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25/01/2008 Caduta governo news del 25 gennaio

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Partito democratico: Serve un governo di responsabilità nazionale

Non spetta certo a noi definire modalità e tempi di un eventuale governo, ma a nostro avviso la definizione migliore è di responsabilità nazionale". Così il vicesegretario del Pd Franceschini, in una conferenza stampa al termine del vertice del partito. "Ci aspettiamo che Berlusconi ascolti gli interessi del Paese e non quelli della sua parte politica". E: "Apprezziamo le parole del presidente di Confindustria Montezemolo, che non è una parte politica, a cui si aggiungono quelle di Casini".

Campania: Il Consiglio regionale respinge la mozione di sfiducia nei confronti di Bassolino

Il Consiglio regionale campano ha respinto la mozione di sfiducia presentata dall'opposizione nei confronti del governatore Bassolino. La mozione era stata presentata in relazione all'emergenza rifiuti e alla sua gestione. Ventinove i "no", diciassette i "sì" e tre gli astenuti, per un totale di quarantanove su sessanta. L'Udeur non ha partecipato alla votazione, l'Italia dei Valori si è astenuta.

Berlusconi: Carcere e sanzioni pecuniarie per chi ordinerà o diffonderà intercettazioni

Carcere e sanzioni pecuniarie per chi ordinerà o diffonderà intercettazioni. E' la 'promessa' che Silvio Berlusconi fa da Napoli parlando di giustizia. "Presenterò un disegno di legge ad hoc - ha detto il Cavaliere - nel quale si stabilisce che vengono ordinate solo per le indagini di terrorismo, mafia e camorra". Per chi le ordina fuori da queste categorie, Berlusconi prevede "cinque anni di prigione, altrettanti per chi le esegue e due milioni di multa per chi le utilizza".

Giordano: Mai più al governo del Paese con le forze neo-centriste

"Mai più al governo del Paese con le forze neo-centriste.E' impossibile pensare a un cambiamento dell'Italia che avvenga insieme a queste forze". Così Giordano (Prc) che nota: "Le forze neocentriste dopo aver tentato di svuotare il programma dell'Unione, non hanno spiegato il conflitto programmatico". Diliberto,segretario del Pdci, avverte: "Lo dico agli altri della sinistra: se Prodi non ce la fa si sciolgano le Camere e si vada a votare; non fate un governo tecnico magari con l'Udc di Casini e Cuffaro".

Giordano: Mai più al governo del Paese con le forze neo-centriste

"Mai più al governo del Paese con le forze neo-centriste.E' impossibile pensare a un cambiamento dell'Italia che avvenga insieme a queste forze". Così Giordano (Prc) che nota: "Le forze neocentriste dopo aver tentato di svuotare il programma dell'Unione, non hanno spiegato il conflitto programmatico". Diliberto,segretario del Pdci, avverte: "Lo dico agli altri della sinistra: se Prodi non ce la fa si sciolgano le Camere e si vada a votare; non fate un governo tecnico magari con l'Udc di Casini e Cuffaro".

Berlusconi: Ci siamo tolti un gran peso dopo venti mesi di depressione generale

Ci siamo tolti un gran peso. Finalmente, dopo venti mesi di depressione generale". Esordisce cosi' Silvio Berlusconi nel suo intervento a Napoli, alla convention degli italiani nel mondo del senatore Sergio De Gregorio. "L'ideologia comunista della ex maggioranza ha prodotto solo danni - ha continuato Berlusconi - dall'aumento della pressione fiscale all'immigrazione incontrollata".

