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  • 21/01/2011 Tutti contro B., dal Papa agli ex amici socialisti (E.R., http://www.ilfattoquotidiano.it)

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    Il Cavaliere è asseragliato a Palazzo Grazioli e rinuncia a partecipare al funerale dell'alpino morto in Afghanistan. Gli ex fedelissimi lo scaricano uno a uno: "E' malato, vada in una clinica svizzera". La Cei discuterà il caso Ruby

    Ore 11.57 – Papa Benedetto XVI: “Le istituzioni pubbliche ritrovino radici morali”
    Il Papa, nell’udienza davanti ai funzionari e dirigenti della Questura di Roma, denuncia il “senso di insicurezza” dovuto in primo luogo alla “precarietà sociale ed economica”, che però è “acuita anche da un certo indebolimento della percezione dei principi etici su cui si fonda il diritto e degli atteggiamenti morali personali, che a quegli ordinamenti sempre danno forza”. ”La società e le istituzioni pubbliche ritrovino la loro ‘anima’, le loro radici spirituali e morali – chiede Benedetto XVI – per dare nuova consistenza ai valori etici e giuridici di riferimento e quindi all’azione pratica”.

    Ore 11.50 – Il cardinal Bagnasco: “La Cei discuterà del caso Ruby”
    Il consiglio permanente della Cei,in programma lunedì ad Ancona, discuterà della vicenda Ruby. Lo ha detto il presidente della Conferenza episcopale, cardinale Angelo Bagnasco.

    Ore 11.33 – Parroco affige manifesto a lutto contro il premier
    Il “caso Ruby” scuote anche Antrosano, frazione di Avezzano dove il parroco don Aldo Antonelli ha affisso davanti alla porta della chiesa un manifesto listato a lutto dov’è scritto: “Lutto per il Paese, umiliato da un premier immondo, affarista e licenzioso, sequestrato da un’economia forzata e forcaiola imbavagliato da una tv servile e cortigiana”. Nella seconda parte del manifesto funebre il parroco è critico anche nei confronti della chiesa che definisce “connivente e concubina, muta e imbavagliata sensale e mercenaria”. Don Antonelli, amante della filosofia di Marx, aveva anche inviato numerose lettere ad altri parroci per fare uno “sciopero della messa” contro la scandalo Ruby. Iniziativa poi rientrata “perché non è giusto che il popolo di Dio venga privato della messa”.

    Ore 11.25 – Urso: “Berlusconi vada dai giudici”
    “Questa crisi si puo risolvere solo se il presidente Berlusconi va nelle sedi competenti, nei tribunali, per spiegare, se può spiegare, quello che è accaduto. Altrimenti, se non può spiegare, faccia un passo indietro, si dimetta per consentire al paese di fare un passo avanti”. E’ quanto dichiara il coordinatore di Fli, Adolfo Urso, a SkyTg24.

    Ore 10.54 – Arcivescovo Bregantini: “Lo spettacolo di questi giorni è un crimine contro i giovani”
    “Sono i giovani le prime vittime degli spettacoli indecorosi di questi giorni, perché quando si esaltano modelli discutibili come la corsa alla ricchezza, la forza del denaro e, ancora peggio, lo sfruttamento della bellezza della donna con modi di vivere moralmente inaccettabili, i ragazzi vengono inevitabilmente danneggiati”. L’arcivescovo di Campobasso-Boiano Giancarlo Maria Bregantini, intervistato da Repubblica, denuncia “il crimine che a livello di educazione si sta consumando a danno dei giovani”. Bregantini, presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali e del lavoro, parla dei “sentimenti di sconcerto, di delusione e di smarrimento tra i diocesiani di fronte al pessimo spettacolo che stanno offrendo quei politici da cui ci si dovrebbe aspettare ben altre testimonianze”.
    “Al di là delle presunte responsabilità di chi è chiamato in causa per accuse tanto infamanti e in attesa che su tutta la vicenda si faccia chiarezza nelle sedi opportune – aggiunge – mi preme sottolineare che questi episodi già un gravissimo danno lo hanno fatto, e per di più alle fasce sociali più deboli, cioè i giovani”.

