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  • 04/07/2005 Iran: creazione e gestione di un buco nero (Fausto Carotenuto, www.disinformazione.it)

    Ricerca personalizzata
    Un fatto di politica internazionale considerato dal punto di vista dei retroscena spirituali.

    Pronostici sballati
    Tutti i pronostici fatti dai media internazionali sulle elezioni iraniane sono risultati sballati… Nessuno pensava che il “pragmatico” Rafsanjani non ce l’avrebbe fatta.
    Ma certo…. I giornalisti di tutto il mondo al massimo fanno due giri per Teheran parlando con la gente che sa l’Inglese, e che non ha nulla a che fare con la maggioranza della popolazione iraniana.
    Inoltre, quello che succede veramente nel regime iraniano  è del tutto sconosciuto alla popolazione iraniana… e non solo: è del tutto ignoto anche alla stragrande maggioranza dei politici iraniani…
    Ma la stessa cosa si potrebbe dire in fondo per tutti i paesi… e certamente anche per il nostro…
    La nomina di questo strano sconosciuto, con una faccia e le parole da hezbollah (uomo del partito di Allah) come in Iran ce ne sono milioni, è stata una grande sorpresa per tutti. Ma chi è questo signore.. cosa rappresenta? Perché un enorme apparato di milioni di volontari islamici di varie milizie popolari ha fatto di tutto per farlo eleggere? … tutto quello che si poteva fare legalmente e illegalmente?
    In effetti, da una certa prospettiva, quello che sta succedendo in Iran è un qualcosa di drammatico, il cui impatto potrebbe incidere sulla Terra e sulle nostre vite per molti anni a venire: si sta allargando un vero e proprio “buco nero”, un vortice oscuro che finora ha assorbito energie positive ed ha espresso negatività, sangue e dolore in maniera molto forte, ma ancora in qualche modo contenuta, rispetto alle sue potenzialità. La novità è che nel prossimo futuro potrebbe esplodere con una “magnitudo” del tutto inattesa.

    Una visione comprensiva delle vicende umane: la lotta tra il Bene ed il Male
    Per non saltare subito a prendere per buona o meno questa conclusione, è necessaria una breve digressione.
    Come al solito, nella politica internazionale – così come nei fatti della vita – non è possibile trovare una valida interpretazione di quello che succede, se la prospettiva non è a tutto tondo, se non prende in considerazione tutti gli aspetti delle azioni umane. Secondo le migliori tradizioni spirituali, sia occidentali che orientali, noi siamo fatti di corpo, anima e spirito, e tutto quello che ci riguarda è fatto di queste tre componenti. Se cerchiamo di vivere o di esaminare la vita partendo dal solo punto di vista di uno di questi tre elementi - i bisogni del corpo, le pulsioni dell’anima, o le esigenze dello spirito – non arriveremo mai a capire quello che ci succede o quello che accade intorno a noi.
        Questo vale anche per la situazione internazionale: in essa si muovono grandi forze – positive e negative – che hanno a che fare con la sfera spirituale, con le pulsioni dell’anima e con quelle del corpo. Tutte queste tre cose sono importanti, ma vanno esaminate insieme, altrimenti non si capisce quello che succede. Quindi non si possono interpretare i grandi fatti mondiali sulla base solamente dell’economia, delle ambizioni di potere, delle spinte militariste, della paura, dell’odio, della fame, ecc… Ma, oltre a queste, occorre tenere conto anche di altre forze, che si muovono in una sfera più generale, superiore: quella spirituale, che include ed influenza in modo decisivo le altre sfere.
        Il discorso sarebbe molto lungo, ma cerchiamo di andare al nocciolo del problema: considerando le azioni di persone e di gruppi sulla scena mondiale, si percepisce chiaramente che ci sono degli impulsi, delle forze - sia collettive che individuali - orientate al bene dell’uomo, ed altre orientate contro questo bene, che potremmo, volendo, chiamare forze del male. Nell’ambito di una visione più avanzata della vita, l’idea delle migliori tradizioni spirituali è sempre stata quella che questi impulsi facciano capo a determinate forze spirituali coscienti: quelle positive vogliono che l’uomo proceda con successo nella propria evoluzione a tutto tondo, quelle negative vogliono in tutti i modi ostacolare questa crescita.
        Secondo le stesse tradizioni iniziatiche, la nostra è un’epoca di grandi possibilità di sviluppo per l’umanità,  ed in particolare quello che è in gioco in questi decenni è la decisiva crescita della libera coscienza di ogni persona. Se quindi esistono nel mondo un Bene ed un Male, articolati in forze, impulsi ed individui operanti sulla Terra, cosa vogliono nella nostra epoca?
    Le forze del Bene vogliono garantire all’uomo la libertà necessaria per la crescita della coscienza che preme in ognuno di noi,e fornirgli tutti gli stimoli e gli strumenti giusti.
    Le forze del Male vogliono ostacolare in tutti i modi questa crescita e tentano di farci perdere la grande occasione della nostra epoca. Per questo motivo attuano delle strategie che mirano a bloccare e limitare le nostre libertà.
    Quali libertà? Una lista infinita: libertà dall’odio, dal dolore, dalla violenza, dalla paura, dalla malattia, dalla fame, dalla povertà, dall’egoismo, dalla
    sopraffazione… E quindi ci attaccano in tutte le sfere del nostro essere:

