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  • 17/01/2008 In marcia per uscire dalla crisi (http://www.lanuovaecologia.it)

    Ricerca personalizzata











    Emergenza rifiuti a Napoli

    No all'emergenza perenne, alle ecomafie e all'incapacità delle amministrazioni. Sì alla differenziata, agli impianti di riciclaggio e di compostaggio. Con lo slogan "Voler bene alla Campania" Legambiente lancia la manifestazione nazionale a Napoli sabato 19 gennaio

    Grandi città a rischio



    Basta con l’incapacità delle amministrazioni, con la pressione delle ecomafie, con un’emergenza commissariale perenne: liberare al più presto la Campania dai rifiuti si deve e si può. Per dare voce a “chi vuole bene alla Campania" Legambiente lancia una manifestazione nazionale a Napoli sabato 19 gennaio, alle ore 14.30 con concentramento a Piazza Carità e arrivo a Piazza Municipio.


    Emergenza rifiuti a Napoli

    L’associazione invita cittadini, comuni virtuosi, aziende, associazioni e organizzazioni di categoria a scendere in piazza per dimostrare che si può e si deve uscire dall’emergenza rifiuti. Perché è doveroso e imprescindibile trovare una soluzione definitiva e sostenibile che metta fine a un’emergenza tanto pericolosa quanto cronica. Hanno aderito decine di associazioni, organizzazioni e comuni virtuosi, tra cui Acli, Arci, Wwf, Cia e Coldiretti, Cgil, Cisl e Uil, i parchi nazionali e regionali, Libera, La Nuova Ecologia, i consorzi per il recupero dei rifiuti.

    “L’emergenza rifiuti in Campania non è un destino ineluttabile ma il frutto di incapacità politiche e amministrative – dice Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente -. Eppure, una Campania diversa è possibile, ed esiste già. E’ quella dei 145 Comuni che raccolgono in maniera differenziata almeno il 35% dei rifiuti urbani, con picchi fino al 90%, e li avviano al riciclaggio al pari delle migliori esperienze del Nord Italia. Ma anche quella di numerose aziende, capaci di costruire e gestire impianti di riciclaggio, tecnologicamente avanzati, che sono costrette, paradossalmente, a importare contenitori in plastica, vetro, carta e cartone da fuori regione per far funzionare a regime i loro impianti".

    La Campania non è stata capace di uscire da sola dal baratro della spazzatura né con gli strumenti ordinari, né con quelli straordinari. Sono trascorsi 14 anni dalla prima emergenza rifiuti, anni in cui ci hanno messo le mani quasi tutti: governatori regionali di destra e di sinistra, magistrati, tecnici, professionisti, imprenditori, professori, commissari, subcommissari. Senza, però che mai nessuno ne sia venuto a capo. La classe politica tutta, da quella centrale a quella regionale passando per le amministrazioni comunali, ha fallito scegliendo di decidere per non decidere.

    “Noi sappiamo - commenta Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania - che l'emergenza rifiuti si può risolvere se si completa e ammoderna tutta la filiera impiantistica necessaria per realizzare il ciclo integrato dei rifiuti a partire da politiche di riduzione dei rifiuti, di raccolta differenziata spinta, fino al riciclo delle materie prime seconde e al recupero energetico coinvolgendo i cittadini nelle scelte. Noi vogliamo bene a questa terra - conclude Michele Buonomo, - e non accettiamo che venga maltrattata e oltraggiata”.

