tratta di una cifra a 5 zeri) e a chi mi devo rivolgere o se mi
    potete aiutare voi. Grazie e Saluti.

    Pubblichiamo la sua mail invitando altri ex promotori a fornirci suggerimenti,
    che inoltreremo.
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    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=2


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    26-10-2006 Fondo Cometa

    Cara ADUC, volevo chiederVi alcune cose riguardo il Fondo Previdenziale per la
    categoria metalmeccanici chiamato COMETA.
    Personalmente investo attualmente il 40% del mio TFR (+1.2stipendio+1.2azienda)
    su questo fondo; volevo chiedere: 1) Quando sara' possibile e' conveniente che
    io versi l'intero TFR su questo fondo? o e' meglio che dirotti il restante TFR
    da qualche altra parte?
    2) Per quanto riguarda la riforma del TFR disposta dal vecchio governo e da
    quello nuovo, da quando sara' possibile dirottare il TFR adesso in azienda
    presso qualche altro fondo? A partire dal 2008? o prima?
    3) Che ne pensate del fondo COMETA? come sono le sue performance? Che comparto
    consigliate di scegliere a medio-lungo termine?
    Prego di rispondermi al piu' presto, grazie!
    Federico, da Citta' di Castello/Perugia

    Le rispondo seguendo l'ordine delle sue domande.
    1) Per quanto riguardo l'opportunita'o meno di certe scelte non ci possiamo
    esprime nel merito, la invito a rileggere la seguente risposta:
    http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=150141
    Nel suo caso potra' lasciare il TFR residuo in azienda oppure dirottarlo verso
    altre forme di previdenza complementare (fondi pensione aperti o fip).
    2) La riforma Maroni e' stata anticipata al 1° Gennaio 2007. Dal quel momento
    scatteranno i sei mesi di silenzio assenso.
    3) Le performance del fondo le puo' trovare su
    http://www.cometafondo.it/patrimonio/evoluzione_patrimoniale.htm e
    http://www.cometafondo.it/patrimonio/evoluzione_patrimoniale_multicomparto.htm
    Per il medio-lungo periodo e' preferibile muoversi su uno dei comparti che
    investono in azioni. La scelta dipende anche dalla sua propensione al rischio,
    ed in mancanza di informazioni sufficienti non possiamo darle un consiglio.


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    26-10-2006 Polizza Allecapital

    Prima di fare qualsiasi tipo di cosa a livello di
    assicurazioni/risparmio/investimenti mi collego al vostro sito e faccio sempre
    una ricerca. Ho letto tutti i consigli che avete dato in merito alle
    assicurazioni Alleanza e quindi quando mi vengono ad offrire qualcosa parto
    sempre prevenuto o mi preparo con le vostre risposte gia' stampate dimodoche'
    liberarmene subito (degli assicuratori). Questa pero' non mi era mai capitata.
    Mi e' stato proposto una polizza per mio figlio che si chiama Allecapital (non
    e' nuova) della durata di diciotto anni, capitale garantito 2% e fino a qui
    nulla di particolare, il bello e' che mi hanno consigliato di versare fino
    all'undicesimo anno, interrompere i versamenti ed attendere la scadenza. In
    questo modo andrei ad evitare, a loro dire, alcuni caricamenti. Quindi
    riepilogando, versando un premio costante di 2400,00 per undici anni (durata
    contratto diciotto) alla fine avro' versato 26400,00 ma con il minimo garantito
    del 2% al diciottesimo anno mi liquideranno un capitale di 40688,00. E' vero?
    Giorgio, da Orgiano

    Le informazioni che ha ricevuto non sono corrette.
    1) I soli caricamenti che eviterebbe ponendo in riduzione il contratto
    all'undicesimo anno, sono quelli sui premi non versati. Infatti, i premi
    versandi sono gravati dai seguenti oneri:
    a) diritto di incasso (0,5 ¤) e b) caricamento del 5,7%.
    2) Il conteggio che le hanno fornito e' un preventivo che si basa sull'ipotesi
    di un rendimento della gestione separata del 4%. Non garantito dunque. Infatti,
    il capitale realmente garantito a scadenza, e' quello riferito al preventivo che
    si basa sull'ipotesi di un rendimento della gestione separata del 2%. In questa
    seconda ipotesi il capitale a scadenza sarebbe inferiore.


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    26-10-2006 Investimenti in Etf: attenzione alla tassazione

    Buongiorno a tutti, dopo attento studio (partendo dal vostro sito!) ho deciso di
    provare ad investire in ETF armonizzati. Il 22.05.2006 ho comperato 100 ETFLyxor
    SP/Mib al prezzo di 36,54Euro (+ 0,185% +2,5Euro di commissioni di acquisto).
    L'ho venduto quindi il 10.10.2006 a 39,2Euro (-0,185% -2,5Euro di commissioni di
    vendita) ottenendo quindi un guadagno lordo di 246,99Euro che tassati al 12,5%
    danno 30,87Euro che mi immaginavo di dover pagare suddivisi tra Redditi diversi
    e Redditi da capitale (Delta NAV).
    Invece mi vedo sottratta sulla distinta di vendita la voce RITENUTA CALCOLATA
    SUL DIFFERENZIALE POSITIVO DEL NAV *REGIME SOSTITUTIVO 37,95EURO (IMPONIBILE
    LORDO 3897,00EURO) e poi la voce OPERAZIONE SOGGETTA NEI CASI PREVISTI A
    SUCCESSIVA IMPOSIZIONE FISCALE (DLG461/97).
    Mi sfugge qualcosa o c'e' qualcosa di sbagliato se la ritenuta sul NAV supera il
    12,5% del guadagno?
    Grazie per la risposta.
    Alberto da Aviano

    Gli ETF sono strumenti finanziari soggetti ad una tassazione particolare
    rispetto agli altri strumenti finanziari, alla quale e' necessario prestare
    attenzione. Dell'argomento ce ne siamo occupati diverse volte, in passato.
    Utilizzando il motore di ricerca del sito Aduc Investire Informati puo' trovare,
    tra gli altri, i seguenti interventi:
    http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=91793,
    http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=76354.
    Se vuole informarsi sull'argomento, Borsa Italiana mette a disposizione il
    seguente approfondimento:
    http://www.borsaitaliana.it/quotazioni/etfefondi/tuttiglietf/fiscalitetf/fiscalitetf.htm
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    Ha risposto Luca Tonel
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=4


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    24-10-2006 Le troppe autorita' di controllo

    Con un blitz l'ISVAP ha approvato (lunedi' 16 ottobre u. s). un nuovo
    regolamento (n° 5) che sottopone i promotori finanziari ad un controllo
    duplicato (oltre quello della CONSOB che gia' arriva il piu' delle volte a babbo
    morto) e soprattutto ad una nuova imposizione di tassa di iscrizione ad un albo.
    Vi chiedo: rientra nelle facolta' dell'ISVAP vigilare sui promotori finanziari?
    L'ISVAP ha un'autonomia impositiva e puo' esercitarla nei confronti dei PF? Quali sono gli strumenti messi a disposizione dalla legge per opporsi a tale
    provvedimento? Quale utilita' per i risparmiatori da questa moltiplicazione
    delle autorities e dei controllori?? Io, modestamente, ritengo che quattro occhi
    non vedano meglio di due ma, anzi, si distraggono meglio.