    - il corpo fisico, mediante l’avvelenamento dell’ambiente e del nutrimento e mediante gran parte dei farmaci;
    - la psiche (o anima), mediante la diffusione e l’incoraggiamento di tutti i sentimenti più bassi ed egoistici; e mediante tutto ciò che provoca l’odio, la paura, l’ansia;
    - lo spirito, negandone l’esistenza e facendo apparire tutto come frutto della materia…frutto del caso… Negando la stessa possibilità dell’evoluzione umana…

    Nella nostra epoca, le forze del Bene agiscono nel silenzio dell’anima di ognuno di noi, perché vogliono che questa che si risvegli da sola, con i propri mezzi: solo così cresce la coscienza. E infatti vediamo intorno a noi un grande fiorire di impulsi positivi individuali, di persone che si fanno domande intelligenti sui perché della vita. Di individualità che non si nutrono più supinamente di quello che il potere o le religioni organizzate gli  mettono nella mangiatoia. E che cercano tante strade differenti per intervenire positivamente sulla realtà.     Mentre le forze del Male, che non hanno accesso diretto alle parti più sacre della nostra anima, cercano di influenzarla dal di fuori facendo il massimo di “chiasso” possibile. Per impressionare la nostra psiche al punto da renderla malleabile e da farle dimenticare il suo progetto di crescita interiore. Da tenerla occupata con i malanni del corpo e con tanti problemi esterni, abbagliandola con ondate di paura e di ansia e trascinandola in spirali di odio.
        Alle forze del Male servono quindi vortici di odio, di violenza e di paura, piccoli e grandi, in numero sufficiente a condizionare l’atmosfera psichica – o astrale – della Terra. Le guerre, le stragi, le grandi crisi internazionali, sono costantemente necessarie alle forze del Male per inserire il maggiore tasso di veleno possibile nell’aura psichica della Terra, quella nella quale tutti viviamo. Sono la palla di piombo al piede di un’umanità chiamata a volare.

    Le forze oscure ed il mercato delle anime
    Come si muovono le forze del Male? Sono forze spirituali che da sempre amano muoversi con gruppetti di “fiduciari neri” sulla Terra: pochissimi personaggi del tutto sconosciuti e potentissimi, dotati di leve di potere enormi, i quali mettono in pratica le grandi strategie miranti a bloccare la nostra libertà di crescita. Da loro dipende, attraverso numerose logge e congreghe varie, gran parte degli apparati religiosi organizzati, del sistema economico-finanziario, delle organizzazioni industriali e militari, dei servizi segreti,  ed infine - sottolineo “infine”- gli ambienti politici.
        Solo la cima della piramide sa quello che sta facendo, mentre tutti gli altri sono persone e gruppi di persone che hanno “venduto l’anima” in cambio di potere, di soldi, dell’appagamento di egoismi vari, individuali, familiari e di gruppo. E dopo aver venduto l’anima partecipano alle strategie del Male, senza nemmeno sapere bene quello che stanno facendo, spesso senza nemmeno domandarselo.
        Gli strateghi del Male, a metà tra mondo fisico e mondo spirituale, adoperano queste “armate nere” di individualità e gruppi che hanno “venduto l’anima”. Da una parte distribuiscono generose prebende, denaro ed onori.. Ma dall’altra parte impongono spessissimo a queste povere creature - che in fondo “non sanno quello che fanno” - una vita di competizione, di aggressività, di paura costante di perdere le ricchezze o le posizioni ricevute.
        Guardando le cose da questo punto di vista, è più facile capire come, ad esempio, i terroristi e le aree più oscure del fronte antiterrorista facciano in fondo parte della stessa strategia… Che a ben guardare non è la strategia più funzionale a nessuno dei due fronti, ma è solamente quella più utile alle centrali delle strategie oscure che dirigono entrambi.
    Nel corso della Storia è andata quasi sempre così… Ma la Storia che conosciamo noi è cieca, perché non tiene conto della Storia spirituale dell’umanità.

