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15/12/2005 Allevamenti: Polli Giganti in Fuga a Cesena (www.infolav.org)

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Due polli giganti in fuga da un allevamento intensivo italiano, sono arrivati oggi a Cesena per raccontare ai cittadini le innaturali condizioni di allevamento di 430 milioni di polli nazionali destinati al consumo delle loro carni: ammassati a migliaia nei capannoni, senza spazio né possibilità di movimento, selezionati geneticamente per crescere più velocemente, esposti forzatamente alla luce artificiale, soffrono di numerose patologie (cardiache, respiratorie, infezioni) curate con farmaci antibiotici. E se il virus H5N1 da mesi terrorizza tutto il mondo, la realtà è che ceppi dell’influenza aviaria, sia pure meno pericolosi dell’H5N1, in Italia hanno già fatto strage di milioni di volatili: in pochi mesi tra il 1999 e il 2000 sono stati abbattuti 16 milioni tra polli e tacchini; nel 2005 13 focolai sono stati individuati in provincia di Brescia e Mantova, e hanno colpito più di 300.000 volatili.

“Conosci i tuoi polli?” è la campagna di sensibilizzazione organizzata dalla LAV per far conoscere la drammatica realtà dei polli allevati in Italia in modo intensivo con una percentuale di oltre il 90%, e affinché in Europa e in Italia l’allevamento dei polli sia finalmente regolato da una legislazione attenta al benessere di questi volatili. In pochi giorni la LAV ha già raccolto 30.000 firme a sostegno di una petizione, che proseguirà fino al 31 marzo, con la quale si chiede al Governo italiano di sostenere alcune integrazioni alla Proposta di Direttiva UE sul tema, tra le quali:

- divieto di selezioni genetiche dei polli;
- riduzione dell’eccessiva densità di allevamento dei polli;
- divieto di esposizione forzata alla luce artificiale;
- etichetta obbligatoria che indichi il sistema di produzione adottato.

Per raccogliere adesioni alla petizione, già firmata da oltre 30.000 cittadini, dall’11 novembre al 15 dicembre i due polli giganti in fuga dall’allevamento intensivo, si sono fermati con la LAV in diverse città: Bologna, Genova, Torino, Mantova, Milano, Padova, Verona, Napoli, Bari, Reggio Calabria, per poi giungere a Cesena.

“L’assenza di una normativa specifica che regoli questo settore ha favorito, negli ultimi decenni, un’attività sempre più attenta a massimizzare la produzione e incentivare i consumi con prodotti elaborati e di veloce cottura, sacrificando il benessere degli animali non senza rischi sotto il profilo della sicurezza sanitaria e dei consumatori – dichiara Roberto Bennati, responsabile LAV campagne europee – E così attraverso la selezione genetica il naturale accrescimento dei polli è stato stravolto, riducendo ogni anno di un giorno il tempo di allevamento: nel 2007 alcuni polli potranno essere allevati in appena 33 giorni. Un sistema di allevamento così intensivo sottopone i polli a stress e malattie che richiedono l’uso di farmaci antibiotici di cui possono rimanere tracce nelle carni. Recenti indagini di laboratorio eseguite su 10 campioni di carne di pollo italiano in vendita presso grandi catene di supermercati, hanno rivelato che 4 campioni su 10 contenevano tracce di un antibiotico sconsigliato alle donne in gravidanza e ai bambini sotto i 9 anni, di cui tre entro i limiti di legge consentiti, ma uno oltre i limiti legali”.

“L’attuale crisi dei consumi di carne di pollo, conseguente all’emergenza internazionale dell’influenza aviaria, non è frutto della disinformazione o di eccessivi timori, come alcuni tentano di sostenere, ma è la cartina di tornasole di un sistema produttivo spinto all’eccesso, che considera gli animali delle macchine senza rispettarne le esigenze e che vorrebbe poter avere il totale controllo della domanda di carni, mentre i consumatori chiedono sicurezza e certezze - conclude Roberto Bennati – Eppure la crisi sanitaria della “mucca pazza”, scatenata dalla somministrazione di farine animali ad erbivori, ha mostrato con chiarezza i gravi rischi di un sistema produttivo che non rispetta la natura degli animali”.


Per maggiori informazioni sulla campagna LAV "Conosci i tuoi polli?" e per firmare la petizione della LAV: Iniziative in corso

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