Prende campo l'ipotesi di un mandato esplorativo a ad uno dei due presidenti delle Camere

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha avviato questo pomeriggio al Quirinale le consultazioni per risolvere la crisi di governo apertasi ieri con le dimissioni di Romano Prodi dopo il voto di ieri del Senato. Il capo dello Stato, che terminera' i suoi incontri martedi' prossimo, ha avuto uno scambio di opinioni con i presidenti delle Camere, Franco Marini e Fausto Bertinotti (uscendo nessuno dei due ha rilasciato dichiarazioni), ma mentre parlava con loro, tre notizie contrastanti sono arrivate al Quirinale dal fronte dei due maggiori partiti, Pd e Fi, e dall'Udc. Il Partito democratico - come ha detto Romano Prodi uscendo dalla riunione con i vertici del Pd - non vuole andare al voto anticipato con questa legge elettorale. Silvio Berlusconi, da Napoli, chiede invece a gran voce la chiamata alle urne il piu' presto possibile ed esclude ogni ipotesi di governo istituzionale. Nel contempo, Pier Ferdinando Casini, a nome dell'Udc, chiede un governo di responsabilita' nazionale ''che affronti il tema della legge elettorale, ma anche questioni drammatiche come il caso rifiuti. In caso contrario, l'unica soluzione sono le elezioni subito''. Queste dichiarazioni cosi' discordanti certamente non agevolano il lavoro, gia' difficile, del capo dello Stato. E' molto probabile, quindi, che al termine delle sue consultazioni Napolitano non sia nelle condizioni di dare un mandato per formare il nuovo governo. Ma sciogliere le Camere non e' una decisione da prendere a cuor leggero, soprattutto in una situazione come questa e con questo tipo di legge elettorale che non sembra garantire, al di la' delle sicurezze di Berlusconi, stabilita' e governabilita'.

Prende allora corpo l'ipotesi di un mandato esplorativo ad uno dei due presidenti delle Camere per un secondo giro di colloqui con le forze politiche nell'estremo tentativo di trovare un'intesa su un governo a termine con il preciso impegno di portare a casa la riforma elettorale. E proprio questo, a quanto risulta all'Asca, sarebbe stato proposto da Bertinotti a Napolitano, che gia' stamattina, nel corso della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario presso la Corte di Cassazione di Roma, aveva avuto modo di scambiarsi qualche opinione sulla situazione con il capo dello Stato. Nell'incontro di questa sera al Quirinale, il presidente della Camera avrebbe infatti chiesto un mandato esplorativo per Marini in modo che questi possa appurare se esistano delle possibilita' di dare vita ad un governo con mandato limitato nel tempo, massimo giugno, per approvare una legge elettorale in senso proporzionale di tipo tedesco.

Prodi: C'è accordo nel Partito democratico nel non volere le elezioni anticipate

''La riunione sta andando bene, ma non e' ancora finita. C'e' comunque un accordo crescente, quindi nel Pd, nel non volere le elezioni anticipate e di trovare invece una linea comune sulla riforma elettorale'', per il rilancio quindi di un governo che possa vararla. E' quanto afferma il presidente del Consiglio, Romano Prodi, lasciando la sede del Partito Democratico, rispondendo cosi' ai cronisti che gli chiedono notizie sulla riunione in corso, voluta dal segretario del partito Walter Veltroni per analizzare la crisi di governo e valutare la linea comune da riferire al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, nella consultazione in programma martedi' prossimo al Quirinale. Il premier assicura che, nel corso dell'incontro, ''non si e' assolutamente parlato di nomi'', in merito alla guida di un futuro e ipotetico governo di transizione, ''ma solo di formule politiche''.

Fini: Berlusconi è il candidato premier naturale del centrodestra

Berlusconi "e' il candidato premier naturale del centrodestra, visto che le condizioni non sono cambiate rispetto a due anni fa e anche la legge elettorale e' la stessa". Lo afferma il leader di An, Gianfranco Fini, nel corso della registrazione di 'Matrix', la trasmissione di Enrico Mentana.

prodi: Non posso essere io a guidare un governo per le riforme

''Non posso essere io la persona che puo' adempiere al ruolo'' di guida per un governo istituzionale. E' quanto sottolinea il presidente del Consiglio, Romano Prodi, lasciando la sede del Partito Democratico, mentre ancora e' in corso una riunione tra i vertici del partito, rispondendo cosi' ai cronisti che gli chiedono se sia disponibile a guidare un eventuale governo istituzionale per portare avanti la riforma elettorale prima di andare al voto.

