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  • 26/10/2006 Intercettazioni Fiscali su Prodi (www.canisciolti.org)

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    26/10/2006 Berlusconi: Parlano di complotto per alzare un polverone e coprire le nuove tasse

    "Sicuramente c'è il tentativo di qualcuno di alzare un polverone per coprire le nuove tasse e la legge finanziaria ma contro il presidente del Consiglio non c'è nessun complotto". Con queste parole il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, si sarebbe riferito allo spionaggio telematico di cui è stato vittima Romano Prodi e sua moglie.

    Parlando ai coordinatori regionali di Forza Italia, Berlusconi avrebbe anche messo in risalto come "Prodi è vittima del grande fratello che stanno creando". Berlusconi, raccontano alcuni partecipanti, avrebbe in particolare messo in luce che la mancanza di un complotto è data dal fatto che gli accessi sono particolarmente numerosi (128, ndr) e nelle capacità di singoli funzionari.

    "Non c'è nessun complotto - avrebbe concluso - anzi chissà quante volte sono stato spiato io". Di diverso tenore il commento del leader di An Gianfranco Fini: "Considero la vicenda analoga ad altre. C'è il dovere per le Istituzioni di garantire che sia fatta luce piena su avvenimenti che se veri sono inquietanti e non fanno onore all'Italia, perché il confine tra uno Stato democratico ed uno Stato che non lo e' è molto netto e non può essere superato".

    26/10/2006 Fassino attacca Berlusconi: Risponda sui controlli fiscali illegali a Prodi

    La notizia di una nuova inchiesta per i controlli fiscali illegali sul conto del presidente del Consiglio Romano Prodi e della moglie Flavia e di altre personalità pubbliche è arrivata nella tarda mattinata di oggi ed ha subito arroventato la polemica politica, nel giorno della fiducia sul decreto fiscale. Dal centrosinistra si punta il dito su Berlusconi e Tremonti, al governo all'epoca dei fatti, la Cdl replica parlando di "polverone". E il presidente della Camera Fausto Bertinotti parla di "bonifica" degli apparati dello Stato.

    Con il passare delle ore l'attacco del centrosinistra si fa sempre più duro. Per Anna Finocchiaro, presidente dei senatori dell'Ulivo, "azioni di questo tipo hanno solo meschini e inaccettabili fini politici", ma è il segretario dei Ds Piero Fassino a prendere di mira direttamente il leader della Cdl: "Credo che il presidente del Consiglio di quell'epoca, Silvio Berlusconi, insieme al ministro dell'Economia dal quale dipendevano direttamente i funzionari dell'Agenzia delle entrate o di altri organismi al centro della vicenda, debbano rendere conto al Parlamento e al Paese di quello che è successo".

    Ad esprimere i sentimenti del premier è il suo portavoce Silvio Sircana: "Siamo sconcertati e profondamente turbati", dice, non trascurando di far notare come "per quanto riguarda il Presidente Prodi e sua moglie" gli accertamenti illegali "si sono rivelati lavoro inutile e, come emerge oggi, controproducente". Sircana in realtà parla di "mele marce" da scovare ed eliminare e di "un sistema complessivo intossicato". Dal centrosinistra si contano a decine le manifestazioni di solidarietà con il premier, tutti sottolineano la gravità dell'accaduto.

    Per Clemente Mastella è una "pagina oscura della nostra democrazia", Walter Veltroni parla di "ferita grave", Franco Giordano chiede di "intervenire con determinazione sui colpevoli". Dal centrodestra Gianfranco Fini parla di "avvenimenti che se veri sono inquietanti e non fanno onore all'Italia, perché il confine tra uno Stato democratico ed uno Stato che non lo e' è molto netto e non può essere superato". Ma poi filtra la ricostruzione di un discorso di Silvio Berlusconi in una riunione di Forza Italia: "Sicuramente - avrebbe detto - c'è il tentativo di alzare un polverone per coprire le nuove tasse e la legge finanziaria ma contro il presidente del Consiglio non c'è nessun complotto".