    17/01/2008 RIFIUTI. Da Ue rischio multa da 700mila euro al giorno. Campania, arriva l'unità di crisi (http://www.lanuovaecologia.it)

    Gianni De Gennaro
    Gianni De Gennaro

    Prodi istituisce una task force alle dipendenze del commissario Gianni De Gennaro. Ancora 50mila alunni costretti a stare a casa, ma nel frattempo potrà rientrare in funzione l'impianto di Caivano/
    Sabato corteo a Napoli



    Un'unità di crisi, alle dipendenze del commissario Gianni De Gennaro, gestirà l'emergenza rifiuti in Campania, coordinando i rapporti con i vertici dello Stato, tra cui la presidenza del Consiglio, i ministeri della Difesa, dell'Ambiente, della Salute, il Viminale e la Protezione civile. Lo prevede l'ordinanza firmata ieri dal premier Prodi, dopo un incontro con lo stesso De Gennaro e il ministro dell'Interno Giuliano Amato.

    Un segnale, dunque, arrivato da Palazzo Chigi, per dare un'ulteriore accelerazione alle operazioni e sottolineare l'impegno dell'intero governo a sostegno del difficile lavoro dell'ex capo della Polizia ad una settimana dal suo insediamento. L'obiettivo immediato, si è concordato a Palazzo Chigi, è liberare dall'immondizia le strade e per questo è necessario riaprire il prima possibile gli impianti di cdr fermi dall'inizio dell'anno.

    Ma occorre anche individuare una discarica capace di contenere grosse volumetrie per poter così liberare sia i siti di stoccaggio sia soprattutto i cdr, che vanno messi in manutenzione. La scelta di Pianura è ancora in "stand-by", ma una soluzione va trovata al più presto. Intanto, un po' di respiro è arrivato dall'apertura - dopo lo svuotamento ad opera di una task force di mezzi civili e dell'esercito - del sito di Caivano.

    Nel comune in provincia di Napoli si potranno così trattare le prime 980 tonnellate di spazzatura (a fronte di una produzione quotidiana che si attesta intorno alle 1.400 tonnellate) prodotte a Napoli. Un sito di stoccaggio provvisorio è stato allestito ad Acerra, proprio per ospitare 20mila tonnellate di ecoballe provenienti da Caivano, ma un sit-in di un centinaio di cittadini ostacola le operazioni.

    Proseguono anche gli invii di rifiuti verso le altre regioni. Per ora hanno risposto all'appello soltanto Sardegna, Sicilia, Emilia-Romagna, Abruzzo e Molise, mentre il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, si dice pronto a dare una mano, a patto però, che siano accettate quattro condizioni: sicurezza ambientale, sicurezza sanitaria, garanzia economica e assoluta certezza che un'emergenza di questo tipo non si presenti mai più.

    Condizioni che adesso, sottolinea il governatore, "ancora non ci sono". C'è poi l'ipotesi Svizzera, che potrebbe accogliere quantitativi di rifiuti. Trattative sono in corso. Ma in Campania è ancora crisi. Solo a Napoli si contano quasi 7.000 tonnellate di rifiuti per strada, mentre sono oltre 50.000 gli studenti nella regione che non frequentano le scuole ed il direttore scolastico regionale della Campania chiede interventi rapidi per rimuovere i rifiuti dalle strade, altrimenti la situazione "continuerà a peggiorare di giorno in giorno".

    Analoga la posizione del ministro della Salute, Livia Turco, che annuncia un attento monitoraggio su eventuali problemi sanitari. Ed è superlavoro per i genieri dell'esercito, subissati di richieste da parte di diversi Comuni che sollecitano l'intervento dei militari per pulire le strade dai cumuli di rifiuti. Il vice di De Gennaro, il generale Franco Giannini, ha puntualizzato che "il concorso fornito dalle forze armate è da intendersi finalizzato a fornire un supporto qualificato ed esclusivamente di natura logistica".

    Intanto l'Italia continua ad essere a rischio per la procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea per la gestione dei rifiuti in Campania. Il 28 gennaio, ha annunciato il ministro delle Politiche comunitarie Emma Bonino, "è in programma a Roma un incontro tra funzionari della Commissione, Governo italiano e De Gennaro. In base all'esito della riunione, la Commissione il 30 deciderà i passi successivi riguardo la procedura di infrazione".