Fini: Ci auguriamo che Napolitano sciolga le Camere

"Siamo alla vigilia di nuove elezioni. L'Italia ha bisogno di un governo e non di una 'melina'. Ci auguriamo, nel rispetto delle prerogative del capo dello Stato, che Napolitano sciolga le Camere".Così Fini, leader di An,a 'Matrix', la trasmissione di Mentana (Canale 5). E il Partito delle libertà? "Berlusconi e io non siamo ingenui-nota Fini- in un momento così non ci mettiamo a discutere di ciò che non è più nell'agenda: Pdl,legge elettorale,governi di transizione". "Un governo Letta? Non ci sarà, perché c'è un limite alla fantasia".

Fini: Ci auguriamo che Napolitano sciolga le Camere

"Siamo alla vigilia di nuove elezioni. L'Italia ha bisogno di un governo e non di una 'melina'. Ci auguriamo, nel rispetto delle prerogative del capo dello Stato, che Napolitano sciolga le Camere".Così Fini, leader di An,a 'Matrix', la trasmissione di Mentana (Canale 5). E il Partito delle libertà? "Berlusconi e io non siamo ingenui-nota Fini- in un momento così non ci mettiamo a discutere di ciò che non è più nell'agenda: Pdl,legge elettorale,governi di transizione". "Un governo Letta? Non ci sarà, perché c'è un limite alla fantasia".

Prodi: Non si vada a votare con il 'Porcellum'

Prodi ribadisce la necessita' di cambiare la legge elettorale, altrimenti 'riprodurremmo tutte le tragedie e la frammentazione politica'.Arrivando al vertice del Pd, il premier parla anche dell'esperienza di questi due anni di governo: 'E' stato un bellissimo periodo, andiamo avanti'. A chi gli chiede un giudizio sulla attuale legge elettorale (il 'Porcellum') Prodi replica:"Come si fa ad andare alle elezioni con questa legge. Riprodurremmo tutte le tragedie italiane e tutta la frammentazione politica di oggi".

Prodi: E' stato un bellissimo periodo, andiamo avanti

"E' stato un bellissimo periodo, andiamo avanti". Lo afferma il premier dimissionario, Prodi, arrivando al vertice del Partito democratico, a proposito della sua esperienza a Palazzo Chigi, durata circa 20 mesi. A chi gli chiede un giudizio sulla attuale legge elettorale (il 'Porcellum') Prodi replica:"Come si fa ad andare alle elezioni con questa legge. Riprodurremmo tutte le tragedie italiane e tutta la frammentazione politica di oggi".

Barbato: Cusumano ha tradito i suoi elettori

"Sono profondamente dispiaciuto per il gesto di ieri. Ma cio' non cancella il tradimento di Cusumano". Tommaso Barbato, capogruppo dell'Udeur al Senato si pente degli insulti violenti e dello sputo lanciato verso l'ormai ex collega di partito, ma aggiunge che "il vincolo che lega un rappresentante di partito ai cittadini che gli hanno dato un esplicito e pieno mandato non puo' essere stracciato in nome di interessi e vicende personali. Nel voto di Cusumano di ieri ho visto il tradimento di tanta gente della mia Campania che gli ha affidato il proprio voto".

Ferrero: Necessario un governo a termine che tagli le tasse ai lavoratori e faccia una legge elettorale sul modello tedesco

''I dati Eurispes riportano la politica con i piedi per terra: necessario un governo a termine che tagli le tasse ai lavoratori, come stabilito dalla Finanziaria e faccia una legge elettorale sul modello tedesco''. Lo spiega in una dichiarazione il ministro per la Solidarieta' Sociale, Paolo Ferrero. ''I dati dell'Eurispes che rivelano come sempre piu' italiani non arrivano alla fine del mese ci obbligano a rimettere i piedi per terra, indicando con chiarezza che cosa ci sia bisogno di fare adesso. " "Dopo che i centristi e i poteri forti hanno deciso la caduta del Governo Prodi ritengo che ora - sottolinea Ferrero - serva un governo a termine che dia corso all'Articolo 1 Comma 4 della Legge Finanziaria che prevede che tutto l'extragettito sia destinato a ridurre le tasse dei lavoratori dipendenti. Questo puo' essere fatto subito, in parallelo alla verifica sulla possibilita' di arrivare a una legge elettorale sul modello tedesco. Si deve percio' dare il via subito a questa azione di giustizia sociale e lavorare a una legge elettorale che consenta di andare al voto prima dell'estate''.