    Reazione di Prodi di fronte ai cronisti che gli chiedono un'opinione sulle parole del leader dell'opposizione: "Non commento". Più tardi arriva una generica smentita del portavoce di Berlusconi Paolo Bonaiuti, ma non è chiaro se si riferisca alle parole sullo spionaggio a Prodi o ad un'altra vicenda che riguarda dossier dei servizi segreti su oppositori del governo Berlusconi. Il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa esprime al premier "piena e convinta solidarietà per l'inqualificabile episodio di cui è rimasto vittima assieme a sua moglie". Ma nel centrodestra prevalgono i toni scettici e il coordinatore leghista Roberto Calderoli dice: ""Ben gli sta. Adesso - afferma il leghista - Prodi deve pagare la pena del contrappasso, quello che lui ha subito, e per cui si sta facendo tanta caciara, non è altro che quello che è stato previsto da lui e dal viceministro Visco, e quindi dal Governo, per legge, attraverso cui la quale autorizzati ad andare a spiare nella vita privata di tutti i cittadini e delle loro famiglie".

    Il leader della Margherita Francesco Rutelli preferisce non puntare il dito sul capo dell'opposizione, ma la notizia dei controlli sul premier è a suo giudizio "un evento devastante per la democrazia". Un nervoso Tremonti, in un primo momento non risponde alle domande dei giornalisti, poi, ribadendo la tesi del "polverone", dà la sua interpretazione dei fatti: "Non pare si tratti di un caso di spionaggio ma di mala amminstrazione: sono guardoni fiscali".

    E Fini si assume il compito di difendere gli alleati: "Berlusconi e Tremonti? Loro che c'entrano?", chiede. In serata, arriva anche il commento di Fausto Bertinotti, che mette in evidenza il problema istituzionale posto dal nuovo caso di spionaggio: "E' evidente - dice - che c'è un problema di bonifica perché stiamo parlando non di semplici cittadini ma si tratta di capire quanto gli apparati dello stato possano essere coinvolti in pratiche indifendibili e anzi preoccupanti".

    26/10/2006 Guardia di Finanza conferma le indagini sugli "spioni" di Prodi

    In merito alla vicenda dello spionaggio fiscale su Prodi e la moglie, lo Scico, Servizio centrale investigazione criminalità organizzata della Guardia di Finanza,ha confermato di aver perquisito, su ordine del pm di Milano Francesco Prete, "uffici e abitazioni di 127 soggetti".

    In particolare, 117 dipendenti civili delle agenzie fiscali e 10 militari della Guardia di Finanza. L'iniziativa - si riferisce - è diretta ad "accertare abusive interrogazioni al sistema centrale dell'Anagrafe tributaria" sul premier Prodi e sulla moglie.

    26/10/2006 Berlusconi: Parlano di complotto per alzare un polverone e coprire le nuove tasse

    "Sicuramente c'è il tentativo di qualcuno di alzare un polverone per coprire le nuove tasse e la legge finanziaria ma contro il presidente del Consiglio non c'è nessun complotto". Con queste parole il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, si sarebbe riferito allo spionaggio telematico di cui è stato vittima Romano Prodi e sua moglie.

    Parlando ai coordinatori regionali di Forza Italia, Berlusconi avrebbe anche messo in risalto come "Prodi è vittima del grande fratello che stanno creando". Berlusconi, raccontano alcuni partecipanti, avrebbe in particolare messo in luce che la mancanza di un complotto è data dal fatto che gli accessi sono particolarmente numerosi (128, ndr) e nelle capacità di singoli funzionari.