    Ore 10.38 – L’Avvenire: “Realizzarsi come persone e avere successo non significa essere famosi”
    Con i titoli ”Caso Ruby: attenzioneal moralismo”, “Caso Ruby: disagio e tristezza” e “Caso Ruby: grazie per la chiarezza”, il giornale della Cei L’Avvenire pubblica, nello spazio Forum in ultima pagina, tre contributi di lettori sulla vicenda che coinvolge il presidente del Consiglio. La pagina, che ospita anche lettere su altri temi, è intitolata “Successo non è diventare famosi”.
    Il direttore non risponde alle lettere sul caso Ruby ma all’ultima, di una professoressa di religione del liceo, preoccupata per i modelli proposti ai ragazzi dal “laicismo dilagante”. “Realizzarsi come persone, dunque avere successo, – risponde Marco Tarquinio – non vuol dire ‘diventare famosi’. Lei continui ad insegnarlo. Grazie per il suo prezioso lavoro”.

    Ore 10.33 – Rino Formica: “B. è malato, vada a curarsi in Svizzera”
    ”Una via d’uscita dalla crisi ci sarebbe. A me fa paura affrontare alla maniera di un tribunale stalinista, ma lo ha detto la famiglia: l’uomo è malato. Bene, dovrebbe farsi curare in una clinica svizzera”. Lo afferma il socialista Rino Formica, più volte ministro nella Prima Repubblica, in un’intervista La Stampa. Formica, che coniò l’espressione “corte di nani e ballerine” per indicare i tanti personaggi dello spettacolo e della cultura con cui era stata infarcita l’ultima Assemblea Nazionale del Psi nel 1991, all’apice della stagione craxiana, spiega che “i nani di allora erano giganti”, mentre “oggi siamo al grottesco”. “Quando la personalizzazione della politica arriva al suo stato terminale – afferma – la selezione è all’incontrario: premia i peggiori. Oggi siamo all’orgia del potere”.
    Nel videomessaggio di Berlusconi, dice Formica, “ho avuto l’impressione di una crisi di panico. Teme le infedeltà attorno a lui. La Lega è come i tedeschi con Mussolini: gli hanno dato il cappotto, poi al momento opportuno, lo scaricano dal camion, e lui lo sa. La cosa curiosa è che i suoi amici sono sorpresi, non erano preparati”.
    Il problema, sostiene, “è dove mettere Berlusconi. Il Cln offrì il governo Badoglio, Togliatti fece l’amnistia. Ora il sistema dovrebbe chiudere la stagione con una fuoriuscita dolce: Mediaset non si tocca, i beni non si toccano e lui se ne va ad Antigua”. Sulla Procura di Milano, “Bruti Liberati non è Borrelli: ha le sue idee ma indaga cercando prove anche a favore dell’indagato”.
    Per Formica, “l’opinione pubblica non ha ancora capito se siamo ad una crisi di sistema, oppure siamo solo al gossip. Non siamo aiutati dall’opposizione…”. Se si va alle urne, tuttavia, “stavolta gli italiani non voteranno per Berlusconi. Potrebbe vincere la sinistra. Anche lei personalizzata e autoritaria”.

    Ore 8.24 -Mantovano: “Gli avvocati del Pdl eletti non per difendere B, ma per fare altro”
    ”Non ho ben capito la riunione degliavvocati eletti nelle file del Pdl sull’invito a comparire. Francamente credo abbiano avuto un altro mandato dagli elettori”. Così il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano, che, intervistato dal Corriere della Sera, dissente dalla linea di non presentarsi in procura e invita il premier ad andare dai magistrati. “L’obiettivo dei pm – sostiene Mantovano nell’intervista – era infangare Berlusconi, ma proprio per questo la risposta non può essere quella suggerita dai suoi legali, ma politica: lui deve presentarsi in Procura”, sottolinea. L’ex magistrato si dice “perplesso di fronte alle argomentazioni tecniche del video sulla competenza territoriale e del Tribunale dei ministri”, che giudica “fondatissime”, ma spiega che “le valutazioni tecniche hanno diritto di cittadinanza, soprattutto in una indagine che grida vendetta, ma non vorrei che si sovrapponessero a quelle politiche”. Secondo Mantovano non è tardi per un ripensamento. “Le scadenze temporali rendono ancora possibile preparare una memoria, andare lì, contestare le accuse guardando negli occhi i magistrati. E questo gli consentirebbe di spiegare poi agli italiani perchè va accelerata la riforma della giustizia, soprattutto quella sulle intercettazioni”.

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