    Il lato oscuro della politica iraniana
    A questo punto torniamo al problema iraniano: Chi sono le forze del Male il Iran?
    In Persia - così come in tutti i Paesi del mondo - non solo esistono vari gruppi collegati gerarchicamente alla “piramide del Male”, ma queste forze sono in eterna competizione tra loro per accaparrarsi l’osso del potere e del denaro. In certe fasi se lo spartiscono. In altre, spinti dai loro stessi padroni, si azzannano per creare situazioni di odio, di paura e di guerra tali da determinare dei vortici oscuri nell’aura della Terra.
    In Iran sono da secoli esistite delle correnti oscure facenti capo a gruppi occulti di religiosi o di nobili, legati a particolari gruppi islamici o determinate logge massoniche. In un continuo gioco di alleanze e di lotte intestine.     Mediante l’avvento della rivoluzione islamica, ormai oltre un quarto di secolo fa, una parte delle vecchie logge massoniche, influenzata da ambienti internazionali “neri” – gli stessi ambienti che da noi hanno prodotto l’aberrazione “atlantica” della P2 - ha fatto una alleanza con determinate sette islamiche per rovesciare un circuito rivale. Formalmente rappresentato dalla Shah, ma non solo.
        Le forze del Male, provocando questa crisi tra due correnti comunque a loro legate, si sono garantite la creazione di un vortice che ha già prodotto decenni di guerra, odio, tortura, paura e milioni di morti.

    Voglio riportare un episodio del tutto sconosciuto, che è esplicativo di questa situazione.
    Un giorno, durante le prime ore della rivoluzione, tre giovani islamici, che partecipavano in modo entusiastico alle varie azioni rivoluzionarie, entrano di loro iniziativa nella villa di un ricco personaggio della élite iraniana, nel prestigioso quartiere di Elaieh, per arrestarlo e fare una perquisizione, in quanto avevano saputo che era Gran Maestro di una loggia massonica importante. E tra gli “ideali” della rivoluzione islamica c’era quello di liberarsi della massoneria. Naturalmente non lo trovano: era appena fuggito di corsa informato da qualcuno… Ma nella concitazione non aveva fatto in tempo a bruciare o a portare via il proprio archivio. I tre danno una occhiata alle carte e rimangono folgorati: il Gran Maestro era in possesso di una lista di “fratelli laici” molto importanti, ma soprattutto di una lista di religiosi islamici di altissimo livello, appartenenti ad una loggia coperta e segreta. I nomi gli fanno tremare i polsi, ma nell’entusiasmo pensano:”Bene, almeno diamo una ripulita anche nelle nostre file…”. Mettono le liste in due borse distinte,  si precipitano dal mullah che presiedeva alle operazioni rivoluzionarie nella zona e gli consegnano le borse.
        La notte stessa cominciano gli arresti di tutti gli appartenenti alla prima lista… Ma i ragazzi aspettano invano di vedere gli arresti della lista segreta…. Anzi col tempo vedono che i religiosi di quella lista assumono posizioni sempre più importanti nella struttura del regime iraniano. Passati alcuni mesi tornano dal mullah al quale avevano consegnato le borse per chiedergli conto della seconda lista, ma lui…serafico, insiste che lui quella lista non l’ha mai ricevuta, e che loro chiaramente non ricordano bene…

