TuttoTrading.it



SITO

  • Home
  • Mappa
  • Contatti
  • G.Temi
  • Dividendi
  • Div.19
  • Shopping
  • Informaz.
  • Sicur.Inf.
  • Trading
  • Collezioni
    VAI ALLA MAPPA DEL SITO


    INFO
  • Acqua
  • Aliment.
  • Ambiente
  • Automot.
  • Balneab.
  • Banche
  • Bookcr.
  • Buttol
  • Case
  • acqua
  • Colorare
  • Decoro
  • urbano
  • Decresc.
  • dividendi
  • Donne
  • Economia
  • Economia
  • circol.
  • Energia
  • En.rinnov.
  • Famiglia
  • Finanza
  • Foto
  • Giardini
  • Giornata
  • memoria
  • G.foibe
  • Inquin.
  • M'illumino
  • dimeno
  • M5S TDG
  • Ora sol.
  • legale
  • Peso
  • rifiuti
  • Pishing
  • Politica
  • Raccolta
  • bott.
  • Olio
  • esausto
  • Rassegna
  • Riciclo
  • Rifiuti
  • R.affetto
  • R.zero
  • R.verde
  • S.mare
  • Scuole
  • ricicl.
  • Social
  • street
  • Solidar.
  • Shopping
  • Spoofing
  • Storia
  • TDG
  • News
  • Tumori rif.
  • Tutto
  • droga
  • T.racc.
  • differ.
  • T.droga
  • T.scuola
  • Violenza
  • V.rendere


  • 08/12/2006 Berlusconi: partito unico delle libertà

    Ricerca personalizzata

    08/12/2006 Berlusconi: Il nostro popolo chiede unità, serve il partito unico delle libertà

     

    "Il popolo della liberta' viene orgogliosamente da tradizioni politiche diverse ma si muove gia' come un solo popolo, e aspetta di ritrovarsi unito sotto le bandiere del partito delle liberta', che noi abbiamo il dovere di costituire". Lo scrive Silvio Berlusconi in una lettera inviata a tutti i dirigenti di Forza Italia per ringraziarli dopo il successo della manifestazione del 2 dicembre a Roma, e pubblicata dal quotidiano 'Libero'.

    Quella del partito delle liberta', spiega Berlusconi, "e' necessita' storica per salvare l'Italia dalla sinistra piu' retriva di tutto l'Occidente, dominata ancora dall'ideologia comunista. Una missione - sottolinea l'ex premier - a cui dedichero' tutto me stesso, per restituire all'Italia una vera e completa liberta'". Quanto alla manifestazione del 2 dicembre a piazza San Giovanni, Berlusconi osserva che "davanti alla peggior Finanziaria della storia, c'e' stata la piu' grande mobilitazione della storia, dal '45 ad oggi: una risposta ferma, democratica e civile alla sinistra della prevaricazione, ai guerriglieri di lotta di governo che urlano '10, 100, 1000 Nassiriya', e agli apprendisti stregoni del fisco che vogliono trasformare l'Italia in un immenso Soviet di controllori e delatori". Berlusconi sottolinea la necessita' di unita' di tutta la Cdl: "E' necessario raccogliere l'inequivocabile invocazione di unita' che e' salita altissima dal popolo di piazza San Giovanni, nella consapevolezza che spesso i cittadini sanno guardare piu' avanti di chi li rappresenta".

    06/12/2006 Buttiglione: Il ciclo di Berlusconi è finito e lo accompagneremo all'uscita

    ''Tutti i cicli politici hanno un'inizio e una fine, e' arrivata la fine politica anche per un grande come Helmut Kohl. Anche il ciclo di Silvio Berlusconi e' finito e in amicizia e' il caso di farglielo capire. Lo accompagneremo all'uscita, perche' senza di noi il centrodestra non puo' vincere''. Rocco Buttiglione, presidente Udc, risponde cosi' nel corso della trasmissione quotidiana di Nessuno Tv ''Contro Adinolfi''(canale 890 di Sky).

    Buttiglione si preoccupa pero' di dare sponda anche alle posizioni di Carlo Giovanardi, l'esponente piu' filoberlusconiano del partito: ''Le preoccupazioni di Giovanardi sono giuste, lui non vuole che un passo alla volta si finisca magari per tracimare dall'altra parte. Ma, voglio rassicurarlo: questo non accadra'''. Una battuta e' riservata anche all'ex leader del partito, Marco Follini, fondatore dell'Italia di Mezzo: ''Io non ho capito perche' Follini abbia lasciato l'Udc. Poiche' non l'ho capito non riesco a spiegarlo''.

