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  • 07/02/2008 Il Sistema Raccolta Differenziata (http://www.legambiente.campania.it)

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    Per far fronte alla problematica dei due flussi di trattamento dei rifiuti, il Governo nomina un Sub Commissario per la Raccolta Differenziata il quale appronta un Piano che può cosí sintetizzarsi:
    - Gare per l’acquisto di attrezzature;
    - Gare per l’impiantistica di trattamento e recupero della frazione umida (impianti di compostaggio);
    - Assunzione di oltre 2000 lavoratori da impegnare nella raccolta differenziata.

    Il costo di questa operazione è quantificabile in oltre 132 miliardi per l’acquisto di attrezzature (automezzi, cassonetti, bidoni ecc), a cui si aggiungono oltre 18 miliardi per la realizzazione di 18 impianti di compostaggio, di 12 miliardi per la realizzazione del compostaggio domestico, di 12 miliardi per l’acquisto di 5 impianti mobili per il trattamento e il recupero degli inerti.
    Tutto questo fiume di denaro avrebbe dovuto avviare un sistema articolato di organizzazione della raccolta differenziata che vedeva i Consorzi di Bacino (istituiti con Legge Regionale n. 10/93) artefici della gestione prevedendo tra l’altro anche l’assunzione a carico di questi di oltre 2000 lavoratori per la raccolta differenziata.

    Del sistema raccolta differenziata risultano fino ad oggi attivati:
    - oltre 100 “Isole Ecologiche”;
    - n. 2 Impianti di Selezione;
    - n. 2 Impianti di compostaggio (Polla e Teora in corso di collaudo) oltre all’impianto in ristrutturazione di Pomigliano d’Arco;
    - n. 2 Impianti di trasferenza.

    Il dato certo è che in Campania attualmente la Raccolta Differenziata si attesta sul percentuali molto basse (Rapporto Osservatorio Nazionale dei rifiuti 2001 intorno al 2%) con una situazione molto frammentata in ogni provincia, con punte di eccellenza in alcune zone nel Salernitano (prevalentemente nei comuni ricadenti nei Consorzi Sa 2 e Sa1) nel nolano (prevalentemente nei comuni ricadenti nel Consorzio Na3) nell’avellinese (nei comuni ricadenti del consorzio Av 1 e Av 2, dove si sono avviate sperimentazioni per il compostaggio domestico, per altro mai seriamente decollate) e in alcuni comuni del casertano.

    Attualmente si può sostenere, senza ombra di dubbio, che le aspettative dei risultati del sistema Raccolta Differenziata sono molto al di sotto delle previsioni fatte e comunque fortemente in ritardo rispetto alle azioni e ai soldi investiti per l’avvio di un sistema integrato di gestione dei rifiuti.

    Ancora oggi dobbiamo registrare a tal proposito:
    Faragginosa gestione del sistema Raccolta Differenziata dovuta ad una vasta frammentazione degli investimenti, calata a pioggia su molti comuni che si sono visti improvvisamente dotati di attrezzature ma impreparati e spesso scarsamente sensibili all’avvio di un corretto ed articolato sistema di raccolta differenziata;
    Impossibilità di allocare impiantistica di supporto (a cominciare ad esempio sulla localizzazione degli impianti di compostaggio) fortemente ostacolata dalle amministrazioni locali.
    Ritardo nella realizzazione del sistema impiantistico a valle del sistema di raccolta differenziata, che attualmente va a carico del settore privato, creando un sostanziale stallo del sistema che ne rallenta la crescita.

    http://www.legambiente.campania.it

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