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  • 16/10/2006 Nicole Kidman: ''Il mio Nudo serve a raccontare un Mondo di Purezza'' (Loris Lauretano, http://www.korazym.org)

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    Clicca qui per ingrandire| La diva più desiderata del pianeta arrossisce, quando le vengono rivolte domande imbarazzanti, in occasione dell’anteprima mondiale di "Fur". Ma la madrina del Festival Internazionale del Cinema di Roma non si sottrae dalle risposte sincere .

    Nicole Kidman, madrina del Festival Internazionale del Cinema di Roma, ha presentato in anteprima mondiale Fur del regista Steven Shainberg, in cui l’attrice di Eyes Wide Shut interpreta Diane Arbus. Il film è tratto dalla biografia di Patricia Bosworth, americana, una delle più grandi fotografe del novecento, figura di donna in lotta contro i perbenismi e le convenzioni, fino alle conseguenze più estreme.

    È certamente di difficile lettura il film, e la platea di addetti ai lavori lo ha accolto con tiepidi applausi. Del resto Steven Shainberg è il regista che ha diretto il controverso Secretary e non ha paura di osare: "Ciò che mi ha motivato di più nella realizzazione del film, è stato il pensiero che il talento creativo della Arbus è esploso a 35 anni e che prima di allora lei fosse come intrappolata in una scatola d’acciaio. Il film è il tentativo di riprodurre questa genesi verso l’arte e libertà, questa necessità incomprimibile di aprirsi e di andare per il mondo".

    Alla vigilia del festival, la diva più desiderata del pianeta ha raccontato, che da bambina voleva fare la ballerina classica. Ma crescendo troppo, ha cominciato a recitare. È partita così la carriera cinematografica della Kidman, "per caso": "Mia madre lavorava e così mi ha iscritto ad una scuola di recitazione". Parlando della sua carriera ai microfoni di Sky Tg24, l’attrice australiana che è la madrina del festival, che si è aperta venerdì 13 ottobre all’Auditorium di Roma, ha ricordato i suoi esordi. Cresciuta nel mondo della borghesia di Sydney, la Kidman amatva fin da piccola il teatro e le arti. Dall’età di tre anni ha cominciato a frequentare corsi di danza, alternando il balletto a qualche performance artistica nei teatri locali. Raggiunta l’adolescenza la sua altezza le ha reso impossibile continuare con la danza e, quindi, ha cercato consolazione nella recitazione. A 14 anni, ha conquistato il suo primo ruolo in un film Tv, Bush Christmas e da lì in poi la sua carriera è stata tutta in salita.

    Una bambolina biondissima, bellissima, magrissima, altissima (1,79 senza tacchi), con la pelle di porcellana, in gonna nera aderente, blusa stretta rosa con sfumature dorate, coda alta da cui escono riccioli ribelli (sistemati ad arte), portamento da star doc: ecco come si è presentata nella Sala Santa Cecilia Nicole Kidman in garbato tono, per la presentazione del film Fur: un ritratto immaginario di Diane Arbus, in cui poco prima in una scena era stata vista come mamma l’ha fatta. E appena si accomoda sulla poltroncina sistemata sul palco, insieme al regista Shainberg, si concede un suo classico vezzo: inforca un paio di occhialini da miope, che tiene per tutta la durata dell’incontro con la stampa.

    Comincia subito un faccia a faccia intenso. In cui, come prevedibile, si parte dal suo ruolo di madrina della kermesse cinematografica romana voluta dal sindaco Veltroni: "Ho accettato perché il festival si svolge nel periodo giusto, per promuovere questo piccolo film. Io sono stata varie volte a Venezia, adoro quella città. Non sapevo nulla delle polemiche tra le due manifestazioni. Diciamo che io sostengo sia Venezia che Roma: in generale, l’Italia".

    La diva più desiderata del pianeta attualmente, arrossisce, in modo commovente, quando le vengono rivolte delle domande imbarazzanti. Ma lei non sfugge le risposte scomode, ma sincere. Anzi, le sollecita: "Scaldiamoci un po’", dice maliziosamente ai giornalisti. E così, la chiacchierata di quasi un’ora diventa davvero a tutto campo. Dalla fedeltà ("quella sessuale è importante, nel lavoro invece bisogna esplorare terreni diversi"). alle scene di nudo ("se si crede in un film non può esistere censura, spogliarmi non mi pesa"), fino alla felicità ("non lo sono sempre, il mio umore cambia di minuto in minuto, è terribilmente incostante").

    Il film Fur è dedicato alla fotografa dei cosiddetti freaks: i mostri, i deformi, gli abnormi. Condannati dalla società, a causa del loro aspetto, a stare sempre i margini. Ed è una coincidenza singolare il fatto che a dar loro dignità e voce, sul grande schermo, sia proprio lei, Nicole: ovvero, l’incarnazione trionfante della bellezza secondo canone. Anche se con quel "di più", in termini di fascino e carisma, che differenzia una bellissima donna da una vera diva. E diva, l’attrice australiana ex signora Cruise, lo è davvero.

    Fur, biografia immaginaria della grande fotografa, che viene mostrata nei tre mesi cruciali (anno 1958) in cui, da rigida moglie e madre borghese, si trasforma in paladina dei freaks. "Ho scelto Fur - spiega la Kidman - per la sceneggiatura, e perché sono appassionata di fotografia: da sempre colleziono immagini in bianco e nero, adoro Man Ray".