    In realta' non si tratta di un blitz perche' le intenzioni dell'Isvap erano
    note, e da piu' parti contestate, da tempo. Sono gli effetti indesiderati della
    mancata unificazione della vigilanza, sempre naufragata per via delle resistenze
    provenienti dagli stessi organi coinvolti ed a cui i politici non si sono
    opposti. Ogni ente procede per conto proprio e si creano doppioni che, come ha
    scritto, non vogliono dire maggiore efficienza ed anzi spesso vogliono dire
    l'opposto. L'Isvap ha deciso in virtu' di una legge che le consente di fare
    cio', non vediamo chissa' quali possibilita' di manovra contro questa decisione.
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    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=2


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    24-10-2006 Trasferimento di quote di fondi e sicav da una banca all'altra

    Sto per cambiare banca e preciso che possiedo investimenti in fondi e sicav. A
    tale riguardo vorrei sapere:
    1) ho visto che la nuova banca puo' distribuire alcune marche di fondi e sicav
    che possiedo: mi hanno detto che cio' significa che e' possibile trasferirli
    senza costi? E' vero? Come devo fare la domanda alla mia vecchia banca? O devo
    farla direttamente alla Sicav? o alla montetitoli?
    2) altre marche di fondi e sicav non possono essere distribuite dalla nuova
    banca: questa pero' mi ha assicurato che pero' li possono gestire lo stesso
    tramite i certificati: cosa sono? mi conviene? Cosa devo fare per richiedere
    questi certificati? li posso trasferire? Cordiali saluti.

    Puo' trasferire fondi e sicav, se la nuova banca e' a sua volta collocatrice. La
    richiesta deve farla alla banca di partenza, in genere i costi sono contenuti ma
    e' sempre bene verificare. I certificati sono strumenti finanziari derivati che
    replicano un mercato. Evidentemente la banca voleva dire che per i mercati su
    cui non ha a disposizione i fondi che desidera mette a disposizione la
    negoziazione dei certificati.
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    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=2


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    24-10-2006 Imposta sostitutiva sugli interessi delle obbligazioni

    La Banca di Legnano ha addebitato al conto di mia madre in ottobre l'importo di
    140 euro sotto la voce: 'Titoli-Imposta sost. DPR 239 1/4' oltre al bollo del
    conto titoli e al costo del deposito titoli ; ben 31 euro al semestre.
    1-Di cosa si tratta questa Imposta sost. DPR 239?
    2-Si paga quindi il bollo anche sul deposito Titoli oltre che sul conto
    corrente?

    Si tratta dell'imposta sui redditi di capitale, evidentemente e' stata incassata
    una cedola oppure un rimborso di qualche obbligazione. Il bollo si deve pagare
    sia sul c/c, sia sul dossier titoli.
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    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=2


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    24-10-2006 Dopo due anni il c/c e' ancora aperto e la banca reclama i soldi

    Gentile redazione, grazie ancora per l'ottimo e costante lavoro che svolgete per
    noi risparmiatori! Vorrei sottoporVi un problema che mi "affligge" orami da
    oltre 2 anni. Premetto che in questa vicenda ho una grossa fetta di
    responsabilta' nel non aver messo in atto i passi necessari e nelle forme
    necessarie a finche' tutto questo non accadesse. Veniamo al dunque, nel Maggio
    2004, mi reco personalmente presso l'agenzia di zona della Banca di Roma dove ho
    un normalissimo conto corrente ordinario, con l' intenzione, e previa
    telefonata, di chiudere il conto in quanto divenuto "scomodo" per lo spostamento
    del mio luogo di lavoro. Il tutto si e' svolto con un impiegato (il mio
    referente, il vicedirettore non era presente in agenzia). Il quale dopo la
    prassi, e la restituzione da parte mia del blocchetto assegni, e la carta di
    credito, ha provveduto a farmi firmare dei documenti, dicendomi che era
    necessario che sul conto rimanessero per alcuni giorni fondi necessari a coprire
    eventuali sospese o rientri di carta di credito (ero sicuro che non ve ne
    fossero, in previsione della chiusura del conto, ma se questa era la prassi !!).
    Nel frattempo avevo aperto un 'altro conto presso un ' altro istituto e dunque
    all' impiegato della Banca Roma ho comunicato le nuove coordinate per l' invio
    delle mie competenze residue dopo la chiusura del conto. Tanto e' vero che dopo
    40 gg circa ho ricevuto un bonifico dalla Banca Roma a saldo. Ebbene dopo oltre
    2 anni e dopo svariati solleciti telefonici e raccomandate A/r il conto non solo
    non e' stato chiuso, ma ha maturato interessi passivi per 250 euro circa. Vi
    chiedo a questo punto quale sia la strada migliore, ma soprattutto risolutiva,
    da intraprendere per chiudere questa vicenda. Grazie di nuovo. Cordiali saluti.

    La banca "ci sta provando", come sempre piu' spesso accade. La normativa prevede
    che dopo dodici mesi dall'ultima movimentazione la banca debba cessare di
    corrispondere interessi ma soprattutto di applicare spese. Trova i dettagli nel
    seguente articolo: http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=153126 Nel suo
    caso, comunque, ha a disposizione i documenti che provano la richiesta di
    estinzione e quindi la banca nemmeno ha diritto a reclamare spese successive a
    quel periodo. Se dopo due anni il conto e' ancora aperto, quindi, il problema e'
    loro e non del cliente.
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    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=2


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    24-10-2006 Il rendimento minimo garantito non e' mai gratis

    Buongiorno, vorrei pubblicizzare le mie esperienze affinche' altri investitori
    non cadano nei miei stessi errori. Ho sottoscritto il famigerato ARES FIP della
    ex fineco oggi CNP capitalia vita cui continuo a versare solo 100 euro annui
    dopo essermi accorto della totale inefficienza dell'investimento e delle
    penalizzanti costi di uscita fino ad oltre il 20% per i primi anni. Cerco di
    sfruttare il piccolo beneficio fiscale e quando, per spese di ristrutturazione
    casa/acquisto prima casa per i figli di uscirne. DA EVITARE ASSOLUTAMENTE Sono
    passato ad FPA ma ho scelto anche questa volta male o potevo fare meglio, ovvero
    ho sottoscritto il FPA AL MEGLIO di ALLEANZA. Fondo gestito molto bene con
    minimo garantito e ottime performance ma con costi del 3% per ogni versamento.
    Attendo ora i fatidici 3 anni di appartenenza al fondo per cambiare fpa. Quindi
    occhio ai costi, lo specchietto del il minimo garantito del fondo ricade con
    ampio tornaconto alla societa' che gestisce il fondo. A settembre c.a. ho
    sottoscritto un FPA di Credit Agricole bassi costi e performance molto vicine ai
    benchmark. Vi terro' aggiornati sui risultati. Cordiali saluti.
    Fulvio

    Puo' anche sospendere i versamenti nella polizza FIP e trasferire la posizione
    altrove. Ribadiamo spesso, poi, che il rendimento minimo garantito non deve
    sviare l'attenzione da quella che e' la struttura dei costi.
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    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=2


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    24-10-2006 Ho appena sottoscritto una polizza: meglio recedere

