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  • 16/07/2011 Rifiuti, l' unica strada è la differenziata (Carla Poli - Vedelago, http://tribunatreviso.gelocal.it/)

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    A chiarimento e completamento della lunga chiacchierata con la signora Poli, riguardante la questione dei rifiuti a Napoli ed in particolare a Torre del Greco, riceviamo da lei la copia degli ultimi articoli pubblicati a nome suoi e da Franco Zanata su La Tribuna di Treviso

    Ecco, ancora una volta si prova a mischiare le carte, si tenta in maniera spregiudicata di trasformare un problema serio in un ulteriore business, si introduce, sbandierandola, la chimera dell’abbassamento delle tariffe per i cittadini. Mi riferisco all’intervento pubblicato il 13 luglio col titolo «Quel che sui rifiuti non si vuol dire».

    Prima di tutto come cittadina di questo territorio e poi come imprenditrice del settore, ho sentito forte il dovere di intervenire per ricordare al signor Zanata che vecchie ricette, impianti obsoleti e camion su e giù per l’Italia non possono essere la soluzione per una gestione sostenibile del «problema rifiuti». Io a Napoli ci sono e con l’amministrazione parlo direttamente: di soluzioni «alla Zanata» non ne vogliono più sapere. Hanno già sperimentato positivamente la raccolta differenziata spinta e si apprestano ad estenderla: Questa è la ricetta! E non si fermeranno alla raccolta differenziata: intendono implementare sul territorio, a vantaggio del territorio, la completa filiera del recupero e del riciclo che parte dalla produzione per arrivare nuovamente alla produzione.

    Da problema a risorsa non è uno slogan bensì un percorso obbligato, supportato dallo studio, dalla ricerca, dalla sperimentazione, dal confronto costante e continuo con le aziende produttrici di beni che devono essere totalmente e facilmente riciclabili: il «rifiuto» è solo un errore di produzione! Si chiama economia sostenibile, fortemente incentivata dalla Comunità Europea, e costituisce il nuovo modo di produrre che ha sostituito «l’economia dell’usa e getta», del «consumare sempre di più per produrre sempre di più», che ci ha portato al collasso.

    Peccato! Anche questa volta viene fuori il peggio di noi Veneti: il tentativo di colonizzare un territorio espresso da Zanata che con la sua politica «ancien regime», vorrebbe scendere e da Piazza del Plebiscito vorrebbe dire ai napoletani adesso ci penso io, prendo i vostri rifiuti, li porto al nord, «li lavoro un pò», «con beneficio economico sulle tariffe per le utenze del nord», poi «ve li riporto (Cdr) nelle discariche del sud (magari assieme ai pericolosi) visto che da anni vi è un flusso consistente che dal nord prende la strada del sud».

    Penso proprio che la ricetta non sia quella giusta! Come detto, ai napoletani non serve una toppa, serve un vestito tagliato su misura, per capire, per andare verso il futuro e loro stanno andando verso la strada che segna il futuro! Bene ha fatto a rispondere la Regione Veneto indicando come aiuto l’invio di tecnici preparati: non serve a nulla l’aiuto a tempo e a rattoppo, non è più sostenibile, signor Zanata. Evocare l’abbassamento del costo della tariffa per i cittadini di Treviso è altrettanto antico: lo fanno già altri e mi sembra che la gente abbia scoperto il giochino e si stia stancando. Penso che la politica deve governare con particolare attenzione al futuro, senza spostare i problemi ma risolvendoli a ciclo completo; c’è bisogno di risposte concrete e attuali perché nella mia azienda i giovani vengono per informarsi e capire che le nuove tecnologie sono il futuro.

    E mi conforta sentire che lo stesso Presidente Muraro ribadisce che il futuro non sono aziende pubbliche che cercano fatturato e ricavi, ma il futuro sono aziende pubbliche che abbassano le tariffe lavorando sul territorio e con il territorio e che soprattutto adottano le soluzioni innovative applicate ai problemi del territorio. Ma questa è una lingua che forse le è sconosciuta! Il miglioramento dell’ambiente non si ottiene con l’aumento sconsiderato di camion che viaggiano da un capo all’altro dell’Italia. Se lei fosse informato saprebbe che Treviso e il Veneto hanno ancora nel vocabolario il termine «rifiuti indifferenziati» (ovviamente non riciclabili) mentre il concetto Ue di raccolta differenziata si applica interamente nella gestione dei materiali (non chiamiamoli più rifiuti!) ai fini del recupero e riciclo di materia.

    L’invito che posso fare a chi ha a cuore il futuro e l’ambiente è di perseguire logiche territoriali, soluzione meno politicizzate, intervenire nella società per aumentare la consapevolezza nelle persone, agevolare e sostenere il percorso delle tecnologie innovative che possono rilanciare Treviso e il Veneto e renderli ancora di più punta di eccellenza nel campo delle tecnologie ambientali sostenibili. Diamo speranza ai giovani che vedono il futuro difficile e problematico. So di aver detto quello che sui rifiuti non si vuol dire, e so che non farà piacere, ma di solito io dico quello che penso.

    http://tribunatreviso.gelocal.it

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