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11/12/2006 L'alba del Totalitarismo invisibile (http://etleboro.blogspot.com)

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Gli eventi della nostra storia attuale, tra scandali di spionaggio, morti sospette, attentati e conflitti internazionali, non sono che i segnali di una guerra mondiale tra le grandi potenze che non è mai terminata, ed è sfociata in una guerra non convenzionale. Non esistono nemici ed alleati, le guerre non vengono dichiarate ma combattute al di fuori dei propri confini nazionali, in zone in cui già esistono conflitti sociali, con armi silenziose e biologiche, che perpetuano l'etnocidio dei popoli in silenzio e portano ad un totalitarismo che distrugge in maniera invisibile.

Si sono così creati i grandi blocchi di influenza con la creazione degli organismi sovranazionali, e il colonialismo economico, utilizzando il sistema economico come luogo di scontro e la ricerca scientifica la vera arma con cui creare il nuovo totalitarismo. La tecnologia è oggi nelle mani dei privati, essendo stata sottratta agli Stati, o delle istituzioni paramilitari fortemente centralizzate e sovranazionali. Le loro ricerche sono tenute in stretto riserbo, coperte da segreti di sperimentazione e la liceità delle scoperte e delle tecnologie viene giudicata solo dopo la loro introduzione sul mercato: dovrà essere la società, con i comitati bioetici e vari espedienti mediatici, ad adattarsi alle nuove tecnologie.

Uno Stato oggi impone il proprio dominio usando l'energia, la tecnologia, mentre il conflitto a fuoco è l'effetto di una guerra già dichiarata e già combattuta.

Gli Stati Uniti hanno dichiarato la guerra per il controllo dello spazio, vietandone l'accesso ai nemici dell'America e imponendone l'amministrazione, perché a partire dal 2008 cominceranno a costruire stazioni sulla luna e nel 2020 delle basi fisse, attrezzate di processi capaci di produrre acqua e dunque energia. Il potere dello spazio è parte integrante della strategia americana di "monitoraggio" in tempo reale del pianeta, e con il passare delle generazioni e delle possibilità offerte dall'evoluzione delle tecnologie, il suo dominio sarà incontrastato, perché al momento non esistono realtà paragonabili e altrettanto organizzate.

Hanno infatti portato avanti una politica che mira a mantenere continuamente uno abisso tecnologico tra di loro ed il resto del mondo, per preservare il loro ruolo all'interno del sistema e promuovere un modello di società. È una politica questa molto efficace e ben pianificata a livello virtuale, perché è stata creata una rete solida e flessibile, coniugando innovazione tecnologica, attraverso mezzi finanziari privati, informazione ed intelligence economica, per poi gestire l'influenza politica e culturale mediante i media.

Il lancio della missione nello spazio Galileo ha in certo senso bruciato delle tappe, e posto l'America dinanzi ad ogni altro Stato nella corsa a raggiungere la conquista dello spazio, che sarà il trampolino di lancio per il controllo globale e la cattura dell'energia promanata dall'universo. La base sulla luna sarà un'importate stazione logistica per le esplorazioni nello spazio e i viaggi interstellari, un primo passo verso Marte che è sempre più vicina. L'Europa, dal suo canto, per tenere il passo, deve inseguire questa realtà ed emularla quanto più è possibile e in vista di tale prospettiva, sta costruendo l'apparato burocratico per concentrare le politiche energetiche e i laboratori di ricerca all'interno di istituti sovranazionali che seguiranno le direttive di istituzioni e comitati non eletti: in tal modo sarà possibile superare gli ostacoli sollevati dall'opinione pubblica e dalle singole e differenti legislazioni. Allo stesso modo la Russia sta facendo quadro intorno a tutte le sue risorse, per raggiungere, come in una escalation, obiettivi sempre più prestigiosi: utilizza la sua rete di intelligence per il controllo delle risorse, il gas e il petrolio per il controllo geopolitico dell'Europa, i profitti del mercato europeo per conquistare le multinazionali dei trasporti e aerospaziali. Il suo fine ultimo è quello di proporsi come Stato sovrano e indipendente rispetto ad una lobbies che vuole il totalitarismo di fatto, e per fare questo deve anche essere un'alternativa di potere rispetto all'altra.