Franceschini: Il governo è caduto per colpa di persone che hanno un nome e un cognome

Il governo non è caduto per la scelta di Prodi di presentarsi alle Camere, decisione che il Pd ha sostenuto, né per le prove di dialogo tra Walter Veltroni e Silvio Berlusconi. "Il governo è caduto per colpa di persone che hanno un nome e un cognome", afferma alle telecamere del Tg3 Dario Franceschini, smentendo il pressing del Pd perché il premier evitare il passaggio in Senato: "Non è assolutamente vero, Prodi ha fatto una scelta di trasparenza che ha mostrato in modo molto chiaro agli italiani i senatori che hanno mantenuto il patto assunto con il Paese e quelli che l'hanno tradito per interessi particolari". L'accelerazione della crisi, per il vice segretario del Pd, non ha nulla a che vedere con la ricerca di un'intesa tra i poli per le riforme: "Sono due piani diversi - dice - in un Paese il dialogo è una cosa normale per scrivere le regole con gli avversari, che però restano avversari". Sul futuro, Franceschini ribadisce l'auspicio del Pd per un governo per le riforme: "adesso tutto diventa molto trasparente e molto chiaro - osserva - Vedremo chi ha a cuore gli interessi del Paese, chi sa che con questa legge elettorale chiunque vince le elezioni non sarà in grado di governare e quindi privilegia la scelta di sistemare le nostre istituzioni, e chi invece farà prevalere la voglia di andare a occupare in fretta qualche posto".

Franceschini: Prodi sarà con noi fino alla fine

"Prodi è il fondatore, l'ispiratore e il presidente dell'Assemblea costituente del Pd. Sarà con noi fino alla fine". Intervistato dal Tg3, il vice segretario del Pd, Dario Franceschini, smentisce le ipotesi di un allontanamento del premier dal Partito democratico: "non scherziamo", taglia corto. La costruzione del nuovo soggetto, aggiunge Franceschini, "va bene, stiamo lavorando per far nascere il partito, avremmo voluto farlo in una situazione di maggiore stabilità, ma siamo pronti alle nuove sfide delle prossime settimane e mesi".

Montezemolo: Serve una nuova legge elettorale prima di tornare al voto

Il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, ritiene necessario varare una nuova legge elettorale prima di tornare al voto. Intervenendo a Siena all'assise regionale dell'industria toscana, ha dichiarato che "tutti, nei momenti di crisi, soprattutto dopo avere assistito al triste spettacolo da suk di questi giorni e alle scene vergognose di ieri in Senato, desideriamo che la parola torni a noi cittadini attraverso le elezioni." "E' naturale ed e' giusto. Tutti vogliamo dire basta e le elezioni ci sembrano l'unico modo per poterlo fare. Ma attenzione - aggiunge - lo sappiamo per esperienza, con questa legge elettorale la parola non torna ai cittadini ma alle segreterie dei partiti con liste pre-confezionate per consentire altri giri di giostra a chi non vuole un vero rinnovamento". Montezemolo prosegue dicendo: "Vogliamo davvero credere che un'altra stagione fatta di coalizioni forzate e di patti traditi il giorno dopo le elezioni metteranno in grado il prossimo governo di affrontare una situazione di crisi di sistema come quella in cui versiamo? Non possiamo rassegnarci a questa deriva".

Schifani: Serve un governo forte, di legislatura, per risolvere i problemi dei cittadini

L'ipotesi di un governo istituzionale per risolvere le crisi di governo "è estremamente improbabile", dice Schifani ed aggiunge: "I margini" per varare una nuova legge elettorale "sono ridottissimi". L'ipotesi di "un governo di transizione", sostiene il capogruppo dei senatori di Forza Italia, "non può essere la soluzione". Cosa fare? "Gli italiani -osserva- devono essere governati e serve un governo forte, di legislatura, per risolvere i problemi dei cittadini".

