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  • 21/01/2011 Si è turbato anche il Vaticano. Bertone chiede moralità (http://www.ilfattoquotidiano.it)

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    Replica scomposta di Bossi: "Per loro è facile parlare". Maria Pia Campanile, presidente delle donne cattoliche del Cif: "Le ministre protestino"

    “Più moralità, più giustizia, più legalità”. Il Segretario di Stato vaticano Bertone lancia all’indirizzo di Berlusconi l’avvertimento che la Chiesa non è disposta a insabbiamenti. Il coinvolgimento di una minorenne ha letteralmente sconvolto la massa dei vescovi.

    Berlusconi non ha capito niente del Vaticano, perché resta convinto che la strategia del do ut des con le autorità ecclesiastiche sia vincente in eterno. Non ha capito che certe soglie non si possono superare. Specialmente dopo un anno in cui vescovi, clero e papato sono stati sottoposti al fuoco dei media internazionali per gli abusi sessuali. Mentre Benedetto XVI si sforza di indicare una linea di rigore assoluto, il Vaticano non può permettersi il lusso di apparire all’opinione pubblica come lo zio prete che chiude un occhio sulle porcherie di Arcore.

    Il cardinale Bertone, atteso al varco dai giornalisti durante l’inaugurazione di una struttura del Bambin Gesù, si è schierato vistosamente con il presidente Napolitano. Condivide il turbamento del capo dello Stato, gli hanno chiesto?

    “Avete visto la nota del Quirinale pubblicata dall’Osservatore Romano”, ha replicato. In quel testo – spiegano in Vaticano – si fa esplicito riferimento a fare chiarezza “nelle previste sedi giudiziarie”. La Chiesa – anche questo Berlusconi non lo ha capito – non è disposta ad assistere silenziosa alla sua fuga dai giudici. Il cardinale Bertone ha mandato segnali precisi. La Santa Sede, ha dichiarato, segue con attenzione e preoccupazione le vicende italiane. Il porporato ha parlato di “grande responsabilità soprattutto di fronte alle famiglie, alle nuove generazioni, di fronte alla domanda di esemplarità e ai problemi che pesano sulla società italiana”.

    Responsabilità ed esemplarità sono parole chiave. Se Berlusconi, invece di vedere il mondo attraverso le lenti di Drive In e Chi, consultasse Gianni Letta capirebbe che ogni parola è piombo nei suoi confronti.
    Bertone ha aggiunto un carico ancora più pesante: “La Chiesa spinge e invita tutti, specie quanti hanno una responsabilità pubblica in qualunque settore amministrativo, politico e giudiziario, ad assumere l’impegno di una più robusta moralità, di un senso di giustizia e di legalità”.

    Ogni parola è un rintocco: più robusta moralità… senso di giustizia… legalità. Le sceneggiate di Ruby a Kalispèra e le pantomime sulla privacy inscenate dalle ministre e deputate del Pdl per coprire Berlusconi a questo punto sui vescovi non fanno effetto. La Santa Sede, ha spiegato Bertone ai giornalisti per far capire che la vicenda non si esaurirà con un paio di esternazioni, ha i “suoi canali” e modi d’intervento. In ogni caso, “moralità, giustizia e legalità” sono i cardini di una società, che vuole andare avanti.

    A cogliere immediatamente la pesantezza delle parole di Bertone è stato Umberto Bossi, che ruvidamente ha controbattuto: “Per loro è facile parlare… Berlusconi si è trovato con la casa circondata… Perché non hanno controllato anche là?”. Ma la battuta maldestra rivela la preoccupazione dello schieramento governativo.

    Sabato il cardinale Bagnasco trasmetterà al Papa la relazione, che terrà lunedì al Consiglio permanente Cei. Oltretevere assicurano che in questa stagione di vera “emergenza istituzionale” Bertone e Bagnasco marciano affiancati. “Al livello di guardia”, titola l’Avvenire!

    Negli ultimi quattro giorni – dentro l’istituzione ecclesiastica – si è verificato un autentico terremoto. Molti vescovi orientati verso il centro-destra, che in passato avevano considerato eccessivi gli attacchi a Berlusconi e le campagne sui suoi “peccati di pantalone”, sono rimasti sconvolti dal torrente di rivelazioni sul suo harem postribolare. Non è l’amante o l’amichetta, che spaventa i prelati abituati in confessionale a sentire di tutto. È l’esibizionismo da caserma e la sistematicità e l’ampiezza del reclutamento e la partecipazione di minori – totalmente in contrasto con il decoro istituzionale di un presidente del Consiglio – ad avere scosso l’episcopato. “È stato uno choc”, rivela un veterano della Cei. I parroci, dinanzi alle reazioni dei fedeli, sono turbatissimi e l’associazionismo cattolico è disgustato. Maria Pia Campanile, presidente delle donne cattoliche del Centro italiano femminile (Cif), ha lamentato che le ministre del governo Berlusconi non abbiano espresso chiara condanna del “decadimento morale e della denigrazione dell’immagine femminile”, emersi nella vicenda. Le donne acliste, per bocca di Agnese Ranghelli, denunciano il “quadro avvilente, che deturpa l’immagine delle donne e dovrebbe indignare tutto il Paese”.

    I deputati cattolici di centrodestra, centro e centrosinistra aderenti al “Movimento politico per l’unità” (Focolarini) chiedono su Avvenire un soprassalto collettivo di dignità per una “fase, nuova rigenerativa del potere”.

    http://www.ilfattoquotidiano.it
    Quest'opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons

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