    Ho appena sottoscritto un Piano Previdenziale Bonus con Ergo previdenza. La
    prima annualità ammonta a 1200? Il piano prevede dopo 25 anni un Bonus del 205
    sul capitale a scadenza in caso di fedeltà nei versamenti. Inoltre è prevista
    una copertura integrativa di 150? con garanzie quali diaria di ricovero ecc. Per
    quanto riguarda i costi:
    -costi fissi annui 25?
    -caricamenti 12% del premio
    Cosa ne pensate?
    Avrò una certa convenienza a scadenza? Grazie.
    Matteo

    I costi che ha indicato non sono nemmeno tutti, c'e' anche il caricamento sulla
    prima annualita' che in non pochi casi arriva a coprire quasi tutto il primo
    anno di versamenti, e poi ci sono i costi della gestione separata contenuta
    nella polizza. Utilizzando il motore di ricerca trovera' decine di nostre
    risposte sul prodotto. Se ha sottoscritto la polizza da meno di trenta giorni
    puo' esercitare il diritto di recesso e gioire per lo scampato pericolo.
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    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=2


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    24-10-2006 Parere su un portafoglio finanziario

    Buon pomeriggio. Ho avuto modo di consultare il Vs sito web apprezzandone
    l'utilita' e condividendone le finalita' che Vi siete prefissati. Vorrei da Voi
    un parere sul ns "portafoglio finanziario" medio cosi' composto (il nucleo
    familiare e' composto da me, mia moglie e siamo in attesa del ns primo figlio):
    liquidita' in c/c: dai 6.000 ai 12.000 euro (2 c/c) prestito sociale
    dell'azienda cooperativa in cui lavoro (gruppo distributivo COOP): dai 30.000 ai
    35.000 euro; senza spese con remunerazione al 2,00 % lordo investimenti in
    azioni: circa 10.000 euro (titolo Telecom Risparmio) Polizze: Skandia Umbria
    Equity–versamenti annuali dal 2000 ad oggi per una somma accantonata di circa
    19.000 euro. La polizza partecipa ai benefici fiscali (19%).Polizze: Eurovita
    Eurora Classic legata al fondo Primariv – versamenti annuali dal 1994 ad oggi
    per una somma accantonata di circa 20.000 euro. Tasso minimo di remunerazione
    annuale 4%. La polizza partecipa ai benefici fiscali (19%). Avrei piacere di
    conoscere un Vs parere sulla composizione del “portafoglio” per capire in quali
    elementi potrei migliorarlo. Un ringraziamento. A presto. Saluti.
    Claudio, da Castiglion Fosco

    Il suo portafoglio puo' essere migliorato in molte parti. Le consiglio intanto
    di leggere i seguenti articoli: sul prestito sociale coop -
    http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=131259 e
    http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=135773; sulla polizza skandia
    http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=65866/#D15 e
    http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=60226.


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    24-10-2006 Acquisto di fondi e sicav

    Gentili esperti, mi potete spiegare se acquistare quote di fondi comuni tramite
    la propria BANCA o tramite una SIM o acquistare quote di una SICAV comporta un
    diverso livello di rischio oppure no. Grazie.
    Sergio, da Brescia

    Fondi comuni di investimento e/o sicav possono essere sottoscritti presso uno
    sportello bancario o tramite una sim, senza alcuna differenza. Le modalita' di
    sottoscrizione sono le medesime ed il "rischio" pure (se per rischio si intende
    rischiosita' di prodotto).


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    24-10-2006 Argentina: so che ci sono tante sentenze

    Alcuni miei amici vorrebbero sapere se, avendo acquistato bond argentini dal '99
    al 2001 con alcune carenze informative, ma avendoli rivenduti alla stessa banca
    nel 2005, che, tra l'altro li ha riacquistati in contropartita diretta ad un
    prezzo particolarmente basso, possono agire in giudizio con qualche possibilità
    di successo. MI sembrava di aver visto almeno una sentenza che aveva dato ragione a un cliente pur avendo questo nel frattempo rivenduto i bond. Vi sarei grato se mi segnalaste tale sentenza e se ve ne sono altre. Data l'imminente
    prescrizione, Vi prego di rispondermi subito. Vi ringrazio e saluto
    cordialmente.
    Teresa, da Ascoli Piceno

    Si puo' reclamare anche se si sono venduti i titoli. Di sentenze ce ne sono
    tante, come anche ci sono sentenze contrarie ai clienti. Per un nostro parere
    sul comportamento della banca puo' inviarci copia della documentazione:
    http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=76932 Sempre meglio studiare per bene
    ogni singolo caso, ad evitare di imbarcarsi in una causa inutile e costosa.
    Riguardo la prescrizione, stiamo per pubblicare i fac-simile di lettera per
    interrompere i termini.
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    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=2


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    24-10-2006 Fip o fondo pensione aperto?

    Gentile Responsabile, con la presente son a chiedere una domanda relativa ai
    fondi pensione. Ho parlato recentemente con un consulente previdenziale del
    gruppo assicurativo Axa che mi ha proposto l'adesione al loro fondo pensione
    individuale (Fip). La durata del Fip sarebbe di trent'anni. Sarebbe conveniente
    per me aderire ad un fondo integrativo poiche son un lavoratore autonomo. Le
    chiedo se e' meglio e per quali motivi (costi, rendimenti) aderire ad un Fip o a
    un fondo pensione aperto? So che la materia e' di pubblico interesse ormai da
    tempo e pertanto sarei grato di una bella risposta esaustiva. Grato per la
    collaborazione, Distinti Saluti.
    Emanuele, da Villa Minozzo

    Il "consulente previdenziale Axa" si e' guardato bene dal fornirle un consiglio
    disinteressato. Infatti, il prodotto suggerito, il FIP, e' decisamente meno
    efficiente dal fondo pensione aperto, ma molto piu' remunerativo per il suo
    business. Le consilgio di riguardare i seguenti articoli gia'pubblicati:
    http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=155174
    http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=142960
    http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=141713
    http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=143164
    http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=143836
    http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=150754


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    23-10-2006 Cessione azioni di societa' fallite: come si fa?

    Ho ancora nel mio dossier titoli delle azioni Cirio (10000 che raggruppate sono
    diventate 2500) ora dopo innumerevoli richieste alla mia banca mi e stato detto
    che per portare le suddette azioni nel conteggio delle minusvalenze dovrei
    venderle con un fissato bollato (per'altro introvabile) ad un possessore di
    conto titoli; vorrei chiedervi gentilmente se questa prassi e corretta, un
    grazie anticipato.
    Donato, da Lissone

    Non c'e' bisogno del fissato bollato, trova tutte le istruzioni nel seguente
    articolo: http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=151931
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    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=2


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    23-10-2006 La rendita pensionistica nei prodotti previdenziali

    E' vero che i fondi pensioni aperti hanno spese annuali inferiori ai FIP, ma c'è
    da considerare che, almeno nel caso di fondi emessi da banche, al momento
    dell'erogazione della rendita pensionistica il montante dovrà essere "passato"
    ad una compagnia assicurativa (le uniche che possono erogare rendite) e questo
    sarà un costo. E' vero tutto ciò? In caso affermativo, quanto inciderà questa
    voce?