    Dietro la facciata di attrice molto professionale, non vengono nascosti i dubbi e le curiosità di una donna che non smette di farsi domande. E che sempre più spesso interpreta il ruolo di donne ambigue e tormentate: "Sono parti in cui metto molto di me stessa, mi piace portare sul grande schermo immagini di donne che non sono come gli altri si aspettano, e questo senza mai giudicarle. Forse il mio desiderio deriva dal tipo di educazione che ho ricevuto. Mia madre riteneva che si dovesse essere discreti, riservati, parchi di parole. Ho impiegato parecchio tempo per capire quello che realmente volevo diventare, le mie consapevolezze sono arrivate tardi, più leggendo libri che vedendo film".

    Per la Kidman si tratta del seconda interpretazione di un grande personaggio realmente esistito, dopo la Virginia Woolf di The Hours, per cui ha ottenuto un Oscar: "Come nel caso della Woolf, anche interpretando la Arbus ho sentito una connessione spirituale. In entrambi i casi ho cercato di catturare i loro pensieri più intimi, in un viaggio dentro me stessa. Due esperienze forti, che non mi hanno abbandonato, neanche dopo la fine delle riprese, e che non riesco del tutto a spiegare".

    Con la Arbus, Nicole ha una cosa in comune: la dicotomia tra l'amore per la famiglia e il desiderio di esprimersi artisticamente: "È un bel dilemma. A volte, quando seguo molto la carriera, mi sembra di tradire il partner. Non a caso, quando ho divorziato, ho potuto esprimermi molto di più, professionalmente. La speranza è trovare qualcuno che capisca la mia esigenza di avere una vita ricca e movimentata". Dice la Kidman, come persona precisa e affidabile, non proprio trasgressiva: "Mi piace rappresentare un tipo di donna non conformista". Devono esserci diverse Nicole, dentro la Kidman, se da una parte la madrina del Festival Internazionale del Cinema di Roma si presenta compunta all’appuntamento con una schiera di paparazzi prescelti: da una parte, il modello da star professionista con doppia vera di diamanti; dall’altra, la ragazza timida, a cui si muove il nasetto appuntito ogni volta che parla di cose delicate come amore, sesso, perversione. Chiarisce Nicole: "Come tutti, ho dentro una lotta tra quel che sono e quel che gli altri pensano di me. È intrigante, però. È bello poter avere questo luogo, dentro, dove non ti senti sicuro".

    Le ha creato imbarazzi recitare la scena in Fur quando appare nuda con la macchina fotografica al collo? "Se si crede in un progetto artistico e la sequenza ne fa parte, spogliarsi diventa normale. Certo, poi dipende dal modo con cui la scena è realizzata. Dopo Tom Cruise, lavoro meglio e spogliarmi sul set non mi pesa". No, non ha provato imbarazzo nel girare le scene di nudo integrale, "perché servivano a illustrare qualcosa di spirituale". In che senso? "Il mondo di Diane Arbus è fatto di purezza. Non si può giudicare il fatto che lei cercasse di esplorare i suoi desideri. Da bambina, desiderava conoscere molte cose, rimanendo devastata dal non averlo potuto fare. Il mondo di Diane non era malato. ‘I veri mostri sono gli aristocratici’, usava dire. Questa frase mi ha indotto a girare il film. Inoltre, colleziono le sue foto, ma anche di Lee Miller". C’è mai stato un momento della sua esistenza in cui il suo splendido aspetto fisico le ha creato impaccio? "Sì, a quindici anni, quando ero terribilmente alta e con un massa di riccioli rossi, in classe mi prendevano sempre in giro e quello che succede nel cortile della scuola resta sempre con noi".

    Nicole Kidman, una star divisa tra sicurezza professionale e dubbi privati. Divorziata da Tom Cruise, ha sposato da poco la rockstar cattolica Keith Urban: "Per adesso mi godo la vita a Nashville dove mi sento molto protetta, mi attrae l’aspetto rurale del Tennessee, mi piace stare in un posto piccolo dove, per esempio, posso andare a cavallo". Che cosa pensa di uno dei temi al centro della storia di Fur, ovvero la fedeltà sessuale, dopo Eyes Wide Shut, film di Kubrick che pare sia stato causa di divorzio da Cruise e il desiderio di seguire i propri interessi? "Non è facile conciliare la necessità di esprimersi artisticamente con la devozione al proprio partner. Da quando ho divorziato dal mio primo marito, Tom Cruise, ho avuto più modo di esplorare le strade che mi interessavano. La speranza, naturalmente, è trovare un compagno in grado di capire certe esigenze. È più semplice il discorso sulla fedeltà sessuale, mentre cuore e mente restano intangibili. Ma fino a che punto spingersi? Lo dice anche James Joyce, in una sua composizione: a volte scopri cose, sulle persone, alla fine della loro vita, che ti fanno cambiare idea su di loro. Ed è affascinante, choccante. Sono una donna nuda ma fedele. Spogliarmi non mi imbarazza se credo in un progetto. Vivo bene con mio marito a Memphis".E La Signora di Shangai diretto da Wong Kar Wa? "Mi sono appena sposata e non mi va l’idea di andarmene in Cina. Se Wong Kar Wai venisse a girare a Memphis ...".

    Intanto, la bellissima Nicole Kidman tira dritto per la sua strada, anche con l’impegno di ambasciatrice del Fondo di sviluppo delle Nazioni Unite per le donne. Presto compirà un viaggio in Kosovo e in India, nell’ambito di una campagna Onu contro la violenza sulle donne: "Sono in una fase di apprendimento, ho bisogno di informarmi su tante cose, a iniziare dalla violenza sulle donne. Mi hanno proposto di fare una conferenza stampa al ritorno dal Kosovo, ma ho detto di no. Prima di parlare voglio conoscerli meglio".

    Nella foto: Nicole Kidman.


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