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02/01/2007 Razzismo , xenofobia e Musulmani in Europa (Gabriella Mira Marq, http://www.osservatoriosullalegalita.org)

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Il 18 dicembre 2006 l'Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia ha presentato a Vienna le relazioni sulla discriminazione e l’islamofobia nell’UE, in linea con le pubblicazioni EUMC riguardanti gli Ebrei, i Rom ed altri gruppi nell’UE. La relazione "I musulmani nell’Unione europea: discriminazione e islamofobia" illustra il panorama della situazione dei mussulmani nei 25 Stati membri dell’UE e si basa sullo studio delle ricerche disponibili e l’analisi di dati statistici.

Lo studio presenta i dati disponibili sulla discriminazione cui sono soggetti i mussulmani sul mercato del lavoro, nel campo dell’istruzione e nella ricerca di un’abitazione. Nella scala dei fenomeni di islamofobia si parte dalle semplici minacce verbali per arrivare alle aggressioni ai danni di beni e persone. La relazione sottolinea che l’estensione e la natura di tali episodi in Europa restano tuttora poco documentate e riportate. Pertanto, la relazione dell’EUMC raccomanda agli Stati membri di adoperarsi per aumentare il livello di denuncia di simili incidenti come pure per attuare misure volte a contrastare con decisione discriminazione e razzismo. Discriminare qualcuno rappresenta un illecito che minaccia il senso stesso di appartenenza all’Unione europea per tutti i mussulmani.

"Questa relazione presenta i dati disponibili che mostrano il livello di discriminazione cui sono soggetti i mussulmani europei" ha annunciato Beate Winkler, direttore dell’EUMC, aggiungendo che "il documento rileva che i Musulmani europei sono vittima di discriminazione e che è necessario un impegno maggiore per garantire loro un equo trattamento e la stessa qualità di vita degli altri europei. Dalla relazione emerge con chiarezza che i mussulmani, insieme con altri gruppi di migranti e di minoranze, sottostanno di frequente a svariate forme di discriminazione che ne riducono le opportunità di impiego e ne pregiudicano il livello di istruzione. In tali circostanze può essere facile perdersi d’animo e smarrire il proprio senso di appartenenza all’UE."

La relazione illustra una serie di esempi improntati all’islamofobia, che vanno da offese verbali ad aggressioni fisiche, fino all’incendio doloso. "Simili comportamenti sono illegali. Si rende pertanto necessaria una guida politica che affronti con mano ferma il problema, garantendo parità di trattamento a tutti gli europei, a prescindere dalla loro provenienza" ha ulteriormente chiarito Beate Winkler.

Dalla relazione risulta che un solo Stato membro, ossia il Regno Unito, pubblica dati specifici riguardanti i reati di odio ai danni dei Musulmani. In proposito, Anastasia Crickley, presidente del consiglio di amministrazione dell’EUMC, ha ribadito che la carenza di dati rende difficile quantificare la natura esatta della discriminazione contro i Musulmani in Europa e precisato che "il lavoro dell’EUMC, finalizzato a sostenere i governi nel dotarsi di politiche efficaci contro la discriminazione e la xenofobia, dipende dalla conoscenza del problema da affrontare. Il fatto che molti Stati membri non siano ancora riusciti a raccogliere dati utili rivela la difficoltà di sviluppare politiche realistiche contro il razzismo."

La relazione riporta una rassegna di esempi di buone prassi, provenienti da enti di governo nazionale o locale, da ONG ed altri, riscontrati in diversi Stati membri, proponendo del pari una serie di soluzioni pratiche. Secondo l’EUMC, le sfide-chiave che dovranno essere affrontate, soprattutto a livello locale e regionale, sono quelle di migliorare il livello di istruzione, assicurare parità di trattamento sul mercato del lavoro e di accesso alle abitazioni nonché incoraggiare la partecipazione alla vita pubblica. L’EUMC fa dunque appello a tutti gli Stati membri perché siano applicate le direttive comunitarie antidiscriminazione e per garantire che gli enti per le pari opportunità istituiti in ogni Stato membro siano adeguatamente sovvenzionati.

Dal quadro d’insieme emerge una massiccia presenza di Musulmani nei settori dell’economia a bassa retribuzione, il cui livello d’istruzione si ferma, in generale, al di sotto della media e con un tasso di disoccupazione, viceversa, superiore alla media. La presenza di mussulmani aumenta in maniera esponenziale nelle aree caratterizzate da condizioni abitative misere. L’EUMC ha in corso di pubblicazione uno studio ulteriore incentrato sulla percezione sia della discriminazione che dell’islamofobia.

Si tratta di uno studio basato su colloqui approfonditi tenuti con i membri di organizzazioni mussulmane e gruppi giovanili mussulmani in dieci Stati membri dell’UE. Questi colloqui rappresentano un’istantanea delle opinioni, delle sensazioni, dei timori, delle frustrazioni come pure delle speranze che pesano sul futuro di molti mussulmani nell’Unione europea. “L’integrazione è un processo bilaterale. Molti mussulmani europei riconoscono che, da parte loro, sarebbe necessario un maggiore coinvolgimento nella società in senso lato. Nel contempo, i leader politici europei dovrebbero impegnarsi per stimolare in modo sostanziale il dialogo interculturale, per affrontare con più determinazione tanto il razzismo, quanto la discriminazione e l’emarginazione” ha infine dichiarato Beate Winkler, concludendo che “discriminazione e razzismo sono degli illeciti. La sfida principale consiste nel rafforzare la coesione all’interno delle società europee, rispettando la diversità, riconoscendo i diritti fondamentali e le pari opportunità di tutti noi.”

L’Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e di xenofobia (EUMC) è stato istituito con regolamento n. 1035/97 (CE) del Consiglio nel 1997 ed ha sede a Vienna. L’Osservatorio è un’agenzia dell’Unione europea. Obiettivo primario dell’EUMC è quello di raccogliere e analizzare dati obiettivi, affidabili e comparabili nonché formulare pareri e conclusioni allo scopo precipuo di sostenere l’Unione europea ed i suoi Stati membri nel mettere in atto misure o stabilire indirizzi idonei ad affrontare il razzismo, la xenofobia e l’antisemitismo. Nel dicembre 2006, il Consiglio “Giustizia e affari interni” dell’Unione europea ha esteso il mandato dell’EUMC che, a partire dall’inizio del 2007, diventerà l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali.

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