    Abbiamo trattato la questione della rendita, molto importante, in un editoriale
    dello scorso luglio: http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=150754 Ed
    abbiamo intenzione di tornare sul tema nei prossimi articoli. Ma gia' nel 2004
    avevamo messo in risalto la cosa:
    http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=98181
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    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=2


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    23-10-2006 Polizze vita finanziarie: ne' previdenza, ne' investimento

    Spett.le Aduc. Visitando il vostro sito mi sono venuti dubbi sull'efficienza del
    prodotto pensionistico da me sottoscritto: La Previdente linea Complementa;
    codice tariffa Lxv-BCO; durata 20 anni stipulata il 27/12/95; previdenza
    integrativa a premio annuo con rivalutazione delle garanzie e bonus di fedeltà.
    E' un prodotto valido ai fini di costruire una previdenza integrativa o come
    forma di investimento? Vi ringrazio per il tempo dedicatomi.
    Sara, da Genova

    I prodotti assicurativi di natura finanziaria non sono mai validi perche'
    presentano una struttura e dei costi cui non corrispondono effettivi benefici:
    http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=65866/#D15 Anche le coperture
    assicurative che contengono sono blande e pagate molto piu' del loro effettivo
    valore. Nel suo caso conviene ridurre, vale a dire sospendere i versamenti ed
    attendere la naturale scadenza del prodotto. Solo nel caso in cui fosse alle
    porte un bonus periodico potrebbe essere conveniente versare la prossima rata,
    in modo da incamerarlo.
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    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=2


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    23-10-2006 Guadagni del 20% all'anno con le polizze Ergo!

    Mi hanno proposto di sottoscrivere una polizza ergo previdenza, ma essendo molto
    scettico sul tipo di prodotto, vorrei avere un vs. parere in merito, tra
    parentesi l'agente mi ha detto che questo prodotto non e' gravato da alcuna
    tassa e praticamente il capitale versato avrebbe un tasso di interesse superiore
    al 20 % (quando ho detto che secondo me era un poco strano mi ha praticamente
    riso in faccia dicendo che per questa azienda e' normale), grazie per
    l'attenzione.
    Fabrizio, da Sessa Aurunca

    In fondo ha ragione: per la rete di venditori Assconsult, ex SSI, e'
    normale...spararle tanto grosse! Se inserisce Ergo o Bayerische nel motore di
    ricerca si rendera' conto di cosa sono capaci molti di loro. Promettere un
    rendimento del 20% annuo per 20-30 anni si commenta da solo. Come sempre, poi,
    mi domando: visto che questi rendimenti stellari sono tanto normali, perche' non
    li scrivono mai nel contratto? Lasci perdere questo piazzista da quattro soldi.
    Sulle polizze finanziarie in generale puo' leggere qui:
    http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=65866/#D15
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    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=2


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    23-10-2006 Negoziazione fuori mercato: e' conflitto di interesse?

    Buongiorno propongo il seguente quesito che mi lascia ancora perplesso
    relativamente ai titoli argentina:
    dal fissato bollato in mio possesso risulta mercato di esecuzione "fuori
    mercato". Questa indicazione determina un conflitto d'interesse da parte della
    banca?
    Ringrazio anticipatamente.
    Gabriele, da Milano

    La negoziazione fuori mercato non vuol dire necessariamente che ci sia un
    conflitto di interessi, pero' la cosa andava indicata gia' al momento
    dell'acquisto e non soltanto nel fissato bollato. Controlli il modulo di
    acquisto, quindi.
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    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=2


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    21-10-2006 Capitale di riferimento nell'operativita' in derivati

    Ho acquistato un equity protection Deutchse bank servendomi di un conto on line
    con mia soddisfazione per il prezzo a sconto rispetto a quello di collocamento e
    per la commissione di acquisto effettivamente incomparabile con quella dei canali bancari tradizionali. Ora veniamo al dunque: mi e' giunta una mail da parte della banca che mi avvisava di dovere rideterminare il mio capitale di
    riferimento! Si tratta di un equity protection sull'indice Nikkei, mi e' stato
    riconosciuto come un investimento in derivati, e' giusto secondo voi? Ho inviato
    fax rideterminando il capitale di riferimento, anzi alzando la cifra avendo in
    previsione altri acquisti di certificati. Tutto cio' avra' delle implicazioni o
    e' solo un adempimento formale da adempiere per adeguarsi al regolamento della
    consob? Grazie del servizio offerto.

    Il certificato che possiede e' scambiato al Sedex, segmento di borsa dedicato ai
    derivati, e quindi le banche seguono cio' che la normativa prevede per tali
    strumenti. C'e' da dire che oggi al Sedex sono scambiati anche strumenti che non
    presentano rischi propri dei derivati ed anche strumenti ibridi. In assenza di
    chiarimenti, e' naturale che gli intermediari preferiscano non correre rischi e
    considerare come derivato qualsiasi strumento che sia negoziato al Sedex.
    Evidentemente, il controvalore del suo acquisto superava il precedente "capitale
    di riferimento", indicatore che la banca deve usare per avvisare il cliente
    quando la perdita supera il 50% di esso, e quindi ha adeguato l'ammontare.
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    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=2


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    21-10-2006 Insoddisfatto del FIP con Fineco

    Salve sono il geom. Patric dalla provincia di Teramo, in data 31-12-2002 ho
    contratto una polizza vita, tramite promotore finanziario FINECO, che pero' solo
    ad oggi mi sono accorto che tale prodotto risulterebbe un vero bidone. Vorrei
    recuperare i miei soldi per quanto possibile, pertanto chiedo un Vs. consiglio
    e/o assistenza per riuscire in tale scopo: POLIZZA ARES FIP mod. 6090 Ed.
    07/2002

    Puo' trasferire il controvalore corrente in un prodotto migliore come un fondo
    pensione: http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=130108
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    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=2


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    21-10-2006 Quando si dialoga con gli intermediari, farlo sempre per iscritto

    Gentile Aduc, in data 04 settembre 1006 mi sono recato in banca (Banca Intesa)
    per la chiusura del conto corrente (per passaggio ad altra banca on line) ed ho
    sottoscritto la richiesta. Ad esplicita domanda rivolta al funzionario con= il
    quale ho sottoscritto il modulo sui tempi di chiusura del conto, mi e' stato
    risposto che il tutto dipendeva dal Direttore. Alla data odierna, la banca non
    ha ancora provveduto alla chiusura ed al bonifico. Ovviamente le spese del mese
    di settembre sono gia' state prelevate dalla banca e non vorrei continuare a
    pagare per un "servizio" che non ho piu' dalla data del 5 settembre!!!!! Cosa
    posso fare per dare una sveglia al Direttore?

    Ogni comunicazione alla banca deve essere per iscritto e con ricevuta,
    altrimenti si rischia di incappare in disguidi del genere. Presenti ora la
    richiesta scritta, quindi, facendo anche riferimento alla precedente richiesta.
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    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=2


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    21-10-2006 Ho una polizza FIP e voglio riscattare: posso farlo?