    E il rischio di sanzioni per il Belpaese, ha sottolineato Bonino, "c'è ed è pesante: la multa tariffaria giornaliera va da 22.000 a 700.000 euro". Infine, sostegno a De Gennaro è stato assicurato al termine di una riunione dei parlamentari campani del Pd con il segretario Walter Veltroni: "vanno respinti - hanno detto - i tentativi di limitarne i poteri conferitigli".

    http://www.lanuovaecologia.it.it

    16/01/2008 «Poteri certi a De Gennaro» (http://www.lanuovaecologia.it)

     | Foto Adriano Castroni
    Ermete Realacci

    Ermete Realacci presenta un'interrogazione al governo per chiedere di verificare l'efficacia reale dei poteri attribuiti al commissario per l'emergenza rifiuti in Campania. «Arrivare al 35% di differenziata è fondamentale»



    Centoventi giorni per affrontare e risolvere la crisi rifiuti non sono tanti. E alla scadenza del mandato di De Gennaro la Campania non può rischiare di trovarsi al punto di partenza. Per questo Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente della Camera ha presentato ieri un’interrogazione al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'interno. «Non dobbiamo ripetere gli errori del passato. Bisogna fornire al commissario De Gennaro poteri e strumenti certi - spiega Realacci - La complessità della situazione e l'esigenza di concludere al più presto l’emergenza in Campania con soluzioni stabili e definitive rende necessaria la verifica dell’adeguatezza delle misure contenute nell'ordinanza del governo sui rifiuti in Campania e gli eventuali interventi legislativi necessari».

    L’obiettivo del 35% di raccolta differenziata in quattro mesi, prosegue Realacci, «è molto importante e richiede, oltre alla responsabilizzazione delle istituzioni a tutti i livelli e dei Consorzi nazionali di riciclo, anche strumenti normativi inoppugnabili perché De Gennaro possa effettivamente mettere in atto tutte le condizioni previste». Nel testo dell’interrogazione presentata da Realacci e sottoscritta anche dal capogruppo del Pd in commissione Ambiente Raffaella Mariani, si evidenzia come uno dei principali obiettivi dell'ordinanza del governo consista nell'adottare le misure necessarie per consentire il passaggio alla gestione ordinaria, responsabilizzando fortemente gli enti locali.

    In questo contesto, l'articolo 3 dell'ordinanza prevede che i comuni campani provvedano ad elaborare un piano delle misure necessarie per la raccolta differenziata, da realizzare in tempi molto rapidi, pena la nomina - in caso di inadempimento - di un commissario.
    Realacci ritiene opportuno verificare l'efficacia che eventuali misure di commissariamento, non prodotte da un atto di normazione primaria, possano avere rispetto ai principi generali dell'ordinamento.

    Pertanto ha chiesto a Prodi e ad Amato di valutare se le disposizioni contenute nell'ordinanza possano rappresentare una base normativa sufficiente a conseguire gli obiettivi generali di superamento dell'emergenza e, in concreto, lo scopo specifico di avviare in maniera strutturale la raccolta differenziata dei rifiuti. «In caso contrario conclude il presidente della commissione Ambiente - vanno promossi in tempi rapidi interventi di natura legislativa per rafforzare i vincoli giuridici finalizzati al conseguimento degli obiettivi».  