    06/12/2006 Casini: Mi fa piacere la telefonata di Berlusconi ma i problemi sono altri

    "Mi fa piacere questa telefonata di Berlusconi. I problemi politici erano sul tappeto prima e sono sul tappeto adesso allo stesso modo. Ma la telefonata mi fa piacere perché non era una frase che avevo gradito ed ho risposto ad una frase che non avevo gradito". Lo ha detto il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, ospite di Ballarò, dopo la telefonata del presidente di Fi, Silvio Berlusconi, intervenuto per precisare la sua frase sulla parabola del figliol prodigo.

    "Da parte mia non c'è stata nessuna ingiunzione, nessun imperativo categorico. In cinque anni di Governo, Casini lo sa, non è mai venuta da me una imposizione agli alleati. Fare minacce è fuori dalla mia abutidine". Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, è intervenuto questa sera telefonicamente a Ballarò per "precisare" le sue affermazioni di domenica scorsa quando, lasciando Palazzo Grazioli, riferendosi al leader dell'Udc, lo aveva invitato a "tornare in tempi brevi" e aveva utilizzato la parabola del "figliol prodigo".

    06/12/2006 Berlusconi: Quella sul vitello grasso era solo una battuta, non una minaccia

     

    Quella sul vitello grasso era solo una battuta, non una minaccia. Così Berlusconi risponde a Casini, telefonando in diretta a "Ballarò". Al leader dell'Udc che aveva detto di non accettare ultimatum da nessuno,l'ex premier precisa: "Ho detto che stiamo ingrassando il vitello e che quando l' Udc tornerà lo uccideremo"."Era solo una battuta, perché fare minacce è fuori dalla mia mentalità". Replica Casini: "Bene la telefonata di Berlusconi, non avevo gradito la sua frase sul vitello grasso,ma i problemi politici restano".

    06/12/2006 Casini: Hanno fatto una festa per incoronare Berlusconi

    "Non accetto ultimatum da nessuno, ne' da Berlusconi, ne' da chicchessia". Lo ha dichiarato ai microfoni di 'Ballarò' il leader dell'Udc, Pierferdinando Casini. "La sera delle manifestazioni - ha detto un Casini molto accalorato - Berlusconi mi ha detto che aspettava il figliol prodigo con un vitello grasso, ma gia' la mattina dopo ha aggiunto: che faccia presto a tornare, altrimenti... Io non ho mai accettato ultimatum da nessuno e non li accetto neanche da Berlusconi".

    "Nessuno - ha poi detto Casini - ha il monopolio del centrodestra, neanche Berlusconi. Ho combattuto contro la sinistra da quando avevo i calzoni corti a Bologna. Detto questo, la mia e' stata una scelta di coerenza: ho detto fin dal giorno dopo le elezioni che era necessario un centrodestra diverso da quello che abbiamo conosciuto finora, che bisognava approfittare dei cinque anni di opposizione per confrontarsi con un centrodestra moderno, alternativo all'attuale. Con quale coerenza politica, con quale moralita' sarei potuto andare a una festa fatta per incoronare Berlusconi e per riproporre lo stesso centrodestra di questi ultimi 15 anni".

    Casini non ha inteso sminuire la portata dell'avvenimento di sabato scorso: "quando un milione di persone va in piazza si tratta di un grande fatto democratico, ma la gente - anche tutti coloro che mi hanno denigrato - si accorgera' che questa manifestazione finira' per rafforzare Prodi. Questo bipolarismo, infatti, e' tenuto in piedi da una visione 'anti' e non da una visione 'per'". Il leader dell'Udc ha poi concordato con la richiesta di un congresso che avvalori la scelta fatta in queste ultime settimane: "E' giusto fare un congresso, ma non certo per andare a sinistra. Sono consapevole di avere assunto una posizione scomoda, non so se riusciro', ma credo che anche coloro che oggi mi danno del traditore capiranno che ho un'idea diversa del Paese".