    Gentile Aduc, approfitto della grande disponibilita' e competenza per porvi un
    quesito. Nel 2002 ho sottoscritto un FIP con ERGO previdenza, ho versato solo la
    prima annualita', per altro su raggiro di una ben nota "setta" di venditori poco
    preparati che in pratica mi hanno fatto comprare un prodotto spacciandolo per un
    altro, e vorrei quindi sapere se e' possibile trasferire la quota trasferibile,
    circa il 50% della prima annualita' versata, su un fondo aperto per poter
    recuperare almeno questi soldi. Insomma vorrei sapere se e' possibile un
    trasferimento che mi permetta poi di prelevare nel senso letterale del termine,
    per rimettermi i soldi in tasca e spenderli come meglio credo, questo 50%
    perche' ritengo che sia meglio avere in tasca la meta' ora che lasciare tutto a
    loro per sempre per altro per un prodotto che non mi interessa. Vorrei sapere
    inoltre i costi di una simile operazione e dove potermi indirizzare.
    Anticipatamente grazie!
    Giovanni, da Salerno

    Il FIP si puo' riscattare solo dopo otto anni e solo per precise motivazioni
    come l'acquisto della prima casa per se' o per i figli e cure mediche
    straordinarie. Puo' solo travasare la posizione:
    http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=130108
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    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=2


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    21-10-2006 La nuova campagna di vendita dei venditori Ergo ed Aspecta della
    Assconsult

    Ho letto con attenzione i vostri commenti nel sito riguardanti la società
    Aspecta e la rete di distribuzione Assconsult. Lavoro con la Assconsult da circa
    5 mesi con "purtroppo" buoni risultati di vendita, sono arrivato al vostro sito
    a seguito della segnalazione di un cliente della Bayerishe-Ergo visitato per
    conto di Assconsult.
    Vorrei se possibile un consiglio su questo: come sapete i consulenti Assconsult
    visitano i clienti della Bayerishe-Ergo e gli "suggeriscono" di "mettere in
    riduzione" i vecchi piani bayerishe (siano previdenziali o pensionistici) per
    passare ai più interessanti e remunerativi piani "Aspecta", mi chiedo a parte il
    danno che ho dato ai clienti (da un punto di vista dei costi elevati di cui ho
    letto nel vostro sito e di cui purtroppo non ero cosciente in quanto non
    preparato sui prodotti finanziari) quale tipo di responsabilità ho io avendo
    venduto questi prodotti all'interno di un multilevel (ho letto sul vostro sito
    che è vietato), ho inoltre una ulteriore responsabilità da "distrazione di
    portafoglio" in quanto dico ad un cliente bayerishe di passare ad un nuovo
    prodotto finanziario diverso? Vorrei sistemare le cose in quanto non voglio dare
    fregature a nessuno.
    Grazie per l'attenzione. Cordiali saluti.

    Prima di tutto, complimenti. In genere, nelle reti si viene talmente "presi"
    dall'ambiente che si nega qualsiasi genere di critica venga mossa alla societa'
    ed ai prodotti. Anzi, chiunque metta in discussione il "credo" aziendale viene
    considerato un nemico ed un fallito invidioso dei successi della rete. La sua
    testimonianza e' l'ennesima che ci perviene dal mondo Assconsult (il nuovo nome
    della rete SSI). Cambia il nome della rete, cambiano nome le compagnie
    (Bayerische diventa Ergo, ora vendono anche Aspecta) ma il loro modo di lavorare
    non cambia mai. Si bada solo ad incassare provvigioni, a qualunque costo. I
    clienti che hanno sottoscritto le nuove polizze da meno di trenta giorni possono
    esercitare il diritto di recesso. Per gli altri, purtroppo, c'e' poco da fare.
    Esiste, da un anno circa, la regola dell'adeguatezza dell'operazione (come
    esiste da anni per gli strumenti finanziari) ma e' complicato far emergere la
    cosa in un eventuale procedimento e comunque ad essere responsabile e' la
    compagnia. Il multilevel e' vietato per i prodotti di natura previdenziale ma
    non per le normali polizze. Sarebbe, soprattutto, interessante sapere cosa pensa
    l'Isvap di queste campagne a tappeto: se anche e' vero che ogni singolo
    contratto rispetta la normativa, e' mai possibile che una bella fetta di clienti
    decida di sospendere i versamenti in una polizza ed accenderne una nuova?
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    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=2


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    21-10-2006 Fondo pensione aperto

    Complimenti per il vostro lavoro e la vostra campagna di informazione
    finanziaria. Sono un professionista NON iscritto all'albo, 5 anni di contributi
    gestione seprata INPS e la necessità di fare chiarezza sulla previdenza
    complementare al fine di scegliere il prodotto piu adatto per me. Dopo numerose
    letture sto volgendo la mia attenzione a fondo pensione aperto "seconda
    Pensione" di Credit Agricole. Scarico il regolamento per approfondire ma... mi
    sembra tutto estremamente complesso! intanto la contribuzione: si parla di
    "percentuale del reddito dichiarato ai fini IRPEF nel periodo di imposta
    precedente" ok... ma quale percentuale? Quali sono secondo voi gli articoli piu
    importanti su cui dovrei fare chiarezza prima della sottoscrizione? Grazie mille
    per il vostro aiuto. Saluti.
    Francesco, da Bologna

    Il fondo pensione aperto che sta valutando e' un ottimo prodotto su tutte le
    linee di gestione. Ma, indipendentemente da questo, e' necessario che lei abbia
    chiaro il funzionamento di un fondo pensione aperto prima di sottoscriverlo. Il
    riferimento alla "percentuale del reddito dichiarato" riguarda la facilitazione
    fiscale che queste forme di previdenza prevedono. Lei puo' "decidere liberamente
    quando e quanto versare nel Fondo Pensione ... Nel decidere quanto versare e'
    comunque opportuno considerare... "i vantaggi fiscali...Per i LAVORATORI
    AUTONOMI: e' possibile dedurre annualmente i contributi versati fino al 12% del
    reddito complessivo con il limite massimo di 5.164,57 euro..." Prima di
    addentrarsi nella nota informativa, consiglio di leggere le note presenti
    http://www.secondapensione.it/Home.asp., i le FAQ per avere una rapida
    informativa. Ma trattandosi della sua futura pensione non si potra' esimere
    dall'approfondire l'argomento e quindi andiamo oltre. Passando al prospetto
    informativo, le consiglio almeno:
    il prospetto informativo parte I punto 4,punto 5, punto 7(1.2.3),punto 9, punto
    11, punto 12, punto 13;
    il prospetto informativo parte parte II punto 1 e 2;
    il documento sul regime fiscale punto 2 e 3.
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    Ha risposto Simone Franci
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=13


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    21-10-2006 Certificati proposti da Fineco

    Sono correntista della banca fineco che mi propone certificati, di cui in
    allegato, come particolarmente convenienti. Che ne pensate è un prodotto serio?
    A vs avviso quale è l'entità del rischio, considerato che il mio profilo è
    moderato? In attesa di vs cortese riscontro, approfitto per complimentarmi per
    la vs attività, svolta con estrema competenza e serietà, cordiali saluti.

