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  • 16/01/2011 Ora Berlusconi si inventa la fidanzata (http://www.ilfattoquotidiano.it)

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    Il premier sceglie la tv per negare di aver pagato prostitute e dice: “Ho un rapporto stabile con una donna”. La Russa e Santanché confermano la relazione-alibi. Fini: “Vada a difendersi dai magistrati”

     

     

     

    In una telefonata con Nicole Minetti, che lo informava dell'interrogatorio di Ruby a Genova davanti al pm milanese Pietro Forno, il Cavaliere ostentava tranquillità: "Non importa, tanto non potranno mai dimostrare che io sapevo che è minorenne" (leggi l'articolo di Gianni Barbacetto). Nel pomeriggio trapelano indiscrezioni sulla strategia per eludere gli interrogatori a Milano, anche se a stretto giro gli avvocati Longo e Ghedini smentiscono (leggi l'articolo). Ma il premier, almeno una promessa, la mantiene: come annunciato qualche giorno fa, sceglie di difendersi in tv. E diffonde un video in cui si produce in una grottesca giustificazione alle accuse rivoltegli dai pm: "Sono fidanzato, la mia donna, presente alle feste, non mi avrebbe permesso di fare certe cose" (leggi l'articolo e guarda il video). Il Pdl fa quadrato attorno a lui: Daniela Santanché, interpellata da ilfattoquotidiano.it (ascolta l'audio) dice: "Il fatto che Berlusconi sia fidanzato per me non è una notizia". Ma si autoesclude dal toto-nomi. Un volto alla sua signora, però, il Caimano dovrà darlo. E alla svelta (leggi il blog di Beatrice Borromeo). Intanto le carte dell'inchiesta sono a Roma, dove domani, ironia della sorte, passeranno per le mani di Gianfranco Fini prima di essere analizzate dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere di Montecitorio. E sono sempre di più le notizie che motivano i capi d'accusa per il caso Ruby. Intercettata al telefono, la ragazza si sarebbe lasciata scappare dettagli che confermano i rapporti avuti con il Cavaliere (leggi l'articolo di Mario Portanova)

    16/01/2011 B. sapeva che Ruby era minorenne (http://www.ilfattoquotidiano.it)

    Tra le prove chiave una telefonata del premier a Nicole Minetti in cui dice che nessuno può dimostrare che la ragazza non aveva ancora compiuto diciotto anni

    Tra le “prove evidenti” che la Procura di Milano ha squadernato per chiedere il giudizio immediato di Silvio Berlusconi, c’è una telefonata intercettata: tra Nicole Minetti e il presidente del Consiglio.

    È l’estate 2010 e le indagini sul caso della ragazza marocchina Karima el Mahroug detta Ruby stanno decollando. Il procuratore aggiunto che ha preso in mano le carte sulla minorenne, Pietro Forno, va a interrogarla a Genova, nella comunità protetta in cui vive, pur non rinunciando a molte serate “libere”. Ruby è una ragazza irrequieta, al tempo stesso spavalda e fragile. Dopo i suoi contatti ravvicinati con il presidente del Consiglio, è seguita a distanza da alcune persone. Da Nicole Minetti, la soubrette di Colorado Cafè diventata così intima di Silvio da essere stata imposta nelle liste elettorali, con elezione assicurata, nel listino del presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. Dall’impresario Lele Mora, che assieme al direttore del Tg4 Emilio Fede l’ha catapultata nel “giro” del presidente, facendola arrivare fino ad Arcore. Dall’avvocato Luca Giuliante, fedelissimo del presidente della Provincia di Milano Guido Podestà, tesoriere lombardo del Pdl e legale di Lele Mora nelle questioni tributarie.