Prodi: No alle elezioni anticipate con questa legge elettorale

'No alle elezioni con questa legge elettorale'. Lo ha detto il premier dimissionario Prodi rientrando a palazzo Chigi dopo l'inaugurazione dell'anno giudiziario. Rispondendo ad una domanda dei cronisti ha ribadito: "Come ho gia' detto nel mio intervento in Parlamento e anche al Capo dello Stato, bisogna fare di tutto per evitare di andare a elezioni anticipate con questa legge elettorale"

Prodi all'inaugurazione dell'anno giudiziaro: I giudici sono soggetti solo alla legge

  Questa inaugurazione dell'anno giudiziaro coincide "con un momento particolarmente travagliato della nostra vita istituzionale",ha detto Prodi che ha l'interim alla giustizia,nel suo intervento.Quindi ha sottolineato che la magistratura"deve essere un potere disinteressato,custode dei diritti di tutti" "I giudici sono soggetti solo alla legge-spiega Prodi-ma essa deve essere interpretata e applicata ai fatti concreti che devono essere accertati e provati"."L'obbligatorietà dell'azione penale-prosegue- costituisce una garanzia".

Anche Prodi al vertice del Partito democratico

Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, partecipera' al vertice del Pd, convocato per analizzare la crisi di governo e valutare la posizione del partito in vista della consultazione con il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, in calendario martedi' mattina. All'incontro di oggi pomeriggio, in programma alle 15.30 presso la sede di piazza Santa Anastasia, parteciperanno tutti i big del Pd, ministri e capigruppo parlamentari compresi. In serata, il premier dovrebbe lasciare la Capitale per rientrare a Bologna.

Vertice dell'Udc per definire la posizione del partito in vista delle consultazioni

E' in corso alla Camera un vertice dell'Udc per definire la posizione del partito in vista delle consultazioni del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per risolvere la crisi di governo. Sono presenti Pierferdinando Casini, Lorenzo cesa, Rocco Buttiglione, Luca Volonte' e Francesco D'Onofrio. Verso le ore 17 e' prevista una conferenza stampa.

La sfida tra Prodi e Veltroni spacca il Partito Democratico

Il rito voluto da Romano Prodi si è consumato fino in fondo, il governo è stato battuto con cinque voti di scarto e alla fine molti nel Pd l'hanno vissuto come una liberazione. "I voti non ci sono - si lamentava Massimo Brutti a metà pomeriggio - basta, se ne prenda atto!". Uno sfogo, perché a tutti era chiaro che Prodi sarebbe andato fino alla fine. Ma un istante dopo il voto di sfiducia, è stato Goffredo Bettini, il braccio destro di Walter Veltroni arrivato in Senato al momento clou, a dettare subito la linea: "Serve un governo a termine per le riforme", chiarendo anche che l'interlocutore cui si guarda è ovviamente Silvio Berlusconi: "Se il cavaliere ha la spinta per passare dalla cronaca alla storia, accetta... Sennò chiede le elezioni". Nel Pd sanno bene che ora il destino della legislatura passa soprattutto per le mani di due attori: il capo dello Stato, che condivide la speranza di rimandare il voto a dopo la riforma della legge elettorale, e, appunto, Berlusconi. La scelta di Prodi di farsi battere a palazzo Madama restringe di molto i margini di manovra e segna in maniera forse irrimediabile i rapporti tra il premier e il Pd.

Ora, si tratta di convincere Berlusconi, che però a caldo non sembra lasciare margini. Di sicuro, è necessario da una parte offrire al cavaliere un termine certo per il ritorno al voto, dall'altra mettere in campo il nome 'giusto'. Spiega Giovanni Russo Spena di Rifondazione: "Prodi cercherà di essere lui a guidare la fase fino al voto, e a Berlusconi starebbe bene perché pensa di guadagnare consensi. Ma è una prospettiva che per me ha il 20%... Noi pensiamo che si debba fare la legge elettorale, se possibile con Prodi, ma non ci impicchiamo ai nomi". Per il Prc va bene un governo Marini allargato all'Udc, un solo paletto pone Russo Spena: "Io personalmente direi no ad un governo Fini-Veltroni-Berlusconi".