    I certificati sono strumenti strutturati abbastanza complessi, venduti come un
    "paccheto" ai risparmiatori / investitori. Un paio di considerazioni: un
    investitore esperto puo' realizzare da solo la stessa strategia, abbinando vari
    strumenti ad un costo inferiore rispetto ai certificati "preconfezionati". Un
    risparmiatore comune, invece, non e' in grado di farlo. C'e' da domandarsi se
    per un risparmiatore sia indicato utilizzare strumenti che prevedono una chiara
    scommessa finanziaria. E' difficile dare un giudizio di merito generale sui
    certificati, molto dipende dal margine di guadagno che l'intermediario decide di
    lucrare.
    ------------------------------
    Ha risposto Lorenzo Gussoni
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=12


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    21-10-2006 Deducibilita' dei premi versati in una polizza FIP in presenza o
    assenza del fondo di categoria

    Ho letto la risposta ad una domanda sul trasferimento di my pension ad una forma
    pensionistica diversa. Volevo sapere avendo sottoscritto la polizza in questione
    nell'ottobre 2004 quando e' possibile trasferirla. INOLTRE io sono un lavoratore
    dipendente, operaio metalmeccanico di ditta artigiana, esiste un fondo di
    categoria per questa posizione? Io sto scaricando sul 730 i premi per la polizza
    my pension ma ho letto che se non si hanno altri redditi non era possibile
    scaricare questi premi... potrei avere delucidazioni a riguardo? Grazie per
    l'attenzione, porgo cordiali saluti.

    Se fondo di categoria non esiste oppure esiste ma non e' operativo da oltre due
    anni puo' dedurre i premi senza difficolta'. Se, invece, il fondo di categoria
    esiste ed il lavoratore non ha aderito, non puo' dedurre i versamenti nel FIP se
    non ha altri redditi oltre quello di lavoro dipendente. In tal caso, entro il 30
    settembre di ogni anno deve comunicare alla compagnia che non ha usufruito della
    deduzione, altrimenti la compagnia considera i premi dedotti. Se, invece, ha
    altri redditi puo' dedurre da questi redditi i contributi versati. In tal caso,
    il limite relativo di deducibilita' viene calcolato sul reddito complessivo
    (lavoro dipendente + diversi).
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    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=2


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    21-10-2006 Obbligazioni BEI

    Cosa ne pensate delle Obbligazioni BEI in sterline e delle Obbligazioni BEI in
    genere? Grazie.
    Federica, da Cagli

    La BEI e' un emittente molto affidabile, ma l'investimento in titoli
    obbligazionari non comporta solo il rischio default. Se acquista titoli in
    valuta diversa dall'Euro si espone al rischio di svalutazione della valuta, ad
    esempio. Inoltre, l'andamento dei tassi di mercato puo' comportare delle
    variazioni del prezzo dei titoli, in maniera tanto piu' marcata quanto piu'
    lontana e' la scadenza dei titoli, e questo puo' comportare delle perdite in
    conto capitale nel caso di smobilizzo prima della scadenza. Quindi in generale
    possiamo dire che non ci sono rischi particolari che la BEI non faccia fronte ai
    suoi impegni, ma ci sono anche altri tipi di rischio da valutare.
    ----------------------
    Ha risposto Luca Tonel
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=4


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    20-10-2006 Legge Bersani non vale per fondi e polizze

    Gentile ADUC complimenti per il Vostro lavoro, volevo sapere se dopo il decreto
    Bersani i clienti devono ancora pagare le commissioni di uscita sui prodotti
    finanziari e assicurativi. Grazie. A Presto.

    Sono spese dovute perche' non riguardano i contratti bancari ma strumenti
    finanziari e contratti assicurativi.
    -----------------------------------------
    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=2


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    20-10-2006 I FIP non si possono riscattare sempre

    Ho fatto una polizza bayerische vita da 5 anni da due non la pago piu come posso
    riscattarla loro mi hanno risposto che non posso riscattarla perchè è un fondo
    pipio ho bisogno di quei soldi come posso fare? Grazie.

    Purtroppo si'. Se si tratta di un FIP/PIP (puo' controllare sul contratto) e'
    possibile riscattare solo dopo otto anni e solo per determinati motivi: acquisto
    prima casa per se' o per i figli e spese mediche straordinarie.
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    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=2


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    20-10-2006 Nuova Parmalat: a chi andranno gli eventuali risarcimenti e
    revocatorie?

    Buongiorno, vi scrivo riguardo le obbligazioni Parmalat. In questo momento
    posseggo azioni e warrants assegnatemi come obbligazionista. Avrei bisogno di
    venderle, e la domanda che le facevo e' la seguente. Saro' ancora in titolo di
    ricevere (se mai succedesse) parte di risarcimenti promessi dal nuovo piano
    industriale agli obbligazionisti in caso di risarcimento dalle cause in corso,
    una volta vendute le azioni ed i warrants?
    Elisa, da Bologna

    Le somme eventuali provenienti dalle azioni revocatorie e dai risarcimenti
    saranno incamerate dalla societa' e quindi ne beneficeranno i possessori dei
    titoli in quel momento e non chi ha venduto i titoli prima.
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    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=2


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    20-10-2006 Polizze: come posso controllare se l'importo che mi spetta e' quello
    giusto?

    Titolare di una polizza vita Ras rivalutabile "VITARIV" ventennale con
    decorrenza dal lontano 24/01/1987 , quindi in scadenza il prossimo 24/01/2007 ed
    avendo versato semestralmente euro 326,25 vorrei sapere a quanto ammonta la
    somma che dovrei incassare. La RAS secondo i loro calcoli mi fanno sapere che la
    somma dovrebbe essere di euro 17.000 + euro 3.000 bonus certo di un rapido
    riscontro vi saluto cordialmente.
    Giovanni, da Taranto

    Deve richiedere per iscritto che la compagnia specifichi, sempre per iscritto:
    - i premi lordi, i caricamenti, ed i premi netti investiti nella gestione
    speciale anno per anno.
    - il rendimento della gestione speciale, anno per anno.
    - il tasso di retrocessione.
    Con questi dati, una volta verificati con le comunicazioni annuali che le
    dovrebbero essere state inviate, puo' fare i calcoli. Naturalmente e' necessario
    qualcuno che sia in grado di farli questi calcoli, quindi potra' eventualmente
    inviarceli. Verifichi anche se esiste la possibilita' del differimento, vale a
    dire non incassare la somma e beneficiare del rendimento della gestione
    separata. Scelta valida soprattutto se esiste un minimo garantito elevato.
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    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=2


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    20-10-2006 Scelta CCT

    Buongiorno, per ottenere basse commissioni, pensavo di acquistare CCT attraverso
    il servizio titoli internet della mia banca. A questo punto mi e' sorto un
    dubbio che potra' sembrare banale ma che probabilmente e' sorto anche ad altri.
    I CCT hanno scadenze che vanno dal 2006 al 2013 e sempre piu' o meno lo stesso
    prezzo; qual'e' quindi il criterio che si deve adottare per sceglierne uno
    piuttosto che un'altro? L'idea di acquistare quelli con scadenza piu' lontana
    tanto alla peggio in caso di vendita la perdita sarebbe contenuta e'
    ragionevole? Grazie.
    Claudio, da Parma

    Il suo ragionamento e' del tutto condivisibile. In effetti non esiste un
    criterio per stabilire quale CCT sia preferibile rispetto ad un altro, quindi, a
    meno che non abbia necessita' o abbia deciso di disporre della somma ad una data
    futura gia' nota oggi (tra un anno, due anni ecc.), nel qual caso e' preferibile
    il CCT prossimo a quella scadenza, scegliere quello con vita residua piu'
    elevata le evitera' delle spese per il reinvestimento delle somme.
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    Ha risposto Luca Tonel
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=4


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    19-10-2006 Dove trovo le caratteristiche delle polizze in vendita?

