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22/03/2007 Sircana: Difendo la libertà di stampa (http://www.canisciolti.info)

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Le foto che ritraggono il portavoce del governo Silvio Sircana sulla sua auto accanto ad un presunto transessuale -- oggetto di alcune intercettazioni telefoniche nell'inchiesta su un presunto giro di ricatti a vip -- sono state pubblicate oggi da diversi quotidiani, dopo che il Garante della privacy nei giorni scorsi ha bloccato la pubblicazione di foto di natura sessuale.

Lo stesso portavoce del governo -- che aveva esortato nei giorni scorsi alla pubblicazione delle immagini -- ha precisato oggi sui giornali di non sentirsi una vittima dei fotografi, esprimendosi poi contro la decisione del Garante e difendendo la libertà di stampa. "Esistono a quanto pare alcune foto che ritraggono una macchina (la mia macchina) che accosta lungo un viale vicino ad un presunto transessuale e riparte subito dopo con un unico passeggero . Io", scrive oggi a "La Stampa", che accanto alla sua lettera pubblica una delle immagini su cui è nato il cosiddetto "caso Sircana".

"Non mi sento minimamente vittima di un fotografo che, indipendentemente dal fatto che piaccia o meno, faceva semplicemente il suo mestiere. Né sono stato vittima o oggetto di ricatti, di avvisaglie o minacce di ricatto", ha spiegato ancora, smentendo poi le voci che sono circolate in questi giorni di sue dimissioni. "Se di qualcuno sono stato vittima, sono stato vittima esclusivamente di me stesso". La settimana scorsa, "Il Giornale" diretto da Maurizio Belpietro è stato l'unico a pubblicare il nome di Sircana, presente in alcune intercettazioni telefoniche che descrivevano l'esistenza di scatti fotografici in cui era ritratto in auto accanto ad un transessuale.

La pubblicazione ha dato il via ad un dibattito politico sui limiti alla libertà di stampa. In molti hanno scritto che le foto non esistevano, fino a quando il direttore del settimanale "Oggi" ha ammesso di averle acquistate, per decidere poi di non pubblicarle. Nei giorni scorsi, il garante della privacy ha proibito la pubblicazione delle foto di natura sessuale di personaggi pubblici. Sircana nella lettera si è detto turbato dall'avere scoperto a posteriori dell'esistenza di queste immagini e della circolazione sulla stampa di intercettazioni telefoniche in cui compariva il suo nome.

Il portavoce del governo però si dice un "convinto e fermo assertore, ma soprattutto difensore, della libertà di informazione, uno dei pilastri sacri della democrazia", spiegando così di aver "vissuto con fastidio il fatto che decisioni prese sull'argomento dalle autorità competenti siano state messe in relazione con la vicenda che mi ha riguardato".

Secondo Sircana, "non si può impedire alla stampa di fare inchieste, di raccogliere informazioni, di pubblicare fotografie". "Sta agli operatori del settore decidere, secondo la loro coscienza, quali siano i limiti da non superare", ha sottolineato. "Comunque, questo è certo, finire in vicende come questa fa male, molto male. E so di non essere il solo ad aver sperimentato un simile trattamento, definito efficacemente dal Presidente Berlusconi come una 'gogna mediatica'", aggiunge nella lettera Sircana.

In una intervista a Rebubblica spiega poi che "non si può crocifiggere una persona per una sciocchezza del genere. Non si espone alla gogna mediatica un uomo per una piccola e stupida deviazione di percorso".

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