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  • 26/09/2011 La grande bufala del referendum elettorale promosso da PD-IDV-SEL

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    Strombazzano la propria avversione al Porcellum, ma mirano a restaurarne il fratello gemello, il cosiddetto Mattarellum. Mentono quando dicono di voler eliminare il meccanismo che trasforma la minoranza in maggioranza, quando affermano di voler eliminare il premio di maggioranza, quando dichiarano di voler restituire agli elettori il potere di eleggere i propri rappresentanti.

    Mentono perché vogliono proporre un referendum per far rivivere il vecchio sistema elettorale che, di tutto questo, non contiene nulla. Mentono, e la maggior parte di loro sa bene di mentire, perché così hanno spinto tanti cittadini ad apporre la propria firma. Ma il referendum promosso da Pd-Idv-Sel rappresenta, in sostanza, un gigantesco imbroglio.


    Con la legge Mattarella, il 75% dei seggi parlamentari viene attribuito con criterio maggioritario sulla base dei collegi uninominali, cioè un solo parlamentare per collegio. È ragionevole pensare che il candidato sarà piazzato dal leader del partito e non sarà invece deciso a livello locale; i partiti provvederanno a destinare nei collegi “sicuri” i loro “pezzi forti”da far eleggere.

     Allo stesso modo – è bene tenerlo in considerazione – sceglieranno quelli della quota proporzionale (il restante 25% dei seggi) con sbarramento del 4% alla Camera, collocandoli nei primi posti della lista bloccata. Gli elettori, dunque, non potranno scegliere ipropri rappresentanti, ma saranno costretti a votare quello già deciso dalle segreterie di partito o dalla coalizione.

     E non vi sarà alcuna possibilità concreta per chi si pone fuori dalle coalizioni, perché il maggioritario con collegio uninominale punisce i piccoli e ne penalizza il risultato elettorale. Significherebbe così obbligare le forze politiche ad alleanze forzate con tutti, anche al di fuori di ogni convergenza programmatica. Il sistema rende nullo così il diritto universale ad essere rappresentati in Parlamento. Anche con questo referendum, insomma, i candidati continueranno ad essere nominati dai capi partito. Democratico, vero?


    Non è vero, poi, che il Mattarellum esclude premi di maggioranza. È vero invece che li occulta. In tutte e tre le elezioni svoltesi con questo sistema (1994, 1996, 2001) il premio c’è stato e ed è stato sempre superiore al 10% dei seggi.


    Questo sistema, fondandosi per i tre quarti su un meccanismo di tipo maggioritario, è il sistema elettorale che determina il massimo di distorsione degli effetti collegabili alle pronunzie del corpo elettorale. Potrebbe addirittura produrre un risultato complessivo rovesciato rispetto al voto della maggioranza degli elettori, il risultato cioè che la maggioranza dei seggi parlamentari risulti eletta dalla minoranza degli elettori.


    Ecco perché, aldilà dei numerosi dubbi di costituzionalità, è bene non sostenere in alcun modo questo referendum. Perché ripristinando il vecchio Mattarellum ne verrebbe ancor meno la possibilità di scelta, quindi la democrazia. I nostri politici hanno capito benissimo che la pacchia è finita e che si prospetta un futuro difficile per ambedue i principali schieramenti di centrodestra e centrosinistra, di fronte alla discesa in campo di nuove forze politiche, come il nostro Movimento 5 Stelle (ma facciamo così tanta paura?).

    Non facciamoci prendere per il culo. E alle prossime elezioni votiamo altro.

    Movimento 5 Stelle di Belluno

    http://www.bellunopress.it

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