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24/01/2007  Le matricole di Sanremo /3 Khorakhané: la nostra vittoria inaspettata (Francesco Silvestri, http://www.korazym.org)

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Chi sono i cantanti che parteciperanno al Festival della Canzone italiana nella sezione "Giovani"? Korazym.org ve li fa scoprire uno a uno. Incontriamo i Khorakhané, gruppo in gara con "La ballata di Gino".

Anche per loro una vittoria assolutamente inaspettata, soprattutto per la particolarità della loro musica e della loro missione, proporre solo brani del grande Fabrizio De Andrè. Loro sono i Khorakhanè, una band che prende il nome da una tribù rom, che significa "a forza di essere vento". Hanno conquistato l'Accademia di Sanremo e ora si preparano a vivere un'avventura che li porterà a far conoscere la loro musica a un pubblico vastissimo e variegato. Linksanremo.it ha voluto subito testare il clima nella band, che ovviamente sta vivendo giornate intensissime per organizzare la partecipazione al Festival e trovare finalmente, dopo tante porte chiuse negli anni passati, una casa discografica... a nome del gruppo ci ha risposto Luca Medri (piano, fisarmonica e cori)...

Luca, complimenti per la vostra splendida vittoria! Come avete accolto l'annuncio della vostra partecipazione al Festival di Sanremo?
"Una grandissima emozione, gioia mista a lacrime. Credevamo molto nel brano che abbiamo proposto, sapendolo però molto lontano dall’immaginario del classico brano sanremese. Il fatto quindi di essere scelti come gruppo con “La ballata di Gino” ci ha reso doppiamente felici, in quanto la vittoria è arrivata abbastanza inaspettata".

Come avete vissuto l'esperienza dell'Accademia della Canzone?
"Ottimamente. Per noi è stata un’esperienza molto positiva. Abbiamo fatto incontri interessanti e conosciuto gente nuova con cui abbiamo condiviso la stessa esperienza. Inoltre non abbiamo vissuto la competizione che si ha spesso in questo genere di concorsi e molti dei ragazzi conosciuti all’Accademia ci hanno poi chiamato per congratularsi con noi del risultato".

Cosa pensi delle polemiche che anche quest'anno hanno rovinato la festa dell'Accademia?
"Le polemiche ci saranno sempre, fa parte del gioco. Non mi va di entrare nel merito di quello che è stato detto contro l’organizzazione e i 12 finalisti, posso solo dire che a volte, nelle competizioni, è difficile accettare il fatto di non essere arrivati tra i vincitori, soprattutto per chi crede molto nella propria proposta. Comunque sono sicuro che chi ha la stoffa per emergere lo farà, indipendentemente da questo risultato. Noi non siamo comunque rientrati in nessuna di queste polemiche".

Il vostro gruppo è un tributo alla musica e alla persona di Fabrizio De André. Perché avete scelto di dedicarvi completamente a questo grande artista?
"Io e Bicio, il cantante, siamo amici di lunga data. Lui ha sempre avuto una passione per De Andrè e io come musicista un’apertura a qualsiasi esperienza. Da questo è nata l’idea di creare un gruppo che proponeva solo brani del poeta/cantautore. Abbiamo coinvolto amici musicisti dell’area forlivese che hanno creduto nel progetto e che hanno contribuito portando ognuno le proprie esperienze. Questo ci ha coinvolti molto, sia dal punto di vista delle parole, assolutamente ineguagliabili, che della musica, sempre in costante evoluzione e anticipatrice delle tendenze. Certamente se ora siamo arrivati a questo traguardo, anche se a noi piace considerarlo un nuovo punto di partenza, è dovuto all’esperienza accumulata in questi anni. Rielaborare e riproporre live i brani di questo grande cantautore è stata sicuramente una buona palestra".

