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  • 22/08/2005 Petrolio, le cose da dire. Sommario (Marzio Galeotti, www.lavoce.info)

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    Continua imperterrita la corsa del prezzo del petrolio; dopo la galoppata sino ai 67 dollari al barile, i prezzi sono lievemente scesi, ma si teme che il tassametro ricominci a correre; un rincaro impressionante: si pensi che ad inizio 2003, alla vigilia della guerra in Iraq, un barile di greggio costava 28 dollari; il 7 maggio del 2004 raggiungeva quota 40 dollari; ma il peggio doveva ancora venire: soltanto cento giorni più tardi, il 21 Agosto 2004, sfiorava i 50 dollari al barile. Mentre è di due mesi or sono, 22 Giugno 2005, il sorpasso di quota 60. Bisogna però notare come i prezzi, in termini reali, non hanno ancora raggiunto le cifre del periodo 1979-1981, in occasione della guerra fra Iraq e Iran.

    In ogni caso l’Italia risulta particolarmente colpita da questa escalation dell’oro nero, visto che è uno dei paesi dove benzina e bollette costano di più, gravando pesantemente sui bilanci famigliari. Ad ogni rincaro le discussioni fervono, anche se poi la realtà dei fatti è ben diversa da quella ventilata da associazioni consumatori e media. Riproponiamo quindi alcuni interventi pubblicati sul sito nell’ultimo anno: analisi, riflessioni, soluzioni alternative.

    Sommario

  • 22/08/2005 Petrolio, le cose da dire
    Continua imperterrita la corsa del prezzo del petrolio; dopo la galoppata sino ai 67 dollari al barile, i prezzi sono lievemente scesi, ma si teme che il tassametro ricominci a correre; un rincaro impressionante: si pensi che ad inizio 2003, alla vigilia della guerra in Iraq, un barile di greggio costava 28 dollari; il 7 maggio...
  • 16/05/05 Fisco e benzina: un Giano bifronte
    Ogni impennata del prezzo internazionale del petrolio ripropone il tormentone dell’immediato trasferimento dell’aumento sul prezzo dei carburanti e sul ruolo vessatorio del prelievo fiscale operato dallo Stato. Le associazioni dei consumatori rapidamente calcolano il maggior esborso per il pieno di benzina o...
  • 02/11/2004 Petrolio senza alternative
    Le turbolenze sul mercato del greggio rendono opportuna qualche pacata riflessione sugli scenari energetici futuri. La persistente crescita del prezzo del petrolio ripropone infatti la questione della sostenibilità dell’attuale modello di sviluppo, crucialmente basato sul consumo di fonti fossili di energia. Ma mentre la preoccupazione generale è, come sempre, concentrata sugli effetti di breve periodo su crescita e inflazione, resta ancora scarsa l’attenzione dedicata a questioni di fondo come le opzioni energetiche possibili per le prossime decadi...
  • 02/11/2004 Un futuro di gas, carbone e nucleare
    Un futuro di gas, carbone e nucleare.Se eliminare, o quanto meno ridurre, le emissioni nocive a monte, passando a fonti energetiche pulite non è possibile, sulla fattibilità di eliminare, o quanto meno ridurre, le emissioni della combustione delle fonti fossili. Torna il carbone,opzione della cattura e sequestro del carbonio prodotto dal processo di combustione, processo a due stadi mediante il quale il gas, anidride carbonica, viene dapprima estratto dalla macchina e immagazzinato...
  • 18/10/2004 Il petrolio non brucia la Borsa
    Il petrolio non brucia la Borsa. Quanto è preoccupante per le prospettiva di crescita dell’economia mondiale e per i mercati finanziari l’attuale rialzo del prezzo del petrolio? Il grafico qui sotto mostra l’andamento del prezzo del greggio (prezzo spot del Brent) dal gennaio 1990 a settembre 2004. Gennaio 1999 sembra segnare una svolta. Mentre prima di questa data il prezzo oscilla costantemente intorno a una media di 20 dollari al barile (con l’eccezione del periodo della guerra del Golfo)...
  • 23/08/04 Petrolio: le cose non dette
    Il petrolio è e resta una risorsa scarsa. Come spiegatoci da Harold Hotelling nel 1931 (Cfr. "The Economics of Exhaustible Resources" in Journal of Political Economy)... il prezzo di una risorsa esauribile è destinato ad aumentare costantemente nel tempo in funzione della sua crescente scarsità. Questo fatto non è certo di difficile comprensione. Ovviamente non sappiamo quando esattamente le riserve di petrolio si esauriranno, non sappiamo nemmeno quanto ampie esattamente siano, tra accertate e presunte, e su questo punto il dibattito tra pessimisti e ottimisti s’infiamma in tutte le occasioni come in quella attuale. Il punto che va rilevato, tuttavia, e che a nostro modesto parere non è stato ripetuto abbastanza, è che nel medio-lungo periodo il prezzo del petrolio è destinato ad aumentare. Naturalmente, quanto appena detto non implica che l’oro nero, toccati i 50 dollari a barile, non possa scendere...
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