    Nicole Minetti ha già dovuto farsi carico di Ruby, correndo in questura la fatidica notte tra il 27 e il 28 maggio 2010, a chiedere che le fosse affidata la minorenne, indicata ai funzionari, da una telefonata molto autorevole, come “la nipote del presidente egiziano Mubarak”. Bene, Minetti qualche mese dopo è al telefono proprio con Silvio Berlusconi e, fedele al suo mandato, lo informa di un nuovo pericolo: Ruby è stata interrogata a Genova da un magistrato arrivato da Milano (è l’aggiunto Pietro Forno). Il presidente del Consiglio le risponde e le dice che non è allarmato, che non c’è da preoccuparsi. “Non importa, tanto non potranno mai dimostrare che io sapevo che è minorenne”. Così dice il presidente. Peccato che la sua voce rimanga registrata nei file degli investigatori della Procura di Milano. Certo: il presidente del Consiglio non può essere intercettato. Ma a essere controllati erano i telefoni di Nicole Minetti. E parlando con lei, Berlusconi offre incautamente agli investigatori la prova che, invece, sapeva: sapeva che Ruby Rubacuori, più volte ospite ad Arcore nelle nottate del Bunga bunga, non aveva ancora compiuto i 18 anni.

    Le certezze di Boccassini e Forno
    Eccole, dunque, le “prove evidenti” che i pm Ilda Boccassini, Pietro Forno, Antonio Sangermano e il procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati ritengono di aver già raccolto, tanto da chiedere il giudizio immediato per Berlusconi, saltando l’udienza preliminare. Nella telefonata ha ammesso di sapere che era minorenne. Le presenze di Ruby ad Arcore in almeno sei occasioni (il 14 febbraio, San Valentino; il 24, 25 e 26 aprile, festa della Liberazione; il 1 maggio, festa del Lavoro; il 4 e il 5 aprile, Pasqua e Pasquetta) sono provate inconfutabilmente dalla presenza del cellulare della ragazza nella “cella” di Arcore.

    Per far scattare l’accusa di prostituzione minorile, nell’unico caso in cui il codice punisce (con una pena da 6 mesi a 3 anni) il cliente di una prostituta, e cioè quando questa ha un’età compresa tra i 14 e i 18 anni, resta da provare che Ruby ad Arcore non abbia parlato di filosofia, ma abbia avuto rapporti sessuali con il padrone di casa. Per questo ci sono i racconti delle molte ragazze presenti, che hanno parlato del Bunga bunga nelle intercettazioni e negli interrogatori. Ci sono anche le immagini riprese con i telefonini dalle protagoniste? La procura smentisce e il procuratore Bruti Liberati allarga le braccia e sospira: “Permettetemi che queste prove me le tenga per me”.

    Ci sono, comunque, anche i pagamenti: buste con centinaia, migliaia di euro, approntate da Salvatore Spinelli, l’uomo-portafoglio di Silvio Berlusconi. Troppi per premiare innocenti serate organizzate per assicurare il riposo del guerriero. E a cui si aggiungono anche gli affitti pagati nella casa residence di via Olgettina, a un passo dall’ospedale San Raffaele: una vera tana delle ragazze a disposizione del presidente. Ruby continua a smentire: “Non ho mai fatto sesso con il premier”, ha dichiarato ieri a Sky Tg24. “Silvio mi ha dato soldi perché aveva saputo della mia situazione difficile”. Ma nelle perquisizioni dei giorni scorsi alle ragazze sono stati trovati migliaia di euro, tutti in banconote da 500, e anche una busta con su scritto “Silvio”.

    Nel decreto di perquisizione degli uffici di Spinelli, la Procura di Milano spiega che Minetti, Fede e Mora, “in concorso con ulteriori soggetti”, hanno “continuativamente svolto un’attività di induzione e favoreggiamento della prostituzione di soggetti maggiorenni e della minore El Mahroug Karima, individuando, selezionando, accompagnando un rilevante numero di giovani donne, che si sono prostituite con Silvio Berlusconi, presso le sue residenze, dietro pagamento di corrispettivo in denaro da parte di quest’ultimo, nonché gestendo e intermediando il sistema di retribuzione delle suddette ragazze a fronte dell’attività di prostituzione svolta”. La prosa è cruda, ma chiara.