    Vorrei avere, qualora fosse possibile, informazioni riguardo ai costi dei Fip
    delle compagnie Axa, Generali, Mediolanum e Ras. Avete informazioni riguardo ai
    più convenienti? Grazie.
    Emanuele

    Trova le note informative di tutti i prodotti in vendita nei siti web di
    ciascuna societa'. E' obbligatorio per tutti i prodotti. Le polizze finanziarie,
    sia FIP sia non, non sono quasi mai convenienti perche' costruite con strutture,
    non solo costi, troppo sfavorevoli all'investitore. E' vero che in tema
    previdenziale non si possono fornire ai FIP sono da preferire i fondi pensione
    di categoria o, se mancanti, i fondi pensione aperti.
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    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=2


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    19-10-2006 Brutte scoperte riguardo i costi della polizza unit-linked

    Spett.le Aduc, Vi chiedo informazioni dopo aver letto sul vostro sito notizie
    allarmanti in merito alla societˆ ed i suoi contratti, aspecta. Ho sottoscritto
    un contratto assicurativo con la societa' Aspecta in data 1-09-2003 tramite un
    promotore che mi aveva promesso mari e monti su questa polizza FIVE STARS
    SECURITY. Ho pagato la quinta rata chiedendo informazioni su quanto versato, 4
    rate da 2500 euro e con mio grande stupore mi sono accoro di aver pagato una
    marea di costi spese e interessi con addirittura costi di stipula (che non so
    cosa sia) di 5.625,00 euro e spese di incasso di 750 euro per un totale annuo di
    2424,75 euro ogni rata, praticamente avendo pagato solo costi e non avendo
    capitalizzato nulla. Ho chiesto chiarimenti in merito ma nessuno mi risponde.
    Potrei chiedervi una vostra consulenza e cosa mi consigliate di fare, se disdire
    il contratto o conviene proseguire? Grazie infinite.
    Giorgio

    I "costi di stipula" vanno tutti alla rete di vendita, che incassa un sacco di
    soldi non appena il cliente firma il contratto. Da qui nasce l'interesse a
    vendere polizze a tutto spiano. Non finisce qui, ovviamente: ci sono poi i
    caricamenti su ogni versamento, le commissioni del fondo interno e pure le
    commissioni dei fondi comuni che il fondo acquista. E' fin troppo facile capire
    che con tutti questi costi non si potra' mai guadagnare in maniera decente. Nel
    frattempo si ha pure il capitale bloccato. Ovviamente non conviene proseguire
    nei versamenti, perche' in quel modo si continua solo ad arricchire Aspecta ed i
    suoi venditori. Nei primi anni di polizza non vi e' praticamente differenza tra
    il riscatto anticipato o la riduzione, vale a dire smettere di versare ed
    attendere la scadenza della polizza.
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    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=2


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    19-10-2006 Argentina: Icsid, class action e prescrizione del credito

    Spett. Aduc Mio padre, su consiglio della banca, ha acquistato 26.000 euro di
    obbligazioni argentine nel luglio 1999. Fidandosi ciecamente del consulente
    bancario ha accettato di far ricorso al governo argentino tramite la TFA. Se non
    sbaglio, in questo modo, si e' precluso il diritto di far causa contro la banca
    stessa. Col senno di poi la soluzione migliore sarebbe stata quella di accettare
    l’OPS proposta dal governo argentino nel 2005. Siete d’accordo? Ci saranno altre
    offerte secondo voi? Considerando che a dicembre 2006 il reato va in
    prescrizione, cosa deve fare? E’ utile inviare alla repubblica Argentina e alla
    banca venditrice le lettere di interruzione della prescrizione tramite
    raccomandata con ricevuta di ritorno? Potrei utilizzare il documento
    ‘142422-LetteraIcsid.soc’ che voi rendete disponibile sul vostro sito. Se uno ha
    aderito alla TFA e' automatico che abbia aderito all’arbitrato presso l’Icsid o
    doveva firmare qualcosa? Se uno ha aderito alla TFA puo' anche partecipare ad
    una class action ? Se si', e' ancora in tempo? Sul vostro interessante sito ho
    letto che, qualora si intenda procedere, sia importante sapere quale sia la
    giurisdizione. Nel nostro caso, per il codice ISIN XS0086333472, dovrebbe essere
    New York, vero? Al posto di mio padre voi come vi muovereste per cercare di
    ottenere qualcosa indietro dei 26.000 euro? Vi ringrazio anticipatamente,
    cordiali saluti.
    Enrico

    Se ha solo aderito alla TFA non ha anche aderito all'ICSID, procedura per la
    quale andavano firmati appositi moduli di delega. E all'offerta Argentina: il
    concambio dell'ops era ad un valore di 30, poi i titoli sono saliti per via
    delle condizioni di mercato, ma parlare adesso e' facile. Sarebbe potuto
    accadere anche l'opposto. Per un nostro parere sul comportamento della banca
    puo' inviarci copia della documentazione:
    http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=76932
    Stiamo preparando i fac-simile di lettera per interrompere la prescrizione verso
    l'Argentina e verso la banca. Stiamo curando in modo particolare il caso di
    adesione all'ICSID, appunto per prevenire future grane derivanti da queste
    lettera. Il codice che possiede e' uno di quelli per cui e' stato ottenuto un
    provvedimento del tribunale USA:
    http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=156274
    Per partecipare alla class action, pero', deve ritirare l'adesione all'ICSID (se
    ha aderito). Magari potra' farlo se e quando dovessero esserci risarcimenti
    concreti.
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    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=2


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    19-10-2006 Vecchie azioni Gerolimich e cessione

    Spett.le ADUC, sono un possessore di azioni Gerolimich sia ordinarie che
    risparmio. Mi è stato consigliato di venderle ad un prezzo simbolico per
    usufruire del credito d'imposta derivante da utilizzare al momento della vendita
    di altre azioni. Facendo riferimento alla lettera del 29.07.2004 concernente le
    azioni Gerolimich rnc vorrei sapere se è necessario ricorrere ad un notaio per
    l'autenticazione della girata al nuovo proprietario per la vendita di azioni
    ordinarie. Ringraziando anticipatamente porgo distinti saluti.
    Gian Franco, da Genova

    Per le azioni di risparmio sicuramente no perche' sono al portatore. Per le
    ordinarie, invece, ci sono banche che pretendono l'autentica notarile ed altre
    invece no: http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=151931
    Non abbiamo informazioni sulla societa', purtroppo.
    -----------------------------------------
    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=2


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    19-10-2006 Quasi nessun costo e grandi guadagni qualsiasi cosa accada...