In realtà, il Pd guarda proprio al cavaliere come primo interlocutore, se non altro perché è chiaro che da lui dipende la sorte della legislatura. All'interno del partito di Veltroni, peraltro, le preferenze sono diverse: i popolari puntano ovviamente su un governo Marini, mentre altre componenti tifano per soluzioni più 'tecniche' come Mario Monti o Mario Draghi. Di sicuro, nessuno crede che l'Udc possa muoversi contro la volontà di Fi e, dunque, la chiave è convincere il cavaliere.

Spiega Brutti: "Berlusconi sa che vincendo con questa legge si ritroverebbe certamente a dipendere da Casini, al Senato. Dunque, potrebbe avere interesse a ritoccare la legge elettorale prima del voto. Ovviamente, dovremmo dargli garanzia che la transizione sarebbe breve". Antonio Polito la vede così: "Adesso serve un governo del presidente, che trova i voti in Parlamento. Dovremmo proporre un nome fuori dall' 'orchestrina politica' di queste ore, un nome che per Fi sarebbe difficile rifiutare...". Ecco dunque che entrano in ballo i nomi di Draghi e Monti (pare graditi anche al Quirinale) perfino di Gianni Letta: tutto, pur di evitare le urne a breve.

Quello che è certo è che il Pd sembra aver già archiviato Prodi. Natale D'Amico, diniano dissidente, giura che il premier ora "andrà a Bologna, vuole tirarsi fuori da tutto questo". Parole che un senatore del Pd, quando gli vengono riferite, commenta così: "Speriamo che sia vero, che vada in pensione". Veltroni, in realtà, nella nota che ha diffuso dopo il voto ha ovviamente reso un tributo all'azione del governo Prodi, aggiungendo che il "suo contributo sarà decisivo". E' però anche vero che i due si sono sentiti solo per telefono nel giorno della crisi. E, soprattutto, nessuno nel Pd ha finora chiesto a Prodi di restare in caso di voto a breve. Anzi, Piero Fassino dice che se si voterà in tempi rapidi il candidato dovrebbe essere Veltroni e Anna Finocchiaro, pur non dicendolo esplicitamente, fa capire altrettanto.

Una partita, quest'ultima, assai complicata. E' vero che il Pd preferirebbe non ripresentare Prodi, tanto più dopo che i rapporti si sono logorati e in una situazione in cui i fedelissimi del premier minacciano guerriglia paventando un bis dell'Asinello; ma è anche vero che con la legge elettorale attuale Veltroni non avrebbe vita facile con i 'piccoli' del centrosinistra, e l'idea di presentarsi da soli, più volte ribadita, può essere complicata da far digerire a tutti, dal momento che significa andare incontro ad una sconfitta certa. Una soluzione che il segretario può prendere in considerazione con lo scopo di fare 'chiarezza' e di costruire un partito a sua immagine e somiglianza, ma che lo espone anche al rischio di essere alla fine considerato il responsabile della sconfitta. E, al di là degli annunci, bisognerà vedere se Prodi davvero sceglierà il ritiro bolognese, come i fedelissimi assicurano, o seguirà Parisi e Bindi nella sfida al 'veltronismo', come ha detto ieri il ministro della Difesa.

Fassino all'attacco dei media: Basta con questa sacralità dell'informazione

Attacco ai media di Piero Fassino dagli studi di 'Porta a Porta' colpevoli di "falsa rappresentazione'' riguardo a questi giorni della crisi politica italiana. ''Basta con questa sacralita' dell'informazione, per cui se si dice quello che si pensa si attenta alla liberta' di stampa - ha detto Fassino - si dovra' pur poter discutere di cosa sia l'informazione oggi e di quale sia il suo rapporto con la politica''. ''La rappresentazione che i media hanno dato della crisi politica non e' vera - ha continuato Fassino - e' sbagliata e io per questo i giornali non li leggo piu', e come me molti italiani''.