     

    05/12/2006 Berlusconi a Casini: Continuo a ingrassare il vitello grasso

    "Pier Ferdinando Casini è all'opposizione di questo governo". Così il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, al telefono con Ballarò, ha risposto a Giovanni Floris che gli ha domandato se, a suo parere, Casini stia dentro o fuori dalla Cdl. "Io ho detto che stiamo ingrassando il vitello e continuiamo ad ingrassarlo", ha aggiunto.

    "Non c'è nessun termine ultimo - ha precisato Berlusconi - ho detto semplicemente e lo ribadisco speriamo non lo mangi qualcun altro".

    Casini: Non accetto ultimatum da nessuno nemmeno da Berlusconi

    "Non accetto ultimatum da nessuno nemmeno da Berlusconi": e' quanto ha dichiarato questa sera il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini. "Puo' rivolgersi ad altri in questo modo non a me" ha detto l'ex presidente della Camera a Ballaro' su Raitre, riferendosi al modo in cui Berlusconi, dopo a manifestazione di Roma, aveva chiesto all'Udc e a Casini di tornare all'interno della Cdl.

    "Il compito che io ho non è di andare a sculettare o scimmiottare in piazza dietro a Berlusconi in una piazza che ha chiaramente un'impronta" ha affermato Casini "Il mio compito - prosegue - è quello di convincere anche una parte degli elettori che pensava di avere scelto un governo di centrosinistra europeo e che oggi invece hanno dato in mano all'estrema sinistra la carta detentiva di questo Governo".

    "Nessuno ha il monopolio del centrodestra, né Berlusconi né altri: io stavo nel centro alternativo alla sinistra da quando portavo i calzoni corti. Continuerò a farlo finché mi pare, non ho bisogno dell'autorizzazione di nessuno e da nessuno accetto bacchettate". ha continuato Casini commentando a 'Ballarò' l'aut-aut di Silvio Berlusconi a tornare nella Cdl ma in tempi brevi. "Io non accetto ultimatum di tipo padronale - ha detto Casini - non li accetto da nessuno e se Berlusconi vuole rivolgersi in questi termini lo fa con gli altri a non con me. Io credo che queste persone che sono andate in piazza dovrebbero riflettere sul fatto che, se una persona ha dignità, non può essere trattato in questo modo e io non vengo trattato in questo modo".

    05/12/2006 Fini: La Cdl è viva e lotta insieme a noi

    Secondo il leader di Alleanza nazionale Gianfranco Fini, la CdL non e' morta. Rispondendo a un cronista che gli chiedeva se fosse vero che la Casa delle Liberta', come ha detto Casini, fosse morta Fini ha risposto: "No, credo che quello che e' accaduto in piazza a Roma, sabato scorso, dimostri che l'opposizione di centrodestra, quindi la Casa delle Liberta' c'e' e si fa sentire".

    A chi gli chiedeva se alla luce dello "strappo di Palermo" da parte dell'Udc ci fossero due opposizioni il leader di An ha risposto: "C'e' un'opposizione che ha delle tattiche diverse". "E' possibile ricucire lo strappo" e' stato chiesto a Fini arrivato a Cento per partecipare ad un incontro all'interno del palazzo del Comune con la giunta e gli imprenditori: "Preferisco parlare della legge Finanziaria - ha ribadito Fini- senza alcuna polemica con Casini che ha detto, altrettanto saggiamente, che non vuole polemizzare con me".

     

    05/12/2006 Berlusconi: Pollari è un autentico servitore dello Stato

    "Esprimo la mia piena solidarieta' al generale Nicolo' Pollari, un autentico servitore dello Stato che merita la riconoscenza di tutti quelli che hanno a cuore la sicurezza del Paese". Lo afferma in una nota il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in merito alla richiesta di rinvio a giudizio dell'ex capo del Sismi Nicolo' Pollari e di altre 34 persone, per la vicenda del sequestro dell'Imam di Milano, Abu Omar.

    "Il generale Pollari - prosegue l'ex premier - ha combattuto il terrorismo come pochi e in prima linea, con risultati che sono sotto gli occhi di tutti gli italiani. Chiediamo al governo cosa intenda fare per proteggere coloro che come Pollari si sono battuti contro i terroristi, a tutela del buon nome della nostra intelligence e del prestigio internazionale dell'Italia".

