TuttoTrading.it

16/03/2008 Rifiuti : i sogni di Napoli (Rodolfo Roselli*, http://www.osservatoriosullalegalita.org)

Ricerca personalizzata
GIOCHI GIOCATTOLI
Articoli da regalo
Attività creative
Bambole e accessori
Bestseller generali
Burattini e tetrini
Calendari dell' avvento
Collezionabili
Costruzioni
Elettronica per bambini
Giocattoli da collezione
Giocattoli prima infanzia
Elettronica per bambini
GIOCHI GIOCATTOLI
Giocattoli da collezione
Giocattoli prima infanzia
Giochi di imitazione
Giochi da tavola
Giochi educativi
Modellismi
Peluche
Personaggi Giocattolo
Puzzle
Sport Giochi Aperto
Strumenti Musicali
Veicoli

Da tempo su tutti gli organi di stampa siamo informati che la soluzione dei rifiuti in Campania attende solo il completamento dei lavori di costruzione in corso dell'inceneritore di Acerra. Peccato che questo non sia vero, e che le cose non stiano proprio così.

I lavori per completare l'inceneritore sono fermi. La soc. FISIA del gruppo Impregilo che lo ha costruito è stata bloccata nel giugno scorso da un sequestro della magistratura. Attualmente sono state lanciate tre gare per l'affidamento dell'inceneritore a imprese industriali ,e sono andate deserte.

La ragione di questo fatto è dovuto agli stretti limiti normativi, voluti dai verdi che hanno messo fuori legge , per carenza di potere calorifico le ecoballe prodotte dai sette impianti già esistenti e da tempo intasati. Con questi limiti le ecoballe non possono essere bruciate e quindi sono anche virtualmente bloccati gli impianti che le producono. Altrove, come ad es. in Germania e alta Italia, queste ecoballe sono bruciate senza problemi.

Inoltre per rendere redditivo il processo d' incenerimento sarebbe necessario estendere gli incentivi, già esistenti del Cip6, già applicati ad altri impianti anche all'inceneritore di Acerra. Quando saranno tolti questi vincoli, probabilmente, il quarto tentativo di gara potrebbe andare in porto in quantp l'A2A di Brescia, che già gestisce l'inceneritore modello di Brescia, sarebbe disponibile a gestire l'impianto di Acerra.

Ma per fare questo ci vuole un nuovo bando di gara, e occorre attendere le offerte per altri due mesi. Poi, se la gara non andrà deserta, ci vorranno almeno altri 5 mesi per mettere l'impianto in funzione, e dopo le ulteriori verifiche e collaudi che necessiteranno di almeno altri due mesi (cioè almeno 9 mesi), si potranno cominciare a bruciare le ecoballe giacenti, che sono sei milioni di tonnellate , più 250.000 tonnellate di rifiuti arretrati. Poiché l'inceneritore, a pieno regime, non potrà trattare più di 600.000 tonnellate anno, dopo circa 11 anni Napoli ritornerebbe alla normalità.

Altra soluzione sarebbe quella di esportare i rifiuti in Germania al ritmo di circa 2000 tonnellate al giorno e con una spesa di circa 400.000 euro al giorno, come del resto già avviene da sette anni, e con questo ritmo ci vorrebbero circa 3125 giorni, cioè circa 8,5 anni, e una spesa di un miliardo e 250.000 euro, per far tornare Napoli alla normalità. Ma tutto questo piano "rapidissimo" non tiene conto delle occupazioni, dei blocchi stradali e ferroviari e della gyerriglia urbana che organizzerebbe il sindaco di Acerra Espedito Marlotta e il senatore Tommaso Sodano capolista per la Campania della Sinistra Arcobaleno, ed altri eventuali imprevisti politici.

Ma ben altre cose ci sono state tenute nascoste su Napoli. Per anni si sono accumulate cataste di rifiuti e tutti ci hanno fatto credere che la causa principale fosse quello che mancava un piano per la raccolta differenziata. Ebbene non era vero niente perche il piano per la raccolta differenziata per Napoli era stato commissionato nel 2002 dal CONAL (Consorzio Nazionale Imballaggi, delegato a seguire la materia). Fu chiamato per definire il piano l'esperto Fortunato Gallico, di Milano, che già lo aveva realizzato per Milano.

Il piano fu completato nel 2003 e prevedeva tre fasi , descritte in tutte i dettagli e che permetteva di partire immediatamente. Il Governatore Bassolino non solo ne era al corrente, non solo al termine del lavoro gli esperti erano stati pagati, ma lo stesso Bassolino si era vantato affermando che era orgoglioso che in soli due anni con questo piano Napoli avrebbe risolto il problema dei rifiuti. Ma una volta finito il piano e consegnato a Bassolino, il piano è scomparso nel nulla.

Dunque per rimediare una incuria dei partiti politici durata 14 anni, sarà necessario attendere almeno altri 10 anni per far tornare a vivere civilmente i napoletani. E oggi questi stessi partiti hanno anche il coraggio di chiedere il consenso elettorale dei Napoletani!

* da L'asino che vola 16 marzo 2008

http://www.osservatoriosullalegalita.org

  • Archivio Rifiuti
  • Archivio Emergenza Napoli
  • Ricerca personalizzata
    LIBRI
    Adolescenti Ragazzi
    Arte Musica
    Bestseller Generali
    Biografie
    Consultazione ed Informaz.
    Diritto
    Economia e Business
    Fantascienza
    Fantasy
    Fumetti e
    Gialli e Thriller
    Hobbi e Tempo Libero
    Horror
    Humor
    Informatica e Internet
    Letteratura
    Libri altre lingue
    Libri inglese
    Libri bambini
    Lingue linguistica
    Narrativa
    Politica
    Religione
    Romanzi rosa
    Salute Benessere
    Scienze Medicina
    Self-Help
    Società Scienze Sociali
    Sport
    Storia
    Viaggi

     Questo sito
  • Home
  • Mappa sito
  • Contatti
    VAI ALLA MAPPA DEL SITO