    Non vi ricorda una situazione simile in Italia? Mai sentito parlare di signori che erano in una certa lista ormai dimenticata e che ora occupano posizioni di potere di grande importanza?
        Le situazione post-rivoluzionaria iraniana ha fatto in modo che, come avviene in tutte le rivoluzioni, il fronte rivoluzionario abbia cominciato a “mangiare” se stesso: purghe, epurazioni, attentati, processi, colpi di stato veri e finti, che hanno ridotto lo schieramento dei rivoluzionari, fino ad arrivare a pochissimi gruppi, tutti o quasi controllati dai poteri oscuri trasversali alla politica mondiale.
        Ormai chi contava in Iran – fino alle elezioni-farsa dei giorni scorsi - erano solo i “pragmatici” affaristi e gli integralisti reazionari.
    I primi, rappresentati da Rafsanjani, sono un gruppo legato da sempre a certe lobbies e correnti europee, e soprattutto americane, una volta potentissime, ma al momento “perdenti” sulla scena mondiale.
        I secondi coagulano il potere crescente di un gruppo sostanzialmente segreto di cui nessuno sa nulla: l’ Hojattieh. Una vecchia congrega integralista islamica, ufficialmente sciolta, ma che ormai è arrivata a controllare ed influenzare, con i suoi uomini, chiamati “gli uomini in grigio”, il potere che conta in Iran: l’Imam Khamenei, l’onnipotente Consiglio dei Guardiani, il sistema giudiziario, le varie milizie rivoluzionarie dai Pasdaran ai Bassiji, i servizi di sicurezza ed il Parlamento. I pochi uomini in grigio - che hanno a suo tempo ricevuto un anello con una speciale, rara pietra scura, segno di appartenenza all’Hojattieh - ormai controllano il Paese. Le loro connessioni segrete sono con gli ambienti internazionali “neri” dai quali proviene il potere politico-militare che in questo momento domina l’occidente ed il mondo. Questo collegamento non è di dominio pubblico ed avviene a livelli altissimi di strateghi del male.
        Fatto sta che ci sono alcuni strani occidentali che da sempre si occupano dei contatti con questi gruppi, e che ritroviamo ad altissimo livello in strane situazioni, come il caso Iran Contras, come mediatori di affari petroliferi, come organizzatori di guerre, e persino in oscuri affari italiani, come Sigonella, la P2, il caso Moro. Ora pare siano tra gli ispiratori della politica estera americana, imposta a tutti noi….E da tempo stanno preparando una esplosione del vortice iraniano. Enormi apparati sono all’opera da alcuni anni a predisporre la gestione di questa nuova crisi. La creazione di una situazione critica: il nemico perfetto
    La nomina del falco Ahmadinejad, espressione - che lui lo sappia o meno - della setta Hojattieh, rientra perfettamente nei piani di chi vuole creare una situazione esplosiva in Iran, che coinvolga tutta la regione ed assorba energie del mondo. I “falchi” americani non potevano trovare di meglio per portare avanti i loro piani sulla regione. Chi meglio di un regime oppressivo e radicale, intenzionato a creare problemi e ad andare avanti con la tecnologia atomica, può servire meglio i loro piani? I falchi iraniani hanno prodotto un regime che é “il nemico perfetto”… Come perfetti erano Gheddafi, Khomeini, Saddam Hussein, Bin Laden… Ma di chi erano espressione veramente questi uomini? Di quali strategie, di quali gruppi?
        Quindi i falchi interni all’Iran e quelli esterni hanno attivamente collaborato per combattere i pragmatici di Rafsanjani: quello che sta per succedere in Iran deve essere strettamente controllato dallo stesso gruppo internazionale ora vincente sulla scena mondiale, senza interferenze… La gestione dei fronti che si combatteranno deve essere coordinata con la maggiore cura possibile, per creare il massimo di crisi e per gestirla con intelligenza negli anni.
    Ora Rafsanjani e la sua famiglia rischiano la vita e tutte le immense fortune che hanno accumulato… Ma questo è spesso il destino di chi vende l’anima e non legge tutte le clausole del “contratto col diavolo”.
    Anche questo, non vi ricorda qualche recente “capitombolo” nello scenario italiano?
        Certo, i falchi in giro per il mondo difficilmente fanno quello che fanno coscientemente per il Male dell’uomo, ma ognuno ha venduto la propria anima per il proprio egoistico bene:”voglio mettere le mani sul petrolio iraniano…”; voglio vendere miliardi di dollari di armi…”; “voglio dominare la zona..”; voglio vincere il “risiko” del potere mediorientale…”; “voglio compiacere gli americani..”; voglio diventare un politico importante…” ; “ voglio obbedire al mio Gran Maestro senza farmi troppe domande…”. E per questo “dimenticano” che stanno facendo del male al prossimo.
    Tutta una vendita delle anime in cambio di beni effimeri, che arriva fino al poveretto che andrà in guerra imbottito di stupidaggini sulla esportazione della democrazia, ma in fondo solo perché così “si guadagnano due soldi in più” da spendere in telefonini, macchine, ed altri prodotti delle multinazionali….