    Il plico nei Palazzi della politica romana
    Tutto il resto, tutto il malloppone delle “prove evidenti” che condurranno Silvio Berlusconi diritto al giudizio immediato per prostituzione minorile e per concussione (per le pressioni esercitate nelle notte tra il 27 e il 28 maggio 2010 sui funzionari della Questura di Milano, affinché rilasciassero Ruby), sta nell’invito a comparire spedito al presidente del Consiglio e nelle 300 pagine mandate alla Camera per rinnovare la richiesta di perquisizione degli uffici di Spinelli, considerati “pertinenza della segreteria politica dell’onorevole Silvio Berlusconi”.

    Sarà la Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera a decidere. Intanto il plico è arrivato a Montecitorio ed è stato chiuso in cassaforte. Lo ha comunicato il presidente della Giunta, Pierluigi Castagnetti: “È arrivato alla Camera, ma non è stato aperto. Io mi trovo in Sicilia e ho anticipato il mio rientro a Roma da martedì a lunedì proprio per questo”. Anticipata di due giorni la riunione dell’organismo, che era prevista, su tutt’altro argomento, per mercoledì. “Visto che i pm hanno chiesto il giudizio immediato”, commenta Castagnetti, “si può immaginare che i magistrati ritengano di disporre già di prove sufficienti. Dunque la nostra decisione potrebbe non rivelarsi decisiva ai fini processuali”. Ma intanto il materiale che, secondo la Procura di Milano, incastra Berlusconi è approdato nei Palazzi della politica romana.

    16/01/2011 Caso Ruby, “Berlusconi non si presenterà dai pm di Milano”. Poi i legali smentiscono (http://www.ilfattoquotidiano.it)

    Silvio Berlusconi avrebbe deciso di non presentarsi davanti ai pm di Milano, che gli hanno recapitato un invito a comparire per il prossimo fine settimana accusandolo di concussione e prostituzione minorile per il caso Ruby. Secondo alcune agenzia di stampa, questo è l’orientamento che sta maturando tra i legali del premier dopo l’incontro ad Arcore di ieri pomeriggio. Ma gli avvocati di Berlusconi smentiscono: “Leggiamo su alcune agenzie di stampa illazioni prive di ogni fondamento – dicono in una nota congiunta Niccolò Ghedini e Piero Longo –  Nessuna decisione è stata ancora presa in merito all’invito a comparire rivolto al presidente del Consiglio”.

    Anche se la versione ufficiale di questa mattina era ancora “non abbiamo deciso”, secondo indiscrezioni delle agenzie di stampa non è escluso che i legali del premier eccepiscano un legittimo impedimento per il 21, il 22 e il 23 gennaio, le date indicate nella convocazione dei magistrati. In questo modo gli avvocati di Berlusconi guadagnerebbero il tempo necessario per mettere a punto la strategia processuale: il fascicolo, è la tesi di Ghedini e Longo,  in primo luogo avrebbe dovuto essere trasmesso subito, o comunque entro 15 giorni dopo l’iscrizione di Berlusconi nel registro degli indagati al Tribunale dei Ministri, senza nemmeno effettuare alcuna attività di indagine come invece è stato fatto con le perquisizioni dell’altro ieri. I legali del premier, dunque, continuano a ritenere che la competenza per i fatti oggetto delle contestazioni non sia della Procura di Milano. h3>
    Berlusconi si inventa una fidanzata. Ora il suo nome è negli atti del pm (http://www.ilfattoquotidiano.it)
    Il Pdl fa quadrato intorno a lui: Ignazio La Russa e Daniela Santanché non si dicono sorpresi dall'outing del premier. E dalle carte dei pm esce il nome della possibile compagna

    Roberta Bonasia, 26 anni. Miss Torino 2010, potrebbe essere lei la fidanzata del 74enne Berlusconi. Che proprio ieri ha annunciato in un video-messaggio in tv: “Da quando mi sono separato ho avuto uno stabile rapporto di affetto con una persona”. E ora, il nome della possibile compagna del premier esce dagli atti sul caso Ruby, che i pm di Milano hanno inviato alla Giunta per le autorizzazioni della Camera. Lele Mora ed Emilio Fede sono preoccupati. Perché la ragazza di Nichelino (Torino) è sempre più esigente. ”Roberta Bonasia ha preso possesso di tutto. Pretende tutto. Lui è preso…”, si legge infatti nella trascrizione di una telefonata tra Mora e Fede, secondo quanto riferisce chi ha letto la documentazione trasmessa dai magistrati milanesi.