    "Non c'è nessun complotto - avrebbe concluso - anzi chissà quante volte sono stato spiato io". Di diverso tenore il commento del leader di An Gianfranco Fini: "Considero la vicenda analoga ad altre. C'è il dovere per le Istituzioni di garantire che sia fatta luce piena su avvenimenti che se veri sono inquietanti e non fanno onore all'Italia, perché il confine tra uno Stato democratico ed uno Stato che non lo e' è molto netto e non può essere superato".

    26/10/2006 Prodi e la moglie per 128 volte negli orecchi degli spioni "fiscali"

    Il presidente del Consiglio Romano Prodi e sua moglie Flavia sono stati spiati per 128 volte in relazione alla loro posizione tributaria. E' questo il centro di una nuova inchiesta della Procura della Repubblica di Milano secondo cui ci sono anche altre personalità della politica e dell'economia spiate. Stando a quanto si apprende la denuncia del ministero dell'Economia era stata presentata circa tre settimane fa e ha portato oggi a 128 perquisizioni a carico di impiegati dell'Agenzia delle entrate delle dogane di appartenenti alla Guardia di finanza ognuno dei quali avrebbe agito per proprio conto.

    Le spiate ai danni di altre personalità sarebbero emerse facendo accertamenti in merito agli accessi relativi a Prodi. Fino a questo momento insomma non emergerebbe la figura di un organizzatore, di un regista, e quindi si ignorano le finalità per le quali avrebbero agito i responsabili delle spiate. Secondo un'ipotesi tutta da verificare, qualcuno potrebbe aver agito dopo aver letto gli articoli di stampa che nei mesi scorsi durante la campagna elettorale avevano parlato delle donazioni di Romano Prodi ai figli.

    "Siamo sconcertati e profondamente turbati per la notizia di controlli abusivi e 'mirati' nei confronti del presidente del Consiglio e della sua famiglia, vicenda che coinvolge aletri personaggi istituzionali e cittadini la cui vita personale sarebbe stata indecentemente setacciata negli utlimi due anni al fine di rilevare irregolarità che, per quanto riguarda il Presidente Prodi e sua moglie, si sono rivelati lavoro inutile e, come emerge oggi, controproducente", ha commentato il portavoce del premier, Silvio Sircana.

    "Tutta questa vicenda è una pagina oscura della nostra democrazia; mi pare abbastanza evidente", ha commentato il ministro della Giustizia Clemente Mastella. "Prima si fa chiarezza e meglio è - hadetto ancora - e credo che sia il decreto legge che il ddl (sulle intercettazioni, ndr) siano fatti per evitare che ci siano altre pagine o momenti oscuri". "Siamo tutti sotto controllo, non serve fare piagnistei. Se ci sono colpevoli dovranno pagare ma sinceramente Prodi non mi fa tanta pena", ha commentato il presidente dei deputati di An, Ignazio La Russa. "Ci sono diversi documenti, per la verità, vanno contestuazlizzati per capire se sono semplici appunti di qualcuno o se sono qualcosa di più", ha detto il presidente del Comitato parlamentare di controllo sui servizi di informazione e sicurezza, Claudio Scajola.

    26/10/2006 Rutelli: Prodi spiato è un evento devastante per una democrazia parlamentare

    "Un evento devastante per una democrazia parlamentare e per un Paese civile". Cosi' il vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli, commenta lo spionaggio fiscale ai danni del premier Prodi e della moglie. "E' un bel Paese questo... - ha detto Rutelli conversando con i giornalisti a Montecitorio - Che Paese e' questo in cui le garanzie fondamentali possono essere calpestate in questo modo?. Bisognera' accertare con estremo rigore e con estrema severita' chi porta la responsabilita' di questi fatti".

    Anche responsabilita' politiche? "Vedremo - risponde Rutelli - nessuno puo' fare il giudice prima che i fatti siano accertati". Berlusconi parla di un polverone? "Vedremo - ripete il vicepremier - i giudizi si daranno quando saranno completate le indagini e quando avremo un quadro completo" della vicenda.


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