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  • 18/05/2006 Poste e Francobolli. Sparisce la Spedizione Ordinaria ed i Prezzi aumentano (Vincenzo Donvito, www.aduc.it)

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    I prezzi nelle comunicazioni diminuiscono mentre i prezzi di Banco Posta aumentano in continuazione.

    Le Poste hanno annunciato che nei prossimi giorni dovrebbe sparire la spedizione ordinaria tramite francobollo, ed essere sostituita dalla posta prioritaria che, nei fatti, ha gia' preso il sopravvento quantitativo delle spedizioni (70 milioni contro 60). Ma, siccome 60 milioni non sono noccioline, si tratta pur sempre di un aumento obbligatorio di tariffa del 33% per queste spedizioni: non solo, ma siccome alla prioritaria la maggior parte delle persone si sono rivolte per la cattiva efficienza di quella ordinaria, sempre di fatto diventa la presa d'atto dell'imposizione di un aumento tariffario per un servizio che, invece, doveva essere, di base, garantito in modo diverso.
    Oltre a queste constatazioni, pero', ce n'e' una maggiore: nel mondo delle comunicazioni, grazie alla tecnologia e alla sua massiccia diffusione, i prezzi sono crollati, le offerte si sono moltiplicate, velocita' e qualita' sono migliorate. Un dato di fatto che non riguarda il servizio postale di Stato che, invece, per migliorare la qualita' non ha niente di meglio che aumentare le tariffe.
    C'e' qualcosa che non ci torna.
    A maggior ragione se pensiamo che le Poste, oltre a svolgere la funzione postale hanno da alcuni anni esordito nell'ambito della finanza in modo piu' massiccio di quanto non facessero gia' prima, contribuendo a brutalizzare il mercato piu' di quanto non lo fosse di suo, con commissioni e competenze da brivido giocando sulla propria massiccia diffusione sul territorio e sulla credibilita' che hanno in quanto servizio pubblico (si veda in proposito questa nostra nota: ( 16/05/2006 Fondi Immobiliari venduti dalle Poste: il Costo della "Malaconsulenza" ). Una situazione, quindi, che vede il gestore postale impegnato in prima persona non a svolgere un servizio di pubblica utilita', ma come un qualunque altra azienda privata, col vantaggio di non essere tale e di avere un propria rete costruita in regime di monopolio, cioe' coi soldi di tutti i contribuenti, compresi quelli che, se per la finanza si possono rivolgere alla concorrenza, non possono fare altrettanto per il servizio postale.
    Che fare? Oltre ad invitare i consumatori, nei limiti del possibile, a non usufruire di questi servizi per non essere complici di questa politica ingorda e di sfascio del mercato, sollecitiamo il nuovo ministro a prendere di petto la situazione considerando la centralita' dell'utente dei servizi. Per cui o totale privatizzazione del settore con uscita dello Stato da ogni forma di commistione (incluse le partecipazioni azionarie nelle varie spa), o riforma radicale del settore. Noi, ovviamente, auspichiamo la prima soluzione.

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