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  • 02/02/2007 Mai più Chernobyl (www.verdi.it)

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    Gli effetti del tragico incidente minano il futuro delle nuove generazioni. Dossier di Legambiente. Verdi: "No all'atomo"  (www.verdi.it)

     

    Appello degli ecologisti all’Unione europea. Gli effetti di Chernobyl minano il futuro delle nuove generazioni, non solo la popolazione purtroppo colpita dal fall out radioattivo seguito all’incidente del 1986 nella centrale nucleare.

     

    Il punto sulla situazione è stato fatto da Legambiente e dal gruppo dei Verdi al Parlamento europeo, che hanno illustrato un nuovo dossier dell’associazione sulle nuove e preoccupanti conseguenze del disastro.

     

    Sette milioni di persone sono ancora esposte al rischio di contaminazione da isotopi a lungo decadimento. La maggiore fonte di pericolo arriva, oggi, dal cibo prodotto nelle aree colpite dall'esplosione, in cui si registrano alte quantità di Cesio 137 e sono circa 4.000 le persone che potrebbero ancora morire per l'esposizione alle radiazioni dovute all'incidente.

     

    “Le matrici alimentari presentano valori di Cs137 pressoché costanti, indipendentemente dalla zona di prelievo in Bielorussia meridionale – ha spiegato Lucia Venturi, responsabile scientifico di Legambiente -. Nelle patate si trovano valori di concentrazione di Cs137 in media pari a 4 Bq/kg, con un massimo rilevato nel villaggio di Marhlevsc (13 Bq/kg), mentre nel latte e nel pesce di fiume si mantiene rispettivamente intorno a 5 Bq/L e 18 Bq/kg. Nella carne bovina i valori variano fra 6 e 17 Bq/kg. Il dato di Cs137 rilevato nella selvaggina conferma il pericolo della caccia nelle zone più contaminate”.


    “E’ preoccupante che i governi locali e la comunità internazionale destinino sempre meno risorse, assistenza e sostegno alle popolazioni colpite, minimizzando rischi e conseguenze possibili” ha commentato Maurizio Gubbiotti, responsabile del dipartimento internazionale di Legambiente.

     

    “La Commissione farebbe bene a non cedere alle sirene che cantano di un nuovo rinascimento del nucleare, mascherato da espressioni come 'tecnologia a basso carbonio' – ha detto Monica Frassoni, presidente del gruppo Verde all’europarlamento - . Eventi come quello di Cernobyl devono ricordare a tutti la pericolosità di questa forma di produzione energetica”.

     

    Con la collaborazione dell’ARPA Emilia Romagna Legambiente ha dal 2000 realizzato un Progetto di monitoraggio radiometrico in alcune province della Regione di Gomel, per verificare i livelli di radioattività a cui la popolazione è tuttora esposta. Il progetto è condiviso con l’Ente statale “Centro repubblicano di controllo radioattivo e monitoraggio” (RCRKM) di Minsk.

     

    Con la collaborazione del Policlinico di Modena, l’Azienda Usl 9 di Grosseto e l’associazione Help in Bielorussia ha realizzato, invece, il Progetto dell’ambulatorio mobile, con l’obiettivo di mettere in piedi un sistema in grado di effettuare interventi di prevenzione e di diagnosi precoce su tumori e patologie tiroidee in zone remote.

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