TuttoTrading.it

SITO

  • Home
  • Mappa
  • Contatti
  • G.Temi
  • Dividendi
  • Div.19
  • Shopping
  • Informaz.
  • Sicur.Inf.
  • Trading
  • Collezioni




    VAI ALLA MAPPA DEL SITO

    Google analytics


    eXTReMe Tracker


  • 31/03/2010 Lista 5 Stelle superstar. Analisi del voto a Beppe Grillo regione per regione (Luca Landoni, http://www.polisblog.it)

    Ricerca personalizzata



    Il ciclone Beppe Grillo ha rappresentato la vera novità di queste elezioni amministrative, raccogliendo consensi (quasi) ovunque si sia presentato. Le regioni in questione erano 5, ed è interessante notare come in tutte il consenso personale al candidato abbia superato quello alla lista (nel caso emiliano addirittura +1%). Ma vediamole nel dettaglio.

    Emilia Romagna. La regione del boom. Giovanni Favia si è guadagnato i titoli di tutti i giornali ottenendo un clamoroso 7% (6% alla lista collegata). Il fatto che i maggiori consensi grillini siano venuti proprio nella più rossa delle regioni in cui si sono presentati (erano assenti in Toscana, Umbria e Marche) avvalora la tesi per cui il voto a 5 stelle sia quasi interamente transfuga dalla sinistra. Ricordiamo anche che il governatore eletto Vasco Errani si è fermato al 52,0%; un consenso tutt’altro che esaltante.

    Piemonte. Il caso. Qui la Lista 5 Stelle è stata chiaramente decisiva nel determinare la sconfitta di Mercedes Bresso (che ha chiesto il riconteggio dei voti). 0,4% il margine di vittoria di Cota e 4,08% i voti raccolti da Davide Bono (contro il 3,6% della Lista).

    Lombardia. Ci si poteva forse aspettare di più dalla Lombardia, ma il 3% secco di Vito Claudio Crimi non è comunque male. E un Penati al minimo storico (nei precedenti tentativi aveva sempre dato filo da torcere o battuto i candidati del centrodestra) ha certamente pagato dazio al grillino.

    Veneto. Nella più “bianca” delle regioni italiane non è facile raccogliere consensi al di fuori del centrodestra. Ricordiamo che Bortolussi (Pd+Idv+varia sinistra) si è fermato a un modestissimo 29%. Alla luce di quanto detto il 3,15% di David Borrelli non è malaccio, e comunque rappresenta un principio di penetrazione per il futuro.

    Campania. Male malissimo. Nella regione più discussa d’Italia in seguito al malgoverno storico, alla discussa candidatura di De Luca (appoggiato obtorto collo anche da Di Pietro) e al caso Cosentino si poteva davvero sperare in un buon risultato se non programmatico, di protesta. E invece Roberto Fico prende la miseria di 39.000 voti (1,34%). Era l’unica regione meridionale che vedeva la presenza delle 5 Stelle, segno che a sud c’è ancora tanto da lavorare per gli uomini di Beppe Grillo.

    In ogni caso arrivano finalmente i primi consiglieri “pesanti” per i grillini, che dovranno cominciare a darsi un’organizzazione seria se vogliono continuare a crescere. Diciamo che ci troviamo tra la fase uno e la fase due della storia del movimento, un po’ come quando la Lega Lombarda vide la prima storica elezione del senatore Leoni e del deputato Bossi.

    Da oggi in poi la Lista 5 Stelle non potrà più essere ignorata dai media (com’è sostanzialmente avvenuto fino a oggi) ma dovrà anche dimostrare capacità propositiva nelle sedi politiche in cui è finalmente rappresentata. Qualcuno ha parlato di web al potere. Vedremo. Di certo seguiremo il fenomeno da vicino.

    http://www.polisblog.it
    Quest'opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons

  • 22/12/2009 Archivio Movimento a cinque stelle
  • Ricerca personalizzata

     Questo sito
  • Home
  • Mappa sito
  • Contatti



    VAI ALLA MAPPA DEL SITO