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22/05/2007 38 euro al mese di pensione: nessuno vuole sentire, perchè?? (Dr Paolo Zucconi)

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Nel settembre 2005 ho scritto la lettera sotto riportata ai deputati allora in carica (maggior parte ritornata indietro "per indirizzo sconosciuto", ma comunque presente in internet sul sito della camera dei deputati) la stessa il 30 ottobre 2005 è stata rinviata, via fax, ai Segretari politici di tutti i partiti. Il 7 novembre 2005 la medesima cominicazione l'ho spedita ai Presidenti di tutti i Gruppi Parlamentari. Nessuno ha risposto. Ho scritto anche a prodi 3 volte la stessa lettera che non è mai stata né pubblicata sul suo sito.

Infine il 26 febbraio 2007 ho scritto al presidente della repubblica italiana Giorgio Napolitano dopo aver letto che Padoa Schioppa dopo 24 anni di lavoro prende una pensione di 11mila euro mensili. Nessuna risposta neppure dal Presidente degli Italiani!!

Non risponde neppure Franco Giordano, né la Confsalo, interpellati via email. Tra tutte le redazioni dei giornali contattati tramite posta ordinaria ha risposto solo Famiglia Cristiana affermando che "il nuovo criterio di calcolo delle pensioni basato sul montante contributivo (e non più sulla retribuzione media pensionabile) determina in genere rendite molto modeste".

QUESTO IL TESTO DELLA LETTERA

tanti le scrivono e si lamentano che in una Repubblica costituzionalmente fondata sul lavoro non trovano lavoro, altri si lamentano che, pur avendo un lavoro, lo stipendio non basta più a vivere decorosamente, io lavoro come libero professionista, sono uno psicoterapeuta iscritto all’albo dell’Ordine degli psicologi, vivo del mio lavoro.

Le scrivo in quanto io lavoro - come immagino anche Lei - per avere una pensione che permetta a me e alla mia famiglia di avere un futuro, non ricco, ma quanto meno decoroso. Per questo dal 1996 (anno della sua costituzione) pago annualmente l’Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Psicologi (ENPAP), versando, obbligatoriamente, almeno il contributo minimo previsto (1.500.000 lire), in base al mio reddito annuo.

A calcoli fatti, secondo i parametri ENPAP, all’età pensionabile (65 anagrafici), dopo vent’anni di obbligata contribuzione, godrò di una rendita mensile di…. 38 Euro!

Dunque una pensione di 38 euro, mensili, inferiore a quanto oggi riceve, quotidianamente, per legge, un cittadino extracomunitario senza studio e lavoro, mentre io – cittadino italiano, dopo una sudata laurea, una specializzazione, formazione (con Perfezionamenti e Master universitari) ed aggiornamento professionale post lauream dispendioso e continuativo - ho svolto per 30 anni un servizio utile alla comunità, nel rispetto delle leggi dello stato, delle regole fiscali, ordinistiche, deontologiche e di quelle, più restrittive, della pubblicità sanitaria.

Dal sessantacinquesimo anno in poi riceverò - da psicoterapeuta pensionato - ogni mese la somma di 38 euro (a meno che, grazie al Suo interessamento personale, le leggi cambino!), mentre oggi - a 55 anni, con famiglia a totale carico (due figlie minorenni in età scolare e moglie disoccupata), in tempi di crisi economica, con tutte le difficoltà connesse a chi, come me, vive solo di psicoterapia in regime libero professionale, senza legami di tipo clientelare - sono costretto a sprovvedermi, per legge, annualmente, di almeno 750 euro per pagare l'ENPAP, senza alcuna possibilità di alternativa di investimento più decoroso.

Ma quanti sono in Italia gli psicologi e gli psicoterapeuti cinquantenni, con famiglia monoreddito a carico che, come me, a 65 anni, dopo vent’anni di regolare contribuzione, andranno in pensione, ricevendo dall’Ente previdenziale privato 38 euro, o poco di più, al mese?

La ringrazio per aver letto con attenzione questo scritto e spero in un Suo umano, ma concreto intervento.

Cordiali saluti
Dr Paolo Zucconi

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