    05/12/2006 Fini: Parlo di cose serie non di Casini

     Il presidente di An Gianfranco Fini questa mattina di fronte al Viminale per solidarizzare con i sindacati di Polizia che protestano contro la manovra, preferisce non rispondere a chi gli chiede delle ultime dichiarazioni del leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini che aveva detto che 'la Cdl è finita'. "Parliamo di cose serie - ha risposto Fini - come di sicurezza e di Finanziaria".

    "Sono convinto - ha dichiarato Fini - che il governo debba prendere atto che non rappresenta più la maggioranza degli italiani". "Un'Italia - ha aggiunto - che non accetta che un presidente del Consiglio troppo nervoso dica che chi non lo capisce è impazzito. Qui non c'è nessun pazzo, ma gente indispettita da un governo che non solo chiede sacrifici inutili, ma disprezza coloro che vanno in piazza. Sono venuto per esprimere solidarietà, perché quando persino i servitori dello Stato sentono la necessità di manifestare, chiedendo di combattere il crimine con mezzi adeguati e con risorse all'altezza, l'opposizione ha il dovere di esserci".

    "Anche l'accoglienza riservata a me e a Maroni (presente anche lui di fronte al Viminale, ndr), dimostra che quando eravamo al governo non abbiamo mortificato la divisa con pochi euro di aumento. Ricordo - ha sottolineato Fini - che nella maggioranza ci sono dei ministri che anche in queste ore chiedono una commissione d'inchiesta su Genova, quando tutto il mondo sa che là gli aggrediti erano le Forze di polizia e gli aggressori i no global".

    05/12/2006 Fassino: Alla Finanziaria servono riforme strutturali

     

    ''La Finanziaria non e' lo strumento per risolvere ogni problema economico e finanziario, ma innesca una politica che va continuata con altre misure. Per questo credo sia necessario stabilire, da subito, a partire da gennaio 2007, un'agenda di riforme strutturali per avviare quella che la stampa chiama 'fase due'''. E' quanto affermato dal segretario nazionale dei Ds, Piero Fassino, intervenuto oggi a Bologna ad un incontro organizzato dalla Cna per discutere l'effetto della manovra del governo sulle piccole imprese e sullo sviluppo economico.

    ''Senza queste riforme strutturali anche la Finanziaria risulta meno efficace'', ha continuato Fassino indicando tra i campi d'intervento immediato il sistema previdenziale, quello degli ammortizzatori sociali all'interno del lavoro, la semplificazione e la deburocratizzazione delle pubbliche amministrazioni, il federalismo fiscale e ulteriori liberalizzazioni rispetto a quelle gia' avviate. Si tratta, secondo il numero uno della Quercia, di misure ''tutte necessarie''.

     

    05/12/2006 Cesa, Udc: Non c'è alcuna condizione per tornare nella Cdl

     

    "Non c'è alcuna condizione per tornare nella Cdl. Ormai il discorso è chiuso". Così il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa replica, dopo averlo fatto già in mattinata, all'ultimatum lanciato ieri da Silvio Berlusconi per un rientro a breve dei centristi nella Casa delle libertà.

    "Non siamo in un sistema bipartitico - aggiunge Cesa - con un capo che detta le regole per tutti. Siamo in un sistema bipolare, per quanto sbagliato, composto da tanti partiti. Noi vogliamo fare qualcosa di diverso senza tradire il nostro elettorato. Berlusconi ne deve prendere atto".

    05/12/2006 Casini e la tentazione neodemocristiana

     

    Oggi è interessante soffermarsi sulle prospettive politiche del progetto neocentrista di Casini, soprattutto dopo la manifestazione di Roma. Innanzitutto si tratta di un progetto velleitario. Vediamo perché. In primo luogo, perché il successo della manifestazione di Roma, almeno sul piano della partecipazione, rafforza la posizione di Berlusconi all’interno della CdL, e ne sposta più decisamente a destra l’asse politico. Come dimostra la presenza di Bossi sul podio. E anche il successo “di popolo” di Fini. In secondo luogo, perché sembra rafforzarsi nei due poli di destra e sinistra, l’idea di un ritorno al maggioritario. Mentre il progetto neocentrista di Casini è funzionale al proporzionale.

