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08/08/2006 Divieti Inderogabili. Niente più Caccia in Deroga (www.verdi.it)

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Niente più caccia in deroga. Ok dal governo al decreto legge che ci rimette in linea con la Ue. Intanto Pecoraro Scanio si appella al Piemonte: "Non abbatta i caprioli, li accoglieremo nei parchi"

 

Il governo dice stop alla caccia in deroga alle normative comunitarie per quel che riguarda periodi di apertura e specie protette cacciabili, e chiede a Regione Piemonte, attraverso il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, di sospendere l’abbattimento di 600 caprioli autorizzato nell’Alessandrino.

 

La notizia migliore è la prima. Il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato nella seduta di venerdì 4 agosto, un decreto legge  che vieterà alle Regioni, dopo parecchi anni di deregulation in materia, di concedere deroghe sulla data di apertura ufficiale della stagione della caccia in violazione alle attuali norme europee e sulle specie cacciabili.

 

“Il decreto è un atto che segna una svolta rispetto all’estremismo venatorio degli anni scorsi”, ha spiegato Pecoraro Scanio. “E’ evidente che con questo decreto non si potranno più violare le direttive europee e la legge nazionale sulla caccia. Grazie ad una corretta applicazione della legge 157, infatti, verrà meglio tutelata la fauna selvatica. L’applicazione della legge nazionale eviterà, inoltre, ulteriori  infrazioni comunitarie che potrebbero bloccare la concessione alle Regioni, da parte della Ue, dei fondi destinati all’agricoltura per lo Sviluppo Rurale”.

 

Il decreto legge stabilisce anche che nelle zone classificate come ZPS (Zone protezione speciale) sarà permessa la caccia ma senza alcuna deroga possibile in termini di calendario o specie cacciabili. Inoltre, in queste particolari aree, sarà vietata qualsiasi attività antropica di impatto ambientale come  l’istituzione di discariche, le manifestazioni motoristiche, la posa di elettrodotti e altro.

 

“Dopo anni ed anni di deroghe a tutto spiano finalmente l’Italia non violerà più le direttive comunitarie in materia di caccia. Si tratta ora di controllare con grande rigore che le regioni sino a ieri abituate ad uno stile venatorio selvaggio si adeguino a questo provvidenziale decreto”, è stato il commento di Grazia Francescato, deputata dei Verdi.

 

“Grazie al decreto - prosegue Francescato - ci rimettiamo in linea con le normative europee. Le componenti più sensibili del mondo venatorio sollecitavano da tempo l’osservanza più attenta della disciplina comunitaria e della legge 157 perché l’estensione dei periodi di caccia e l’ampliamento delle specie cacciabili mette a serio rischio la consistenza della nostra fauna selvatica”.   

 

Gioiscono anche i Verdi lombardi, che con il loro ostruzionismo in Consiglio regionale erano comunque riusciti a rinviare a settembre la legge, voluta dalla maggioranza di centrodestra, che avrebbe permesso l’abbattimento di milioni di passeri, peppole, fringuelli e storni, protetti invece dalle normative comunitarie.

 

“Siamo più che soddisfatti – hanno detto i consiglieri Carlo Monguzzi e Marcello Saponaro - perché oltre ad aver evitato la strage di milioni di volatili, l’Italia, e quindi la Lombardia, tornano ad operare in una situazione di legalità, in armonia con le norme europee. Formigoni ci ringrazi per avergli evitato una figuraccia”.

 

Sempre in tema di caccia, il ministro cerca di correre ai ripari di fronte al via libera da parte di Regione Piemonte all’abbattimento di 600 caprioli. “Ho chiesto alla Regione Piemonte di sospendere l’abbattimento previsto nell’Alessandrino. Abbiamo offerto la nostra disponibilità ad ospitare gli animali in alcuni parchi nazionali”.

 

Pecoraro Scanio ha anche detto che le risorse non sono un problema: “Ho già individuato le risorse necessarie per realizzare nei prossimi mesi un Piano di trasferimento dei caprioli nei parchi nazionali. C’è poi un problema più generale di gestione di alcune specie in soprannumero”, precisa il ministro: “Sono scomparsi i predatori naturali che garantiscono l’equilibrio delle specie, quindi va avviato un piano nazionale per affrontare questo problema con interventi che aiutino a mantenere gli equilibri senza ricorrere ad abbattimenti cruenti”.

 

 
Redazione
6 agosto 2006

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