Il guasto delle reti elettriche europee ha messo già in evidenza i rischi della liberalizzazione sul buono funzionamento ed la sicurezza di un servizio pubblico essenziale. Lo logiche di profitto e di concorrenza sleale delle imprese private di produzione di energia o di distribuzione hanno messo a repentaglio la sicurezza pubblica, perché uno Stato senza energia è un focolaio di rivolte e guerriglie, alla disperata ricerca di risorse. L'Unione Europea dal suo canto, incentiva la liberalizzazione e promuove l'integrazione in una rete europea, che sottostà al controllo di commissioni e enti direttamente dipendenti dalla Commissione Europea, scavalcando la sovranità degli Stati e pretendendo un potere che non gli compete e non gli è stato mai attribuito. In questi settori strategici, sarebbe invece opportuno reintrodurre una gestione pubblica che ispirata a garantire a tutti l'accesso incondizionato alle risorse vitali all'innovazione a servizio della comunità. Questo però significherebbe delegittimare una Istituzione ormai già molto forte, che può avvenire solo mediante la difesa del diritto all'esistenza e all'accesso alle risorse vitali che è scomparso dalle Costituzioni.

 Uno degli obiettivi strategici delle potenti lobbies che si nascondono dietro gli Stati è quello di giungere ad un controllo completamente automatizzato della produzione dell'energia e delle risorse. Controllando l'evoluzione delle classi inferiori, l'élite può giungere alla dominio dell'energia, in modo che la massa non avrà in sé importanza come risorsa energetica essenziale: le logiche di controllo mentale potranno non essere più utili, perché la necessità sarà la sola arma persuasiva da usare contro le masse. Fino a quel momento occorrerà conquistare il consenso del popolo a lavorare e a delegare altri ad assumere una decisione, per evitare che interferisca nel processo di trasferimento finale delle sorgenti di energia al controllo dell'élite.

I dipendenti infatti hanno sempre meno margini di decisione, dovendo seguire alla lettera procedure rigide e predefinite , come i protocolli dell'informazione.

Grazie alla robotizzazione, all'informatica, ed all'intelligenza artificiale, la produzione ed il trasporto dell'energia e delle merci saranno presto effettuati quasi interamente dai sistemi automatici: il numero di persone realmente necessarie al buono funzionamento del sistema produttivo sarà molto inferiore rispetto ai dipendenti attuali, portando all'eliminazione della popolazione inutile. Si tratta di una eliminazione invisibile, mediante la soppressione progressiva dell'accesso allo spazio vitale, al cibo, alla salute, all'educazione, alle informazioni e all'energia. E così il sistema economico porta al del 40% dei prezzi alimentari, la soppressione o la riduzione della sussidio di disoccupazione, l'abbassamento delle pensioni, lo smantellamento dei sistemi di educazione e di salute pubblica, e la privatizzazione del mercato dell'elettricità.

I potenti del mondo si creeranno i loro Stati personali all'interno delle acque territoriali internazionali mediante piattaforme mobili che emulano delle vere e proprie isole, attuando in grande stile quanto si fa con le piattaforme per l'estrazione del petrolio, già sedi di prestigiose università. Questo progetto è la realizzazione delle "l'isola ad eliche" immaginate da Julio Verne: 300 metri di larghezza per 400 di lunghezza, con 10.000 abitanti.

Sono già attuali i progetti per la costruzione di isole artificiali vaganti, raggiungibili solo con elicottero o nave, che potranno dichiararsi territorio autonomo e diventare paradisi fiscali, roccaforti invisibili ai radar per miliardari, centri del potere e delle decisioni fuori dal mondo e dalle leggi dell'uomo.

Si stanno così sviluppando due universi paralleli che vivono un destino completamente differente: il primo ordine, quello proclamato ufficialmente, è applicato alla società che sta in basso, il pubblico, i cittadini ordinari; il secondo ordine è quello che regge realmente la società, applicato al "mondo in alto", i detentori del potere economico e le organizzazioni.

In una posizione intermedia, fungendo da interfaccia, si imporranno le Associazioni e i Comitati di esperti, la cui opinione sarà interpretata dai "cittadini" come legge imparziale ed economicamente corretta. Si tratterà invece di un governo di "utenti" da parte di agenzie private, che erogheranno un servizio amministrativo e rappresentativo vero e proprio al posto delle autorità locali.

Questa è l'alba del nuovo totalitarismo, con armi e strumenti non convenzionali, al servizio di lobbies potenti e invisibili, che sono così riuscite a realizzare l'ambizioso progetto di Hitler.

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