    Ma il papà della Bonasia smentisce. ”Mia figlia fidanzata del Presidente del consiglio? Magari …”. E’ la battuta di Gino Bonasia. “Quando è circolata la voce, l’abbiamo presa tutti sul ridere. Secondo noi si tratta di un’omonimia. In ogni caso – conclude – Roberta non mi ha mai parlato di niente del genere”.

    Ieri l’annuncio del premier, in un messaggio ai Promotori della libertà anticipato da ‘Studio aperto’. ”E’ assurdo solo pensare che io abbia pagato per avere rapporti con una donna – afferma Berlusconi – E’ una cosa che considererei degradante per la mia dignità”, dice il premier. “Da quando mi sono separato, ma non avrei mai voluto dirlo per non esporla mediaticamente – continua il premier – ho avuto un rapporto stabile con una persona che era spesso con me in quelle serate e che certo non avrebbe consentito che accadessero quei fatti assurdi che certi giornali hanno ipotizzato”. Una novità, a dire il vero, di cui non si era mai avuto alcun segnale. La presunta fidanzata del premier, che a suo dire partecipa ai festini, non prende parte nemmeno al pranzo di Natale (di cui “Chi” ha fatto un ampio servizio fotografico) in cui Berlusconi riunisce tutte le sue famiglie al gran completo? Eppure, il Pdl fa quadrato intorno al premier, con La Russa che, intervenendo in diretta al Tg3, dice che il fidanzamento di Berlusconi è cosa nota. Anche Daniela Santanché, intervistata da ilfattoquotidiano.it che le chiede se sia lei la donna di cui parla il premier, liquida la questione con una risata, aggiungendo: “Quella che per voi è una notizia per me non lo è”, affermando quindi di essere al corrente della relazione (ASCOLTA L’AUDIO).

    Berlusconi difende poi Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti. Il presidente del Consiglio dice che le accuse nei loro confronti “sono destituite di ogni fondamento”. Del direttore del Tg4, Berlusconi parla ricordando che “Emilio Fede è un amico carissimo da sempre”. “Lele Mora – prosegue – lo conosco da molti anni per il suo eccellente lavoro a Mediaset. L’ho aiutato in un momento di grande difficoltà economica e di salute e sono orgoglioso di averlo fatto. So che, quando potrà, mi restituirà quanto gli ho prestato”. Quanto alla consigliera regionale Nicole Minetti “è una giovane donna brava e preparata che sta pagando ingiustamente il suo volersi impegnare in politica”.

    Il premier torna ad attaccare la magistratura. “E’ gravissima, è inaccettabile, è contro la legge, questa intromissione nella vita privata delle persone. Perché quello che i cittadini di una libera democrazia fanno nelle mura domestiche riguarda solo loro. Questo è un principio valido per tutti e deve valere anche per me”, dice il Cavaliere. Per il premier “non si può andare avanti così. Non è un paese libero – dice ancora il Capo del governo – quello in cui quando si alza il telefono non si è sicuri della inviolabilità delle proprie conversazioni. Non è un paese libero quello in cui alcuni magistrati conducono delle battaglie politiche usando illegittimamente i loro poteri contro chi è stato democraticamente chiamato a ricoprire cariche pubbliche”. E ancora: “Non è un paese libero quello in cui una casta di privilegiati può commettere ogni abuso a danno di altri cittadini senza mai doverne rendere conto”. Per questo “occorre fare immediatamente le riforme, tra cui quella della giustizia”.