Cosa vi ha spinto a tentare di partecipare al Festival di Sanremo, una manifestazione a cui De Andrè ha partecipato solo una volta come autore di un brano dei Tazenda nel 1992?
"Il tutto è iniziato per gioco, con lo spirito di chi pensa: “….in fondo cosa abbiamo da perdere?”. Inoltre ci allettava molto il poter sottoporre i nostri brani ad una giuria competente e il riuscire essere a contatto con dei discografici a cui consegnare di persona il nostro materiale. Ci incuriosiva anche l’ambiente dell’Accademia, abbastanza lontano da quello che avevamo fatto fin’ora".

Cosa, secondo voi, ha colpito maggiormente la commissione artistica che vi ha scelto?
"Il brano presentato, la nostra immagine un po’ atipica come gruppo e il carisma di Bicio, il cantante, che si propone sul palco con una forte personalità e una voce molto originale".

Cosa ci puoi anticipare del vostro brano in gara a Sanremo, "La Ballata di Gino"?
"Che è una storia vera, una storia di guerra ma anche di speranza. Racconta di un nostro compaesano, scomparso qualche anno fa, che ha vissuto in prima persona l’esperienza che noi cantiamo. Il testo è stato scritto da un nostro caro amico, Mario Ulderici, che lo conosceva bene, e noi lo abbiamo adattato alla musica trasformandolo in canzone".

Ora come pensate di affrontare il palco del Teatro Ariston? Avete già avuto contatti con le etichette discografiche?
"Sappiamo che il palco del Teatro Ariston è anche la vetrina musicale più seguita in Italia. Noi ci presenteremo sicuramente rimanendo fedeli a quello che siamo stati in questi anni, senza stravolgere né la nostra proposta musicale, né la nostra immagine. Anche i contatti con le case discografiche ci sono. Troviamo abbastanza buffo che tante porte una volta chiuse ora siano spalancate e che la scelta spetti a noi. Il tutto un po’ ci spaventa, ci sono stati molti cambiamenti in pochissimo tempo. Vedremo di fare la scelta giusta..."

Come descriveresti il vostro gruppo e la vostra musica?
"Te lo descrivo come viene descritto a noi da chi ci segue solitamente nei nostri concerti: un gruppo che riesce a comunicare molte emozioni e a trasmettere la passione per quello che sta facendo. Di solito sul palco ci divertiamo molto, e questo traspare a chi ci segue, andando a creare un clima molto positivo. Chi ci ha sentito una volta si è poi ripresentato molto spesso ai nostri concerti".

Che riscontro di pubblico avete avuto in questi anni suonando in tante piazze italiane e in varie manifestazioni?
"La risposta è sempre stata molto positiva fin dagli inizi. Il pubblico ha sempre dimostrato di apprezzare la nostra energia e la comunicatività come musicisti. Il fatto di presentare brani di Fabrizio De Andrè ci ha comunque sicuramente aiutato in questo. Quando però abbiamo preso la decisione di alternare cover a brani originali, avendo lo stesso riscontro da parte del pubblico, abbiamo ottenuto le motivazioni necessarie per continuare la strada che avevamo intrapreso. Anche quando abbiamo suonato all’estero, arrivando fino in Svizzera e in Polonia, molto lontani cioè dal nostro pubblico abituale, abbiamo capito la forza comunicativa della nostra musica. Era come essere a casa davanti al nostro pubblico abituale".

Ci puoi raccontare le reazione delle vostre famiglie e dei vostri amici alla notizia della "promozione" a Sanremo?
"Tutti increduli quanto noi. Sembrava già buono il risultato di essere nei 40, arrivare nei 12 poi per noi equivaleva già ad una vittoria. La notizia è stata poi ampiamente divulgata da tutti i giornali locali, e ora facciamo fatica ad andare in giro per la città senza che qualcuno si congratuli con noi e ci chieda notizie. Una bella soddisfazione".

Grazie Luca per la disponibilità! Buon lavoro a tutti voi!
"Grazie a te a nome di tutto il gruppo".
In collaborazione con Linksanremo.it

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