TuttoTrading.it

12/10/2007 Veltroni: Il Partito democratico un sostegno leale e forte al governo Prodi fino al 2011. Prodi chiude al rimpasto di governo (http://www.canisciolti.info)

Ricerca personalizzata
GIOCHI GIOCATTOLI
Articoli da regalo
Attività creative
Bambole e accessori
Bestseller generali
Burattini e tetrini
Calendari dell' avvento
Collezionabili
Costruzioni
Elettronica per bambini
Giocattoli da collezione
Giocattoli prima infanzia
Elettronica per bambini
GIOCHI GIOCATTOLI
Giocattoli da collezione
Giocattoli prima infanzia
Giochi di imitazione
Giochi da tavola
Giochi educativi
Modellismi
Peluche
Personaggi Giocattolo
Puzzle
Sport Giochi Aperto
Strumenti Musicali
Veicoli

12/10/2007 Veltroni: Il Partito democratico un sostegno leale e forte al governo Prodi fino al 2011

Dal Partito democratico, quale che sia l'esito delle primarie di domenica, non ci si deve attendere nient'altro che un sostegno leale e forte al governo Prodi" e così sarà "fino al 2011, con grande determinazione". Lo ha detto il leader in pectore del Pd Walter Veltroni, al Lingotto di Torino. Nel governo, ha avvertito, "tutti facciano lo stesso: basta con i conflitti interni", che nascondono "la sua qualità d'azione", ma "continuiamo questa azione riformista e togliamo di mezzo elementi di confusione che affuscano ciò che è reale nella vita e nella politica economica del governo".

12/10/2007 Fini: Le primarie del Pd sono un'orchestra stonata

"Non è Prodi che è stonato, ma l'intera orchestra". Così Gianfranco Fini sulle primarie di domenica per il Partito Democratico.Scherza il leader di An a Uno Mattina, e sulle sue preferenze nel Pd spiega che "non è un problema di direttore. Ci può essere Veltroni, la Bindi, Letta, ma non cambierà nulla...". Sull'eventuale caduta del governo: "Non mi piace parlare di spallata, dà l'idea di una rissa permanente".Infine sul manifesto affisso a Roma che lo ritrae col braccio teso: "E' solo una provocazione, si tratta di un fermo immagine".

12/10/2007 Enrico Letta: No ai 'diktat' romani e largo ai giovani per ringiovanire il Pd

I segretari regionali del costituendo Partito democratico non devono e non potevano nascere sotto il "diktat romano". Ne è convinto il candidato leader Enrico Letta che ha chiuso la sua campagna elettorale in un teatro del centro cittadino di Napoli. "Che credibilità avrebbe avuto per parlare con i giovani, gli imprenditori e la società chi aveva ricevuto il diktat romano? - si chiede Letta - In tre o quattro si sarebbero riuniti in una stanza e avrebbero deciso chi avrebbe governato nelle singole Regioni".

Che credibilità, ripete Letta, avrebbe avuto un candidato con "l'unica legittimazione di essere fedele a tre o quattro persone che si riunivano in una stanza?". Letta è convinto che la sua candidatura ha rotto questo schema e la decisione di essere anche lui tra i possibili segretari alla guida del Pd è nata proprio per dire no a questo meccanismo. "La mia candidatura è nata così: noi abbiamo detto che queste regole non ci andavano bene - prosegue - il segretario regionale lo decidono i cittadini che vivono in quella determinata regione".

E ancora: "Oggi chiediamo di essere persone libere che non devono domandare a nessuno di fare politica" e rinforzando il concetto ricorda che sono principalmente i giovani "con una età media di 35 anni" e che provengono da esperienze "importanti e diverse" quelli che sono candidati nelle liste che lo appoggiano.

Letta, tracciando un bilancio di questi mesi di campagna elettorale, dice che queste primarie sono state "tutte rivolte ai giovani. Nelle nostre liste ci sono molti ragazzi con un'età media di 35 anni. C'è bisogno - prosegue - di ringiovanire il Pd. Un partito che, se le nostre liste non avessero successo, rischierebbe di nascere molto, molto vecchio".

12/10/2007 Prodi chiude al rimpasto di governo ma rilancia su un più ampio progetto di riforma

Nessun "colpo di testa", tanto meno in Finanziaria. Ma sì ad un disegno organico che coinvolga il governo centrale e gli enti locali. Romano Prodi chiude al rimpasto, ma rilancia su un più ampio progetto di riforma, su cui - annuncia oggi - il Partito Democratico presenterà una proposta di legge a gennaio.

Dopo settimane di pressione da parte di vari esponenti del Pd, Walter Veltroni per primo, il presidente del Consiglio interviene in due occasioni pubbliche sulla questione. In un'intervista al Tg3 Prodi riconosce che il problema della riduzione dei ministri "si pone", ma al tempo stesso "non si risolve con colpi di testa". In una lettera aperta sul suo sito personale, Prodi aveva già detto che il governo "non ha bisogno di rimpasti, anche se trovo giusta ogni iniziativa che ne rafforzi il funzionamento a cominciare dal ripensamento della sua struttura, così come della struttura di tutti gli organi istituzionali (rappresentativi ed esecutivi) sia a livello centrale che a livello locale".

