TuttoTrading.it

17/09/2011 I legami fra Il Fatto Quotidiano, Beppe Grillo e il Movimento Cinque Stelle

Ricerca personalizzata

Che tra Il Fatto Quotidiano, Beppe Grillo e il «MoVimento 5 Stelle» ci fossero dei legami che vanno un po’ più in là del semplice rapporto che dovrebbe intercorrere tra un giornale, un politico qualsiasi e il suo partito, lo si era capito ormai da tempo. Del resto non capita spesso di vedere un vicedirettore di un quotidiano del calibro di Marco Travaglio (leggi qui) tenere una rubrica settimanale online su di un sito che corrisponde alla sede (seppur virtuale) del “partito” politico inventato e posseduto dall’ex comico Beppe Grillo (leggi qui) con il supporto dell’ex dirigente di telecomunicazioni Gianroberto Casaleggio (leggi qui).
Quello che è successo il 13 settembre, però, le ha superate tutte. A fronte di una notizia nota, ovvero lo svolgimento della riunione proclamata da un gruppo di attivisti “grillini” per il giorno successivo al «Cozza Day» (leggi qui) e “osteggiata” dallo stesso Beppe Grillo con un “P.S.” dal suo blog (leggi qui), Il Fatto Quotidiano è riuscito a pubblicare online quattro versioni diverse.

(1° versione)
Si riuniscono i “dissidenti“ del 5 Stelle. “Con Grillo manca comunicazione”.
L’invito è stato spedito anche al comico genovese e alla Casaleggio che però si sono dissociati con un post scriptum online. “Non vogliamo riscrivere lo Statuto, che abbiamo già. Vogliamo solo portarlo a compimento”

(2° versione)
Movimento 5 Stelle, riuniti a Roma i “dissidenti” per discutere del ‘non statuto’
All’indomani del Cozza Day una settantina di sostenitori del M5S si sono incontrati nella capitale per presentare “Agorà 2.0” un progetto informatico per la e-democracy. Beppe Grillo non ha voluto partecipare, ma Gianroberto Casaleggio li ha invitati ad andare avanti

(3° versione)
Bianchini Grillo
(niente incipit)

(4° versione)
Movimento 5 Stelle, in 70 riuniti a Roma per discutere del ‘non statuto’
All’indomani del Cozza Day una settantina di sostenitori del M5S si sono incontrati nella capitale per presentare “Agorà 2.0” un progetto informatico per la e-democracy. Beppe Grillo non ha voluto partecipare, ma Gianroberto Casaleggio li ha invitati ad andare avanti

Dove le diversità tra la prima e l’ultima sono così marcate da sembrare due notizie differenti.
Nei titoli ed incipit, da una riunione di «“dissidenti” del 5 Stelle» che denunciano il fatto che «“Con Grillo manca comunicazione”», si passa ad una più blanda presentazione di «“Agorà 2.0” un progetto informatico per la e-democracy» con tanto di benedizione di Gianroberto Casaleggio che «li ha invitati ad andare avanti».
Riguardo al testo, mentre nella prima versione viene riportata una dichiarazione dei dissidenti relativa ad una «chiara volontà (da parte di Grillo NdR) di mantenere frammentata la base per continuare a decidere dall’alto» e alla sempre incombente minaccia di una «diffida da parte del blogger (Grillo)» in caso di utilizzo del simbolo del «MoVimento 5 Stelle» anche per la riunione in oggetto, nell’ultima si ridimensiona il tutto ad un incontro “casuale” alla vigilia con «Gianroberto Casaleggio» con il quale, chiacchierando, «hanno sciolto ogni dubbio sulla faccenda».
La questione, ovviamente, non è quello che succede all’interno del «5 Stelle»: con tutte le notizie e le prove disponibili in rete, solo un “grillino” doc e qualche altro sprovveduto della stessa risma possono ancora permettersi di non vedere il deficit assoluto di democrazia che affligge quel partito travestito da «MoVimento». Il vero problema riguarda “Il Fatto Quotidiano”: come è possibile che un giornale che si proclama l’alfiere dell’informazione libera da padroni e rimarca per ogni dove di non percepire un euro di finanziamento pubblico non abbia nemmeno la decenza di tutelare la propria onorabilità giornalistica piegandosi ad emendare un articolo – in tutta evidenza “scomodo” – non una ma ben tre volte?
Come detto sopra, che i rapporti tra Il Fatto Quotidiano, Beppe Grillo e il «MoVimento 5 Stelle» fossero di natura quantomeno “particolare”, lo si sospettava già da un po’. Ma che questi rapporti fossero in grado di incidere sull’indipendenza di giudizio del giornale, è una notizia tanto inaspettata quanto grave. Soprattutto perché il titolo della prima versione è una delle cose più chiare e più veritiere che siano state scritte a proposito di Beppe Grillo e del suo «nuovo che avanza»: e allora, che ragione c’era di cambiarlo?

Clicca qui per scaricare una copia .pdf dell’articolo con gli “screenshots” delle quattro versioni dell’articolo de «Il Fatto Quotidiano» del 13 settembre 2011



  • Archivio Movimento a cinque stelle
  • Ricerca personalizzata