    Di più: ne dipende strettamente. In terzo luogo, il centrismo nell’insieme, a destra come a sinistra, può contare attualmente, su un 15-20 per cento dei voti: sufficiente per paralizzare le attività governative, ma non per governare. Il che significa che, in caso di un ritorno del centro partitico, ci troveremmo davanti governi di sinistra-centro (40 a 20), o di destra-centro (40 a 20), anche in caso di permanenza del proporzionale, politicamente instabili. In quarto luogo, l’ideologia del centro casiniano, non è cattolica ma neppure liberale o sociale. In pratica riflette l’ideologia compromissoria e dorotea della vecchia democrazia cristiana, del dopo De Gasperi, disposta a venire a patto con tutti (salvo le ali estreme), pur di restare al potere.

    Detto questo, va comunque sottolineato che il progetto di Casini può essere favorito da eventuali errori o debolezze degli avversari. Infatti un nuovo centro democristiano potrebbe acquisire “relativa” consistenza politica, se a destra come a sinistra (a prescindere dalla riforma del sistema elettorale), dovessero prevalere forze “centripete” ( si pensi agli ex politici democristiani presenti nei due schieramenti).

    Pertanto il tentativo di Casini, può essere contrastato, ponendo l'accento sui rispettivi profili politici dei due poli. E manifestazioni riuscite come quella di Roma, oppure - per contro - una buona opera di governo, ben caratterizzata a sinistra, vanno in tale direzione. In conclusione, a destra e sinistra si deve fare il possibile, perché l’elettore italiano, finalmente comprenda, che dietro Casini c’è solo la vecchia palude democristiana.

      Carlo Gambescia

    05/12/2006 Casini: Prodi è più forte dopo la manifestazione di Roma

    "Ci sono due opposizioni". Lo ripete il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini dai microfoni del Tg1. Quindi spiega: "noi riteniamo straordinario questo popolo di centrodestra che e' andato in piazza, lo rispettiamo profondamente, ma pensiamo che il tempo dimostri la nostra tesi" e cioe' "che il giorno dopo questa manifestazione Prodi e' piu' forte perche' ancora una volta nel nome dell'antiberlusconismo puo' superare tutte le contraddizioni che ha nella sua coalizione". "Per questo - aggiunge Casini - non siamo andati in piazza e diciamo che il centrodestra deve evolversi con un progetto alternativo, con un'idea di paese".

     

    04/12/2006Lega, An e Dc rispondono a Casini: Non indica nessuna alternativa

     

    "Francamente incomprensibile".Così Landolfi (An) giudica il progetto di Casini,che ha definito conclusa la CdL. "Non ha indicato una strada alternativa se non quella già nota del taglio delle ali'. E' nostalgia da Prima Repubblica". Per Calderoli (Lega) "se Casini continua con questa tiritera saranno i suoi elettori a mandarlo a quel paese". E Rotondi (Dc) sollecita una federazione con Fi e An. "Così risponderemmo a Casini con un fatto politico e a Prodi con un'iniziativa speculare al partito democratico".

    05/12/2006 Casini respinge il "vitello grasso" di Berlusconi e chiude con la Cdl

     

    ''La Cdl non ha più senso''. Pier Ferdinando Casini risponde così all'ultimatum lanciato da Silvio Berlusconi. E, pur se sempre pronto a incontrare il leader di Forza Italia e quelli di An e Lega, dice basta ai ''ritualismi dei vertici'' della coalizione. ''Se Berlusconi dice vediamoci, io ci vado come ho sempre fatto. Ma ormai la CdL non ha più senso per cui i vertici li facciano loro, li facciano Berlusconi, Fini e Bossi''. Per l'ex presidente della Camera ''Il ritualismo della Casa delle Libertà, come quello del palco di San Giovanni è una cosa che fa parte del passato e non di una prospettiva politica per il futuro''.

    Casini, che ha parlato nel corso della registrazione della puntata di stasera di 'Otto e mezzo', ha difeso la linea seguita negli ultimi mesi dai centristi e culminata con la decisione di organizzare una propria manifestazione il 2 dicembre scorso a Palermo anziché partecipare a quella degli alleati a piazza San Giovanni. Casini ha sottolineato di non credere più ad una linea politica basata sulle parole d'ordine e le denunce legate a ''spallate, brogli, senatori pronti a passare con il centrodestra. Non ci credo -ha scandito l'ex presidente della Camera- il nostro compito è di non perdere tempo e far scoppiare le contraddizioni presenti nel governo Prodi''. Incalzato da Giuliano Ferrara e Ritanna Armeni sulle intenzioni dei centristi dopo le manifestazioni distinte del 2 dicembre scorso a piazza San Giovanni per la Cdl, e a Palermo per l'Udc, Casini ha voluto quindi sottolineare che ''senza l'Udc questo centrodestra starà all'opposizione per i prossimi venti anni''.