Per questo "immediatamente all'inizio dell'anno nuovo, con apposita proposta i parlamentari del Partito Democratico dovranno, con una apposita norma, costruire un disegno complessivo e completo che adatti la quantità e la qualità degli organi centrali e locali alle necessità di un paese moderno". Un compito che "non può essere svolto dalla legge finanziaria o da decreti che hanno altri obiettivi", ma che dovrà essere affrontato "senza scorciatoie".

Un riferimento, quello alla Finanziaria, su cui Prodi è tornato intervenendo alla riunione in Senato con la maggioranza, in cui ha provato a disinnescare la 'mina' costituita dall'annunciato emendamento di Salvi e Villone per tornare alla legga Bassanini che limitava drasticamente il numero dei ministeri. Il premier avrebbe ricordato che quando Bassanini fece quella riforma era un ministro del primo governo Prodi, e quindi è ovviamente favorevole alla Bassanini. Ma la Finanziaria 2008, avrebbe aggiunto, non è nè il tempo nè il modo per affrontare la questione, che però - avrebbe assicurato - verrà affrontata appunto a gennaio in modo organico.

11/10/2007 Se si votasse oggi, il Partito Democratico varrebbe tra il 23 e il 27%

Se si votasse oggi, il Partito Democratico varrebbe tra il 23 e il 27%, ma ha le potenzialità per superare il 35% e addirittura arrivare al 40. E' quanto emerge dalle risposte di sei sondaggisti, interpellati dal quotidiano online Affaritaliani.it. Ma tutti mettono in luce che le variabili sono molte, a cominciare dal successo delle primarie di domenica. Oggi il Pd è tra il 25 e il 30%, mentre la potenzialità massima è del 40", afferma Nicola Piepoli. Secondo Alessandro Amadori, amministratore delegato di Demoskopea, "in un periodo in cui il centrosinistra è molto sofferente, il Pd non va oltre il 24%. Quanto alla potenzialità teorica, dipende se il nuovo partito riuscirà ad aprirsi a quel 40% di cittadini che non appartengono a nessun schieramento. In questo caso, potrebbe arrivare intorno al 30%, forse anche qualcosa in più. Un 20% di ex diessini nel massimo del loro splendore e un 10% di ex diellini nella loro piena efficienza elettorale". "Attualmente il partito democratico è intorno al 27%", spiega Alessandra Ghisleri, numero uno di Euromedia Research. "Ma la potenzialità è molto più ampia. Dipenderà dalle scelte politiche, non è un valore matemicatico ma legato a quello che si vorrà realizzare. Sarà un partito moderato? In che modo? Quali aperture verso il Centrodestra e la sinistra estrema? Il Pd può avere un grande respiro e potenzialmente può superare il 30%, ma non dipende da un fattore numerico bensì dalle scelte politiche". Per Fabrizio Masia, direttore di Nexus, "in questo momento la dimensione del Pd è intorno al 25-26%. La potenzialità è difficile da esprimere perché bisognerà vedere l'evoluzione futura e anche la legge elettorale. Non escludo che possa raggiungere il 35%. Le variabili da tener presente sono molte, dalla Cosa Rossa ai socialisti, da Mastella a Di Pietro". "Attualmente il partito democratico vale il 23%, la potenzialità massima è del 35%", afferma Renato Mannheimer. Secondo Maurizio Pessato, amministratore delegato di Swg, "il Pd non ha un grande andamento, ma bisogna aspettare il 14 ottobre. Il dato di oggi, 24-25%, è poco significativo proprio perché può cambiare tra qualche giorno. Il potenziale del partito democratico è almeno il 35%, forse anche qualcosa di più pensando ai risultati che ha ottenuto l'Ulivo in passato. Può essere una novità nel panorama politico italiano, ma molto dipenderà dalle scelte politiche".

http://www.canisciolti.info

  • Archivio Partito Democratico
  • Ricerca personalizzata
    LIBRI
    Adolescenti Ragazzi
    Arte Musica
    Bestseller Generali
    Biografie
    Consultazione ed Informaz.
    Diritto
    Economia e Business
    Fantascienza
    Fantasy
    Fumetti e
    Gialli e Thriller
    Hobbi e Tempo Libero
    Horror
    Humor
    Informatica e Internet
    Letteratura
    Libri altre lingue
    Libri inglese
    Libri bambini
    Lingue linguistica
    Narrativa
    Politica
    Religione
    Romanzi rosa
    Salute Benessere
    Scienze Medicina
    Self-Help
    Società Scienze Sociali
    Sport
    Storia
    Viaggi

     Questo sito
  • Home
  • Mappa sito
  • Contatti
    VAI ALLA MAPPA DEL SITO