    Le indagini della procura di Milano sul caso Ruby, secondo il presidente del Consiglio, sono una reazione al voto di fiducia e alla pronuncia della Consulta sul legittimi impedimento. “A questi pubblici ministeri – dice – non è evidentemente piaciuto il voto di fiducia del 14 dicembre tanto che, subito dopo, mi hanno iscritto nel registro degli indagati. A quegli stessi pm non è piaciuta nemmeno la decisione della Corte Costituzionale al punto che, il giorno successivo alla sentenza della Consulta, con una tempistica perfetta, hanno reso pubbliche le loro indagini”. Berlusconi accusa i pm della procura di Milano: “Hanno effettuato una gravissima intromissione nella mia vita privata, effettuando una inaccettabile schedatura dei miei ospiti nella casa di Arcore, con l’individuazione di tutti i loro numeri telefonici, hanno messo sotto controllo per diversi mesi i loro telefoni, hanno adottato un atteggiamento discriminatorio e umiliante nei confronti di persone che non hanno alcuna responsabilità se non quella di essere state mie ospiti e di portarmi amicizia e affetto”.  ”Ancora una volta – continua – la giustizia è stata piegata a finalità di carattere politico, con una volontà chiaramente persecutoria nei miei confronti”.

    Il presidente del Consiglio osserva che le accuse formulato nei suoi confronti sono “totalmente infondate e addirittura risibili”. Anche perché “il dirigente della Polizia che sarebbe stato concusso nega di esserlo mai stato, e la persona minorenne nega di aver mai avuto avances né tanto meno rapporti sessuali e afferma di essersi presentata a tutti come ventiquattrenne, fatto avvalorato da numerosissime testimonianze”. Secondo il premier le feste nella sua villa di Arcore non avevano nessuna implicazione sessuale: “Nessuno può essere rimasto turbato da quelle serate perché tutto si è sempre svolto all’insegna della più assoluta eleganza, del più assoluto decoro e tranquillità e senza nessuna, nessuna implicazione sessuale. Tutti i partecipanti a quelle serate hanno rilasciato al riguardo dichiarazioni inequivocabili”.

    16/01/2011 Ecco che sbuca la fidanzata ufficiale di B. (http://www.ilfattoquotidiano.it)

    L’annuncio ufficiale del fidanzamento di Silvio Berlusconi è arrivato: “Non lo avrei mai voluto dire ma, ora che sono divorziato, vi comunico che ho un rapporto stabile con una persona. E lei non avrebbe mai permesso che durante le mie cene accadessero certe cose…”.

    “Certe cose”, come dice Berlusconi in un discorso appena trasmesso in tv, sono state raccontate dalla prostituta Nadia Macrì sul Fatto Quotidiano un paio di giorni fa: ragazzine che aspettavano in piscina, a Villa Certosa, il loro turno per raggiungere il presidente in camera da letto. Con ognuna B. si intratteneva cinque o sei minuti e poi, come alle Poste, chiamava “la prossima”.

    Oppure le cene descritte dalla D’Addario: palpate anche a tavola (a proposito, lo sa B. che anche queste sono annoverate tra gli “atti sessuali”?) e danze davanti alle guardie del corpo con ospiti d’onore di alto profilo come, per esempio, la coppia lesbica.

    Peggio ancora, le serate che passa in famiglia. Secondo una fonte del nostro giornale, infatti, una ballerina avrebbe interrotto una cena del premier con le due figlie, Barbara ed Eleonora. E lui, con la giovane ospite in braccio, avrebbe commentato: “Vedete? Il vostro papà piace ancora alle donne!”, facendo scappare in lacrime le ragazze.

    E adesso che la procura di Milano lo indaga per concussione e prostituzione minorile, ecco che il Cavaliere accetta il consiglio che i suoi giornalisti gli hanno pubblicamente dato su Libero e il Giornale nei giorni scorsi: “Silvio, trovati una fidanzata!”.

    Berlusconi, oltre a concordare sulla strategia, ha addirittura affermato che una fidanzata ce l’ha già, e da parecchi mesi. “E non avrebbe mai permesso che accadessero certe cose di fronte a lei!”.

    Una previsione: sarà una donna di mezz’età, intelligente, arrivista quanto basta, di bell’aspetto ma non volgare. Potrebbe assomigliare alla crocerossina che Berlusconi aveva puntato un paio di mesi fa. Sarà probabilmente un clone di Veronica Lario – eliminate ovviamente le fastidiose propensioni alle pubbliche critiche – che però abbia superato l’età per la patente.