    L'ex presidente della Camera si è detto certo che nel centrodestra ''nessuno è cosi sciocco'' da auspicare uno scenario del genere e lancia ''una sfida'' a quanti nella Cdl ''hanno parlato di Partito popolare europeo, di legge elettorale sul modello tedesco (e penso a Urbani e Tremonti che hanno presentato specifici progetti di legge)''. Casini ha confermato, dunque di appoggiare quel tipo di legge elettorale che, ha detto, ''favorisce l'accorpamento tra soggetti omogenei''. Casini ha poi risposto all'appello lanciato ieri dal leader dell'Udeur Clemente Mastella: ''Se Mastella vuole fare la lista comune per le elezioni europee, è benvenuto e sono ben contento di farla'' ha detto specificando che ''sia chiaro, pero', che si deve dimettere da ministro della Giustizia, per un fatto di coerenza minimale. Non è pensabile che si faccia una lista con i candidati di chi sta all'opposizione, come l'Udc, e di chi sta in questo governo''.

    Quanto all'appuntamento più immediato, ossia le amministrative di primavera, alla domanda di Ritanna Armeni su quale schieramento scegliera' l'Udc, Casini ha risposto: ''Io in Parlamento sto all'opposizione. Se poi i miei amici in Liguria stanno bene con il centrodestra, si presenteranno con il centrodestra''. Immediata la replica di Mastella: ''Se quelli dell'Udc pensano che io mi dimetta dal governo, francamente vuol dire che non hanno capito l'idea politica''. ''Valuterò con loro -ha proseguito il ministro, a Bruxelles per un consiglio Ue- per capire se hanno voglia di uscire da questo limbo politico in cui sono precipitati, vedremo''. Il ministro comunque ha intenzione di andare aventi, ''nei prossimi giorni -ha ribadito Mastella- mi vedo con alcuni di questi partiti, la nuova Dc di Rotondi e altri, bisogna mettersi insieme per diventare un partito medio. Vedremo un po' di mettere insieme quello che c'e'''. Nel complesso, ha concluso Mastella, ''confermo il mio giudizio che si puo' discutere insieme, stare insieme, nel tentativo di difendere e affrontare un meccanismo elettorale che dia la possibilita' alle anime di centro eventualmente di apparentarsi''. Mastella afferma di volere ''sperimentare in modo apparentemente neutro'' questo percorso.

    05/12/2006 Casini: La CdL non ha più senso, i vertici se li facciano Berlusconi, Fini e Bossi

    "La CdL non ha più senso: i vertici se li facciano Berlusconi, Fini e Bossi". Lo ha detto il leader dell'Udc Casini, a "Otto e mezzo" su La7. "Se Berlusconi mi invita,ci vado a parlare come ho sempre fatto. Non ho problemi a vedere Berlusconi così come non ne ho a vedere Fini o Bossi". E: "Farò una dichiarazione d'amore: anche quando Berlusconi usa toni padronali e mi dà del vitello grasso e parla di ultimatum mi è simpatico". A Mastella: "Se vuole fare una lista di centro è benvenuto, però è chiaro che si dovrà dimettere".

    05/12/2006 Cdl: Tutti alla caccia di Pierferdinando Casini

     

    Nel giorno del suo cinquantunesimo compleanno non è lui a diffondere inviti. Sono gli altri che gliene rivolgono. E che inviti. Il primo arriva di buon mattino da Silvio Berlusconi che, prima di lasciare la sua residenza romana, rivolge al "figliol prodigo" Pier Ferdinando Casini una sorta di 'ultimatum': "Se c'è un ritorno si manifesti in tempi rapidi" altrimenti "il vitello grasso lo useremo per altre cose".

    Parole non troppo tenere, certo. Ma, fa notare uno stretto collaboratore del presidente della Camera, "se le rivolge a noi, il giorno dopo aver portato in piazza migliaia di persone, vuol dire che comunque è in difficoltà ed ha bisogno dei nostri voti". Il secondo invito ha il sapore dell'amarcord e arriva dal leader dell'Udeur, Clemente Mastella: "Presentiamoci insieme alle prossime elezioni europee", dice il Guardasigilli che individua come piattaforma iniziale per un'intesa "tra tutti quelli che hanno una fede democristiana" la riforma della legge elettorale.

