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  • 07/02/2008 Il compostaggio (http://www.legambiente.campania.it)

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    Il Decreto Legislativo 22/97 sta determinando una forte spinta all’innovazione dei sistemi di gestione dei rifiuti urbani al fine di raggiungere l’obiettivo minimo del 35% di raccolta differenziata delle frazioni riciclabili entro il 2003. Le esperienze condotte sul territorio hanno evidenziato che per raggiungere tale obiettivo di qualità ambientale nel medio termine è necessario, in particolare, attivare in forma estesa le raccolte differenziate delle frazioni compostabili.
    Le strategie delineate dal D.lgs. 22/97, ed in specifico la definizione di obiettivi di medio-lungo termine fortemente dipendenti dall’attivazione di raccolte differenziate secco-umido, hanno quindi fatto sí che anche in Italia siano stati introdotti i criteri operativi da tempo sviluppati in diversi Paesi europei. E’ crescente il numero di Regioni e Province che inseriscono la strategia della differenziazione secco/umido nei Piani locali di settore, come sempre piú numerosi sono Comuni e Consorzi che attivano tali raccolte, anche in anticipo sulle previsioni dei Piani Regionali e Provinciali.
    In questo contesto il compostaggio si sta confermando come elemento centrale dei sistemi di raccolta differenziata avanzata; già a fine 1998 si erano censiti 576 Comuni attivi nella raccolta secco-umido ad oggi sono già circa 1500 i Comuni che separano lo scarto di cucina, mentre la raccolta differenziata dello scarto verde è obbligatoria in Lombardia, Veneto, Piemonte ed è prevista anche dal Piano per la Gestione dell’Emergenza della Regione Sicilia.


    Raccolta differenziata della frazione organica dei rifiuti del 1999 e del 2001

     


    Nel 2001 la raccolta differenziata nel centro-sud si è avvicinata al 20% grazie in particolare allo sviluppo registratosi in Campania.
    Rispetto alle modalità di raccolta, va rilevato che in Italia si sono sviluppati modelli di raccolta ottimizzati che consentono una ottima intercettazione (in termini quantitativi), una elevata qualità e tendono a favorire il contenimento dei costi. Questo fatto ha destato interesse a livello internazionale. Il “modello italiano” è già stato esportato con successo in Catalogna (la situazione leader in Spagna), Francia (con sporadiche applicazioni ed un forte interesse da parte delle Strutture Tecniche nazionali preposte, come l’Agenzia per l’Ambiente ADEME) e piú di recente si sono avviati studi-pilota per la sua applicazione in Inghilterra (es. Manchester). Questi modelli hanno iniziato a diffondersi anche in Italia Meridionale, ed in particolare si registrano importanti sviluppi dei circuiti promossi dalla struttura commissariale campana, con diverse decine di Comuni che attestano risultati analoghi alle esperienze da tempo sviluppate al Nord (e per certi versi superiori, come nel caso delle intercettazioni mediamente piú elevate di scarti di cucina).



    Risultati conseguiti dai Comuni attivi in Campania sulle raccolte secco-umido (gennaio-giugno 2001)



    http://www.legambiente.campania.it

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