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13/09/2007 Mastella, amici e parenti volano al Gran Premio con l'aereo presidenziale a spese dello Stato (Red, http://www.canisciolti.info)

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L''Espresso' accusa il Guardasigilli Clemente Mastella: è andato al Gran premio di Formula 1 a Monza con il figlio e altre persone utilizzando l'aereo di Stato. In un lungo articolo dal titolo 'Senza grazia e senza giustizia' corredato da foto e firmato da Gianluca di Feo, si legge che "i magistrati non hanno la benzina per le auto ma il ministro della Giustizia non lesina certo sul carburante. Soprattutto quando si tratta di accontentare amici e famiglia".

La fotocronaca de L'Espresso che testimonia il viaggio del ministro Clemente Mastella e del vicepremier Francesco Rutelli sui velivoli dell'Aeronautica Militare.

Per l'escursione al Gran Premio di Monza Clemente Mastella - dice l'attacco dell'articolo - non ha badato a spese, tutte però a carico di altri. Il Guardasigilli ha volato da Salerno a Milano con l'Air Force One italiano: uno dei lussuosi Airbus presidenziali, praticamente una suite con 40 poltrone e ogni genere di comfort", spendendo al minimo "20.000 euro". Ma l'accusa va oltre. Secondo l''Espresso', infatti, il ministro Mastella, dopo aver transitato dall'area vip di Linate, "si è accomodato su un meraviglioso elicottero privato, un potente Agusta 109 con salottino interno, diretto verso l'autodromo. Nessuno sa chi ha saldato il conto per questa navetta, prenotata per uso esclusivo del leader Udeur".

L'ipotesi dell''Espresso' è che sia stato "forse Flavio Briatore a omaggiare l'amico Clemente di quel tour con vista sui tetti del Duomo che ha permesso di scavalcare tutte le code per planare nel giro di dieci minuti direttamente nei box di Monza". Del resto, fa notare il settimanale, "sono qui per salutare l'amico Briatore" sono state le prime parole del ministro dopo lo sbarco nel circo dei motori. Un comportamento che viene definito dal settimanale "senza grazia", soprattutto perché tenuto nel giorno "in cui il dibattito era incentrato sui costi della politica".

"Facile - ipotizza quindi l'autore - prevedere le giustificazioni di Mastella: l'impiego dei voli di Stato non è una sua scelta, ma viene imposto per motivi di sicurezza". Sicurezza che secondo il giornale non era comunque assoluta, come dimostrerebbero le foto pubblicate.

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