    15/01/2008 RIFIUTI IN CAMPANIA. Scuole ancora chiuse. La crisi fra proteste e solidarietà (http://www.lanuovaecologia.it)

    Emergenza rifiuti a Napoli | Foto Ansa
    Emergenza rifiuti

    Mentre la Campania rimane un focolaio di tensioni e partono nuove navi cariche di immondizia, la crisi agita anche altre regioni. Il punto della situazione/




    SCUOLE CHIUSE E MAMME IN STRADA - A Napoli salgono a 7 mila le tonnellate di spazzatura non raccolta e la crisi si aggrava soprattutto nelle aree periferiche. La gente risponde con blocchi stradali, a Napoli come a Pozzuoli, e la protesta divampa in tutta l'area flegrea. E anche le mamme scendono in strada, nel capoluogo come in provincia, perché le scuole rimangono chiuse e assediate dai rifiuti. Nel napoletano sono infatti circa 100 mila i ragazzi che ancora non riescono a tornare in classe, tanto che si sta pensando ad un prolungamento del calendario scolastico. A Sant'Anastasia il parroco ha organizzato tre veglie di preghiera contro il flagello-rifiuti, il sindaco di Torre Annunziata lancia l'allarme su una tensione sociale ormai allo spasimo, mentre quello di San Giorgio a Cremano incassa a Roma l'assicurazione dell'intervento dei soldati. Ma in provincia di Napoli c'é anche la mosca bianca di Nola, che si presenta come un'oasi di ordine grazie anche al suo 49% di raccolta differenziata, mentre a Caserta l'emergenza rifiuti fa scendere un migliaio di studenti in piazza.

    LA DIFESA DEL SINDACO - Il sindaco di Napoli Rosa Russo Jervolino, impegnata in un consiglio comunale straordinario, non ci sta a fare da capro espiatorio e denuncia: "C'è una manovra politica che vuole colpire la classe dirigente e il presidente della Regione". E ribadisce il suo no alla discarica di Pianura, chiede di isolare i violenti ma di non usare il pugno di ferro contro chi teme per la propria salute, e spera che la città torni pulita entro la settimana. Ringrazia infine il presidente della Sardegna e polemizza con quello del Veneto Galan per i rifiuti tossici sversati a Pianura. Ma la Regione, risponde lui, non c'entra nulla con le discariche illegali in Campania.

    PROPOSTE INDECENTI - Lo Sdi di Firenze rilancia la provocazione di smaltire i rifiuti nelle fauci del Vesuvio, mentre la Confesercenti denuncia danni al turismo per 70 milioni di euro. Un pool di avvocati partenopei fa un ricorso d'urgenza per chiedere il blocco dell'eventuale riapertura della discarica di Pianura, mentre una giovane coppia napoletana con figlio in arrivo ha chiesto, riferisce un quotidiano locale del Ticino, asilo politico in Svizzera.

    REGIONI SOLIDALI - Fra le regioni che hanno scelto la solidarietà ci sono anche le Marche per 3.000 metri cubi. "Atto doveroso", dice il presidente Spacca. L'Abruzzo da ieri ha inizia a ricevere, nonostante le proteste di Forza Nuova, le 15 mila tonnellate programmate, e il presidente della Toscana Martini invita a un tavolo Governo-Regioni per ridurre del 15% la produzione dei rifiuti. Ma il presidente siciliano Cuffaro dice basta, dopo il contestato arrivo delle 1.500 tonnellate concordate, anche se lo scrittore Andrea Camilleri si compiace per la solidarietà offerta. Mentre l'Mpa (Movimento per l'autonomia) prepara un presidio a Catania contro l'eventualità di nuovi sbarchi di rifiuti.

    QUELLI DEL NO - Dal Molise il governatore Jorio ribadisce il no - pena il ritiro dell'aiuto promesso - alla discarica di Morcone nella confinante provincia di Benevento, dove migliaia di persone, anche del molisano, hanno manifestato. Un 'no' netto lo ribadisce la Regione Basilicata, mentre a Colfelice (Frosinone) sono riprese le ronde dei residenti per evitare l'arrivo dei camion. Lega e centrodestra danno intanto filo da torcere alla presidente del Piemonte Bresso, con una conferenza stampa e una manifestazione in occasione del Consiglio comunale a Torino.