    Un augurio al nostro presidente: che il casting che immaginiamo si stia freneticamente svolgendo per trovare la sua Carla Bruni vada a buon fine. Che i consiglieri di sempre, da Letta a Ghedini, supervisionino con saggezza la scelta di colei che dovrà restituire a B. l’immagine di marito affidabile e, soprattutto, di uomo decente. Perché un volto, alla sua signora, dovrà darglielo presto. E dovrà essere una donna in grado di calarsi bene nella parte. Altrimenti l’Italia farà un’altra bella figura, e la neo first lady tornerà a fare i provini negli uffici Mediaset.

    16/01/2011 I Pm: “Ruby ad Arcore fino al primo maggio e da Spinelli lauta ricompensa per Lele Mora” (Mario Portanova, http://www.ilfattoquotidiano.it)

    La Giunta per le autorizzazioni potrebbe riunirsi il 26 gennaio. Domani sarà Gianfranco Fini il primo ad avere tra le mani il plico che contiene gli atti inviati da Milano. Giallo sull'udienza di Berlusconi dai magistrati: "Intenzionato a non partecipare", poi la smentita

    Potrebbe essere il 26 gennaio il giorno della verità per Silvio Berlusconi nella vicenda Ruby. In quella data, secondo indiscrezioni, potrebbe riunirsi la Giunta delle autorizzazioni a procedere della Camera per discutere del nuovo “caso Ruby”, che vede il presidente del Consiglio indagato per favoreggiamento della prostituzione di minori e concussione.

    Di solito è l’occasione in cui anche l’accusato, eventualmente con i suoi legali, prende la parola per difendersi, e c’è molta curiosità sulle intenzioni di Berlusconi. Il premier non si è ancora espresso, mentre sembra orientato a non presentarsi davanti ai pm di Milano che gli hanno recapitato un invito a comparire per il prossimo fine settimana. I suoi legali Longo e Ghedini, però, smentiscono di aver preso decisioni in merito.

    Le oltre 300 pagine inviate a Montecitorio dalla Procura della Repubblica di Milano conterrebbero prove pesanti contro il premier, secondo le indiscrezioni riportate oggi da diversi quotidiani. In particolare, sulla presenza di Ruby, soprannome dell’allora minorenne marocchina Karima El Marough, per diversi giorni e notti nella residenza di Arcore, intercettazioni telefoniche, tracce di movimenti di denaro.

    Sarà Gianfranco Fini, domani, il primo politico ad avere per le mani il plico della Procura di Milano. Spetta a lui, da presidente della Camera, inoltrarlo alla Giunta per le autorizzazioni a procedere. Il presidente della giunta, Pierluigi Castagnetti del Pd, sembra orientato a convocare i 21 componenti a leggere l’atto d’accusa lunedì pomeriggio. Circola il nome del possibile relatore del caso Berlusconi-Ruby, quello del finiano Giuseppe Consolo.

    La richiesta di autorizzazione firmata dai pm Ilda Boccassini, Pietro Forno e Antonio Sangermano riguarda la perquisizione dell’ufficio di Giuseppe Spinelli, lo storico uomo dei conti di Berlusconi e della Fininvest. Nel suo ufficio di Segrate, gli inquirenti contavano di trovare prove su pagamenti e prebende a beneficio delle ragazze invitate ad Arcore e in altre residenze del premier. Il loro intervento, però, è stato interrotto dall’avvocato-parlamentare Niccolò Ghedini, secondo il quale l’ufficio è una “pertinenza” del premier, da qui la necessità dell’autorizzazione a procedere.

    Gli atti di indagine sono ancora segreti, ma il quadro che trapela dalle indiscrezioni è pesante. A partire da una telefonata, rivelata da Gianni Barbacetto su Il Fatto Quotidiano, in cui Silvio Berlusconi spiegherebbe di essere tranquillo perché nessuno potrà mai dimostrare che lui fosse a conoscenza della minore età di Ruby. Dall’altro capo del telefono ci sarebbe stata Nicole Minetti, l’igienista dentale e valletta televisiva diventata consigliere regionale in Lombardia.

