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  • 05/05/2011 Crisi rifiuti. “Fare l’amore non i rifiuti" alla base di una società a rifiuti zero (Giovanna D'Urso, http://www.lapilli.eu)

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    connett

    “No agli inceneritori, esiste un modo migliore: i rifiuti zero". Questo messaggio è stato alla base dell’incontro pubblico tenutosi a Portici, presso la chiesa del Carmine, ieri pomeriggio a cui ha partecipato il professore americano Paul Connett.

    I zero rifiuti, divenuti uno degli slogan più frequenti nelle manifestazioni contro la crisi rifiuti, sono in realtà una strategia specifica, il cui ideatore è Paul Connett , docente di chimica ambientale dell’Università St Lawrence di Canton, New York. 

    La strategia rifiuti zero o zero waste, attraverso una serie di semplici pratiche, può rappresentare davvero la soluzione alla crisi cronica dei rifiuti che nessun governo da ben 17 anni ha saputo risolvere.  “ La società mondiale è spinta dalle pubblicità a comprare sempre di più, spesso anche cose inutili, e producendo così sempre maggiori rifiuti.  Per sostenere i ritmi di vita di un americano medio sarebbero necessari ben 4 pianeti e 2 per quelli europei. Il nostro pianeta però è soltanto uno e perciò dobbiamo far cambiare qualcosa.

    Tutto deve partire dalla riduzione dei consumi e quindi dei rifiuti. Conferire tutto in discarica o negli inceneritori non risolve nulla, fondamentali  invece sono il riciclo, il riuso e il compostaggio dei materiali che permette la riduzione dell’energia, dell’inquinamento e delle emissioni di anidride carbonica".  Dalle seguenti parole del professor Connett,  si comprende come sia necessario cambiare la gestione dei rifiuti in Campania, ma anche in Italia. 

    La crisi dei rifiuti campana non è un problema di tecnologia da utilizzare bensì un problema di strategia, ovvero una migliore organizzazione, informazione e progettazione industriale. La strategia zero rifiuti non è un obiettivo idealistico ma realizzabile. È già stato adottato da 27 comuni italiani ma anche da grandi città sia americane come San Francisco sia europee come Londra. Sono necessarie soltanto 10 azioni :

    separazione dei rifiuti, raccolta porta a porta che rappresenta il vero trampolino di lancio per la riduzione dei rifiuti,

    compostaggio per trasformare la frazione umida in fertilizzante agricolo,

    centrali di riciclaggio,

    riutilizzo e riparazione di oggetti in centri specifici,

    riduzione a monte dei rifiuti partendo dagli imballaggi,

    incentivi economici per spingere i cittadini a contribuire in modo corretto al ciclo dei rifiuti,

    centri di ricerca per studiare la natura dei materiali non riciclabili,

     impianti di ulteriore separazione del residuo indifferenziato,

    responsabilità industriale per esempio con la riduzione di elementi tossici e infine

    discarica temporanea per la stabilizzazione per rifiuti organici e non riciclabili”.

    Niente inceneritori o discariche ma soltanto riciclo, riuso e riduzione per produrre lavoro (nei centri di ricerca, nei centri di riparazione e riutilizzo degli oggetti), per risparmiare e soprattutto per generare più speranze per le generazioni future.

    La domanda che sorge spontanea a questo punto è perché non adottare anche a Napoli la strategia zero rifiuti ?

     La risposta è, secondo Paul Connett, “ perché manca la volontà politica. Dietro alla crisi rifiuti c’è l’interesse di guadagnare da parte di pochi imprenditori affiliati spesso a organizzazioni malavitose.

    Si finanziano discariche e inceneritori quando sono necessari gli impianti di compostaggio e di riciclaggio che creano anche lavoro e denaro".



    La strategia zero rifiuti è al di sopra dei partiti, è una scelta democratica basata sulla partecipazione e sul lavoro di tutto.  Con l’idea di “fare l’amore, non i rifiuti" sarà possibile creare un futuro sostenibile, combattendo l’eccessivo consumo di una società usa e getta e promuovendo una comunità con una forte vita di relazione.

    http://lapilli.eu

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