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  • 17/07/2006 Forza di Pace (www.verdi.it)

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    Kofi Annan propone Caschi blu in Libano. Prodi: "Disponibili a contribuire". Bonelli (Verdi): "Siamo d'accordo". No di Israele. Fonti libanesi denunciano l'uso di armi al fosforo da parte di Tel Aviv

     

    Caschi blu in Libano. La proposta del segretario generale delle Nazioni unite, Kofi Annan, è stata immediatamente raccolta dal premier italiano Romano Prodi tra i leader europei più impegnati, insieme all'inglese Tony Blair, nel promuovere un’azione diplomatica rapida, che possa porre fine all’escalation del conflitto in Medio oriente.

     

    “L'Italia sostiene con convinzione questa possibilità ed è pronta a fare la sua parte'', ha infatti detto Prodi accogliendo la proposta di Annan. “Ho detto ad Annan – ha spiegato il presidente del Consiglio - che l'Italia porta questa idea ed è disposta a contribuire alla sua realizzazione. Ne ho parlato anche con i ministri D'Alema e Parisi'', assicura, precisando che in ogni caso si tratta di una forza di pace. A frenare sull’ipotesi della forza di interposizione è proprio Israele, attraverso il premier Olmert, che chiede che a fare da cuscinetto nel sud del Libano siano truppe regolari di Beirut.

     

    La proposta di Prodi riscuote comunque consensi: "Siamo d'accordo all'invio di una forza di interposizione di pace sotto il comando Onu – ha detto subito Angelo Bonelli, capogruppo alla Camera dei Verdi - affinché si possano realizzare le condizioni per avviare un percorso di pace. Accanto all'invio di una forza di pace sarebbe opportuno approntare un piano di aiuti per la popolazione civile libanese e palestinese ed una forte azione della comunità internazionale per fermare il terrorismo".

     

    "La forza di interposizione”, spiega Bonelli serve “per favorire una tregua e la ripresa del dialogo. Certamente non siamo contrari alle missioni all'estero se c'è la garanzia dell'egida Onu e il contesto lo richiede".

     

    "L'Italia - conclude il capogruppo del Sole che Ride – sta recuperando in questi giorni la propria storica posizione di dialogo con il Medio Oriente, importante per coinvolgere i paesi arabi moderati nella definizione di un percorso di pace".

     

    Il ministro degli Esteri Massimo D’Alema chiede che i Caschi blu siano inviati anche nella striscia di Gaza. D’Alema le ritiene utili “per creare un cuscinetto di sicurezza che garantisca gli israeliani e le popolazioni arabo-palestinesi''.

     

    Apprezzamento per l'azione diplomatica svolta da Prodi giunge dal ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio. ''La situazione in Libano è molto grave - ha detto - ma con Prodi, finalmente, l'Italia riprende il suo ruolo di ponte con i paesi mediorientali: capace di parlare sia con gli arabi, sia con gli israeliani''.

     

    “Bisogna difendere Israele dai terroristi – aggiunge Pecoraro -, bisogna però chiedere a Israele di evitare l'invasione del Libano e di rispettare uno stato sovrano che ha già tanti problemi e difficoltà''. ''Bisogna ricordare al governo israeliano che bombardare l'aeroporto di Beirut significa far precipitare un paese che è una delle poche democrazie del medioriente”.

     

    Quanto al conflitto, ieri un portavoce militare libanese, ha denunciato l’utilizzo da parte delle truppe israeliane di bombe proibite dagli accordi internazionali nei raid sulla periferia meridionale di Beirut. ''Bombe – ha detto citando esperti militari libanesi - dotate di cariche speciali, alcune delle quali potrebbero essere bombe a implosione, ovverosia 'bombe a vuoto', utilizzate nei bombardamenti della periferia'' della capitale.

     

    ''Israele ha anche usato su larga scala bombe al fosforo nei bombardamenti sul Libano del sud'', ha aggiunto il portavoce senza escludere che tali ordigni possano essere stati lanciati anche sulla periferia meridionale di Beirut

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