    Le testimonianze messe agli atti da alcune ragazze invitate al rito del “bunga bunga” descrivono orge e scene “tra lo squallore e l’orrore”, si legge su Repubblica, dove il presidente appere come l’uomo “malato” descritto dalla sua ex moglie Veronica Lario all’indomani del caso Noemi. Quanto a Ruby, gli investigatori del Servizio centrale operativo della polizia avrebbero appurato, in base alle tracce del suo telefono cellulare, che la giovane si sarebbe trattenuta a Villa San Marino ad Arcore dal 24 al 26 aprile 2010, notte compresa, oltre a Pasqua, Pasquetta e Primo maggio. Una conferma ufficiale di questo si trova nel decreto di perquisizione dell’ufficio di Spinelli.

    Ruby quindi, secondo i pm, è stata ospite di lungo corso ad Arcore fino a quattro settimane prima di finire in Questura accusata di furto e salvata dal celebre intervento di Berlusconi che la fece passare per la nipote del premier egiziano Mubarak (da qui l’accusa di concussione per il premier).

    Intercettata al telefono, Ruby si sarebbe lasciata scappare qualche dettaglio che dimostrerebbe i suoi rapporti intimi con il premier, da sempre negati da entrambi. Se si dovesse arrivare a un processo e a una condanna, Berlusconi rischierebbe di andare davvero in carcere, fanno notare sempre su Repubblica Piero Colaprico e Giuseppe D’Avanzo, per una legge – fortemente voluta dalla sua maggioranza – che esclude da qualunque beneficio chi si macchia di atti sessuali con minori.

    Sul fronte dei soldi, gli occhi degli investigatori sono puntati su Lele Mora, che da Spinelli (dunque da Berlusconi) “avrebbe ricevuto circa un milione e mezzo di euro”, scrive Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera. L’ipotesi investigativa è che quel denaro sia proprio la (lauta) ricompensa a Mora per le ragazze procurate a Berlusconi, circostanza che proverebbe l’esistenza di un giro di prostituzione convogliato nelle residenze del Cavaliere, altra circostanza sempre smentita dall’interessato. Così come Mora rivendica con forza la sua attività di agente televisivo e non di intermediario di sesso a pagamento.

    Agli atti ci sarebbe però anche il risultato di un controllo di polizia: Ruby sarebbe stata fermata a Genova il 22 settembre 2010 e trovata in possesso di una busta con con 5 mila euro in banconote da 500. Buste simili sarebbero state trovate ancora “l’altroieri a due delle dieci prostitute perquisite dalla polizia, in un caso con l’annotazione “Silvio” B, siglata dalla giovane in una busta con 10 mila euro”, si legge ancora sul Corriere.

    Ruby avrebbe giustificato i soldi come un regalo di Mora, ma l’autista che era con lei avrebbe riferito che la ragazza aveva ottenuto la busta nel corso di una breve sosta in una zona residenziale vicino all’ospedale San Raffaele di Milano.

    Torna così in scena il complesso di via Olgettina 65, dove abitano numerose ragazze coinvolte nei festini del premier. Sempre nell’ufficio di Spinelli, gli investigatori cercavano anche le prove che quegli appartamenti fossero nella disponibilità di Berlusconi e che tutte le spese delle ragazze fossero a suo carico.

    Tra i componenti della giunta delle autorizzazioni a procedere circola comunque una forte perplessità, non tanto sui fatti, quanto sulla procedura seguita dai pm. Secondo la legge costituzionale che regola la materia (n. 1 del 16 gennaio 1989), i magistrati avrebbero dovuto interrompere le indagini appena si fossero imbattuti nel nome di Berlusconi, e avrebbero dovuto informare il Tribunale dei ministri. Gli atti che domani pomeriggio i membri della giunta potranno leggere, invece, hanno tutta l’aria di un’inchiesta fatta e finita, o quasi.

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