TuttoTrading.it

SITO

  • Home
  • Mappa
  • Contatti
  • G.Temi
  • Dividendi
  • Div.19
  • Shopping
  • Informaz.
  • Sicur.Inf.
  • Trading
  • Collezioni




    VAI ALLA MAPPA DEL SITO

    Google analytics


    eXTReMe Tracker


  • 24/1/2006 La Nuova Riforma del Risparmio (Franco Muzzi, www.prontoconsumatore.it)

  • Pagina Risparmio
  • Tutti i Temi Archivio
  • Tutti i Temi
  • Pagina Banche
  • Pagina Economia
  • Ricerca personalizzata

    Richiesta da molti dopo gli scandali di Cirio, di Parmalat e dei Tango Bond, la nuova legge 262/05 è stata definitivamente approvata alla fine del 2005. Ma cosa cambia davvero per i risparmiatori? Ce lo spiega Adiconsum Toscana...


    La riforma delle leggi sul risparmio (la legge 262/05 “Disposizioni per la tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari”, meglio conosciuta come “Riforma del risparmio”). Una riforma molto complessa, richiesta da molti dopo gli scandali di Cirio, di Parmalat e dei Tango Bond, che, dopo due anni e svariati passaggi parlamentari, è stata definitivamente approvata alla fine del 2005. Scopo della riforma è rafforzare la protezione del risparmio. Le disposizioni previste dalla legge sulla tutela del risparmio, composta da 44 articoli, riguardano molti aspetti della legislazione sui mercati che vanno dalle modifiche alla disciplina degli organi di amministrazione e controllo delle società per azioni, alle modifiche alla disciplina dei conflitti di interesse in merito alle attività finanziarie, alle modifiche alle disposizioni in materia di revisione dei conti, dalle modifiche alle disposizioni sulle autorità di vigilanza, fino ad arrivare alle modifiche alla disciplina in materia di sanzioni penali e amministrative. La parte riguardante le società quotate, tra le altre, stabilisce che è obbligatoria la partecipazione di almeno un rappresentante dei soci di minoranza negli organi di amministrazione e controllo delle società quotate; seguono disposizioni relative ad assicurare la conoscenza dei legami tra le società quotate e società estere residenti in Stati che non garantiscono la dovuta trasparenza (società offshore) e norme che, modificando le modalità della concessione del credito tra banche e propri azionisti, cercano di prevenire il conflitto di interessi tra questi soggetti.

    Di sicuro interesse è il principio stabilito dall’articolo 11 in tema di circolazione in Italia di strumenti finanziari collocati presso investitori professionali e di relativi obblighi informativi . In caso di successiva circolazione di prodotti finanziari destinati, in sede di collocamento, a soli investitori professionali, gli investitori professionali, che li trasferiscono ad acquirenti che non sono investitori professionali, rispondono della solvenza dell’emittente nei loro confronti, per la durata di un anno dall’emissione, salvo il caso in cui l’intermediario consegni al cliente un documento informativo contenente le informazioni stabilite dalla Consob. Altra norma a protezione degli investitori è quella che prevede che i soggetti abilitati classifichino, sulla base di criteri generali minimi definiti con regolamento dalla Consob, il grado di rischiosità dei prodotti finanziari e rispettino il principio dell’adeguatezza fra le operazioni consigliate agli investitori, o effettuate per conto di essi, e il profilo finanziario di ciascun cliente, determinato sulla base della sua esperienza in materia di investimenti in prodotti finanziari.

    Le disposizioni seguenti riguardano l’obbligo di comunicazione di informazioni su operazioni compiute da esponenti aziendali sui prodotti finanziari emessi dall’azienda stessa, l’obbligo di dichiarazione di conflitti di interesse da parte di società di ricerca e, infine, l’obbligo di informare il mercato sull’attribuzione di stock options, ossia sull’attribuzione di azioni a esponenti aziendali, dipendenti o collaboratori. L’articolo 18, infine, si occupa invece della disciplina relativa alla revisione dei conti delle società quotate. La novità di maggior rilievo riguarda la durata massima dell’incarico di revisore fissata in sei esercizi e rinnovabile una sola volta, ma dopo tre anni dall’incarico precedente e previa sostituzione del responsabile della revisione. La norma ha il fine di evitare che tra controllore e controllato si creino rapporti troppo stretti, che, troppo di frequente, hanno causato azioni fraudolente a danno dei risparmiatori

    Le disposizioni più importanti concernenti le autorità di vigilanza riguardano senza dubbio la riforma della Banca d’Italia. L’articolo 19, affermando che la Banca d’Italia è un istituto di diritto pubblico, ribadisce il carattere di indipendenza dell’istituto nelle sue attività di vigilanza e di regolamentazione e la sua appartenenza al Sistema europeo delle banche centrali, con l’obbligo di seguire gli indirizzi e le istruzioni della Banca centrale europea. Le novità riguardano il mandato a termine del Governatore della Banca d’Italia; infatti, la carica di governatore non è più a vita ma dura sei anni, con la possibilità di un solo rinnovo del mandato. La nomina del Governatore è disposta con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio superiore della Banca d’Italia.

