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25/02/2007 Fassino: La maggioranza di centrosinistra è più coesa e responsabile (http://www.canisciolti.info)

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Per Piero Fassino non c'è più il rischio che le posizioni estremiste della sinistra radicale mettano in gioco la sopravvivenza del Governo. "Mi sembra che in questi giorni - ha detto Fassino - siano maturate le condizioni politiche e programmatiche per rendere più coesa e responsabile la maggioranza di centrosinistra. I 12 punti che ha indicato Prodi rappresentano le indicazioni di priorità su cui tutti i partiti di centrosinistra si sono impegnati, non solo a condividerli, ma a sostenerli con piena lealtà.

"Si sono stabilite - ha spiegato il segretario dei Ds - delle regole più stringenti per garantire l'unità e la coesione della maggioranza di centrosinistra. Non è vietato a nessuno avere un dissenso e non condividere una scelta che il Governo e la maggioranza fanno - ha evidenziato ancora - ma non è obbligatorio trasformare, ogni volta, un dissenso in un voto contro. Credo che questa crisi - ha continuato - ci ammonisica a evitare incidenti come quelli che sono accaduti. Abbiamo bisogno di un Governo di centrosinistra con un solido profilo riformista e mi pare che i 12 punti indicati da Prodi lo rappresentino. Abbiamo anche bisogno - ha concluso Fassino - di un centrosinistra che, ottenuta la fiducia, governi il Paese e contemporaneamente apra un confronto con l'opposizione per affrontare il tema del sistema politico attraverso una nuova legge elettorale".

Berlusconi vuole elezioni anticipate

'Vorremmo andare alle urne subito per mandare a casa questa sinistra': lo ha detto Silvio Berlusconi parlando a Milano.Secondo l'ex premier, i centralini di Forza Italia 'sono intasati da due messaggi: andare alle urne subito e in piazza, in piazza, in piazza'.

A suo dire, i sondaggi darebbero la Cdl per vincente con il 57%. Il Partito della Liberta', ha aggiunto, resta una prospettiva per tutto il centrodestra e i riformatori potrebbero giocarvi un ruolo importante.

Passeggiata 'romana' per Prodi tra strette di mano e ingoraggiamenti

Gli umori della piazza li aveva sondati nel pomeriggio affiacciandosi un paio di volte dalle finestre di palazzo Chigi. Poi, questa sera, è voluto andarli a toccare con mano. E per Romano Prodi, dall'inizio del suo mandato, si è trattato del suo primo vero e proprio bagno di folla. Moltissime le mani che si è trovato a stringere lungo il percorso che alla fine lo ha portato a messa con la moglie Flavia.

Tante le fotografie scattate, gli incoraggiamenti ricevuti. Dalle più disparate persone: dai turisti agli studenti. Da alcune suore all'ambulante extracomunitario che, spaventato dall'arrivo di molti poliziotti, ha fatto prima fagotto della merce griffata falsa, e poi si è fatto coraggio attendendo il passaggio del premier per incoraggiarlo ad andare avanti.

Ma l'accoglienza più calorosa, però, gliel'hanno riservata una decina di studenti inglesi, con tanto di divisa e cappelletto: appena si sono accorti dell'arrivo del premier a Fontana di Trevi hanno iniziato a gridargli - forse non ancora aggiornati sugli ultimi sviluppi della crisi - di "restare" di "non mollare" che "la colpa non era sua, ma di Berlusconi". Divertita la reazione di Prodi che, forse sorpreso per il tanto calore ricevuto ha anche imboccato un vicolo cieco che lo ha costretto a tornare sui suoi passi.

Il 'successo' della passeggiata è stato tale da costringerlo, una volta finita la messa, a lasciare la chiesa da un'uscita secondaria per cercare di dribblare una nutrita folla di curiosi che lo attendevano all'esterno. Non è mancata, però, una piccola ma piuttosto rumorosa contestazione. Poco prima di entrare in chiesa da una macchina parcheggiata, una signora ha dapprima cercato di dire qualcosa (ma sulla bocca aveva la mano della sua amica) e infine ha invocato decisamente ad alta voce il ritorno di Berlusconi e di Fini.

Nessuna polemica di D'Alema con Prc, Pdci e Verdi

"Come tutti possono verificare ascoltando l'intervento al teatro Brancaccio sul sito www.massimodalema.it, il vicepresidente del Consiglio non ha polemizzato né con Prc, Pdci e Verdi, né con le posizioni sostenute dalle forze che fanno parte della maggioranza di governo". E' quanto chiarisce Daniela Reggiani, portavoce del vicepremier, D'Alema.

I due esponenti della sinistra radicale, che hanno contribuito alla caduta del governo sulla politica estera, replicano a D'Alema che giudica "una certa sinistra" inutile "al Paese". Rossi ritiene che "chi è contro la guerra non deve approvare la guerra altrimenti a che cosa serve la politica?" E poi aggiunge: "Ricordo che i comunisti nascono contro la guerra".Anche Turigliatto dice: "D'Alema ha riproposto la teoria per cui si potrà arrivare alla conferenza di pace solo se si è dentro il dispositivo politico e militare"

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