TuttoTrading.it

SITO

  • Home
  • Mappa
  • Contatti
  • G.Temi
  • Dividendi
  • Div.19
  • Shopping
  • Informaz.
  • Sicur.Inf.
  • Trading
  • Collezioni




    VAI ALLA MAPPA DEL SITO

    Google analytics


    eXTReMe Tracker


  • 10/12/2007 Nichi Vendola e Pietro Ingrao 'battezzano' la Sinistra Arcobaleno (http://www.canisciolti.info)

    Ricerca personalizzata

    E' il grande giorno. Questa volta la moltitudine della Sinistra e l'Arcobaleno si è data appuntamento alle 10 del mattino. Stessa location di ieri, isolati dal mondo nella campagna romana tra padiglioni di metallo e grande freddo. La sala è enorme, i microfoni rimbombano, ma poco importa: le compagne e i compagni prendono posto in platea, poi si alzano, iniziano a girovagare a cercare sguardi conosciuti, per condividere le esperienze dei workshop di ieri e informarsi su quanto discusso negli altri. C'è fermento, entusiasmo, smania. Fuori i comitati vicentini contro l'ampliamento della base militare stanno presidiando l'ingresso in una sorta di "forca caudina" fatta di clacson, trombe e grida affinché chi entra non si dimentichi delle promesse fatte al suo popolo.

    Poi, la sala si placa. E' Nichi Vendola, a prendere la parola e improvvisamente l'attenzione si concentra sul palco: Cita Pierpaolo Pasolini e usa le parole di una poesia per parlare di politica e per dire alla platea che in ogni parto c'è dolore ma c'è anche la gioia per una nascita. Il parto, appunto, della aggregazione a sinistra.E' così che il governatore della Puglia, da molti indicato come il successore di Fausto Bertinotti nella leadership, conquista la platea della nuova Fiera di Roma.

    "Questo deve essere il nostro cimento del futuro. Un parto, un partire. Non so se un partito, ma certo una costituente, un soggetto che sappia leggere il cuore della nostra società. Una sinistra - scandisce Vendola - che non è un bignami di ciò che fummo. E' doloroso uscire da se stessi, si teme di perdere il proprio patrimonio, ma oggi è necessario". Per questo, l'invito a non perdersi "tra alchimie e formule" delle leggi elettorali ottiene una vera e propria ovazione. Nel suo intervento, interrotto da quasi venti applausi, c'è una critica spietata alla politica "confinata nei talk show" e un invito ad avere forza e coraggio per "questo atto di ricominciamento" che deve fare la sinistra per tornare ad essere davvero incisiva.

    Vendola non ha paura di interpretare il popolo della "Cosa Rossa" e avverte, questa volta in un messaggio rivolto direttamente in presidenza, del "senso di smarrimento" in cui si trovano le compagne e i compagni, per una "politica e una società che conservano ben poco dei valori della sinistra". Né ha difficoltà ad ammettere che "è morta e sepolta l'ideologia della speranza". Ma contro "la nuova ideologia, quella dei partiti di 'cassa' e quella del 'proprio ombelico' bisogna assolutamente combattere".

    La prima cosa da fare, sottolinea Vendola, è iniziare una vera e propria battaglia contro la precarietà: "Quella che stiamo vivendo - ha detto Vendola - è la prima generazione cresciuta fuori da qualsiasi idea di futuro". Ciò che occorre, ha spiegato Vendola, "non è fare prediche contro la precarietà ma avere il coraggio di lottarla". Per questo "l'accordo sul Welfare non va bene perché espelle il lavoro dalla terra del diritto sociale. La precarietà è un'orribile morte proletaria".

    E' Vendola che scalda i cuori e, per una regia non predeterminata, l'attenzione della platea viene distratta solo dall'ingresso, insperato, di Pietro Ingrao nel primo padiglione della Nuova Fiera. E', simbolicamente una sorta di passaggio del testimone: il giovane a parlare con le parole della gente di sinistra, il grande vecchio a "sgridare" i leader per le loro lentezze, per i troppi tatticismi e tentennamenti. Ingrao, sale sul palco con una sciarpa rigorosamente rossa, e ripete la sua raccomandazione: "Fate presto! Fate presto perché la vostra unità urge, il Paese ne ha bisogno e perché abbiamo davanti a noi quella che è la condizione tragica del lavoro in Italia. Fate presto proprio in nome dei caduti di Torino".