Berlusconi: Craxi è morto senza lasciare una lira ai suoi familiari

"Posso testimoniare che Bettino Craxi è morto senza lasciare una lira ai suoi familiari. E lo dico perché gli sono stato vicino". Lo ha affermato il presidente di Fi, Silvio Berlusconi, al termine della proiezione romana di un film dedicato alla vita dell'ex segretario socialista. "Guardando questo film che è un documento toccante - ha proseguito Berlusconi - mi è tornato fuori quel sentimento di ingiustizia che provai anni fa".

La 'bufala' di Mastella che cita un falso Neruda

Mastella si presenta in aula e decide di esprimersi attraverso una poesia. Tutti a dire che Mastella ha citato Pablo Neruda. Peccato che quello che ha letto ma una poesia della scrittrice e giornalista Martha Medeiros, brasiliana di Porto Alegre. Quasi tutta la stampa italiana ha sottolineato e rilanciato la 'dotta citazione' di Mastella e il testo di quella poesia che sottolineava il momento. Ma evidentemente sia l'ufficio stampa di Mastella che i 'preparatissimi' giornalisti italiani continuano a vendere bufale... campane.

La 'ricostruzione' della falsa attribuzione su lacomunidad.elpais.com

Prodi: Andare fino in fondo, fino al voto di fiducia in Senato era la cosa giusta da fare

"Era la cosa giusta da fare". Per Romano Prodi non c'è alcun dubbio che la scelta di andare fino in fondo, fino al voto di fiducia in Senato, non aveva alternative. Una scelta maturata dall'inizio dell'apertura della crisi, portata avanti per tre giorni nonostante gli inviti del Quirinale, nonostante le pressioni del suo partito, il Pd, nonostante le richieste di ampi settori della sua maggioranza. Una scelta dettata "dalla coerenza, non dalla testardaggine", ha spiegato Prodi in Senato. Coerenza "per il lavoro svolto e verso l'impegno con l'Unione per un patto di legislatura". Rispetto per "le regole della democrazia e per il Senato". Non solo: "Sono qui oggi perché non si sfugge davanti al giudizio di chi rappresenta il popolo e perché il nostro popolo ci guarda", perchè "ogni crisi deve essere affrontata a viso aperto e non nei corridoi". E anche per respingere "le ricostruzioni fantascientifiche" di questi giorni: "Ricatti, minacce... sono fango non per me o per altri esponenti politici, ma per l'Italia".

Ora l'esperienza del suo secondo governo è arrivata al capolinea, e "ci affidiamo al Capo dello Stato, tutto è nelle sue mani", fanno sapere. Di sicuro un reincarico a Romano Prodi per un governo che guidi la transizione al voto riformando la legge elettorale è una strada difficile, ma se si dovessero creare le condizioni per un governo istituzionale che faccia le riforme, Prodi non lo ostacolerebbe. Nel suo intervento in Aula il premier sfiduciato ha voluto ribadire il suo impegno per le riforme necessarie al Paese: "Il Paese ha più che mai bisogno di essere governato, ha bisogno di continuità nell'azione di Governo e non può permettersi un vuoto di Governo. C'è un'emergenza sul piano delle istituzioni, con la necessità innanzitutto di riformare la legge elettorale. Io ho più volte ribadito, e lo ribadisco ancora, il mio impegno affinché ci sia il tempo per evitare al Paese di ricadere in un voto che lo condanni all'ingovernabilità".

Insomma, le riforme sono necessarie, è la convinzione di Prodi, nonostante le tensioni vissute con il Pd sull'opportunità di arrivare all'epilogo in Senato. Tensioni che lasciano ancora strascichi: basta vedere la nota con cui Franco Monaco, deputato di stretta osservanza prodiana che anche stasera è con il premier dimissionario a palazzo Chigi, ha commentato le dichiarazioni di Goffredo Bettini sulla necessità di un governo per le riforme insieme a Berlusconi: "Quanto è svelto Bettini. Dopo tre, dicesi tre, minuti dall'annuncio della sfiducia, già le agenzie battevano un accorato appello di Goffredo Bettini al Cavaliere. Sarebbe bene non esagerare. Capiamo che la cosa è in coerenza con un dialogo privilegiato. Ma un pò di misura e di pazienza non guasterebbero".