    La risposta a Berlusconi arriva subito, viene affidata al segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa: "Ormai è chiaro che ci sono due opposizioni e prima se ne prenderà atto meglio sarà per tutti. Ringraziamo Berlusconi ma il problema non è di sacrificare i vitelli grassi né di rientrare in chissà quali ranghi. Il problema è politico, la nostra è l'opposizione che vuole creare una alternativa moderata a questa maggioranza, a questo governo". E in serata il presidente del partito, Rocco Buttiglione, ci mette il carico: "Ieri a Roma c'erano i muscoli dell'opposizione ma a Palermo c'era il cervello". E ancora: "Non siamo pentiti di non essere andati in piazza. Ieri abbiamo sottolineato che esiste una diversa strategia tra noi e Berlusconi".

    Sempre a Buttiglione è affidata la risposta a Mastella: "Non ascoltiamo le sirene di nessuno: abbiamo il progetto di costruire un'altraidea della politica a partire dal centro". Tra i parlamentari invece c'è chi come Maurizio Ronconi, vicepresidente dei deputati centristi, che considera la proposta del Guardasigilli "interessante, incoraggiante e da approfondire" e chi invece la liquida come uno dei giochetti di Mastella: "Questo qui - è il ragionamento di un parlamentare dell'Udc - gioca a tenere alta la tensione nel suo schieramento...". A parte i suddetti botta e risposta la linea di via dei Due Macelli per ora è il "lasciar decantare" per qualche giorno "l'apice delle tensioni" raggiunto nella giornata di ieri.

    Eppure qualche parolina, più tenera di quella di ieri dal palco di piazza San Giovanni, all'Udc la rivolge anche il presidente di An, Gianfranco Fini: "Credo che sia interesse di Berlusconi, mio e di Casini trovare ciò che unisce. Mi auguro che l'analisi politica convinca gli amici dell'Udc della necessità di dar vita a una seria opposizione basata su programmi e strategie alternative e che non ci siano queste divisioni che in questo momento agevolano solo Prodi". L'unico a scaricare realmente i centristi per ora è Roberto Maroni, presidente dei deputati della Lega: "Non capisco francamente perché Berlusconi continui a rincorrere un partito che ha diviso e continua a dividere l'opposizione. Lasci andare Casini e Tabacci per la loro strada, gli elettori dell'Udc sono già con noi...".

    03/12/2006 Scontro tra Gianfranco Fini e Lucia Annunziata: Lei è una giornalista faziosa

     

    Botta e risposta tra il leader di An Gianfranco Fini e la giornalista Lucia Annunziata. Nel corso della trasmissione 'In mezz'ora', su Rai Tre, l' Annunziata a un certo punto chiede a Fini: "Dicendo no al controllo delle carte di credito, come fa Berlusconi, non e' un modo per continuare a dire che le tasse si possono e si devono evadere?". "Ma questo lo dice lei - replica seccato Fini - Perche' deve fare offesa alla sua intelligenza con forme di faziosita' incredibili?. Questa e' una sua fissazione", aggiunge l'ex vicepremier. Ma l'Annunziata lo interrompe: "Non mi tratti come una giornalista a cui lei deve rispondere con i soliti argomenti. Lei mi risponde su cose che io ho gia' sentito". "E io - replica Fini - ho gia' sentito mille volte le domande che fa lei e alcuni giornalisti schierati politicamente. Dire, come fa lei, che noi difendiamo gli evasori e' una vergogna".

    L'Annunziata lo interrompe ancora: "Pero' non continui a dire che io sono schierata politicamente". "Perche' lei non e' schierata?, contesta Fini. "Io ho le mie idee - risponde la giornalista - e il mio lavoro prova che rispetto tutti". "Bene - obietta Fini - io rispetto le sue idee e lei, per favore, rispetti le mie". La trasmissione 'In mezz'ora' era stata teatro, pochi giorni prima delle elezioni politiche di aprile, della burrascosa intervista dell'Annunziata a Silvio Berlusconi che, in segno di protesta contro la giornalista, aveva abbandonato lo studio.



    Ricerca personalizzata

     Questo sito
  • Home
  • Mappa sito
  • Contatti

    Clicca qui!

    VAI ALLA MAPPA DEL SITO