    Ecco, è una bella giornata questa domenica, anche se in qualche modo strana: la moltitudine chiede unità, vuole contare, parlare con le parole semplici, mobilitarsi in battaglie concrete come quelle contro l'ampliamento del Dal Molin. I "vertici" applaudono, stringono le mani eppure non convincono del tutto: il bilancino è sempre pronto in tasca, le compatibilità e i singoli interessi di bottega non si cancellano in due giorni. Ma se fino a venerdì potevano limitarsi a fare chiacchiere e incontri a porte chiuse, da lunedì le cose dovranno cambiare. Per non disperdere tante intelligenze e tanto entusiasmo. Per non deludere un popolo di sinistra che, nella sua generosità, ha deciso di concedere alla politica ufficiale un'altra occasione, chiarendo, però, che è proprio l'ultima.

    07/12/2007 Roma: Nasce 'la Sinistra l'Arcobaleno' la 'fed' di sinistra che terrà insieme Prc, Pdci, Verdi e Sinistra democratica (www.canisciolti.info)

    Sono attese alcune migliaia di persone, domani e domenica alla nuova Fiera di Roma: nasce 'la Sinistra l'Arcobaleno', la 'fed' di sinistra che terrà insieme Prc, Pdci, Verdi e Sinistra democratica con il sogno di costituire quella 'massa critica' di cui Fausto Bertinotti parlò per primo in una intervista a Liberazione a fine febbraio, dopo la quasi crisi sulla base Usa di Vicenza e la politica estera.

    La sinistra di oggi o è anticapitalista o non è", ha spiegato Fausto Bertinotti ai suoi riuniti nel blindato conclave della rivista 'Alternative per il socialismo'. Per Bertinotti, racconta chi ha partecipato alla riunione, "bisogna andare oltre il compromesso socialdemocratico e proporre un compromesso che parli del capitalismo attuale". Per studiarlo, al momento non è matura nemmeno una Fondazione comune o un centro studi delle forze di sinistra: "Ognuno parte da sé, poi si vedrà come intrecciare i percorsi", ha spiegato il presidente della Camera.

    La Sinistra arcobaleno è una sua creatura, ma Bertinotti ha già detto più volte che bisogna "andare oltre" i partiti esistenti. Una tesi politica che crea diffidenze fino all'ultima ora: anche oggi ci sono state tensioni e dubbi fra i partiti promotori sul programma di domenica, e se pare accertato che, su richiesta del Pdci, ad Achille Occhetto ("che ha fatto tanti danni, ci mancherebbe ci mettessimo ad osannarlo", dice un esponente dei Comunisti italiani) verrà negata la possibilità di intervenire nell'assemblea plenaria, forse servirà un ulteriore chiarimento fra i segretari dei quattro partiti su Nichi Vendola. Verdi e Pdci non vogliono l'incoronazione di un leader, quindi il presidente della Regione Puglia parlerà (forse) solo in qualità di amministratore locale, al pari del sindaco di Gela Rosario Crocetta (Pdci), del primo cittadino di Lamezia Terme Gianni Speranza (Sd) e del presidente Verde della provincia di Napoli Amato Lamberti.

    Quanto al presidente della Camera, grande sponsor dell'iniziativa, domenica non parlerà, almeno dal palco. Ma in futuro, c'è da giurare che non si accontenterà della difficoltosa nascita di una confederazione, che nelle intenzioni dei promotori, soprattutto di Rifondazione e Sinistra democratica, dovra andare ben oltre i partiti esistenti e accogliere nel suo grembo i movimenti, le associazioni, i disamorati della politica. Questi ultimi attratti, sperano i promotori, dalla fusione fra tradizione del movimento operaio e quella ambientalista, un esperimento che altrove non è stato nemmeno immaginato (ad esempio in Germania, dove i Verdi sono ben lontani da una fusione nella Linke con postcomunisti ed ex socialdemocratici di sinistra).