C'è poi il passaggio di ieri pomeriggio, con la nota diffusa da Santa Anastasia che seccamente lo invitava a dimettersi prima dal Senato. Un momento in cui Prodi ha sentito mancare il sostegno del partito per cui si era speso per una vita. Tuttavia, Prodi anche oggi in Aula ha ribadito la necessità di cancellare il 'Porcellum', e fonti di governo assicurano che "non ostacolerà" di certo chi cercherà di cambiarla: "Prodi è presidente del Pd e dell'Unione, ha un ruolo e lo eserciterà, come ha riconosciuto anche Veltroni".

Fini: Chi condivide il programma del centrodestra si puo' definire a pieno titolo nell'alleanza

"Chi condivide il programma del centrodestra si puo' definire a pieno titolo nell'alleanza". Lo ha detto il presidente di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini, nel corso della trasmissione 'Porta a Porta' in onda questa sera. "Il centrodestra deve definire il suo programma - ha aggiunto Fini - che non deve essere composto da 160 pagine, ma deve contenere quattro o cinque punti principali". Sulla possibilita' che nella coalizione entri anche l'ex Guardasigilli, Clemente Mastella, con l'Udeur, il presidente di Alleanza Nazionale sembra essere scettico: "Non so se su un tema come la giustizia - ha aggiunto Fini - le nostre opinioni coincidano al 100% con quelle di Mastella. Inoltre, lo stesso Mastella ha detto che si pone in alternativa anche al centrodestra e che intende formare una forza di centro".

Casini:Ora è necessario non sbagliare per evitare di trasformare le speranze in nuove delusioni

Le contraddizioni emerse nel centrosinistra e l'impegno coerente dell'opposizione in Parlamento hanno portato alla fine di un governo inviso alla maggiorparte degli italiani". Il leader Udc, Pier Ferdinando Casini, aggiunge: "Adesso e' necessario non sbagliare per evitare di trasformare le speranze in nuove delusioni".

Fassino: La rappresentazione che danno i media della crisi politica non è vera

La rappresentazione che danno i media della crisi politica non è vera": lo denuncia Piero Fassino ospite di Porta a porta. In uno sfogo contro i retroscena e le ricostruzioni non veritiere della politica italiana, l'ex leader Ds ha detto: "Non siamo una banda in competizione che deve regolare i conti". Criticando la "sacralità dell'informazione", Fassino ha affermato: "Non leggo più i giornali".

Fassino: Difficilmente ci presenteremo alle elezioni con la stessa coalizione larga e scarsamente omogenea del 2006

''Difficilmente ci presenteremo alle elezioni con la stessa coalizione larga e scarsamente omogenea del 2006, che non ce l'ha fatta a governare, e quindi sarebbe poco credibile e affidabile riproporre''. Lo ha detto Piero Fassino a 'Porta a porta'. L'esponente del Pd ha poi parlato dell'eventualita' annunciata da Walter Veltroni di portare il Partito democratico al voto da solo: ''Non e' una scelta facilissima, perche' se andiamo soli potremmo avere un risultato alto e contribuire alla semplificazione del quadro politico. Ma fare una scelta onesta, leale e nell' interesse del Paese, ci esporrebbe di piu' alla sconfitta. Per questo dovremmo discutere e per questo chiediamo una nuova legge elettorale''.

http://www.canisciolti.info

  • Video Gennaio 2008. Governo Prodi caduto

  • Lo spettacolo del senato italiano. Sputi, strilli, minacce, insulti, champagne, festeggiamenti vergognosi. Questi sono quelli che ci governano. Che vergogna!

  • Video Caduta Governo Prodi gennaio 2008

  • Cusumano inseguito, Cusumano insultato,Cusumano colto da malore, Prima gli insulti, gli sputi, l' inseguimento, le offese al senatore Cusumano, spumante e mortadella mangiata con le mani, il tutto in diretta tv...

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