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  • 10/10/2006 Una Politica Stupefacente. E il Garante della Privacy blocca le ''Iene'' (Daniele Lorenzi, http://www.korazym.org)

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    Polemiche sulla trovata a tradimento delle ''Iene'': il programma di Italia1 con uno stratagemma analizza 50 parlamentari e scopre che uno su tre fa uso di droga. Numeri da verificare, ma intanto se ne parla. E il Garante blocca la messa in onda.

    Non è proprio quella che si direbbe una inchiesta scientifica. Ma fa ugualmente parlare di sé, perché accosta cannabis e cocaina a deputati e senatori, concludendo che uno su tre fa uso di droga. E’ uno scoop delle Iene, il programma in onda questa sera su Italia1: uno scoop o una trovata pubblicitaria (forse entrambe le cose) che tuttavia, non si vedrà perché il garante per la Privacy ha deciso di bloccare la messa in onda del servizio. 

    Ecco i fatti. Cinquanta onorevoli sono stati avvicinati da una troupe la settimana scorsa, con la scusa della finanziaria appena presentata: due persone, un giornalista e una truccatrice, la quale a metà dell'intervista, giudicando la fronte del politico “troppo lucida”, la asciugava con un tampone. Un piccolo colpo e il gioco era fatto: il materiale per il test era pronto.

    Si chiama “drug wipe”, ed è un tampone frontale che secondo Davide Parenti, capo autore delle Iene, “ha una percentuale di infallibilità del 100%”. Ebbene, di questi cinquanta onorevoli dodici sono risultati positivi alla cannabis e quattro alla cocaina. Non sappiamo chi sono, sappiamo però che nei tre giorni precedenti il tampone hanno fatto uso di stupefacenti.

    Forse. Perché il tossicologo Piergiorgio Zuccaro, direttore dell'Osservatorio Fumo, alcol e droga dell'Istituto superiore di sanità, definisce il drug wipe un test "serio e scientificamente valido, ma non sufficiente da solo a confermare la positività all'uso di droghe. Normalmente se il drug-wipe è negativo il risultato è confermato come tale, ma se è invece positivo è necessaria la conferma ulteriore di laboratorio, dal momento che possono verificarsi dei falsi positivi”. Come dire: qualche parlamentare risultato positivo potrebbe invece essere “innocente” e uscirne pulito. Occorrerebbe quanto meno una ulteriore verifica. Il che non è proprio quanto sostenuto da Parenti in conferenza stampa, secondo cui “può succedere che il test non rilevi chi ha fatto uso di droga ma non che risulti positivo se qualcuno è pulito”. Fra il tossicologo e l’autore tv, forse meglio fidarsi del primo.

    Ma queste precisazioni non bastano a cambiare le carte in tavola, e i commenti si sprecano. I nomi dei responsabili non saranno resi noti (“Non li conosciamo neppure noi”, dicono alle Iene), ma la trovata dà comunque nuovo materiale di conversazione per i politici nostrani. “Io l’ho detto sempre che se un cane poliziotto entrasse in alcuni luoghi della 'politica ufficiale', prima gli andrebbe in tilt il naso e poi si arrenderebbe...”.  Pessima trovata pubblicitaria per Pierferdinando Casini, “Fuori i nomi” tuona Alessandra Mussolini, “Cambiamo la legge Fini sulle tossicodipendenze”, rilancia Fassino. E Italo Bocchino querela la trasmissione.

    Parole, fatti e davvero poco altro da aggiungere. Se non che se ne parlerà ancora. Come volevano le Iene e forse come anche i nostri parlamentari si meritano.

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