    PROTESTE ANNUNCIATE - E anche il governatore lombardo Formigoni, dopo il sì molto condizionato di ieri, deve fare i conti con la disobbedienza di un sindaco leghista del varesotto, pronto a multare i camion in arrivo, e la resistenza annunciata dal Carroccio di Bergamo. Proteste infine di una ventina di aderenti a La Destra davanti al Senato, con uno striscione che invita: "Governo in discarica".

    09/01/2008 Crisi rifiuti, per Coldiretti danni agricoltura (http://www.lanuovaecologia.it)

     | Foto Raffaele Del Giudice

    Secondo l'associazione agricola le disdette negli agriturismi e nelle forniture di prodotti agroalimentari che giungono dall'Italia e dall'estero incidono fino il 30 per cento. I primati agroalimentari della regione messi a rischio dai rifiuti in strada



    Coldiretti lancia l'allarme: l'emergenza rifiuti in Campania ne sta rovinando l'immagine con danni economici incalcolabili alle imprese per l'arrivo delle disdette negli agriturismi e nelle forniture di prodotti agroalimentari che giungono dall'Italia e dall'estero e incidono fino il 30 per cento. All'allarme lanciato dall'organizzazione agricola

    La discarica di Lo Uttaro

    Lo Uttaro

    fa eco un ricercatore del Cnr sul rischio che incombe su tutta la filiera agroalimentare della regione.

    Il presidente di Coldiretti Sergio Marini ha anche annunciato che la sua organizzazione sta valutando la "possibilità di avviare una richiesta di risarcimento dei danni provocati alle imprese", Secondo Coldiretti si sta prefigurando un danno economico insostenibile alle 135mila imprese agricole della Regione con il rischio della perdita di posti di lavoro. L'organizzazione degli imprenditori agricoli ha già raccolto centomila firme di cittadini campani a favore di una petizione per l'avvio di un intervento di recupero ambientale immediato per salvare il territorio dall'inquinamento, prima che sia troppo tardi.

    È necessario - sostiene Coldiretti - rimuovere al più presto la spazzatura dalle strade delle città ma anche proteggere le campagne . «Il problema del mancato smaltimento dei rifiuti - spiega Riccardo D'Andria, ricercatore del Cnr presso l'Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo di Ercolano (Na)- può provocare conseguenze ben visibili sull'agricoltura: le piante possono infatti assorbire dal terreno e dalle acque sostanze insalubri, che di conseguenza rendono i prodotti dannosi per l'uomo».

    Il rischio maggiore, secondo D'Andria, proviene dalle acque: «se queste sono infatti contaminate, inquineranno, con un effetto boomerang, tutto ciò che è intorno. Basti pensare alla situazione del fiume Sarno. Proprio recentemente sono state effettuate delle ricerche sull'assorbimento dei metalli presenti nelle falde di questo corso d'acqua, per anni riempito di scorie, soprattutto di origini industriali». Altro punto dolente, l'inquinamento atmosferico e il gravissimo problema delle diossine.

    Una ricerca effettuata dall'Istituto per il Sistema Produzione Animale in Ambiente Mediterraneo (Ispaam) del Cnr ha infatti evidenziato come la diossina provocata dalla bruciatura dei rifiuti contamini acqua, terreno e piante, passando nel grasso degli ovini e da lì in latte e carne. Per questo, nelle zone comprese fra Napoli e Caserta, sono stati abbattuti, negli ultimi anni, numerosi capi di pecore, ovini e bufale, che non rientravano nei parametri legali di contaminazione da diossina. «È importante ricordare come la diossina sia una sostanza altamente tossica e cancerogena. Senza dubbio bruciare per le strade i rifiuti, come è avvenuto, è un comportamento decisamente pericoloso».

