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30/01/2007 Unicef, le emergenze dimenticate. E servono 635 milioni di dollari (Daniele Lorenzi, http://www.korazym.org)

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Presentato il Rapporto sugli interventi umanitari attuati dall’agenzia delle Nazioni Unite: individuate trentatre aree a rischio dimenticate dai mezzi di comunicazione. Coinvolti bambini poveri, sfruttati, venduti e violati.

Milioni di minori che vivono in estrema povertà, sfruttati o venduti, reclutati o violati: una emergenza sociale e umanitaria diventata routine, per lo più ignorata dai mezzi di comunicazione e che l’Unicef prova a riportare a galla con un appello lanciato ieri in occasione della presentazione del Rapporto annuale.

Trentatre emergenze umanitarie oggi presenti nel mondo, dai disastri naturali e dalle violenze di Haiti (dove si è toccato il più alto tasso di mortalità infantile di tutte le Americhe) ai conflitti africani, quello nel Sudan – dove sono a rischio 4 milioni di persone, quasi la metà bambini – o quelli di Ciad e Zambia, dove la piaga Aids si estende a ritmi elevati: condizioni che rendono necessaria la raccolta di 635 milioni di dollari per poter intervenire a favore dei bambini: fondi che però non bastano: le emergenze segnalate nel Rapporto Unicef di dodici mesi fa sono state finanziate solo per il 37%, e quelle di quest’anno lo sono per meno della metà del necessario (49%).”. “Molte crisi - spiega il direttore generale dell’Unicef, Ann. M. Veneman – rimangono fortemente sotto-finanziate. Senza fondi adeguati, le attività salvavita per milioni di bambini non possono essere portate avanti e la vita di quei bambini continuerà ad essere a rischio”.

Sono sei le aeree che vengono segnalate dal rapporto annuale dell’Unicef come quelle che hanno più bisogno immediato di intervento. Due zone sono in Africa (si tratta del Sudan, e in particolare del Darfur, e del Corno d’Africa tormentato dalle siccità, dalle alluvioni e infine dalla guerra innescatasi nuovamente alcune settimane fa; altre due zone di grande emergenza sono in Asia (la zona colpita dallo tsunami, dove si sono moltiplicate le emergenze naturali, dai terremoti alle eruzioni vulcaniche, passando per cicloni e tifoni) e ancora in Medioriente e in Europa centro-orientale e meridionale (territori a rischio per le gravi condizioni economiche e politiche).

La sintesi del Rapporto Unicef (disponibile qui in formato .pdf) rileva la singolarità delle trentatre emergenze segnalate: la situazione in Europa centrale e orientale (aree di crisi in Georgia, Abkhazia e Ossezia meridionale), quelle asiatiche (Caucaso settentrionale,  Repubblica Popolare Democratica di Corea, Timor); quelle sudafricane (Burundi, Eritrea, Etiopia, Kenya, Lesotho, Malawi, Mozambico, Somalia, Swaziland, Uganda, Zambia e Zimbabwe), quelle del Medio Oriente e Nord Africa, con Libano, Territori palestinesi, Sudan, Siria, Afghanistan fino al Nepal e Sri Lanka, in Asia. Ancora, in America Latina la situazione di  Colombia e Haiti, e in Africa occidentale e centrale quelle della Repubblica Centrafricana e di Ciad, Congo, Repubblica Democratica Del Congo, Costa D’avorio, Guinea, Liberia e Niger.

Particolarmente devastante la situazione in Sudan, dove nonostante l'accordo di pace del 2005 la tensione non accenna a placarsi. Nel Darfur – si legge - la condizione di donne, bambini e sfollati continua ad essere molto precaria nonostante la mobilitazione a livello internazionale: dei 4 milioni di persone che subiscono direttamente gli effetti del conflitto, 1,8 milioni sono bambini. Ma non è solo questa regione a preoccupare: l’emergenza è segnalata anche per i bambini dello Stato del Nilo Blu, del Kordofan meridionale e del’Abyei, mentre anche nel Sudan meridionale gli effetti di lungo periodo del conflitto continuano ad avere effetti nefasti, e il ritorno a casa di 240 mila sfollati ha ulteriormente aggravato la situazione, con malattie tropicali e malaria endemica. L’Unicef prevede quest’anno, in questo contesto, tre tipi di interventi: sulla sanità e la nutrizione, sull’acqua e gli impianti igienici e sull’istruzione. Per quanto riguarda la sanità, l’Unicef provvederà prima di tutto alla vaccinazione di almeno 3,2 milioni di bambini contro il morbillo e di 2 milioni di persone contro la meningite; verrà inoltre fornito supporto nutrizionale a 300 mila bambini e a 25 mila donne incinte o madri in allattamento. Inoltre è prevista la predisposizione di un sistema di assistenza per la distribuzione dell’acqua e dell’insegnamento scolastico.

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