Le prime mosse di Romano Prodi, in attesa
del conferimento formale del mandato da parte di Ciampi o del suo successore,
hanno comunicato uno stile autoreferenziale, dietro il quale si intravede invece
il referente dei cosiddetti "poteri forti" sovrannazionali.
Questo è il significato della nomina di Tommaso Padoa Schioppa,
che benché ancora non sia ufficializzata, è avvenuta nel colloquio tra il
banchiere e lo stesso Prodi il 22 aprile, e confermata dall'editoriale di
Schioppa pubblicato la domenica seguente sul Corriere della Sera, che suonava
come un vero e proprio discorso di investitura.
Padoa Schioppa è esponente di quella parte del mondo finanziario che ha promosso
il sistema dell'Euro come parte di un disegno sinarchista per un governo
mondiale. In un recente scritto pubblicato sulla rivista Il Mulino,
l'ex direttore della Banca d'Italia e ex membro del Consiglio della Banca
Centrale Europea scriveva: "Il 1989, infatti, non solo pone termine alla
Guerra Fredda; segna anche il collasso finale del sistema che la Pace di
Westfalia aveva instaurato nel 1648". La nuova fase inaugurata con la
nascita dell'Unione Europea permette di "superare la concezione per cui lo
Stato è tale solo se non riconosce alcun potere sopra di sè" e instaura
"un potere sopranazionale [che] ricostituisce, non sopprime, la sovranità".
Fallito il primo test di sovranità, Prodi ne dovrà affrontare un
altro: quello della nomina del ministro degli Esteri. In pole position ci
sarebbe Massimo D'Alema, su cui il partito neocon dell'amministrazione
Bush ha posto il veto. Il primo a esprimersi contro D'Alema è stato il
rappresentante della Anti Defamation League a Milano, Yosha Reibman, che lo
scorso febbraio lo bocciò in una dichiarazione pubblica. Recentemente, Prodi ha
ricevuto un monito nientemeno che da Michael Ledeen, che in un articolo
sul Wall Street Journal del 13 aprile ha scritto: "L'Italia ha bisogno
dell'amicizia americana, e gli italiani la desiderano, per cui Mr. Prodi
sceglierà probabilmente un ministro degli Esteri che sia conosciuto e apprezzato
a Washington, per dimostrare il proprio sostegno alla continuità di rapporti".
Il consiglio amichevole di Ledeen va in realtà letto come una velata minaccia,
conoscendo il personaggio e il ruolo che svolse in Italia negli anni di piombo e
della P2.
In questo contesto occorre riflettere sulla natura dell'attacco terroristico
contro i militari italiani a Nassiriya il 27 aprile. L'attentato, che è costato
la vita a tre soldati e ne ha ferito gravemente un quarto, presenta una
singolare somiglianza con quanto accadde al governo Merkel nelle prime ore di
vita, quando una cittadina tedesca fu rapita in Irak, per essere poi in seguito
rilasciata non prima di mettere alla prova tutte le forze della diplomazia di
Berlino
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