    Buongiorno, sono stato di recente contattato da un COSULENTE GLOBALE MEDIOLANUM
    che mi ha proposto un investimento suddiviso su tre prodotti:
    1) DIPIU' "Capitale garantito" durata 4 anni senza cedole.
    2) DIPIU' "Capitale garantito" durata 6 anni con cedole.
    3) ALTERNATIVE 3 FUND - PAC della durata di 9 anni. Alla domanda relativa ai
    costi ho ottenuto solo poche e vaghe risposte. Le soluzioni 1 e 2, a detta del
    consulente e senza aver ricevuto alcuna documentazione, dovrebbero costare solo
    20 euro indipendentemente dall'importo versato. Il valore delle cedole
    dell'investimento 2 dovrebbe calcolarsi come 12%- (ass (Valmax) -ass (Valmin))
    di tre indici S&P 500, DJ Eurostoxx 50 e Nikkei 225. Visto solo da questo punto
    di vista sembrerebbe un buon investimento, considerando che il mio solo
    obiettivo e' la SICUREZZA del capitale. Spenderei solo 20+20 euro per accendere
    le due formule e, se il mercato crollasse, avrei comunque indietro il mio
    capitale al termine. Tuttavia non conosco questi prodotti e non mi sembra
    realistica la linea che mi e' stata prospettata. Quali sono i costi reali? Quali
    sono i rischi di questi prodotti? E' possibile liquidare il capitale in caso di
    necessita' senza dover sostenere spese eccessive? Per quanto riguarda il terzo
    prodotto ho ottenuto queste informazioni. Costo iniziale 25% (che mi sembra una
    follia!), costo spese incasso rate 4,5% (altra follia!) ma il consulente
    sostiene che questo FONDO DI FONDI HEDGE (in realta' e' un mix di fondi hedge e
    fondi obbligazionari) dovrebbe essere impassibile alla volatilita' del mercato e
    garantire performance altissime anche in caso di crisi. Sostiene inoltre che la
    durata di 9 anni del piano di accumulo garantisce la performance con sicurezza
    sulla base dei dati storici delle performances dei fondi hedge ed inoltre il
    meccanismo dei BONUS erogati ogni tre anni consentirebbe il recupero di tutti i
    costi (25% iniziale + i vari 4,5%) lasciando una incidenza di costi di solo
    2,46%, dopo 10 anni pero'.... Al di la della mia considerazione personale che
    anche un 2,46% non e' poco, mi chiedo... E' un investimento serio? E'
    affidabile? Ci sono altri costi? Sulla base di quali presupposti si basa la
    proposta di un investimento del genere? O meglio. Ha senso sostenere tutte
    queste spese per la sola promessa che i rendimenti sono cosi' interessanti? Ho
    letto che consigliate gli ETF. Dove posso raccogliere informazioni? A chi posso
    rivolgermi per un eventuale acquisto? Grazie anticipatamente per il vostro
    aiuto.
    Andrea

    Come ovvio, il costo non e' solo di 20 euro: quelle sono le spese fisse
    amministrative ma il prodotto ha dei costi impliciti che sono spiegati nella
    documentazione che il promotore ha l'obbligo di consegnare al cliente, cosa che
    invece non e' avvenuta. Nel settore, purtroppo, gira l'idea che con l'incasso
    del capitale a scadenza si "recuperino" i costi del prodotto. Ed infatti la
    storiella dei 20 euro viene usata a tappeto:
    http://www.investire.aduc.it/php/mostra.php?id=144218 nel sito della banca trova
    le note informative dei prodotti attualmente in vendita, dove sono indicati i
    veri costi a carico del cliente. Discorso che vale anche per il terzo prodotto.
    Ottenere comunque a scadenza il capitale non e' una gran consolazione perche' si
    tratta di una notevole perdita finanziaria. Riscattare in anticipo le polizze
    vuol dire quasi certamente andare incontro a forti perdite. Promettere
    performance altissime qualunque cosa accada e' un altro indice di scarsa
    serieta' del promotore. Dato che "i dati storici garantiscono", perche' non
    mettono nel contratto il guadagno sicuro? I bonus, poi, restituiscono solo in
    termini nominali ma non in termini finanziari, che e' cio' che conta sul serio:
    http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=145804
    -----------------------------------------
    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=2


    -------------------
    -------------------


    19-10-2006 Prezzo di carico fiscale dei titoli posseduti al 1 luglio 1998

    Spett. ADUC, mi rivolgo a Voi per avere un consiglio che ritengo molto
    importante riguardante un titolo in valuta (CHF) della Banca Mondiale emesso nel
    1985 e scadente il 21.10.2015. Il titolo è uno zero coupon da me acquistato in
    più riprese tra il novembre e il dicembre 1995 a un prezzo medio di 39,575 % e
    con un cambio medio di 1,407992327. Qualche mese fa ho richiesto i dati del
    prezzo di carico delle obbligazioni custodite nel mio deposito: con sorpresa ho
    appreso che i dati di carico del titolo al luglio 1998 sono completamente errati
    e a mio sfavore. Infatti ritrovo che i titoli risultano in carico al prezzo
    medio di 30,4570440 % e al cambio medio di 1,65497406. Avendo conservato
    scrupolosamente i fissati bollati che la stessa banca INTESA (allora CARIPLO) mi
    aveva consegnato, ho fatto fotocopia di tutto e ho richiesto la rettifica dei
    dati di carico. Dopo due mesi di solleciti mi vedo consegnare un documento in
    cui risulta che sono io a rettificare con una dichiarazione la scelta dei prezzi
    per i suddetti titoli e non la banca che avendoli acquistati e in custodia fin
    dall'inizio aveva il dovere di provvedere ad indicare il prezzo più idoneo nel
    mio interesse all'entrata in vigore della legge sul capital gain. Ma è giusto
    che sia io a rettificare i dati, visto che mi hanno anche preannunciato che avrò
    qualche problema con l'Intendenza di Finanza? Prima di consegnare il documento
    richiestomi , Vi sarei grato se mi poteste consigliare come meglio posso agire.
    Grazie per l'attenzione e la risposta che sono certo vorrete inviarmi.

    Il decreto che istitui' il capital gain attualmente in vigore prevedeva, per i
    titoli posseduti al 1 luglio 1998, il prezzo di carico pari al prezzo medio del
    mese di giugno 1998. Il cliente, pero', ha la facolta' di rettificarlo
    presentando la documentazione di acquisto. Dato che possiede la documentazione
    originale non deve temere un eventuale, comunque improbabile, accertamento
    fiscale.
    -----------------------------------------
    Ha risposto Giuseppe D'Orta.
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=2


    -------------------
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    19-10-2006 Le Casse rurali del Trentino lavorano gratis!

    Le casse rurali del trentino propongono il "Box", venduto come p.a.c., che
    poggia su fondi obbligazionari o azionari (nord est fund-lussemburgo)e dicono ai
    clienti che il prodotto è a zero spese. Leggendo i progetti semplificativi ho
    trovato commissioni di sottoscrizione, riscatto, conversione, gestione, spese di
    amministrazione centrale e di deposito. Qual'è il vostro parere a proposito e in
    che misura queste spese incidono sul risparmiatore?
    Donatello, da Levico Terme

    Come puo' intuire, qualsiasi tipo di societa' commerciale non puo' lavorare per
    la gloria, ed infatti i costi nei prodotti ci sono eccome. Il problema,
    comunque, non e' la semplice presenza dei costi, ma capire se questi sono
    giustificati dai risultati e dal servizio offerti. Chiaramente, a parita' di
    altre condizioni, maggiore e' il costo a carico del sottoscrittore e minore
    sara' il ritorno per l'investitore: e' opportuno quindi, prima di sottoscrivere
    un prodotto, valutare bene il prospetto informativo, come ha giustamente fatto
    lei, e valutarne le caratteristiche.
    ----------------------
    Ha risposto Luca Tonel
    http://investire.aduc.it/templates/curriculum.html?n=4

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