    Nella dichiarazione d'intenti che i quattro partiti promotori proporranno all'assemblea, i temi più caldi dell'attualità vengono affrontati con diplomazia: c'è la "forza grande ed autonoma" alla quale pensa Bertinotti, ma anche l'auspicio che pesi "nella realtà politico-sociale del centrosinistra", come vogliono tutti gli altri, mentre il presidente della Camera il centrosinistra lo ha già dato per morto nella recente intervista sul governo. Del resto, il compromesso non risolto fra 'governisti' e 'radicali' si ritrova in un'altra parte del documento, dove si legge che la sinistra arcobaleno è "pronta ad assumersi, oggi e in futuro, responsabilità di governo, od esercitare la sua funzione dall'opposizione".

    La scommessa è quella di tenere insieme ambientalisti e sinistra tradizionale, in nome del fatto che "intollerabile crescita delle disuguaglianze e insostenibili cambiamenti climatici - recita il documento - hanno una comune origine e portano alla stessa risposta: un altro mondo è possibile". Pace e laicità dello Stato le altre 'atout' che la 'cosa' Arcobaleno giocherà per tentare di rispondere alla nascita del Pd e restituire un futuro alla sinistra dell'Unione.

    Se tutto andrà bene, se i 'No Dal Molin' di Vicenza e la contestazione delle femministe vicine al Prc che chiedono criteri meno "maschili" di organizzazione non rovineranno la festa, i passi successivi all'assemblea sono già fissati: il 23 e 24 febbraio assemblee popolari in tutta Italia, poi un incontro nazionale degli amministratori locali dei quattro partiti. E c'è l'idea di un seminario per fissare le regole comuni della futura 'fed' di sinistra. Se il governo non riuscirà a superare i prossimi passaggi critici e la verifica di gennaio chiesta dal Prc, e se tutte le iniziative unitarie messe in campo non basteranno a trovare l'intesa per liste comuni alle amministrative, 'rossa' o 'arcobaleno' che sia, la 'cosa' della sinistra rischia di naufragare presto.

    05/12/2007 Sinistra Arcobaleno (http://www.verdi.it)

    Tratto grafico comune per il raggruppamento dei partiti della sinistra e degli ecologisti. Bonelli: "Incontro di culture diverse"

    La Sinistra L'Arcobaleno. E' stato approntato il tratto grafico comune che dovrebbe rappresentare il raggruppamento dei partiti della sinistra e degli ecologisti e che sarà presentato durante l’assemblea convocata per sabato e domenica a Roma. 

    Il tratto grafico, non un simbolo, scelto dai leader del Prc Franco Giordano, dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio, del Pdci Oliviero Diliberto e della Sinistra Democratica Fabio Mussi, contiene le parole: “La Sinistra”, scritta in rosso, con la 'S' maiuscola; e L'Arcobaleno, colorata di verde, con la 'A' maiuscola.  In basso, sotto le scritte, nel logo c'è anche un disegno che riproduce graficamente i colori dell'arcobaleno.

    “Il tratto grafico dell’assemblea della sinistra e degli ecologisti guarda al futuro – dice il capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli -, rappresenta l’incontro di culture diverse per costruire una sinistra moderna e innovativa”. “L’arcobaleno – aggiunge Bonelli - rappresenta la pluralità e la ricchezza della sinistra, degli ecologisti, di chi vuole tutelare l’ambiente, il lavoro, i giovani, la ricerca, i diritti”. 

    ''La decisione di Verdi, Prc, Pdci e Sinistra democratica di dare il via libera al simbolo grafico della sinistra arcobaleno – ha commentato anche Paolo Cento, sottosegretario all'Economia e deputato dei Verdi - è un fatto di grande rilievo che rappresenta l'inizio di una svolta per il futuro della sinistra in Italia e, in futuro, anche in Europa''.

    ''Con questa scelta - prosegue - l'assemblea dell'8 e 9 dicembre acquista un rilievo storico e può consentire finalmente l'avvio di una discussione ampi per coinvolgere non solo i partiti interessati ma anche tute le realtà territoriali e tematiche di questo immenso arcipelago arcobaleno''.

    http://www.canisciolti.info

  • Archivio Politica
  • Ricerca personalizzata

     Questo sito
  • Home
  • Mappa sito
  • Contatti



    VAI ALLA MAPPA DEL SITO