    Altra novità riguarda la vigilanza sulla concorrenza bancaria per gli abusi di posizione dominante e per le intese restrittive della concorrenza, che passa dalla Banca d’Italia all’autorità Antitrust. Vengono stabiliti poi vari passaggi di competenze tra Banca d’Italia, Consob e Ministro dell’economia e delle finanze in materia di trasparenza delle condizioni contrattuali delle banche, degli intermediari finanziari, delle assicurazioni e dei fondi pensione e di trasferimento di funzioni e poteri sanzionatori. In merito alle autorità di vigilanza in generale si afferma che le Autorità che hanno competenza sui mercati finanziari sono: la Banca d’Italia, la Commissione nazionale per le società e la borsa (Consob), l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo (Isvap), la Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip) e l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Antitrust). Tali Autorità, nel rispetto della reciproca indipendenza, si coordinano per l’esercizio delle competenze ad esse attribuite e collaborano tra loro, anche mediante scambio di informazioni, per agevolare l’esercizio delle rispettive funzioni. Le Autorità non possono reciprocamente opporsi il segreto d’ufficio. Inoltre, Banca d’Italia, la Consob, l’Isvap, la Covip e l’Antitrust, nell’esercizio dei poteri di vigilanza informativa e ispettiva, possono avvalersi, per effettuare degli accertamenti, del Corpo della guardia di finanza.

    Passiamo quindi ad analizzare l’area dei mercati finanziari. La norma più interessante per i risparmiatori è costituita dalle deleghe attribuite al Governo per: istituire un sistema di indennizzo in favore dei risparmiatori e degli investitori che preveda: la creazione di procedure di conciliazione e di arbitrato, da svolgere in contraddittorio dinanzi alla Consob, per la risoluzione di controversie insorte fra investitori, esclusi gli investitori professionali, e banche o altri intermediari finanziari circa l’adempimento degli obblighi di informazione, correttezza e trasparenza; la creazione di procedure di indennizzo in favore degli investitori, esclusi gli investitori professionali, da parte delle banche o degli intermediari finanziari che non abbiano adempiuto agli obblighi sopracitati; la salvaguardia dell’esercizio del diritto di azione dinanzi agli organi della giurisdizione ordinaria, anche per il risarcimento del danno in misura maggiore rispetto all’indennizzo riconosciuto; istituire un fondo di garanzia per i risparmiatori e gli investitori per l’indennizzo dei danni patrimoniali, causati dalla violazione delle norme che disciplinano le attività di intermediazione; redigere lo statuto dei risparmiatori e degli investitori, che individua l’insieme dei diritti loro riconosciuti e definisce i criteri idonei a garantire un’efficace diffusione dell’informazione finanziaria tra i risparmiatori, e il codice di comportamento degli operatori finanziari.

    Infine, in riferimento alle sanzioni, va rilevato l’inasprimento delle pene per il reato di false comunicazioni sociali, quando le comunicazioni riguardano una società quotata in Borsa e cagionano un grave danno ai risparmiatori; l’istituzione di una Commissione per la tutela del risparmio, alle dirette dipendenze del Presidente del Consiglio; l’introduzione del reato di omessa comunicazione del conflitto di interesse, nuovamente del reato di mendacio bancario, ossia il reato che si compie fornendo alla banca notizie false per ottenere credito, e del reato di falso in prospetto, reato che si realizza esponendo, in un prospetto informativo, false informazioni od occultando dati o notizie, in modo idoneo a indurre in errore i destinatari, con l’intenzione di ingannare i suddetti destinatari. Da segnalare in ultimo i reati di falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di revisione di corruzione dei revisori e di false comunicazioni circa l’applicazione delle regole previste nei codici di comportamento delle società quotate.

    Conclusioni dell'Adiconsum Toscana. Sono certamente insufficienti le norme sul falso in bilancio e sulle sanzioni in generale. Per tutte le altre norme, sia quelle ad una prima lettura positive che negative, bisognerà attendere la loro concreta attivazione, il coordinamento con le norme già in essere, l’emanazione dei decreti attuativi, per i quali si può in ogni caso subito dire che i tempi previsti sono estremamente lunghi e rischiano di ritardare l’attuazione di molte norme previste. Ciò potrebbe essere capovolto in un vantaggio se in tempi brevi si potesse addivenire al miglioramento di alcune norme riportate nella nuova legge. Infine, nonostante alcuni aggiustamenti, è rimasto insoluto il problema della vigilanza, delegata ancora a cinque soggetti, con rischi di sovrapposizione, decisioni diverse, costi per le imprese con ricaduta negativa per i consumatori, i clienti, i risparmiatori, ecc..

    Adiconsum Toscana


  • Pagina Risparmio
  • Tutti i Temi Archivio
  • Tutti i Temi
  • Pagina Banche
  • Pagina Economia
  • Ricerca personalizzata

     Questo sito
  • Home
  • Mappa sito
  • Contatti



    VAI ALLA MAPPA DEL SITO