    I PRIMATI DELL'AGROALIMENTARE CAMPANO A RISCHIO
    135mila imprese agricole
    14 prodotti a denominazione o indicazione di origine protetta
    29 vini Docg, Doc e Igt
    329 prodotti tradizionali censiti dalla Regione
    13 città del biologico
    40 città del vino
    30 città dell'olio
    4 città del pane
    16.000 ettari superficie parchi ed aree protette
    734 agriturismi
    (fonte Coldiretti)

    CRISI RIFIUTI. La manifestazione di Legambiente

    Voler bene alla Campania | Foto Raffaele Lupoli fonte: Raffaele Lupoli
    Per la Campania della qualità


    Migliaia di persone in strada a Napoli per urlare basta all'emergenza, all'ecomafia e ai localismi esasperati. Alla testa del corteo i sindaci dei comuni ricicloni campani. Per sostenere la differenziata e la realizzazione degli impianti di riciclaggio e compostaggio

    18/01/2008 Voler bene alla Campania (http://www.verdi.it)

    La Sinistra Arcobaleno aderisce alla manifestazione promossa da Legambiente che si tiene domani a Napoli, dalle 14.30 in piazza Carità. “Aderiamo alla manifestazione perché riteniamo essenziale la mobilitazione e la partecipazione critica delle associazioni e dei cittadini per una svolta nella gestione dei rifiuti in Campania”, hanno scritto in una nota Grazia Francescato (Verdi), Valerio Calzolaio (Sd), Mirko Lombardi (Prc) e Jean Claude Saroufim (Pdci).

    “La gestione straordinaria era da tempo superata e ora ha finalmente un termine – prosegue la nota. E al di là delle responsabilità trascorse (che non dimentichiamo)", gli esponenti della Sinistra chiedono che “tutti ora si misurino su piani urgenti di corretta gestione”.

    La priorità per enti locali e cittadini “è la raccolta differenziata” aggiungono: “Separando gli imballaggi e distinguendo la frazione secca dall'umido si possono drasticamente ridurre i rifiuti da smaltire”. Nel testo si chiede anche che i rifiuti accumulati finora siano “tolti dalla strada e dalle discariche abusive, anche con l'aiuto del genio militare, per bloccare il sistema camorristico sulla movimentazione e concertare con gli enti locali soluzioni tampone”.

    La sinistra arcobaleno non ritiene utile inoltre una “disputa ideologica sui termovalorizzatori”. “Non sono la soluzione, non sono la priorità - spiegano. La loro funzione integrativa (come quella delle discariche) dipende dalle attività di differenziazione e di riduzione/riuso”.

    Intanto Legambiente per promuovere la manifestazione di domani ha ricordato come nei comuni campani che hanno attivato la raccolta differenziata, non ci sia neanche un sacco nero in mezzo alle strade. I comuni virtuosi che hanno superato il 35% di rd (con punte del 90%) sono 145 e sono destinati a crescere grazie alla diffusione della raccolta porta a porta.

    Si passa dai piccoli comuni come Athena Lucana (Sa) con il 97% di raccolta differenziata e Rofrano (Sa) con il 92% ai grandi comuni Mercato San Severino come (Sa) oltre 20 mila abitanti e 54% di raccolta differenziata o Scafati (Sa) oltre 48 mila abitanti con il 39,6%.

    "I comuni ricicloni - sottolineano il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza e il presidente di Legambiente Campania, Michele Buonomo - rappresentano l'avamposto di una Campania più moderna e più pulita: hanno imparato a trattare bene i rifiuti, creando, economia e lavoro. Bisogna estendere al territorio campano, cominciando da Napoli, l'esperienza dei comuni ricicloni, completare l'impiantistica regionale realizzando almeno 20 impianti di compostaggio e chiudere con i 14 anni di commissariamento che hanno deresponsabilizzato la politica nazionale, regionale e locale La sinistra arcobaleno aderisce alla manifestazione di Legambiente: "Raccolta differenziata prima di tutto". In regione 145 i comuni virtuosi che hanno superato il 35%. "Uscirne si può"

    http://www.verdi.it.it

    http://www.lanuovaecologia.it.it

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