    Le strategie oscure ed il futuro dello scenario iraniano
    Quali scenari si presentano ora per l’Iran, per il popolo iraniano stretto nella morsa di due fronti - quello islamico e quello dei “liberatori democratici” - solo apparentemente opposti?
    Questo regime può fornire, sia per la politica nucleare che per i diritti umani, infinite occasioni per interventi esterni e per disordini interni.
    Fino a qualche tempo fa approfittare di cose del genere era impossibile, anche per una potenza militare come gli Stati Uniti, perché l’Iran ha una popolazione estremamente numerosa, fiera, agguerrita e ben armata. Ma ora la situazione geopolitica è del tutto mutata:
    - le basi americane circondano completamente l’Iran: nell’Oceano Indiano, in tutto il Golfo Persico, in Iraq, in Azerbaijan, in Uzbekistan, Kirghizistan, Turkmenistan, in Afghanistan, in Pakistan;
    - l’Hojattieh è al potere senza rivali;
    - lo stesso gruppo trasversale è al potere negli Stati Uniti e nella maggioranza dei paesi europei; questo gruppo fa capo ad un sistema di forze oscure dal quale dipendono anche il terrorismo islamico ed il gruppo ora al potere in Iran; - l’Onu è infiltrata e ridotta al silenzio;
    - i pochi governi europei almeno parzialmente indipendenti sono incapaci o non vogliono opporsi.

    E per di più gli stessi gruppi internazionali stanno fomentando tutti i possibili separatismi nel territorio persiano che, tranne la parte centrale, altro non è che un mosaico imperiale di popolazioni differenti. Gli arabi del khuzistan, i curdi, gli azeri, i turcomanni, i beluci, hanno i loro movimenti separatisti pronti ad entrare in campo, con facilissime linee dirette di comunicazione e di rifornimento di armi con le basi americane sparse oltre i confini. Un Iran che dovesse ritrovarsi senza le zone separatiste sarebbe un Iran senza petrolio…
        Basterà un nonnulla “ben coordinato” e l’Iran esploderà in un guerra civile sanguinosa per anni. Chi ha in mano le leve dei due fronti, può agevolmente controllare la durata e l’ampiezza del vortice di morte, distruzione e odio che influenzerà la zona per anni. Una crisi di questo tipo rimetterà in discussione tutti i governi e tutti gli equilibri della zona.
    Le armate nere dei potentati fatti dagli uomini che hanno “venduto l’anima” riceveranno il bottino di guerra in potere, petrolio, soldi, monopoli…     I cittadini americani, le vittime principali di questa strategia dell’odio, della paura e della violenza, daranno il principale contributo di sangue e di denaro. Le povere popolazioni mediorientali avranno milioni di morti e la perdita delle proprie risorse. L’Europa manderà i propri figli a morire, per prendere una fettina della torta del saccheggio, forzandosi a turarsi gli occhi, il naso e le orecchie.     Il resto del mondo, al quale dovrebbero andare le risorse necessarie a sfamare e curare miliardi di persone, vedrà la propria situazione peggiorare ulteriormente, perché quelle ricchezze che potrebbero salvarlo finiranno in armi dai costi pazzeschi…
    Ma, soprattutto, un altro buco nero assorbirà per anni parte delle risorse e delle energie che l’umanità dovrebbe usare per la crescita della propria coscienza.
    Questo schema ha già funzionato in modo molto efficiente nel conflitto arabo-israeliano, nell’esplosione della Jugoslavia, in tanti conflitti africani, asiatici e sudamericani.
    E prima nelle grandi guerre e nelle grandi stragi del secolo scorso… Non esplosioni casuali, ma la creazione e lo sfruttamento di situazioni locali da parte di forze coscienti, per produrre vortici oscuri di violenza e di paura. Per tenere bassa la frequenza dell’umanità.

    Va tutto così male? Noi cosa possiamo fare?
    Ma noi, una volta riconosciuto questo gioco sporco, cosa possiamo fare? Prima di tutto convinverci che le strategie del Male in fondo non servono ad altro che a svegliare le nostre coscienze che dormono. Quindi la risposta non è l’odio per i poveri disgraziati che le mettono in pratica, ma il risveglio del nostro spirito.
    Studiamo le strategie del Male, opponiamoci portandole alla luce in tutti modi, a conoscenza di più persone possibile, perché non si cada nelle trappole della rassegnazione o dell’odio: queste sono proprio le reazioni che le forze oscure sperano di ottenere…
    Ma subentri la convinzione che alla offensiva che tende ad abbassare la frequenza dell’umanità si può rispondere con azioni che facciano crescere le frequenze individuali di ognuno di noi…  
    Azioni d’amore disinteressato…
    Ma questa è una storia che vale la pena di trattare a parte…

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