16/04/2006 L' Impossibile Grosse Koalition (Daniel Gros, www.lavoce.info)

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  • Con i due schieramenti in sostanziale parità, diventa difficile immaginare un Governo stabile che possa affrontare i problemi del paese. Ma cos’altro si può fare? Molti guardano all’esempio della Germania, dove una coalizione, una cosiddetta “grosse Koalition” sembra funzionare bene. Ma importare una ricetta politica non è così facile. Ci sono essenzialmente due ragioni per ritenere che non si possa copiare il modello tedesco.

    Il modello tedesco

    Prima di tutto, non è concepibile che i due schieramenti italiani si mettano d’accordo per fare un Governo insieme: sarebbe la fine della democrazia in Italia perché non ci sarebbe più nessuna opposizione (almeno nel Parlamento).

    È la prima grande differenza tra l’Italia e la Germania: in Germania ci sono due grandi partiti che si autodefiniscono “del popolo” e che si posizionano sempre vicini al centro. Insieme dispongono di una larghissima maggioranza nel Parlamento, ma rimangono pur sempre altri tre partiti che possono assicurare la presenza di un’opposizione non trascurabile (con il 20 per cento dei voti). Una grosse Koalition non è compatibile con il bipolarismo. Infatti, in una logica simile, in Germania non ci sarebbe stato bisogno della grande coalizione: lo schieramento di sinistra (i rosso-verdi) avrebbe avuto una maggioranza netta se avesse collaborato con il nuovo partito a sinistra della Spd (Linkspartei).

    Secondo, l’elemento chiave che fa funzionare la grande coalizione tedesca non è tanto la volontà dei due grandi partiti di governare insieme, ma il fatto che abbiano raggiunto un accordo programmatico. È questo accordo, dettagliato e lungo più di un centinaio di pagine, a far funzionare il Governo, e non la sola paura di nuove elezioni. A renderlo possibile è stato il fatto che durante la campagna elettorale lo scontro si è concentrato su alcune proposte chiave avanzate dalla Cdu. Ad esempio, la proposta di semplificare e abbassare radicalmente le aliquote Irpef, che è costata al partito la maggioranza e lo ha costretto ad accettare lo status quo. Ma la grosse Koalition esisteva già prima della sua formazione, almeno in parte: nella legislatura precedente, molte misure riguardanti il mercato del lavoro sono state approvate alla seconda Camera del Parlamento tedesco soltanto con l’avallo dell’opposizione.

    Per l’Italia non si vede pertanto la risposta a due questioni chiave: chi entrerebbe nella grande coalizione e con quale programma.

    Due anomalie italiane

    Per di più pesano due anomalie nel panorama politico italiano. Una grosse koalition dovrebbe essere formata dai maggiori partiti vicini al centro. Ma in questo caso non si vede un ruolo per Romano Prodi che è leader di uno schieramento, ma non è segretario di nessun partito. La seconda anomalia è che la campagna di Forza Italia, che avrebbe la vocazione a essere il maggiore partito del centro, è stata molto radicale, rendendo difficile la cooperazione con gli avversari acerrimi di ieri.

    La conclusione è semplice: una grosse Koalition secondo il modello tedesco non è possibile senza un cambiamento radicale nel panorama politico italiano, significherebbe infatti la fine del bipolarismo.


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