Hanno interrotto il dipendente del Consiglio Prodi durante gli Stati
generali dell’antimafia. Mentre diceva che il governo sta adottando
misure efficaci per combattere la mafia. Gli hanno gridato: “In Parlamento ci
sono
25 persone con sentenze passate in giudizio!”
e “Cacciate i deputati
condannati in via definitiva dalla commissione Antimafia!”. Prodi ha reagito con
il vigore di un tortellino bollito: “Vengono poste al
presidente del Consiglio domande che andrebbero fatte al Parlamento”. Era
impreparato, può succedere. Ma nascondersi dietro al Parlamento non si fa. E’
un’ammissione di impotenza. Se non sa rispondere a domande fondamentali per la
democrazia non può rappresentarci.
Alla commissione Antimafia va cambiato il nome. In commissione AntiStato.
Da quando esiste, le mafie sono in piena espansione. L’Antimafia ha due nuovi
membri condannati in via definitiva: Pomicino, tangenti, e
Vito, corruzione. I loro sponsor sono Dc-Psi e Forza Italia. Ma
gli altri partiti sono stati a guardare.
C’è una frattura tra il Paese e questa gente, questi partiti.
Una spaccatura che non si nutre più di speranze di cambiamento, ma di
frustrazione e di rabbia. Non sono un veggente. Non so come andrà a finire. Ma
sono pessimista. E un comico pessimista non è un bello spettacolo. Ex corruttori
e ex tangentisti contro le mafie. Chi vincerà?
Voglio Provenzano all’Antimafia. Mi dà più fiducia. Si è
esposto in prima persona e non ha mai invocato l’immunità parlamentare. Rispetto
a questi è un galantuomo.
Archivio Liberiamo la Politica
10/11/2006 Liberiamo la politica dai politici!
|