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  • 22/01/2011 Caso Ruby, B. pagava durante l'inchiesta. Ora il Pdl vuole abbassare la minore età (http://www.ilfattoquotidiano.it)

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    Le ragazze chiamano e il Cavaliere tira sempre fuori i soldi. L'ultima volta cinque giorni fa in pieno scandalo bunga bunga. Dalle perquisizioni spuntano scatti definiti "interessanti" dagli investigatori.
    Il 20 settembre B. non andò ai funerali di Stato per un alpino morto. Il 19 festeggiò con 24 ragazze

    Lo tsunami Ruby apre falle nell'esecutivo. Nel frattempo, le nuove rivelazioni del Fatto svelano versamenti del presidente del Consiglio alla ex meteorina Alessandra Sorrcinelli solo pochi giorni fa, con il Rubygate in pieno svolgimento (leggi l'articolo di Marco Lillo). Non solo: dalle perquisizioni fatte dalla polizia negli appartamenti di via Olgettina sono saltate fuori fotografie definite "molto interessanti". Silvio Berlusconi resta fermo sulla sua posizione: niente dimissioni. Il Carroccio, intanto, avverte: federalismo in sette giorni oppure ognuno per la propria strada. Il senatur, infatti, annusa il rischio di una difesa a oltranza del Cavaliere. Si vedrà. Nel frattempo gli scossoni al governo non arrivano solo dai festini ad Arcore e dal presunto giro di prostituzione. Nel pomeriggio, la Cassazione ha confermato la condanna all'ex governatore della Regione Sicilia (articolo e video). Sette anni per aver favorito Cosa nostra. Poche ore fa Salvatore Cuffaro ha varcato i cancelli di Rebibbia. Insomma, si respira l'aria di Tangentopoli. E così nella ricca Brianza (articolo e video) la gente scende in piazza e al grido di "ladri ladri" contesta Stefania Craxi mentre inaugura una piazza intitolata a suo padre

    22/01/2011 Intitolano una piazza a Craxi, a Lissone è protesta come nel ’92 all’hotel Raphael (http://www.ilfattoquotidiano.it)

    Stefania Craxi non è riuscita a tagliare il nastro assieme al vicesindaco del Pdl. Centinaia di persone hanno sventolato denaro al grido di "ladri, ladri". La cerimonia così si è trasferita all'interno di un teatro

    Tal padre, tale figlia. Più o meno 18 anni dopo le monetine all’uscita dell’hotel Raphael contro Bettino Craxi, stessa sorte è toccata alla figlia Stefania. L’occasione era stata voluta fortemente dal vicesindaco Pdl Gabriele Volpe, ex socialista e “subita” dalla Lega nord locale che non si è mai opposta nonostante in quegli anni sia stata in prima fila nel contestare l’ex leader del Garofano morto latitante in Tunisia.

    L’inaugurazione di piazza Craxi a Lissone si è trasformata in una riedizione delle proteste targate Tangentopoli. Stesso copione, stessa fuga a gambe levate e identiche urla. Un fitto lancio di monetine, pernacchie, fischi e un assordante “ladri, ladri” ha accolto la figlia di Bettino Craxi che è anche sottosegretario agli Esteri, impedendole di tagliare il nastro di una piazza intitolata al padre in una cittadina governata dal Carroccio da 15 anni.

    Un’autentica rivolta. Stefania Craxi scortata da ingenti forze di polizia è stata costretta ad interrompere il discorso e a trasferirsi in un teatro tra le urla della folla composta sì da esponenti della sinistra locale, dell’Idv, ma anche da cittadini senza etichette politiche. Improvviso cambio di programma per le proteste di 400 persone hanno fatto infatti saltare la prima parte dell’evento, previsto proprio nella piazza che porterà il nome dell’ex leader socialista. I contestatori hanno replicato le proteste degli anni di Tangentopoli con tanto di lancio di monetine e “vergogna” urlati a squarciagola e senza interruzione.

    In piazza anche qualche tafferuglio tra ex socialisti e contestatori sedato a fatica dai carabinieri. Il gruppo di socialisti, guidati dalla figlia di Craxi, Stefania e dal vicesindaco di Lissone Gabriele Volpe, si è quindi spostato celermente, scortato dalle forze dell’ordine, nel vicino Palazzo Terragni dove era in programma la seconda parte della giornata. Numerose le bandiere dell’Italia dei Valori nella parte di piazza che ha protestato (era presente anche il blogger Piero Ricca) e i cartelli contro Craxi. “Non mi fanno né caldo né freddo – ha commentato Stefania Craxi – . Non hanno l’autorità morale, politica e grammaticale per esprimersi su mio padre.  Le due targhe che danno il nome di Bettino Craxi a una piazza del centro di Lissone, comune della Brianza leghista, sono state modificate con un cartello che intitola così lo spazio all’ex capo dello Stato Sandro Pertini “presidente degli Italiani”. Il cambio del nome è avvenuto pochi minuti dopo la prevista inaugurazione della piazza Bettino Craxi. Su uno dei muri dei palazzi vicini è comparsa anche la scritta “ladro” a caratteri cubitali.

    Intanto i contestatori si sono ritrovati davanti a Palazzo Terragni, dove si era spostata in fretta e furia la cerimonia, per contestare i presenti all’evento, ormai terminato. I fedelissimi di Craxi alla chetichella sono usciti dall’edificio scortati dai carabinieri per evitare ulteriori disordini. Le proteste sono state bollate come “polemicuzze” dall’ex sindaco socialista di Milano Paolo Pillitteri, che ha poi aggiunto: “Conta solo cosa rappresenta la figura di Craxi, una persona che è nella storia. Tutto il resto sono solo polemicuzze”. Non dello stesso parere i contestatori che hanno continuato ad urlare slogan contro Craxi lasciando dopo un’ora la piazza centrale della città. (tm)

    http://www.ilfattoquotidiano.it
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